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    <titleStmt>
      <title>Polissena</title>
      <author>Giovanni Carmignani</author>
    </titleStmt>
    <extent>152 Kb in UTF-8</extent>
    <publicationStmt>
      <publisher>Biblioteca Italiana</publisher>
      <pubPlace>Roma</pubPlace>
      <date>2003</date>
      <idno>bibit000059</idno>
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        <p>Questa risorsa digitale è liberamente accessibile per uso
              personale o scientifico. Ogni uso commerciale è vietato</p>
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      <title>Collezione BibIt</title>
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      <bibl>
        <title>Polissena tragedia di Giov. Carmignani</title>
        <author>Carmignani, Giovanni</author>
        <publisher>nella stamperia Bonducciana</publisher>
        <pubPlace>Firenze</pubPlace>
        <date>1789</date>
      </bibl>
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                    <p>Tutti i materiali paratestuali della fonte cartacea non riconducibili alla
                      responsabilità dell'autore dell'opera sono stati soppressi nella versione
                      digitale</p>
                  </samplingDecl>
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                      riferimento</p>
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                      <p>I simboli di citazione e di discorso diretto presenti sulla fonte cartacea
                        sono stati rappresentati sulla versione digitale</p>
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                      <p>I trattini di sillabazione a fine riga sono stati soppressi e le parole
                        ricomposte</p>
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        <term>Letteratura teatrale</term>
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      <item>Validazione</item>
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<text>
<front>
<div1 type="dedica">
<pb n="III"/>
<head>ALL'AMICIZIA </head>
<lg>
<l><foreign lang="lat"><emph>O et praesidium , et
	 dulce</emph> decus <emph>meus!
	 <abbr>Hor.</abbr> <abbr>Od.</abbr>
	 <num>I</num> <abbr>Lib.</abbr> <num>I</num></emph></foreign></l>
<l> Di quest'Anima soave cura, </l>
<l>Dono il più nobile della Natura,</l>
<l>Laccio di teneri leggiadri cuori,</l>
<l>Tu, che i purissimi tuoi casti ardori,</l>
<l>Onde un sensibile seno avvampasti</l>
<l>Novel Prometeo in Ciel furasti,</l>
<l>Bella Amicizia diletto Nume</l>
<l>Dalle non lubriche candide piume</l>
<l>Del soavissimo tuo Trono al piede</l>
<l>Trono, ove il vizio non ha sua sede,</l>
<l>Ma dove un facile contegno arride,</l>
<l>E placidissima Virtù s'asside,</l>
<l>Questa, che umilioti debil fatica</l>
<l>Accoglier degnati con destra amica.</l>
<l>Se dall'Etereo tuo Genio spinto</l>
<l>Mio piè il difficile Coturno ha cinto,</l>
<l>E all'ombra Delfica del sacro alloro</l><pb n="IV"/>
<l>Temprando l'umili miei corde d'oro</l>
<l>Sulle vestigia di scorta Achea</l>
<l>Seguii la tragica terribil Dea,</l>
<l>Tutto, s'io scossimi di fama al suono,</l>
<l>Bella Amicizia, tutto è tuo dono.</l>
<l>Me della Gloria all'aureo Tempio</l>
<l>Tentò di spingere tuo dolce esempio;</l>
<l>Te indivisibile d'Amor compagna,</l>
<l>Un nuovo l'anima fuoco accompagna,</l>
<l>Amor dall'aurea face, e dal dardo</l>
<l>I cuori a vincere Nume non tardo.</l>
<l>Se di voi spingemi la doppia brama</l>
<l>Ad opre nobili Virtù mi chiama; </l>
<l>Per voi l'<emph>Invidia</emph> morsi non ave, </l>
<l>E il suo la Cetera ha più soave.</l>
<l>Per voi dell'Erebo sprezzar poteo</l>
<l>L'orror l'intrepido Figlio d'Egeo,</l>
<l>E oltre le Stigie onde incantate</l>
<l>Fe l'Ombre piangere il Tracio Vate.</l>
<l>Per voi la Reggia vider d'Averno,</l>
<l>L'Urne, il Patibolo, e il Cuore eterno.</l>
<l>Per voi sue ferree leggi interrotte</l>
<l>L'inesorabile eterna Notte</l>
<l>Mirò l'insolite alte venture,</l>
<l>O di quest'Anima soavi cure.</l>
    </lg>
</div1>
<div1 type="prefazione">
<head>PREFAZIONE</head><pb n="V"/>
<p><emph>Io non dò quest'edizione, che tremando.
Tante opere applaudite al Teatro,
e disprezzate sotto gli occhi del Lettore
mi fanno temere un evento simile
per la mia. Una, o due situazioni, l'arte,
la destrezza degl'Attori, e qualche
altra felice combinazione hanno potuto
conciliarmi alle rappresentazioni i suffragj
del Pubblico. Ma vi abbisognano dei
meriti ben superiori per prodursi al gran
giorno della stampa. Così presso a poco
scriveva il Poeta-Filosofo di</emph> Ferney <emph>nel
produrre la sua</emph> Marianne, <emph>e così posso
dir'io. Una condotta presso che irreprensibile,
un'arte grande d'interessar
sempre, e di non annoiar mai, uno stile
terso, e robusto nel tempo medesimo,
ecco ciò, che potrebbe qualificare una
buona Tragedia. Si deve commuovere, si
deve atterrire in ogni benché minima situazione,
e allora si è tragici. Un tratto
snervato, un colorito poco vivace, un'
<pb n="VI"/>
espressione non misurata, e una situazione,
che troppo s'accosti al comico,
tutto questo può scemare il merito d'una
produzione delle più applaudite.</emph> I Rimpiattarelli
<emph>di Nerone, le troppo comiche</emph>
astuzie <emph>d'un vecchio Rè adoprate per
venire in chiaro qual de' due suoi figli
è amato da una bella Principessa, la</emph>
viltà <emph>d'un Massimo, che non scuopre
una congiura dall'altra parte tanto importante,
che per essere scioccamente amoroso
di una, di cui egli deve certo conoscere
il cuore inclinato ad amare altri,
e ne adduca una ragione</emph>
<foreign lang="lat">L'amour rend tout permis;
Un venerable amant ne connoit point damis
</foreign><emph>Gl'</emph> amori <emph>d'un vecchio Generale assassinato
vilmente da un rival furibondo;
Ecco ciò che ha potuto in qualche maniera
far poco rispettare l'inimitabili
rappresentanze di</emph> Brittannico, <emph>di</emph> Mitridate,
<emph>di</emph> Cinna, <emph>e di</emph> Sertorio <emph>dai tratti
pungenti dei Critici un po' troppo scrupolosi
è vero, ma non per questo poco
ragionevoli.
A fronte di tutto ciò come non spaventarsi
al solo nome di</emph> Tragedia <emph>? Come
incoraggiarsi a por piede in una carriera
così scabrosa, e così ardua dove
<pb n="VII"/>
 hanno potuto non di rado inciampare gli
Autori immortali del</emph> Cid, <emph>d'</emph>Atalìa, <emph>d' </emph>
Atreo, <emph>e di</emph> Semiramide?
<emph>L'Italia è stat quasi sempre priva
di Genj, che abbiano trattato con vera
dignità, e con successo il conturno, ed il
pugnale sanguinoso di Melpomene. Le
ragioni ne son troppo note perché io le
debba ripetere. Non che Ella non abbia
avuti i suoi Tragici anco i più celebri;
le altre Nazioni non sono che a lei debitrici
della Gloria a cui hanno potuto
far risalire il loro Teatro. La munificenza
di Leone <num>X</num> si vide porgere la mano,
e far risorgere dall'oblio, in cui fino
allora era vilmente giaciuta, l'arte
divina dei</emph> Sofocli, <emph>e degl'</emph> Euripidi.
<emph>Questo gran Mecenate dei Letterati, e
dei Talenti del suo Secolo profondeva tesori
immensi per far rappresentare con
la dovuta magnificenza, e con un apparato
sorprendente la prima Tragedia, che
avesse veduta l'Europa dalla decadenza
dell'Impero in poi. La</emph> Sofonisba <emph>del</emph>
Trissino <emph>a Vicenza, la</emph> Rosamonda <emph>del</emph>
Rucellai <emph>a Firenze facevano echeggiare
l'Italia degl'applausi dovuti a que' due
celebri Scrittori prima che la Spagna,
l'Inghilterra, e la Francia conoscessero
<pb n="VIII"/>
l'opere teatrali dei</emph> Lopez de Vega, <emph>dei</emph>
Shakespear, <emph>dei</emph> Mairet, <emph>e dei</emph> Rotrou.
<emph>Il solo</emph> Metastasio <emph>sarebbe stato forse
un Genio veramente tragico, e avrebbe
fornito il nostro Teatro di rappresentanze
così sublimi da non farci invidiare
alla Francia i</emph> Racine, <emph>e i</emph> Voltaire, <emph>se
non avesse dovuto scrivere al gusto dei
tempi, in cui scriveva. Il trasporto per
la Musica ha riportata sempre, almeno
in Italia, la preferenza sopra il buon
gusto per la vera Poesia.</emph> Metastasio <emph>ha
composti dei Drammi, che son capi
d'Opera, e che per esser troppo belli hanno
chiuso il passo a chiunque avesse avuto
il coraggio di metter piede nella sublime
carriera, che egli ha così inimitabilmente
battuta.
Il gusto per altro per la Tragedia
sembra aver incominciato a dominare gli
spiriti, e i talenti d'Italia. Ciò forse
non deve ripetersi, che da una plausibile
emulazione, e da un entusiasmo di
arditezza, che hanno potuto eccitare negli
animi l'ammirazione, e l'applauso,
che si sono attirato sulle nostre Scene le
produzioni immortali a noi pervenute
d'oltre i Monti. Il nostro Teatro è al presente
inondato da una quantità pressoché
<pb n="IX"/>
 prodigiosa di tragiche produzioni. Fra un
infinità di Seguaci dell'Italiana Melpomene
si vedono signoreggiare i Genj dei</emph>
Maffei, <emph>degl'</emph> Alfieri, <emph>dei</emph> Pindemonti,
<emph>dei</emph> Campi, <emph>dei</emph> Guerra, <emph>e dei varj altri
celebri Scrittori.
A fronte di questo io devo produrmi
al gran giorno, e all'aria di pedanteria,
con cui mi presento si può dedurre
quale possa essere il mio coraggio.</emph> <foreign lang="lat">Spes
est animi nostra timore minor. </foreign><emph>La Tragedia,
che io offro agl'occhi del Pubblico
è stata da me composta nell'età</emph> precisamente,
<emph>in cui il Voltaire compose il
suo Edipo. Lungi dal reputare sulle mie
labbra questa protesta un effetto di amor
proprio, o di vana-gloria poco riflessiva,
ella non è, che l'effetto del ribrezzo,
con cui io m'induco a dare alla luce
questa mia produzione. Voltaire non ebbe
scrupolo nessuno a premettere, che la
Tragedia, di cui egli dava l'edizione
era il parto della fantasia d'un Giovine
di diciott'anni, dovrò dunque averlo
io? So benissimo, che queste proteste
sono più che inutili, e che a nulla servono
per garantire una produzione dalle
critiche dei Giudiziosi, e dalle invettive
dei Maligni. Il Pubblico è un Giudice
<pb n="X"/>
inesorabile, che non ascolta altro
che se stesso; e il proprio sentimento
vuol dirlo con libertà, e senza ritegno
nessuno. Egli non conosce in una produzione,
che il merito, o il demerito di
essa, e ben disse l'ingegnoso</emph> <foreign lang="fre">Boileau
Un Auteur a genoux dans une
humble Préface
Au Lecteur, qu'il ennuye a beau
demander grace. </foreign>
Polissena <emph>ebbe sulle Scene un incontro
più che fortunato: Ma questo è nulla.
L'abilità, l'arte, e la destrezza degl'
Attori, che la rappresentarono fu ciò
sicuramente, che contribuì non poco a
sostenere questa</emph> Tragedia. <emph>Io sono il
primo a convenirne, lontano da oppormici.
L'abile Signor Pietro Andolfati,
che con un'energia, e con un valore
veramente tragico sostenne il carattere
di</emph> Pirro, <emph>e lo espresse così al vivo tanto
nello sdegno, che nell'amore; l'inarrivabile,
la sensibile, la vaga</emph> Polissena,
<emph>che poté spremere dagl'occhi d'un
Pubblico giudizioso, e imparziale le
più soavi lacrime, che formeranno sempre
l'elogio il più eloquente di questa
Giovine Attrice; Questi due celebri Attori,
senza pure escluderne gl'altri,
<pb n="XI"/>
che recitarono nella Tragedia furono
quelli s enza dubbio, che le diedero quel
poco di merito, che le si attribuì, e di
cui ella è sicuramente sprovvista.
Io adesso la presento agl'occhi del
Pubblico tal quale è sortita dalla penna
dell'Autore. Secondo il giudizio, che se
ne darà, potrà esso prendere o incoraggiamento
a proseguire, o, il che sarà più
facile, un prudente partito di desistere
da un'impresa, che mal si conviene alla
di lui insufficienza.
Comunque però sia di questo, egli saprà
senza dubbio distinguere la Critica
sensata, e giudiziosa dalla Diatriba inconveniente,
e maligna. Rassegnatissimo
anzi che grato alla prima egli non farà,
che disprezzar la seconda, che suol
esser per lo più l'appannaggio distintivo
dell'anime vili, e invidiose. Pur
troppo è vero, che a giorni nostri le lettere
umane son divenute disumanissime,
come l'ha detto un celebre Letterato del
nostro Secolo. L'ingiurie, le cabale, le
calunnie si son sostituite a quella dolce
moderazione tanto propria d'un animo
sensibile, e ben fatto, alla bella sincerità,
al sentimento imparziale, e giudizioso.
Pur troppo si sentono ronzare la
<pb n="XII"/>
per tutto di quest'oziosi, e insufficienti
calabroni, che pascer si vorrebbero impunemente
delle più dolci fatiche dell'
api attente, e industriose. Si dà comunemente
il nome di Critico a chi altro
non conosce, che la parzialità, e la detrazione.
Non è a questa sorte di Critici,
che io presento la mia Tragedia,
ma bensì ai Lettori illuminati, imparziali,
e sinceri, poiché </emph></p>
<lg lang="fre">
<l>Les Muses filles du Ciel</l>
<l>Sont des Soeurs sans jalousie </l>
<l>Elles vivent d'ambrosie, </l>
<l>Et non d'absinthe, &amp; de fiel; </l>
<l>Et quand Jupiter appelle </l>
<l>Leur assemblée immortelle </l>
<l>Aux fêtes, qu'il donne aux Dieux </l>
<l>Il défend, que la satyre </l>
<l>Trouble les sons de leur lyre </l>
<l>Par ses sons audacieux. </l>
    </lg>
<p rend="italic">Voltair.</p>
</div1>
<div1 type="dedica">
<head>LETTERA A GAETANA ANDOLFATI</head><pb n="XIII"/>
<p>Lettera alla signora Gaetana Andolfati giovane attrice.
<emph>Che sostenne il carattere di</emph> Polissena
<emph>con un successo più che favorevole.</emph></p>
<lg>
<l>Vaga Andolfati, non sdegnar di questi </l>
<l>Facili Carmi, che al tuo piè presento </l>
<l>Il più tenero omaggio, e l'umil dono. </l>
<l>Riconoscenza di sensibil cuore </l>
<l>Tratta sul debil vol di fragil'Estro </l>
<l>Scorrer può far dall'inesperta penna </l>
<l>Sensi d'ammirazion misti, e di gioja. </l>
<l>Di Polissena, su i tuoi labbri il Fato, </l>
<l>I suoi pianti, il suo duol, le sue sventure </l>
<l>Tutto poteo, sol tua mercé, di pianto </l>
<l>Fare irrigar l'impallidite guance </l>
<l>Del commosso Uditor, spezzare il gelo </l>
<l>De' cuori più duri, e trionfar dell'alme. </l>
<l>Al soave girar di tue pupille, </l>
<l>Al suono incantator della tua voce </l>
<l>Il fiel s'estinse di maligna Invidia, </l>
<l>E inoperose caddero al tuo piede </l><pb n="XIV"/>
<l>Del severo Censor le rigid'armi. </l>
<l>Già pe' tuoi merti preparato io veggo </l>
<l>Pender dalla sanguigna altera destra </l>
<l>Della grave Melpomene il bel Serto </l>
<l>Che in mezzo a' plausi dell'Italia tutta </l>
<l>Il tuo bel cuor, e l'opre tue coroni. </l>
<l>Va', che se del feroce estinto Achille </l>
<l>Sulla funesta taciturna Tomba </l>
<l>Fra il comun pianto, e il replicato plauso </l>
<l>Preda cadesti di mentita morte, </l>
<l>L'Ara or t'attende di soave Genio </l>
<l>Vittima d'un amor troppo beato.</l>
    </lg>
<p><emph>Questa Lettera fu scritta avanti gli Sponsali di
      questa Giovine Attrice. Ciò vogliono inferire quegl'ultimi versi.</emph></p>
</div1>
<castList>
<head>ATTORI</head>
<pb n="XV"/>
<castItem><role>PIRRO</role></castItem>
<castItem><role>POLISSENA</role></castItem>
<castItem><role>EROPE</role></castItem>
<castItem><role>CALCANTE Gran Sacerdote</role></castItem>
<castItem><role>POLIDORO</role></castItem>
<castItem><role>ARSINDO</role></castItem>
<castItem><role>Sacerdoti</role></castItem>
<castItem><role>Guerrieri</role></castItem>
<castItem><role>Guardie</role></castItem>
<castItem><role>Popolo</role></castItem></castList>
    <set><p>La scena è sotto le Mura di Troja
già diroccate, ed arse.</p></set>
  </front>
<body>
<div1 type="atto">
<head>ATTO PRIMO</head>
<div2 type="scena">
<head>SCENA I </head>
<pb n="XVI"/>
<stage>S'alza il Sipario, e lascia vedere un vasto
recinto d'antichissimo Bosco. In mezzo vi
si scorge la tomba dell'estinto Achille. Dalla
parte sinistra in lontano appariscono le Tende
dell'Armata Greca. Intorno a queste si
vedranno debolmente risplendere alcuni avanzi
di faci preste ed estinguersi essendo
imminente il giorno. Dalla destra si
scuoprono le mura di Troja diroccate, e
fumanti. Il Teatro rappresenta un'oscurissima
notte.
<emph>Pirro appoggiato sulla tomba del Padre denota
in un gran dolore, ed in una specie
d'oppressione. Arsindo è sul proscenio. Pirro
dopo alquanto di silenzio s'alza confusamente,
e d'un aria smarrita viene ad Arsindo.</emph></stage>

<sp><speaker>PIRRO</speaker><l> Arsindo, ah! per pietà toglimi a questi </l>
<l>Luoghi sacri alla morte ove non spira </l>
<l>Che lutto, che terror, che pianto intorno. </l>
<pb n="1"/>
</sp>
<sp><speaker>ARSINDO</speaker><l> Come, Signor! già trasgredir vorrai </l>
<l>Al comando celeste? Egli t'astringe </l>
<l>A consultar del Padre tuo la tomba. </l>
<l part="I">Pirro vedi i marmi? </l>
<stage> rend="italic"&gt;accenn. la tomba</stage>
<l part="F">Ivi riposa </l>
<l>Il Padre tuo, l'inclito Achille, il solo, </l>
<l>Per cui tutta avvampò Troja superba; </l>
<l>Calcante degli Dei l'organo augusto, </l>
<l>Lor ministro, e interprete a te svela </l>
<l>Esser brama del Ciel, che tu ti prostri </l>
<l>A venerar quell'Urna ov'è raccolto </l>
<l>Dell'estinto tuo Padre il cener sacro. </l>
<l>L'inclita Ombra di lui placar t'è duopo, </l>
<l>Ed ella a te paleserà qual sangue </l>
<l>Debba grondar per ammollir quell'ira. </l>
<l>Tu sai, che invan spiega le vele a i venti </l>
<l>La Greca Flotta; Il Mar s'oppone, e nega </l>
<l>Che dall'Asia depressa il Greco Legno </l>
<l>Onde in Patria tornar l'Ancora salpi. </l>
<l>Ciascun paventa, ed il soccorso indarno </l>
<l>De' Numi invoca. In te, Signor, sua speme </l>
<l>Fissa la Grecia, ed a te solo è sato </l>
<l>Al tuo gran Genitor porger vendetta. </l>
<l>Forse è questa la notte, in cui rompendo </l>
<l>Quell'eterno confin dal Ciel prescritto </l>
<l>Tra l'Averno, e la luce a lumi tuoi </l>
<l>Mostrar debbesi Achille onde svelarti </l>
<l>Dello sdegno de' Numi il fran segreto. </l></sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l>  Troppo tu speri; a rosseggiar comincia </l>
<l>Sul Balzo Oriental la bella Aurora. </l>
<l part="I">Mira. </l>
<stage rend="italic">quì si vedono quasi del tutto
estinte le faci in lontano</stage>
<pb n="2"/>
<l part="F">Del Campo omai le faci estinte </l>
<l>L'orror notturno a dissipare accese </l>
<l>Non brillan più. Spettro infernal non puote </l>
<l>Del già vicino Sol soffrir la luce. </l>
</sp>
<sp><speaker>ARSINDO</speaker><l> Ebben? forse non può del tuo gran Padre </l>
<l>Fatta già Semi-Dio l'anima augusta </l>
<l>Cinta di gloria a te mostrarsi in mezzo </l>
<l>Allor splendor del più brillante giorno? </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l> Tutto è ver: Ma chi sa, che il sacro cenno, </l>
<l>Che quì m'astringe ad ingannar non tenda </l>
<l>La vigilanza mia! … tu sai, che schiava </l>
<l>Polissena la sorte un dì mi fece: </l>
<l>Agamennone l'ama: Ei tutte cerca </l>
<l>Tutte le vie per involarla a Pirro. </l>
<l>Calcante lo protegge … Ei seco forse </l>
<l>Sì reo pretesto onde ingannarmi a preso.</l>
</sp>
<sp><speaker>ARSINDO</speaker><l> Come! … Calcante! … un Sacerdote? Ah, taci: </l>
<l>Un Ministro de' Numi in lui rispetta: </l>
<l>Non offender così chi lor somiglia. </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l> Infallibile dunque esser tu credi <note><foreign lang="lat"><emph>Cet organe des Dieux est il donc infallible? Un ministére saint les attache aux autels: Ils approchement des Dieux, mais ils sont des mortels</emph>. <abbr>Oedip.</abbr> Tra<abbr>g.</abbr> </foreign></note></l>
<l>Quest'organo del Cielo? Un sacro rito </l>
<l>È ver lo stringe all'Are, e il fa simile </l>
<l>Quasi agli Dei, ma egl'è mortale alfine. </l>
<l>Le passioni non toglie il sacro ammanto. </l>
<l>Anzi v'ha chi con questo a render giunge </l>
<l>Quasi virtudi i suoi delitti, ed avvi </l>
<l>Più d'un fellon de' Santuarj al piede. </l><pb n="3"/>
<l>Amico, io non ho pace … al Campo andiamo: </l>
<l part="I">Tutto mi fa tremar. </l>
</sp>
<sp><speaker>ARSINDO</speaker><l part="F"> Ma qual ti punge </l>
<l part="I">Cura sì grave? … </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l part="M"> Ah! Polissena … </l>
</sp>
<sp><speaker>ARSINDO</speaker><l part="F"> E tanto </l>
<l>La schiava tua fra' tuoi pensieri a loco? </l>
<l part="I">Tanto degna ti sembra … </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l part="F"> Olà: che parli? </l>
<l>Questa schiava rispetta. A lei si debbe </l>
<l>Qualunque omaggio, e benché vinta il collo </l>
<l>Pieghi al giogo d'un Greco, ella è Regina.</l>
</sp>
<sp><speaker>ARSINDO</speaker><l> Signore perdona al zelo mio … tant'ira, </l>
<l>Un sì acerbo parlar … di Polissena </l>
<l>Al nome sol tu di color cangiasti </l>
<l part="I">Forse … </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l part="M"> Che dir vorrai? </l>
</sp>
<sp><speaker>ARSINDO</speaker><l part="F"> Forse il tuo cuore </l>
<l part="I">Vinto da lei … </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l part="F"> Sì: mio fedele, io l'amo. </l>
<l>Tacer nol posso … Il primo sei, che aperto </l>
<l>Tutto il cuor mi leggesti, e il grande arcano </l>
<l>Alfin m'escì chiaro da' labbri a forza. </l>
<l>Dissimular non giova … io peno, amico, </l>
<l>Io tutto avvampo, e i lunghieri incanti </l>
<l>Di Polissena idolatrar m'è duopo. </l>
</sp>
<sp><speaker>ARSINDO</speaker><l part="I"> Oh, Ciel! </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l part="M"> Stupisci?  </l>
</sp>
<sp><speaker>ARSINDO</speaker><l part="F"> E chi stupir non debbe! </l>
<l>Tu di Priamo uccisor, tu il più crudele </l>
<l>De' Nemici di Troja ardere al fuoco </l>
<l>Di Trojana beltà! … decol cotanto, </l><pb n="4"/>
<l>Scusami, non credei d'Achille un figlio </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l> Ah! sol fugge l'amor chi non ha cuore! </l>
<l>Amico, fu nella terribil notte, </l>
<l>In cui piacque agli Dei veder distrutta </l>
<l>La superba Ilion dall'Armi Greche, </l>
<l>Che una dolce beltà schiavo mi rese. </l>
<l>Col favor di Sinon le mura appena </l>
<l>Varcar potei della Città superba, </l>
<l>Che bramoso di strage, e sciolto il freno </l>
<l>Al desìo di vendetta, incendio, e morte </l>
<l>Portai dovunque, e il fulmine di Giove </l>
<l>Brillar parea sulla fatal mia detra. </l>
<l>Giunto alla Reggia, ove più vivo, e spesso <note><foreign lang="lat"><emph>Protinus ad sedes Priami … </emph>. <abbr>Virg.</abbr> <abbr>En.</abbr> <num>II</num>. </foreign></note></l>
<l>Crescea l'assalto, io di mia mano infranta </l>
<l>Con bipenne letal la maggior porta </l>
<l>Tutta al Greco furor la strada apersi </l>
<l>Agl'aditi reali, ed ai vestusti </l>
<l>Tuttor vuoti di sangue atrii superbi. </l>
<l>Pianti, singulti, e feminili strida </l>
<l>S'udiano intorno: Ad abbracciar gl'artari </l>
<l>Timorosa correa la turba imbelle. </l>
<l>Oltre io mi spingo, ed inseguendo irato </l>
<l>Polite del Re Teucro uno de' figli </l>
<l>L'incalzo là dove piangendo insieme </l>
<l>Col crin disciolto al vecchio Padre intorno </l>
<l>Lacrimanti di Primao eran le Figlie. </l>
<l>Il mio Nemico ivi disteso al suolo </l>
<l>Il brando inalzo, e gli trafiggo il seno; </l>
<l>A vista sì feral tutto commosso </l>
<l>S'alza fremendo il Genitor canuto, </l>
<l>Ed un acciar bieco impugnando, invano </l><pb n="5"/>
<l>Sorto del Figlio a vendicar la morte </l>
<l>Contro di me debole colpo ei vibra. </l>
<l>Torbido allor, e di vendetta acceso </l>
<l>Il Vecchio assalgo, ed efferando irato </l>
<l>Con la sinistra a lui la bianca chioma </l>
<l>La destra inalzo, e semivivo al suolo </l>
<l>Fo dal corpo spiccar reciso il teschio.  </l>
<l>D'un caro Padre il rimirar lo scempio </l>
<l>Gridar le Figlie …  e Polissena … oh, Cielo! </l>
<l>Molle di pianto alla sua Madre in braccio </l>
<l>Pel dolor già svenuta, e quasi esangue </l>
<l>Solo da me parea sperar mercede. </l>
<l>Languia la sventurata, e in sen piegando </l>
<l>Pallido il volto, e dispiegando all'aura </l>
<l>Dolcemente negletto il crin disciolto </l>
<l>Credimi … avria mosse le tigri al pianto. </l>
<l>Ancor tinto di sangue il guardo volgo, </l>
<l>E … oh! dolce incontro! … in cotal atto oppressa </l>
<l>Miro giacer la bella mia Nemica. </l>
<l>Facilmente s'arrende un cuor commosso: </l>
<l>Ond'io tuttor fervido d'ira … il seno </l>
<l>Tutto avvampar da nuovo fuoco intesi. </l>
<l>Impallidii … mancommi il piè … m'invase </l>
<l>Tutte le fibre, e al cuor mi scese un moto, </l>
<l>Che tormento non fu, ma fu piacere. </l>
<l>Ad amar comincia fin da quel punto, </l>
<l>E a questo seno a Polissena in faccia </l>
<l>Contro ogni voglia mia varcar fu forza </l>
<l>Dallo sdegno all'amor il breve passo. </l>
</sp>
<sp><speaker>ARSINDO</speaker><l> Deh! reprimi, Signor, se pur ti cale </l>
<l>Dell'onor tuo, della tua gloria, in seno </l>
<l>Reprimi alfin questo nascente affetto.</l><pb n="6"/>
<l>Un orribil timor mi presagisce, </l>
<l>Ch'ei fra non molto esser ti dee funesto. </l>
<l>Lascia ogni speme, e quei maucauti moti </l>
<l>Ond'è sospinto il giovanil tuo cuore </l>
<l>Frena ora che il puoi; vince l'amor chi 'l fugge.</l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l> Non sperar, ch'io t'ascolti; Il Ciel in pria </l>
<l>L'invido Ciel sulla mia testa irato </l>
<l>Lanci senza pietà sue fiamme ultrici, </l>
<l>Ch'io spenga nel cuor mio quel puro affetto, </l>
<l>Che smorzar non potrà la morte istessa. </l>
<l>Tu vola al Campo, e tutti i moti osserva </l>
<l>E di Calcante, e del maggiore Atrida … </l>
<l>Ah! se mai l'empio Duce a danno mio </l>
<l>Macchina inganni, o qualche frode ordisce </l>
<l>Paventi … Il grado in lui rispetto, è vero, </l>
<l>Ma … mostrar gli potrei come far suole </l>
<l>La sue vendette un disperato amante. </l>
</sp>
<sp><speaker>ARSINDO</speaker><l part="I"> Dunque, Signor … </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l part="F"> Cedi al mio cenno, e parti.</l>
</sp>
<stage rend="italic">Arsindo s'inchina, e parte.</stage>
</div2>
<div2 type="scena">
<head>SCENA II </head>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l> Posso solo una volta appien disciorre </l>
<l part="I">Libero il freno alle mie pene, o Dei! </l>
<stage rend="italic">siede</stage>
<l part="F">hellip; Del grande Achille il Figlio </l>
<l>Respira in te! … Della tua Patria ancora </l>
<l>Sei tu la speme? … Ah! ti ravviso appena. </l>
<l>Misero! ov'è quel tuo valor primiero, </l>
<l>Onde tenero ancor ne' tuoi verd'anni </l>
<l>Spingendo il piè del Padre tuo sull'orme </l>
<l><pb n="7"/>
Della gloria le vie calcasti, ardito? </l>
<l>Ove il rigor, che disprezzar ti fece </l>
<l>Sordo d'amore alle più dolci voci </l>
<l>D'ogni beltade i lusinghieri inganni? </l>
<l>Bagnato in pria sulla marziale arena </l>
<l>Del bel sudor della Palestra Elea </l>
<l>L'onor, l'armi, il destrier fu sol tua cura, </l>
<l>Ed or … torpido! … ed or schiavo infelice </l>
<l>Piegando il collo a una passion tiranna </l>
<l>Educato agl'Allori, ai Mirti aspiri? … </l>
<l>Ah! invan dal sen strappar vorrei quel dardo, </l>
<l>Che il cuor mi strazia …  e che ad amar mi spinge</l>
<l>Ad onta mia … quella, che odiar dovrei … </l>
<l part="I">Stelle! odiar Polissena! … </l>
<stage rend="italic">pensa, poi con forza</stage>
<l part="F">! no … perdona </l>
<l>Della fierezza mia , bella mia fiamma, </l>
<l>Perdona in me quest'infelice avanzo. </l>
<l>Dell'uccisor del grande Achille, è vero, </l>
<l>Tu sei germana, e il Ciel ti vuol mia schiava, </l>
<l>Ma in te colpa non regna … Il tuo bel cuore, </l>
<l>Cara, non è di crudeltà capace. </l>
<l>Io t'amo … io t'idolatro … e l'amor mio, </l>
<l>Sì quest'amor … mia speme, al suol frappoco </l>
<l part="I">Cader farà le tue catene infrante. </l>
<stage rend="italic">s'ascolta un lugubre mormorio nella tomba</stage>
<l part="F">a qual grido feral … </l>
<stage rend="italic">s'alza spaventato</stage>
<l part="I">Da quella tomba </l>
<l part="M">Udir si fa! … </l>
<stage rend="italic">trema il Teatro</stage>
<l part="F">Tremar le piante …  il suolo </l>
<l part="I">Balza sotto il mio piè … </l>
<stage rend="italic">va errando atterrito per il Palco</stage>
<pb n="8"/>
<l part="F"><emph>iel! quai rimiro </emph></l>
<l><emph>Pallidi spettri, e formidabil'ombre </emph></l>
<l><emph>Errar sdegnose a quest'orrore intorno? </emph></l>
<l part="I">Numi! </l>
<stage rend="italic">(vacilla)</stage>
<l part="M">il cuor mi s'agghiaccia …</l>
<stage>il Teatro trema</stage>
<l part="F">Io tremo … il piede </l>
<l part="I">Nega di sostenermi </l>
<stage rend="italic">(disperato)</stage>
<l part="F">ah! con tant'ira </l>
<l>Che volete da me, barbari Dei?</l>
</sp>
<stage rend="italic">si getta a sedere</stage>
</div2>
<div2 type="scena">
<head>SCENA III</head>
<stage rend="italic">Cessa il fragore, e vedesi il gran Sacerdote Calcante
venire a passo lento; Pirro l'osserva;
S'alza, e dice:</stage>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l part="I"> Calcante </l>
<stage rend="italic">(andandoli incontro)</stage>
<l part="M">quai prodigj!</l>
</sp>
<sp><speaker>CALCANTE</speaker><l part="F"> Il Ciel t'elegge </l>
<l>Per suo vendicator; seconda, o figlio, </l>
<l>Col voler tuo la volontà de' Numi. </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l> Ma qual'è mai la minacciata testa, </l>
<l>Che vuol recisa al suo furor l'Olimpo? </l>
<l>Me l'addita, se il fai … Questa mia mano </l>
<l>Scorrer farà l'abominevol sangue </l>
<l>Scelto dal Cielo, e che del Dio dell'acque </l>
<l>Molcer debbe lo sdegno, onde propizia </l>
<l>Spinga l'aura bramata i Greci legni. </l>
</sp>
<sp><speaker>CALCANTE</speaker><l> Frena il malcauto ardor. Spesso si rende </l>
<l>Del favore de' Numi un cuore indegno </l>
<l>Quando rapido troppo, i grandi arcani </l>
<l>Senza adorar, vuol penetrarne il cenno. </l>
<l>Calmati, o figlio, e l'alma tua prepara </l>
<l>Alla grand'opra … Ella costar ti debbe. </l>
<pb n="9"/>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l> Ah! ciò, Signor, ch'ho di più sacro al Mondo </l>
<l>Ceder pronto agli Dei dolce mi fia, </l>
<l>Se il ceder debbo. Una virtù severa </l>
<l>Ad opra tal mi servirà di scorta. </l>
<l>So quanto fe per sua Patria un giorno </l>
<l>Dell'Eubea sull'arene il maggior Duce. </l>
<l>In valor non è solo, e in queste vene </l>
<l>Scorre limpido ancor d'Achille il sangue. </l>
<l>Ma il credesti? … a questo cupo in mezzo </l>
<l>Orror di morte, onde vien sparso ovunque </l>
<l>Questo sacro recinto, all'aura sorse </l>
<l>Mesto un grido feral da quella tomba. </l>
<l part="I">Che mai sarà! …</l>
</sp>
<sp><speaker>CALCANTE</speaker><l part="F"> Del Padre tuo la voce, </l>
<l>Figlio, sortir da questi marmi udisti.</l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l part="I"> E che brama da me?</l>
</sp>
<sp><speaker>CALCANTE</speaker><l part="F"> Chiede vendetta.</l>
<l>Sai, che per man del rapitore infame, </l>
<l>Che contro l'Asia il fulmin Greco accese </l>
<l>Cadde, ha non molto, che non valor, non forza</l>
<l>A sì valido Eroe tolse la vita.</l>
<l part="I">Ei tradito spirò. </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l part="F"> Ciel! che mi narri! </l>
</sp>
<sp><speaker>CALCANTE</speaker><l> Quest'orribil segreto, è ver, coperse </l>
<l>Con le tenebre sue finor l'oblìo; </l>
<l>E ver, ch'io tacqui, e che soltanto Achille </l>
<l>Fe i suoi gemiti udir da quell'orrore </l>
<l>Ombra sdegnosa invendicata ancora. </l>
<l>Principe … Figlio, alla tua man s'aspetta </l>
<l part="I">Il compir la grand'opra. </l>
<stage rend="italic">va alla tomba, e ne estrae un pugnale</stage>
<l part="F">Ecco l'acciaro, </l>
<l><pb n="10"/>
L'indegno acciar, che penetrò le vie </l>
<l>Del cuore augusto al Padre tuo tradito. </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l> Stelle! … che sento … in rimirar quel ferro </l>
<l>Tutte m'arde le fibre un fuoco ignoto. </l>
<l part="I">Porgi … </l>
<stage rend="italic">volendo impaziente il pugnale</stage>
</sp>
<sp><speaker>CALCANTE</speaker><l part="F"> Ascoltami in pria. Giurar tu devi </l>
<l>Su quest'acciaro a tutti i Numi in faccia </l>
<l>Di vendicar del Padre tuo la morte.</l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l> Che? … dubitar della mia fe potresti? </l>
</sp>
<sp><speaker>CALCANTE</speaker><l> No; ma voglion gli Dei, che all'opra astringa </l>
<l>La tua virtude indissolubil nodo.</l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l part="I"> Ebben … </l>
<stage rend="italic">(risoluto)</stage>
<l part="M">Ma oh Numi! </l>
<stage rend="italic">s'arresta</stage>
<l part="F">in appressarmi io provo </l>
<l>Un non so che, che mi tormenta il cuore. </l>
<l part="I">Signor … </l>
<stage rend="italic">(esitando)</stage>
<l part="M">Che fo? …  </l>
<stage rend="italic">a parte</stage>
<l part="M">giurar vorrei …</l>
<stage rend="italic">(alto)</stage>
<l part="F">pur sento …</l>
</sp>
<sp><speaker>CALCANTE</speaker><l> Eh! l'Uomo estingui, e in te l'Eroe ravviva. </l>
<l>Forse di contentar l'ombra sdegnata </l>
<l>Paventi di colui, che ti diè vita? </l>
<stage rend="italic">(vanno alla tomba)</stage>
<l part="I">Vieni. Eseguisci il giuramento. </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l part="F"> Quale, </l>
<l>Qual mai terrore ad esitar m'induce! </l>
<stage rend="italic">a par.</stage>
<l part="I">Si giuri. </l>
<stage rend="italic">alto</stage>
</sp>
<sp><speaker>CALCANTE</speaker><l part="M"> Ecco l'acciar.  </l>
</sp>
<stage rend="italic">Pirro prende il ferro</stage>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l part="F"> Macchiar prometto </l>
<l>Questo perfido ferro entro le vene </l>
<l>A quei, che il Ciel per olocausto elegge … </l>
<l>E su quest'urna a tutti i Numi giuro. </l>
</sp>
<sp><speaker>CALCANTE</speaker><l> Degno figlio d'Achille! Il tuo deponi </l>
<l>Innocente pugnale, e quello stringi. </l>
<stage rend="italic">accennando quello estratto dall'urna. Pirro gli dà il proprio</stage>
<pb n="11"/>
<l>Quello ferir dee l'olocausto … e questo </l>
<l>Finché l'opra fatal non sia compiuta </l>
<l>Restar dovrà dal fianco tuo lontano </l>
<l>Nel cupo orror di questa tomba ascoso. </l>
<stage rend="italic">ve lo ripone</stage>
<l>Intanto, o Figlio, il braccio tuo prepara </l>
<l>A lacerar quell'ostinato laccio, </l>
<l>Che per opra de' Numi al Teucro lido </l>
<l>Tien ferme ancor le vincitrici antenne. </l>
<l>Ma pria volgiti al Ciel; la tua virtude </l>
<l>È grande, il so; Pur senza lui languisce. </l>
<l>E folle è ben quei, che di troppo altero </l>
<l>Arbitro de' suoi voti il Ciel non brama.</l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l> Tutto farò … la vittima infelice, </l>
<l>Che il Cielo elegge a massacrar m'accingo, </l>
<l>È già pronto il mio cuor - pur sulla scelta </l>
<l>Tremo, Signor … </l>
</sp>
<sp><speaker>CALCANTE</speaker><l> Trema, ma sul delitto. </l>
<l>Non paventar. Lascia, che il Ciel tu guidi </l>
<l>Al sacrifizio, e ch'ei ti regga il braccio. </l>
<l part="I">S'appressa alcuno … </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l part="F"> Arsindo! che mai reca! </l>
</sp>
</div2>
<div2 type="scena">
<head>SCENA IV </head>
<stage>Calcante, Pirro, Arsindo frettoloso. </stage>
<sp><speaker>ARSINDO</speaker><l part="I"> Corri, Signor. </l>
<stage rend="italic">(a Pirro)</stage>
<l part="F">Tutto è in tumulto il Campo. </l>
<l>Agamennone freme: Egli solleva </l>
<l>La Plebe sediziosa. A lei fu noto </l>
<l>Il novel sacrifizio, e ciascun teme, </l>
<l>Onde i Numi placar, della sua vita. </l>
<l><pb n="12"/>
Si minaccia Calcante, e te con lui. </l>
<l>Mormora ognun, che ingannatori entrambi </l>
<l>Per saziar la vostr'ira, e un fin privato </l>
<l>Dello sdegno del Ciel la falsa voce </l>
<l>Spargete ad arte, e che tuttor si vuole </l>
<l>Far di sangue innocente il suol vermiglio. </l>
<l>S'oppone invan de' fidi tuoi lo stuolo: </l>
<l>Vola la Plebe alle tue tende, e i gridi </l>
<l>Del Popol folle han preceduto il giorno. </l>
</sp>
<sp><speaker>CALCANTE</speaker><l>  Al riparo si corra - Empj! a quel segno </l>
<l>Giunger non puote un temerario ardire? </l>
<l>Pirro, renditi al Campo, ed io del Cielo </l>
<l>Implorato il favor, su' passi tuoi </l>
<l>Pronto verrò. Vedrem se questi alteri </l>
<l>Osan far fronte a un Sacerdote ancora. </l>
<l>Già gl'Atridi conosco, e i lor disegni … </l>
<l part="I">Ma … </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l part="F">  Ti calma, ch'io pronto a tanto sdegno </l>
<l>Volo ad impor qualche riparo almeno. </l>
<l>E se mai furibonda, il che non credo, </l>
<l>Spinger contra di te la cieca Turba </l>
<l>Volesse il suo furor … pria, tel prometto, </l>
<l>Marciar dovrà su questo corpo esangue.</l>
</sp>
<stage rend="italic">via</stage>
</div2>
<div2 type="scena">
<head>SCENA V </head>
<stage rend="italic">Calcante, Arsindo.</stage>
<sp><speaker>ARSINDO</speaker><l part="I">  Da quell'ira che speri? </l>
</sp>
<sp><speaker>CALCANTE</speaker><l part="F">  Ogni soccorso.</l>
</sp>
<sp><speaker>ARSINDO</speaker><l part="I">  Ma il suo fatal amor … </l>
</sp>
<sp><speaker>CALCANTE</speaker><l part="F">  Soffri, che tutta </l>
<l><pb n="13"/>
Spero sanar di quel gran cuor la piaga. </l>
<l>Di già l'ostia a svenar su questa tomba </l>
<l>L'astringe al mio voler sacra promessa. </l>
<l>Polissena è la vittima …  il suo sangue </l>
<l>L'Oracolo richiede; Ei sarà sparso. </l>
</sp>
<sp><speaker>ARSINDO</speaker><l part="I">  Ah! di Pirro pavento.  </l>
</sp>
<sp><speaker>CALCANTE</speaker><l part="F">  Anch'io conosco, </l>
<l>E con dolor, se confessar il deggio, </l>
<l>L'indiscreto calor de' suoi trasporti. </l>
<l>Vedo le fiamme ree de' sensi suoi; </l>
<l>E il torrente fuocoso, a cui far sponda </l>
<l>Procuro ognor, troppo sovente, è vero, </l>
<l>Da me lo svelle, e troppo lungi il porta. </l>
<l>Violento non men, che grande è nato: </l>
<l>Tenero, ma furioso, egli è capace </l>
<l>D'un gran delitto ancor. Del nobil sangue </l>
<l>Che lo formò tutto l'ardor m'è noto. </l>
<l>Ogni passione in lui furor diventa, </l>
<l>Ma nutre ancor mille virtù, che appieno </l>
<l>Compensar tutti ponno i vizj suoi. </l>
<l>Di strapparli dal cor sperar mi giova </l>
<l>Quest'affetto funesto. Or tu frattanto </l>
<l>Vola al suo fianco, e di sedar procura </l>
<l>Insiem con lui la sollevata Plebe. </l>
</sp>
<sp><speaker>ARSINDO</speaker><l>  M'è legge il cenno. Ad ubbidirti io corro. </l>
</sp>
</div2>
<div2 type="scena">
<head>SCENA VI </head>
<sp><speaker>CALCANTE</speaker><l> Voi, che il cuor mi vedete, amici Numi, </l>
<l>Deh! secondate il mio desir. Ritorni </l>
<l><pb n="14"/>
Alle vie di virtù quel cuor sedotto, </l>
<l>Questo giovine Eroe, che alla mia cura </l>
<l>Lasciò morendo un virtuoso Padre. </l>
<l>E tu Ombra sacra, che sdegnosa ancora </l>
<l>Forse d'intorno a me t'aggiri, calma </l>
<l>I tuoi singulti, e di vendetta in segno </l>
<l>Di quel sangue fatal, che tu richiedi </l>
<l>Sparso il cenere tuo vedrai frappoco.</l>
</sp>
</div2>
<trailer>Fine dell'Atto <num>I</num>.</trailer>
   </div1>
<div1 type="atto">
<head>ATTO SECONDO</head>
<div2 type="scena">
<head>SCENA I </head>
<pb n="15"/>
<stage>Polidoro entra smarrito. </stage>
<sp><speaker>POLIDORO</speaker><l> Stelle! ove son! … dove le piante aggiro </l>
<l>Vil rifiuto dell'onde in questi lidi! </l>
<l>In quai climi m'ha spinto egro, e languente </l>
<l>L'implacabil destin, che ognor m'insiegue! </l>
<l>Tutto l'onda mi tolse, e non mi resta, </l>
<l>Che un mal fermo tuttor soffio di vita </l>
<l>Da questo corpo ad esalar già pronto. </l>
<l>Barbari Dei! … perché fra i gorghi immensi </l>
<l>D'un torbido Ocean non seppellirmi,</l>
<l>O non darmi per vinto al Trace infido? </l>
<l>Dalle barbare mani io fuggo appena </l>
<l>Del crudel Polimnestore, e sull'onde </l>
<l>Cerco in preda al dolor miglior destino, </l>
<l>Che fra l'ira de' venti, e a' lampi in mezzo </l>
<l>Parto fatal d'un irritato Cielo </l>
<l>Semivivo mi getta, e quasi esangue </l>
<l>Il furor di Nettuno in queste arene.</l>
<l>Ciel! non vedo che orror … Di questa tomba </l>
<l>Il sacro aspetto … Il mormorio dolente </l>
<l>Delle fronde agitate … e quest'erranti </l>
<l>Pallid'ombre di morte … Ah! tutto accresce </l>
<l>Di questo seno il turbamento interno. </l>
<l part="I">Là le tende d'un Campo. </l>
<stage rend="italic">voltandosi a sinistra, indi alla parte opposta</stage>
<l part="F">e quà rimiro </l>
<l>Preda d'avide fiamme, e sparsa intorno </l>
<l><pb n="16"/>
D'ossa insepolte, e di recisi teschj </l>
<l>Fumar per anco una Città distrutta. </l>
<l>Numi! sarebber mai le patrie mura </l>
<l>Quelle, che vedi, Polidoro? … Io tremo, </l>
<l>E un segreto terror mi dice all'alma, </l>
<l>Che Troja è quella, e che fumanti io miro </l>
<l>Dell'antica Ilion gl'ultimi avanzi. </l>
<l part="I">Andiam … </l>
<stage rend="italic">(s'incammina)</stage>
<l part="M">Ma vengon quà due Schiave. </l>
<stage rend="italic">(si ferma)</stage>
<l part="F">Il cuore </l>
<l>Agitato mi sento al loro aspetto. </l>
<l>Di quì si fugga, e chi mai son m'ascolti.</l>
      </sp>
<stage rend="italic">si ritira fra gl'alberi</stage>
</div2>
<div2 type="scena">
<head> SCENA II </head>
<stage> Polissena, Erope, ambe in catene.
Polissena mostra essere in grande agitazione; dopo
aver fatti alcuni passi le mancan le forze;
s'appogga ad Erope dicendo:</stage>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="I">  Sostienmi, amica … </l>
</sp>
<sp><speaker>EROPE</speaker><l part="F"> I spirti tuoi ravviva; </l>
<l>Sorgi: Non vacillar; Del Ciel irato </l>
<l>Con me t'attingi a sopportar lo sdegno.</l>
     </sp>
<stage rend="italic">la conduce sul Proscenio</stage>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l>  Ove mai mi conduci? - Ah! m'abbandona </l>
<l>Erope, al duol, che mi soverchia il seno </l>
<stage>siede</stage>
<l>Oh! tristezza fatale! - Eterni Dei, </l>
<l>Di cui tremando l'assistenza imploro,</l>
<l>In provandola ognor deh! vi degnate </l>
<l>Di sostener la mia costanza almeno. </l>
<l>Disvelatemi alfin l'orror del sogno, </l>
<l><pb n="17"/>
Che ogni pace ritolse ai sensi miei … </l>
<l>Ditemi almen se questi orrendi spettri </l>
<l>Son del vostro furor gl'infausti annunzj! </l>
</sp>
<sp><speaker>EROPE</speaker><l> Fremer mi fai. -Da quai tartaree larce </l>
<l>Spaventata tuttor veder ti deggio! </l>
<l>Sempre in odio a te stessa, e in preda a mille </l>
<l>Contrarj affetti ora di pianto aspergi </l>
<l>Con trasporto di duol questa mia destra, </l>
<l>Ed or fuor di te, te stessa odiando </l>
<l>Dell'afflitto mio sen fuggi gli amplessi. </l>
<l>Perché, da un tetro orror colpita ognora, </l>
<l>Offusca i lumi tuoi nube di pianto? </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l>  E tu … Amica tu stessa in questo stato </l>
<l>Del pianto mio chieder mi puoi ragione! </l>
<l>Ah! perché tra le fiamme, onde avvampate </l>
<l>Caddero al suolo queste paterne Mura </l>
<l>Involta, ed arsa io stessa ad accoppiarmi </l>
<l>Gir non potei ne' Regni della Morte </l>
<l>Senza catene a' miei grand'Avi al fianco? </l>
<l>Perché al ferro nemico il collo esposto, </l>
<l>Polissena, ancor tu di pianto asperta </l>
<l>Del Padre tuo sul sanguinoso corpo </l>
<l>Non cadesti trafitta, onde spirando </l>
<l>Col sangue suo della Patria sua oppressa </l>
<l>Smorzar  gl'incendj in qualche parte almeno? </l>
<l part="I">O Numi! … </l>
<stage>piange</stage>
     </sp>
<sp><speaker>EROPE</speaker><l> A che tuttor de' nostri mali </l>
<l>Rinnovellar la rimembranza amara? </l>
<l>So quanto il Ciel penar ci fece, e quanto </l>
<l>Or fra i Nemici a sopportar ci resta.</l>
<l>Sento, Amica, sì sento (e di te al pari) </l>
<l>Delle nostre sventure il fatal peso. </l>
<l><pb n="18"/>
Ma perché mai rimproverarne i Numi! </l>
<l>E perché lor rinfacciar tuttora </l>
<l>Quella giusta pietà, che i giorni nostri </l>
<l>Sempre difese? … ah! paventiam, che alfine </l>
<l>Questa loro bontà mal corrisposta </l>
<l>De' pianti tuoi non si ritrovi offesa. </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l>  Ah! chi pianger dovrà, se creder puoi </l>
<l>Tu stessa, Amica, in me delitto il pianto! </l>
<l>In mezzo al mio dolor che mai mi lascia </l>
<l part="I">L'invido Ciel </l>
<stage>(con disperazione)</stage>
<l part="F">se il lacrimar mi toglie! </l>
<l>Ecuba geme di catene avvinta </l>
<l>Lungi da me, né mi concede almeno </l>
<l>Per estrema mia doglia il fato avverso </l>
<l>Qualche sollievo ne' materni amplessi. </l>
<l>A quali eterne smanie essere io sembro </l>
<l>Lasciata in preda! … ognun morta mi brama! </l>
<l>Dunque, o Destin, che per soffrir non nacqui? </l>
<l>Ognor vedrò questa mia destra oppressa </l>
<l>Sotto il peso de' ferri … e sempre in faccia </l>
<l>All'Uccisor del Padre mio condurre </l>
<l>Dovrò questa mia vita! Ah! Pirro! - (Oh! nome </l>
<l>Per me caro, e funesto a un tempo istesso!) </l>
<l part="I">Tu sei … </l>
<stage>(vivamente)</stage>
<l part="M">Ciel! che dirò!</l>
<stage>riprendendosi a parte</stage>
<l part="F">Barbari affetti! … </l>
<l part="I">Sventurato mio cuor! - </l>
<stage>alto con vivacità s'alza</stage>
<l part="F">Tutto ho perduto. </l>
</sp>
<sp><speaker>EROPE</speaker><l> Che? tu non conti più sul tuo Germano, </l>
<l>Su Polidoro? ed obliar potesti </l>
<l>Questo raggio di speme ancor non spento? </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l>  Vana speranza! - la sua morte è certa; </l>
<l>E un sogno ancora agli occhi miei presente … </l><pb n="19"/>
</sp>
<sp><speaker>EROPE</speaker><l> Sulla mal certa fe perché turbarti </l>
<l>D'una larva notturna? Una Germana? </l>
<l>Del grande Ettore dovrà temer d'un sogno? </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l> Volesse il Ciel, che invan tremassi! Ha sempre </l>
<l>Tutto a temer degl'infelici il cuore. </l>
<l>Ecuba allor, che per comun rovina </l>
<l>Paride sventurato al giorno dette </l>
<l>Un sogno fu, se tel rammenti, un sogno </l>
<l>Fu di nostre sventure il nunzio infausto. </l>
<l>Del pari un sogno i sensi suoi coperse </l>
<l>D'un orribil terror; mentre al suo letto </l>
<l>Fremer d'intorno, ed agitar si vide </l>
<l>La terribil Megera ultrice fiamma. </l>
<l>Ella le presagì, Madre infelice! </l>
<l>Che il Figlio suo della sua Patria un giorno </l>
<l>Lo sventurato distruttor sarebbe. </l>
</sp>
<sp><speaker>EROPE</speaker><l> Qual fantasma in quest'oggi, o qual sinistro </l>
<l>Crudel presagio inorridir ti fece? </l>
<l>Di narrarmelo ardisci; Il cuor solleva, </l>
<l>Il racconto d'un mal ben spesso il tempra. </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l> Qual orror! - qual spavento! - Io sola errava </l>
<l>In questi a morte sacri orrendi asili, </l>
<l>E fra i cupi silenzj, e l'orror tetro </l>
<l>Di queste antiche selve irresoluto </l>
<l>S'aggirava il mio piè da taciturne </l>
<l>Tenebre spaventose intorno cinto. </l>
<l>Dal mesto sen di queste auguste tombe </l>
<l>Delle vindici Dee fatal soggiorno </l>
<l>Furibondi sortir gemiti udia, </l>
<l>Ed attonite in mezzo gelid'urne erravan bieche </l>
<l><pb n="20"/>
Mille fra lor distinte ombre di morte, </l>
<l>Mentre lungi s'udian gl'antri selvaggi </l>
<l>A rimbombar d'un lamentevol'eco. </l>
<l>Quando, oh! … vista feral! - pallido in viso </l>
<l>Tinto di sangue, e lacerato il crine </l>
<l>Sconosciuto Garzon giacer sul suolo </l>
<l>Da un acciaro trafitto io vedo … e sento </l>
<l>Dirmi dal cuor, che Polidoro è quegli. </l>
<l>Corro -  ma, oh Ciel! … da quella tomba istessa </l>
<l>Ove il torbido Achille estinto giace </l>
<l>Fra un turbine di fuoco, al mal distinto </l>
<l>Cupo chiaror d'una sanguigna torcia </l>
<l>Lacerate le vesti, e il crin coperto </l>
<l>Di cenere freddo … a me si lancia irato </l>
<l>Tutto asperso di sangue orrido spettro. </l>
<l>Vendetta ei grida - ed al mio cuor lanciando </l>
<l>Di fameliche fiamma orribil gruppo </l>
<l>Del mio German corre sul corpo esangue, </l>
<l>E sbranandoli il sen … Ciel! - che mai vidi! </l>
<l>Il cuor gl'estrae - me lo presenta … e in mille </l>
<l>Parti già lacerato al suol lo getta. </l>
<l>Raccor volea gli sventurati avanzi </l>
<l>Scampati al suo furor - quando impugnato </l>
<l>Un acciaro sanguigno a Pirro il porge; </l>
<l>Trema il mesto Garzon … ma l'ombra irata </l>
<l>Avida di vendetta ebra gli sforza </l>
<l>La man tremante a trapassarmi il fianco. </l>
<l>Vibrasi il colpo … e io già stesa a terra </l>
<l>Spirar parea - mentre saziato alfine </l>
<l>Nell'orror della tomba il passo volto </l>
<l>Fuggì lo Spettro; Alla sua fuga il  Cielo </l>
<l>Fremé coi lampi, e mormorò l'Averno. </l><pb n="21"/>
</sp>
<sp><speaker>EROPE</speaker><l> Principessa, dal sen discaccia omai </l>
<l>Questi torbidi oggetti, e alfin riprendi </l>
<l>De' sensi tuoi la già perduta calma. </l>
<l>Tutto, lo so, contro di noi congiura; </l>
<l>Tutto estinte ci vuol … ma contro il Fato </l>
<l>Cosa giova l'opporsi? È la costanza, </l>
<l>Tu il sai, degl'infelici il solo appoiggio. </l>
<l>Polissena t'acquieta … ancor fra tante </l>
<l>Perdite nostre, in mezzo al fatal lutto, </l>
<l>Che ci circonda, allor che vivo in petto </l>
<l>Contro il nostro Nemico odio serbiamo </l>
<l>Tutto no, non perdemmo …  assai ci resta.</l>
</sp>
<stage>via.</stage>
</div2>
<div2 type="scena">
<head>SCENA III </head>
<stage>Polissena, indi Polidoro.</stage>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l> Nemico Ciel! che più sperar degg'io? </l>
<l>L'unico mio conforto, il solo appoggio </l>
<l>Della costanza mia da me s'invola … </l>
<l part="I">Polidoro spirò … </l>
<stage>(egli comparisce)</stage>
<l part="F">Ma chi s'appressa? </l>
<l>Uno Stranier! - Numi … in mirarlo solo </l>
<l>Straziar mi sento in mille parti il cuore. </l>
</sp>
<sp><speaker>POLIDORO</speaker><l part="I"> Fingiam. </l>
<stage>(a parte, indi alto)</stage>
<l part="F">Tu chiunque sei Diva, o mortale, </l>
<l>Cui di catene ingiustamente oppressa </l>
<l>Tien barbaro poter … que' tuoi bei lumi </l>
<l>Verso un misero cuor volger ti degna. </l>
<l>Questa Terra m'è ignota, e tu rimiri </l>
<l>Un Giovine infelice all'onde in preda </l>
<l>Lungamente sbalzato, e salvo appena </l>
<l><pb n="22"/>
Di', qual lido è mai questo, e quì chi regna? </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="I">Qual dolce suon … </l>
<stage>(tutto a parte)</stage>
<l part="F">qual voce … Il sangue mio </l>
<l>Agitato entro il sen posa non trova. </l>
</sp>
<sp><speaker>POLIDORO</speaker><l part="I"> Come! …  e vorrai … </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="F"> Nel rimirarti io sento, </l>
<l>Giovine sventurato, il cuor commosso. </l>
<l part="I">Sappi … </l>
</sp>
<sp><speaker>POLIDORO</speaker><l part="F"> Ti calma; Un grato cuor compiange </l>
<l>A fronte dell'altrui le sue sventure: </l>
<l>Moti son di pietà quei, che provasti. </l>
<l part="I">Ma dimmi: ove siam noi? </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="F"> Quelle, che vedi </l>
<l>Giacer colà rovine ancor fumanti </l>
<l>Troja un dì fur, quella Città superba, </l>
<l>Che dettò le sue leggi all'Asia intiera. </l>
<l>Queste a sinistra man le Tende sono </l>
<l>De' Distruttori suoi … dell'Armi Greche. </l>
</sp>
<sp><speaker>POLIDORO</speaker><l> Donna, che ascolto! … o dolorosa vista! </l>
<l>Quell'è l'alta Ilion - quelle mura </l>
<l>De' Pergami superbi? - Ah! tutto in duolo </l>
<l>A sì truce veduta il cuor si strugge. </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l> Stranier, tu il primo sei, cui sparger vedo </l>
<l>Lacrime di dolor sulla mia Patria. </l>
<l part="I">Forse … </l>
</sp>
<sp><speaker>POLIDORO</speaker><l part="M"> E Priamo che fa? </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="F"> Stranier, che dici? </l>
<l>Ah! … Priamo! … oh! rimembranza! e tu che sai </l>
<l>Ch'è fra quei sassi il Padre mio sepolto? </l>
<l part="I">Ch'ei spirò … ch'ei lasciommi … </l>
</sp>
<stage>piange</stage>
<sp><speaker>POLIDORO</speaker>
<stage rend="italic">a parte</stage>
<l part="F">Oh! colpo atroce! </l>
<stage>alto</stage>
<l part="I">Che? … Priamo è morto! … ah! Polissena! …</l>
<pb n="23"/>
<stage><add>con trasporto</add></stage>
<l part="F">Io manco. </l>
<stage>s'appoggia ad un alb.</stage>
       </sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="I"> Stranier! </l>
<stage>(sorpresa)</stage>
<l part="F">tu piangi! … tu mi chiami a nome!</l>
<l>Forse da Polidoro … Di'! … vedesti</l>
<l part="I">Il mio German … respira ancor? </l>
<stage>con impazien.</stage>
</sp>
<sp><speaker>POLIDORO</speaker><l> Sì, vive. </l>
<l part="I">Ma, oh Dei! … </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="F"> Che? - tu il conosci? - ei vive ancora! </l>
</sp>
<sp><speaker>POLIDORO</speaker><l> Sì - Ma sol per finir le sue sventure. </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l>  Parla … Dov'è? - le pene mie compisci … </l>
</sp>
<sp><speaker>POLIDORO</speaker><l part="I"> Come! - ignorar tu puoi … </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="F"> Pianger ti vedo … </l>
<l>Ah! chiunque tu sei parla, o m'uccidi. </l>
</sp>
<sp><speaker>POLIDORO</speaker><l> I miei singulti …  il pianto mio … non fanno </l>
<l part="I">Che scuoprirmi pur troppo.</l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="F"> Qual sospetto </l>
<l>Nell'afflitto mio sen nasce improvviso! </l>
<l>Il suo volto … i suoi tratti … un grido interno … </l>
<l part="I">Possibil sia! - Stranier ti svela … </l>
</sp>
<sp><speaker>POLIDORO</speaker>
<stage><add>si getta fra le di lei braccia</add></stage>
<l part="F">Ebbene, </l>
<l>A questo pianto il tuo German conosci. </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="I"> Mio German … </l>
<stage>l'abbraccia con trasporto piangendo</stage>
</sp>
<sp><speaker>POLIDORO</speaker><l part="M"> Polissena … </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="F"> Oh! lieto giorno … </l>
<l>Oh! contentezza! - In abbracciarti … io sento </l>
<l>L'anima errar su' labbri miei tremanti. </l>
</sp>
<sp><speaker>POLIDORO</speaker><l part="I"> Stelle! qul ti ritrovo! … </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="F"> Il Ciel mi rende </l>
<l>Tutto ciò che perdei, caro, in te solo. </l>
<l>Tu in me di nuovo ogni speranza accendi, </l>
<l>E di nulla pavento allor che i Numi </l>
<l>Libero alfin mi t'hanno reso in braccio. </l>
<pb n="24"/>
</sp>
<sp><speaker>POLIDORO</speaker><l part="I"> Ma fra tanti Nemici … </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="F"> Il ciglio astergi. </l>
<l>Ti consola; tu sei per anco ignoto. </l>
<l>Guardati di scuoprirti, e tanto spera; </l>
<l>Fai però ch'io sappi qual sorte amica </l>
<l>Te dalla Tracia in questi Lidi ha spinto. </l>
</sp>
<sp><speaker>POLIDORO</speaker><l> Sai, che me pargoletto ancor mal fermo </l>
<l>E insiem con me tesori immensi un giorno </l>
<l>Mandò Priamo infelice al re de' Traci </l>
<l>Onde del Figlio suo cura egl'avesse, </l>
<l>Ed ascosi ad ogn'uopo i suoi tesori </l>
<l>Fosser da lui; Mentre temendo avversi </l>
<l>Contro Ilion gli Dei celare ei volle </l>
<l>Me con pegno sì opimo al Greco avaro. </l>
<l>Già contento io vivea sicuro in braccio </l>
<l>Del crudel Polimnestore, e lontano </l>
<l>Dal paventar da lui frode, od insulto; </l>
<l>Quando all'orecchie sue giunto per fama </l>
<l>Delle nostre sventure il fatal grido, </l>
<l>Calpestando ogni fe, l'armi rivolse </l>
<l>L'empio in favor del vincitore Argivo. </l>
<l>Né quì per anco il furor suo fu sazio, </l>
<l>Che avido del tesor, la morte mia </l>
<l>Ordina il disumano - E che non puoi </l>
<l>In uman petto avidità dell'oro? </l>
<l>Io già fra il pianto una sicura morte </l>
<l>Attendea, di catene intorno avvinto, </l>
<l>Quando una man fedel tra l'ombre amiche </l>
<l>D'oscurissima notte i lacci miei </l>
<l>Propizia infranse, e sovra un legno in Porto </l>
<l>Cauta lasciò questa mia vita in salvo. </l>
<l>Ove drizzasse il coro suo la Nave, </l>
<l><pb n="25"/>
Che a morte m'involò non saprei dirti, </l>
<l>Che lacrimando, e dal dolore oppresso </l>
<l>Risvegliato non fui dal mio letargo </l>
<l>Finché al fragor de' tuoni … al muggir bieco </l>
<l>Dell'onde insane in mezzo al Mar mi vidi </l>
<l>D'ogni forza già privo, e quasi esangue. </l>
<l>Molto su i flutti errai, molto soffersi, </l>
<l>E stanche alfin di tormentarmi l'onde </l>
<l>Mi gettai semivivo in questi scogli. </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l> Lode agli Dei! - Da quel fatal periglio </l>
<l>Scampato omai stringer ti posso al seno! </l>
<l>Or che ti trovo, alleggerita in parte </l>
<l>Sopra di me l'orrida man mi sembra, </l>
<l>Che spietata tuttora il cuor m'oppresse; </l>
<l>E già spero …  ma a noi quale improvviso </l>
<l part="I">Strepito giunse! … </l>
<stage>(guarda la scena)</stage>
<l part="M">Altrove fuggi … </l>
<stage>(con impazienza)</stage>
<l part="F">e cela </l>
<l part="I">I passi tuoi … Ciel! … </l>
<stage>(guarda di nuovo)</stage>
<l part="F">se mai Pirro fosse … </l>
<l part="I">Se i suoi  cupi sospetti … ah! va … </l>
</sp>
<sp><speaker>POLIDORO</speaker><l part="F"> Non deggio </l>
<l>Te abbandonar … fra le tue braccia almeno </l>
<l part="I">Bramo … </l>
<stage>vuol por mano al pugnale</stage>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="M"> Crudel, vuoi la mia morte? </l>
</sp>
<sp><speaker>POLIDORO</speaker>
<stage>partendo alla parte opposta alle Tende Greche</stage>
<l part="F">Io cedo.</l>
</sp>
</div2>
<div2 type="scena">
<head>SCENA IV </head>
<pb n="26"/>
<stage>Polissena, Pirro con Guardie.
Egli è già entrato qualche momento avanti, ed
ha fissato gl'occhi attentamente sopra Polidoro.
S'è alquanto turbato, ma rassicurandosi si
calma, ed inoltrato dice alle Guardie.</stage>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l> Voi quì pronti attendete ogni mio cenno.</l>
<stage>le Guardie si dispongono nel fondo del Teatro</stage>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="I"> Che mai vorrà? </l>
<stage>a parte mentre Pirro
s'avanza lentamente sul Proscenio sempre
guardando dov'è partito Polidoro</stage>
<l part="F">forse ha scoperto … io tremo.</l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l part="I"> Polissena.</l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="M"> Signor … </l>
<stage>con timore</stage>
     </sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l part="F"> Conosco omai </l>
<l>Quanto mal si conviene alla sua destra </l>
<l>Di que' ferri umiliati il duro peso, </l>
<l>E mi rendono i Numi assai felice </l>
<l>Onde pronto involarti a tal rossore.</l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="I"> Respiro … </l>
<stage>(a parte, indi alto)</stage>
<l part="M">0h! mio </l>
<l part="M">Signor … lascia, ch'a' piedi … </l>
<stage>vuol <abbr>inginocch.</abbr></stage>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l part="I"> Sorgi. Che fai? … </l>
<stage>sollevandola</stage>
<l part="F">Compagni, olà, si tolga </l>
<l>Questo barbaro impaccio a quella destra.</l>
<stage>le son tolte le catene</stage>
<l part="I">Che ciascun si ritiri. </l>
<stage>le Guardie partono</stage>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker>
<stage>a parte</stage>
<l part="F">O amabil cuore!</l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l> Principessa, se il ciel maggior m'aprisse </l>
<l>Strada ond'esserti grato, in favor tuo </l>
<l><pb n="27"/>
Godrei di tributar la vita istessa, </l>
<l>Ma forte s'oppone, e bieco ognuno </l>
<l>Veglia tuttor sopra i miei passi attento. </l>
<l>Più d'un Greco m'aborre, e il maggior Duce </l>
<l>Agamennone ancor non tutta spenta </l>
<l>Quella face crudel d'invidia, e sdegno, </l>
<l>Che agl'Eacidi a fronte il cuor mai sempre </l>
<l>Gl'accese, a danno mio l'intiero Campo </l>
<l>Molto non ha, che ad allamar s'accinse. </l>
<l>Pur per quanto il mio grado, e la mia destra </l>
<l>Oprar potrai, mi scorgerai, tel giuro, </l>
<l>Del Mondo ad onta a sollevarti intento. </l>
<l>Or  quei lacci non solo ond'eri avvinta </l>
<l>Franger m'è grato, ma disciolta ancora </l>
<l>Da ogn'altra servitude, ed a tuo senno </l>
<l>Di te stessa signora io ti rilascio. </l>
<l>Fin da quest'ora ad ogni dritto io cedo, </l>
<l>Che sopra te poté donarmi il Fato; </l>
<l>Libera in fin sei in quanto brami, e forse </l>
<l>Di me stesso più ancor libera assai. </l>
<stage>con passione</stage>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l> Modera del tuo cuor tanta bontade, </l>
<l>Di cui m'opprime il generoso eccesso. </l>
<l>Ah! Signor … l'onorar la mia sventura </l>
<l>Con sì nobile pensier, credimi, è un troppo </l>
<l>Quest'alma assoggettar più che non pensi </l>
<l>A quel giogo fatal, da cui mi sciogli. </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l> </l>
<stage>con amarezza</stage>
<l>Altri però su' passi miei vorrebbe </l>
<l>Grato a te dimostrarsi, e se nol sai, </l>
<l>Le tue bellezze il maggior Duce adora. </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="I"> Chi? … me, Signor … </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l part="F"> Tutto scopersi. Invano </l>
<l><pb n="28"/>
Agamennone tenta agl'occhi miei, </l>
<l>Cauto celar la sua nascente fiamma. </l>
<l>Egli t'ama, egli avvampa, e ad onta sua </l>
<l>Aperto il cuor ciascun gli legge in volto. </l>
<l>Egli macchina forse a' suoi desiri </l>
<l>Te involare al mio braccio, ed al suo carro, </l>
<l>Che una pronta vittoria a lui prepara </l>
<l>Alle patrie Città condurti avvinta. </l>
<l>Ma non temer; finché per queste vene </l>
<l>Aggirarsi potrà stilla di sangue </l>
<l>De' tuoi diritti, e di te stessa insieme </l>
<l>Ognor m'avrai vendicator costante. </l>
<l>Assai pagò la meritata pena </l>
<l>Ilio superba, e di vendetta assai </l>
<l>Il barbaro piacer saziar poteo </l>
<l>Tra le fiamme di Troja il furor Greco. </l>
<l>Assai fumar fe queste rive un giorno </l>
<l>Quel sangue onde nascesti, e in lui smorzato </l>
<l>Tutto esser dee quell'ostinato sdegno, </l>
<l>Che la Grecia allarmò. Finch'io respiri </l>
<l>Tu libera sarai. Dolce m'è troppo </l>
<l>Quest'avanzo di vita allor, che tutto </l>
<l>Prodigarlo poss'io per gl'infelici, </l>
<l>E se posso impedir, che la sua destra </l>
<l>Al par del cuor schiava non sia ridotta </l>
<l>D'un amante non già, ma d'un Tiranno. </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l> Soprafatta, Signor, da ciò che ascolto </l>
<l>Temo a ragion, che non m'inganni un sogno. </l>
<l>Stelle! - creder potrò simil sdegno! </l>
<l>Quel fausto Dio nel tuo gran sen l'infuse? </l>
<l>Quanto a ragion del nome tuo la Terra </l>
<l>È piena, e quanto il ver la fama vince! </l>
<l><pb n="29"/>
Tu in mio favor voler piegar te stesso? </l>
<l>Tu d'una Schiava tua prender tal cura! </l>
<l>Prence, e non era il non odiarmi assai? </l>
<l>Non bastava per me l'esser tu privo </l>
<l part="I">Di quel rancor … </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l part="F"> Io, Principessa, odiarti? </l>
<l>Con qualunque color la mia fierezza </l>
<l>Si sia dipinta, creder puoi, che un mostro </l>
<l>Data ne' fianchi suoi m'abbia la vita? </l>
<l>Quai selvaggi costumi, o qual fatale </l>
<l>Odio, che ardesse in questo cuor, potrebbe  </l>
<l>Il tuo volto in mirar non esser spento? </l>
<l>Ciascun t'adora - ed io avrei </l>
<l>Resister solo al seduttor incanto … </l>
<stage>con traspor.</stage>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="I"> Come! … Signor … </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l part="F"> Dissimular non giova; </l>
<l>Già troppo avanti l'amor mio mi spinse: </l>
<l>Vedo, che la ragion cede alla forza. </l>
<l>Da poiché cominciò questo mio labbro </l>
<l>Ad accusarmi … non proseguir conviene. </l>
<l>Tutto aprirmi m'è d'uopo il gran segreto, </l>
<l>Che più a lungo il mio cuor celar non puote. </l>
<l>Tu al piè ti vedi un deplorabil Prence </l>
<l>Memorabile esempio agl'altri amanti </l>
<l>D'un temerario orgoglio. Io, che tuttora </l>
<l>Senza mai paventar d'amor gl'inganni </l>
<l>Le catene insultai de' schiavi suoi, </l>
<l>Che i naufragj dell'Uom tuttor piangendo </l>
<l>Le tempeste credei veder dal lido, </l>
<l>Adesso io pur dal comun laccio avvinto </l>
<l>Da quel fuoco crudel, o Principessa, </l>
<l>Sempre portar lungi da me mi sento! </l>
<l><pb n="30"/>
La mia fierezza un sol momento a vinta, </l>
<l>E quest'anima un dì così superba </l>
<l>Mesta si vede in servitù ridotta. </l>
<l>Da che ti vidi, disperato, afflitto, </l>
<l>Vergognoso, piangente, e meco ognora </l>
<l>Trasportando dovunque il fatal dardo </l>
<l>Fitto nel cuor, da cui straziar mi sento </l>
<l>Contro me, contro te mi provo invano. </l>
<l>Io t'evito presente, indi lontana </l>
<l>Ti trovo ovunque, e la tua bella imago </l>
<l>Fra gli sdegni, e fra l'armi ognor mi siegue. </l>
<l>Del dì la luce, e il cupo orror notturno </l>
<l>Tutto - sì tutto agl'occhi miei presenta </l>
<l>Il volto … oh! Dio! … ch'evitar tento indarno. </l>
<l>Per frutto alfin della mia folle asprezza </l>
<l>Fra i miei singulti, ed il continuo pianto </l>
<l>me cerco in me, né ritrovar mi posso. </l>
<l>Il mio scudo, la spada, il cocchio mio </l>
<l>Ah! tutto m'importuna, e già sen langue </l>
<l>In questo cuor la mia virtude oppressa. </l>
<l>I miei soli lamenti … i pianti miei </l>
<l>Fan risuonar queste spelonche, e oziosi </l>
<l>La mia voce obliaro i miei destrieri. </l>
<l>Ah! Principessa, il barbaro racconto </l>
<l>D'un amor sì selvaggio ha in te potuto </l>
<l>Rossor destar d'una sì rozza preda, </l>
<l>E di sì inculto amor forse t'offendi. </l>
<l>Ma non spregiar, mia Principessa, un fuoco </l>
<l>Per te già concepito, e che nascoso </l>
<l>Senza di te forse tuttor saria. </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l> Ah! di troppo, Signore, il mio destino </l>
<l>Questo tuo fioco onora, e troppo indegna </l>
<l><pb n="31"/>
Mi vogliono gli Dei de' tuoi pensieri. </l>
<l>Or che Regno, e sostanze il Ciel mi tolse, </l>
<l>Or, che costretta a mendicar piangendo </l>
<l>Quest'aure, che respiro, il cuor potrei, </l>
<l>Principe, aprire a un disuguale ardore? </l>
<l>Ma qual tempo, Signor, per far palese </l>
<l>Ciò, ch'esser puote ad amendue funesto! </l>
<l>Né ti sovvien chi mi dié vita, e quale </l>
<l>È la mia sorte? - In cenere distrutta </l>
<l>Sotto degl'occhi miei la Patria io veggio; </l>
<l>Opera di tua man son le ruine, </l>
<l>Che la tengono oppressa, e la tua destra </l>
<l>Fuma ancor del mio sangue … Il Padre mio </l>
<l>Priamo infelice i lumi al giorno chiuse </l>
<l>Sotto i tuoi colpi. I miei Germani, e tutti </l>
<l>I fidi miei del furor tuo fur preda. </l>
<l>Tutto mieté la Greca Spada; il fuoco </l>
<l>Tutto distrusse, e suo malgrado il suolo </l>
<l>De' Nepoti di Teucro il sangue bevve. </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l part="I"> Ah! furor ch'io detesto! </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="F"> E poi qual speme, </l>
<l>Signor, fomenti? Il Greco Campo intiero </l>
<l>Bieco mi guarda, e forse brama estinto </l>
<l>Degl'Avi miei questo rampollo ancora. </l>
<l>Tutto, Prence infelice, ardir ti vieta </l>
<l>Per questa schiava tua, Signor, si teme, </l>
<stage>d'un tuono toccante</stage>
<l>Che del cuor mio le temerarie fiamme </l>
<l>Non riaccendano un dì de' miei Germani </l>
<l>A una pronta vendetta il cener freddo. </l>
<l>E quanto a me, non sperar, che questo </l>
<l>Misero cuor d'un reo destin bersaglio,</l>
<l><pb n="32"/>
Che sol si pasce d'amarezza, e pianto</l>
<l>L'amor conosca, e i suoi folli dolori?</l>
<l>D'un vinto Re Figlia meschina, e sola </l>
<l>Alla strage scampata altro non posso,</l>
<l>Che piangere il mio Fato, e sulla Tomba </l>
<l>Sparger mesta de' miei lacrime amare.</l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l> Tutto creder mi giova, ed il tuo pianto </l>
<l>Delle sventure tue figlio esser debbe. </l>
<l>Ma … scusa, o Principessa, in un amante </l>
<l>Un sospetto, che assai forse t'offende … </l>
<l part="I">Se mai per Agamennone. </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="F"> Che dici? </l>
<l>Agamennone! - o Dei! - Prence, che ascolto! </l>
<l>E non è assai, che questo dì funesto </l>
<l>Crudel m'involi a tutto ciò, che adoro, </l>
<l>E che del mio dover schiava infelice </l>
<l>Sottomessa mi veda ad un pianto eterno? </l>
<l>Dunque or s'aggiunge al mio dolor l'oltraggio </l>
<l>E all'amor d'Agamennone il mio pianto </l>
<l>S'osa imputare, e l'odio mio malgrado </l>
<l>Da te si vuol, che a questi lumi ei piaccia? </l>
<l>Perdonare ad ogn'altro un tal sospetto </l>
<l>Avrei potuto, e con lui tale offesa … </l>
<l>Ma tu, Signor … ma tu così mi tratti? </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l> Principessa, perdona ad un amante, </l>
<l>Che nell'amor si perde, e che egli stesso </l>
<l>Da un barbaro dovere astretto ognora </l>
<l>Imminente si vede a perder tutto … </l>
<l>Eppur non osa vendicarsi - Il cuore </l>
<l part="I">Sospettoso però … </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="F"> Signor, tu cerchi </l>
<l>A tormentarti - Ah! deploriam piuttosto </l>
<l><pb n="33"/>
Amendue, caro Prence, i nostri affanni … </l>
<stage>con trasporto</stage>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l> Che? … Principessa … ed io sperar potrei! … </l>
<l part="I">Deh! parla almen … </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="F"> Troppo ti dissi - Il labbro </l>
<l part="I">Ad onta mia … </l>
<stage>(riprendendosi)</stage>
<l part="F">Ma per pietà rispetta, </l>
<l>Signor, un'infelice; Il mio ti muova </l>
<l>Misero pianto - e non voler, tel chiedo, </l>
<l part="I">Affligger più questo mio cuor … </l>
<stage>con tristezza amorosa</stage>
<l part="F">t'invola … </l>
<l part="I">Fuggimi … </l>
<stage>con forza</stage>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l part="F"> O Ciel! - Dunque così m'aborri, </l>
<l>Che odiosa t'è la mia presenza istessa? </l>
<l part="I">Crudele! … </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="M"> E creder puoi! … </l>
<stage>(con vivacità)</stage>
<l part="F">sappi … che in seno … </l>
<l part="I">Ove sono! - Che parlo! - </l>
<stage>(con trasporto)</stage>
<l part="M">Ah! Prence … </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l part="F"> Ingrata </l>
<l>Almen compisci, o mi dividi il cuore. </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="I"> A che giova, Signor … </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l part="M"> Parla … </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="M"> Non deggio. </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l part="F"> Barbara! … </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="I"> Taci …  se il mio cuor vedessi! … </l>
<stage>con tenerezza</stage>
<l part="F">Basta … </l>
<stage>(riprendendosi)</stage>
<l part="I">lasciami in pace … </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l>  </l>
<stage>risoluto</stage>
<l part="F">Invan lo speri; </l>
<l>Finché non sia il mio destin deciso </l>
<l part="I">Ad onta tua … </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="F"> Ma qual piacer spietato </l>
<l><pb n="34"/>
È il tuo, Signor, di rimirarmi afflitta? </l>
<l part="I">Sappi alfin … Ciel m'assisti! … </l>
<stage>a parte indi alto</stage>
<l part="F">Ah! se dipende </l>
<l>La tua felicità dalla mia fiamma … </l>
<l>Signor - non paventare vivi pur quieto … </l>
<l>Fortunato tu sei più che non credi; </l>
<stage>con trasporto</stage>
<l part="I">Che dissi! … </l>
<stage>a parte</stage>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l part="F">  Ah! Polissena! - Ah! qual contento</l>
<l>Tutto il seno m'inonda, e il cuor m'opprime!</l>
<l>Principessa … ed è ver? - m'invola i detti</l>
<l>Il piacere improvviso - Il cuor non regge …</l>
<l>E un torrente di fuoco in faccia tua </l>
<l>Lungi da me la mia anima trasporta.</l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="I">  Fuggi … Signor … </l>
<stage>(con tristezza).</stage>
<l part="F">lasciami in preda al mio </l>
<l>Dolor funesto, e non voler, ten prego, </l>
<l part="I">Prence, esultar del tuo trionfo. </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l part="F"> Io parto, </l>
<l>Io m'involo, Idol mio, ma per dar calma </l>
<l>Da te lontano a' sensi miei, che tutti </l>
<l>Dolcemente turbaro i detti tuoi. </l>
<l>Addio … ma di', sarà poi ver … </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l> Che temi? </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l> Se ingannato da te … ma no - perdona: </l>
<l>È d'inganno incapace un sì bel labbro.</l>
</sp>
<stage>via</stage>
</div2>
<div2 type="scena">
<head> SCENA V </head>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l> Vincesti, empio, vincesti - Ah! se celata </l>
<l>Avessi almen la debolezza mia </l>
<l><pb n="35"/>
Un conforto di più trovar potrei </l>
<l>Fra tante pene. Incauto labbro! e quando </l>
<l>I segreti del cuor celar saprai? </l>
<l>Ma che vaneggio! ah! quando in seno scorre </l>
<l>Quel veleno crudel, che amor si chiama </l>
<l>Invan si cela: Egli ogni via ritrova </l>
<l>Per palesarsi, e troppo stretto è il nodo, </l>
<l>Che fra la lingua, e il cuor pose natura.</l>
</sp>
<stage>Fine dell'Atto Secondo.</stage>
</div2>
   </div1>
<div1 type="atto">
<head>ATTO TERZO</head>
<div2 type="scena">
<head> SCENA I </head><pb n="36"/>
<stage>Calcante, Arsindo.</stage>
<sp><speaker>ARSINDO</speaker><l>  Tutto è in calma, Signor; l'intiero Campo </l>
<l>Pirro sedò: Tace l'orribil grido </l>
<l>Dell'altera discordia, e insiem con lei </l>
<l>Cadde represso il suo german furore. </l>
<l>Ma quando altrui pace consiglia, molce  </l>
<l>L'alme superbe quest'Eroe, lui stesso </l>
<l>Frenar non può quella continua guerra, </l>
<l>Che la mente gli turba, e il cuor gl'opprime.</l>
</sp>
<sp><speaker>CALCANTE</speaker><l part="I"> Che mi racconti! </l>
</sp>
<sp><speaker>ARSINDO</speaker><l part="F"> Il ver ti narro; È giunto </l>
<l>A tal segno l'ardor nel sen di Pirro, </l>
<l>Che obliando se stesso, e il grado suo </l>
<l>Di propria man la Schiava sua disciolse. </l>
<l>Signor, tel dissi: Invano estinguer tenti </l>
<l>In quel cuor tempestoso un grande affetto. </l>
<l>Ei troppo avvampa, e la ragione in lui </l>
<l>Da una forza maggior vinta già langue. </l>
</sp>
<sp><speaker>CALCANTE</speaker><l> Gioventù sconsigliata! a quai tempeste </l>
<l>Sempre in braccio non è dell'uom la vita! </l>
<l>Amico, ebbene, se ogni consiglio è vano </l>
<l>Per ricondur quell'offuscato seno </l>
<l>Al camin di virtude, e il cuoor sanarli </l>
<l>Dalla barbara piaga, abbiam ricorso </l>
<l>Ad altre vie: D'arte v'ha d'uopo e spero </l>
<l>Con l'istesse armi sue vincer quel petto. </l>
</sp>
<sp><speaker>ARSINDO</speaker><l part="I"> E per qual via? </l>
<pb n="37"/>
</sp>
<sp><speaker>CALCANTE</speaker><l part="F"> Molto non ha che in questi </l>
<l>Del nemico Sigèo barbari scogli </l>
<l>Dal tempestoso Mar scampato appena </l>
<l>Un Guerrier giunse. Egli di Tracia ostenta </l>
<l>L'uso, l'insegne; Eppur mi sembra, amico, </l>
<l>Di Priamo un Figlio. Il lacrimar sovente </l>
<l>Sopra quelli di Troja estremi avanzi, </l>
<l>Il favellar con Polissena, il pianto, </l>
<l>Che con Ecuba, e Lei sparger si vede </l>
<l>Trojano il fanno, e tale io stesso il credo. </l>
</sp>
<sp><speaker>ARSINDO</speaker><l part="I"> Ebben? </l>
</sp>
<sp><speaker>CALCANTE</speaker><l part="F"> Costui con Polissena è spesso: </l>
<l>Ella il compiange, e amendue dan sfogo </l>
<l>Al loro dolore in replicati amplessi. </l>
<l>Facil sarà di suscitare ad arte </l>
<l>Un geloso furor nel sen di Pirro. </l>
<l>Tutto ei teme, tu sai, tutto sospetta, </l>
<l>E ogni lieve cagion basta in quel cuore </l>
<l>Tutte le fiamme ad eccitar di sdegno. </l>
<l>Odio in lui diverrà l'affetto istesso, </l>
<l>E alle sue smanie in preda a un punto solo </l>
<l>Sullo Stranier truciderà la Schiava. </l>
</sp>
<sp><speaker>ARSINDO</speaker><l> Qual Nume t'inspirò - miglior non vedo </l>
<l>Artificio onde trar da ceppi suoi </l>
<l>D'Achille il Figlio. Io stesso a portar vado </l>
<l>Tutte in quel cuor di gelosia le fiamme. </l>
</sp>
<sp><speaker>CALCANTE</speaker><l> Arte adopra, e coraggio. O te felice! </l>
<l>Se alle vie dell'Olimpo, ed alla Gloria </l>
<l>Condur saprai quell'ingannato Eroe. </l>
<l part="I">Ma il Ciel propizio a te lo guida. </l>
<stage>vede Pirro</stage>
<l part="F">Io parto. </l>
</sp>
<stage>via</stage>
</div2>
<div2 type="scena">
<head>SCENA II </head>
<pb n="38"/>
<stage>Pirro, Arsindo.</stage>
<sp><speaker>ARSINDO</speaker><l part="I">  Ei di me viene in traccia. </l>
</sp>
<stage>a parte</stage>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l part="F"> Amico, il Fato </l>
<l>Alle ricerche mie pronto ti rende; </l>
<l part="I">Uopo mi fa dell'opra tua. </l>
</sp>
<sp><speaker>ARSINDO</speaker><l part="F"> M'è legge </l>
<l part="I">Ogni tuo cenno. </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l> In queste Rive è giunto </l>
<l>Un naufrago Stranier; Molto ei mi sembra </l>
<l>Commosso in rimirar quelle, che oppressa </l>
<l>Tengon l'inclita Troja alte ruine. </l>
<l>Spesso costui di Polissena al fianco </l>
<l>Pianger si vede - Egli a temer m'induce. </l>
<l>Perciò tua cura sia su' passi suoi </l>
<l>D'invigilar; Cerca qual'è la sorte, </l>
<l>Che in questi lidi ad approdar lo spinse, </l>
<l>Qual'è la Patria sua, qual cura alfine </l>
<l>Tanto diletto a Polissena il renda. </l>
</sp>
<sp><speaker>ARSINDO</speaker><l> Ma, Signor, la tua gloria, ed il tuo grado </l>
<l>Far ti denno obliar quel cieco affetto, </l>
<l>Che ad una Schiava tua servo può farti. </l>
<l part="I">Se costei … </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l part="F"> Per pietà risparmia, amico, </l>
<l>Una smania novella a questo cuore. </l>
<l>So quanto errai -  Vedo, che l'odio incontro </l>
<l>Del Ciel, della mia Patria - Eppur non posso </l>
<l>Pensar soltanto a rilasciar colei, </l>
<l>Che ad onta di me stesso amar m'è forza. </l>
</sp>
<sp><speaker>ARSINDO</speaker><l part="I"> Ma una nemica … </l>
     </sp>
<pb n="39"/>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><stage>sdegnato</stage>
<l part="F">Or se tu vuoi, ch'io porga </l>
<l>Orecchi a detti tuoi con me rispetta </l>
<l part="I">Polissena. </l>
</sp>
<sp><speaker>ARSINDO</speaker><l part="F">  Signor, ceder m'è duopo </l>
<l>Quando tu il vuoi; Solo a donar m'avanzo </l>
<l>Consigli a quel tuo cuor, che in preda io miro </l>
<l>A un illecito affetto. Io non rammento, </l>
<l>Principe, a te quell'amistà fedele. </l>
<l>Che ti serbai tuttora; Io non attesto, </l>
<l>Il mio candor, né la pietà, che provo </l>
<l>In vederti perduto, e più non cale </l>
<l>Quel tempo rimembrar, in cui mi fece </l>
<l>D'ogni tuo passo il Padre tuo custode. </l>
<l>La passion nulla ascolta, ed un tuo pari </l>
<l>A' desiderj suoi mal soffre un freno. </l>
<l>Ma pensi tu, che Polissena oblii </l>
<l>Quanto lo sdegno tuo perder le fece, </l>
<l>Quanto l'afflisse il  tuo furor; Che in lei </l>
<l>La memoria fatal già sia distrutta, </l>
<l>Che tu la Patria le rapisti, e ucciso </l>
<l>Fu da te il Padre suo sotto i suoi lumi? </l>
<l>I sentimenti suoi, tutti i suoi voti </l>
<l>Forse ti son palesi? E chi, Signore, </l>
<l>Quando se stessa a vendicar sia pronta, </l>
<l>Chi mai potrà con salutare avviso </l>
<l>Il tuo petto sottrarre al fatal colpo? </l>
<l>Quai lumi a vigilar sopra i tuoi giorni </l>
<l>Quantunque intenti a penetrar bastanti </l>
<l>Saran l'insidie, a cui tu porti il piede! </l>
<l>Tu fomenti, Signor, senza temerlo </l>
<l>Un'angue entro al tuo seno; E qual riparo </l>
<l>Potrà l'ira frenar della tua Schiava? </l>
<l><pb n="40"/>
Chi t'invola a un velen? Chi t'assicura </l>
<l>Da un ferro ascoso? E ti lusinghi in fine, </l>
<l>Che allor, che il teschio tuo vedrassi esposto </l>
<l>Dall'istesse tue cure ai colpi suoi </l>
<l>L'amor, che t'ha sedotto, a quell'ingrata </l>
<l>Per te favellerà? - Tanto disprezzo </l>
<l>Tanto orror, che costei … </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l>  Dell'odio suo </l>
<l>Lasciami dubitare un sol momento, </l>
<l>Lasciami lusingar, ch'io su quel cuore </l>
<l>Abbia qualche poter … non voler trarmi </l>
<l>Da quest'inganno, e l'error mio rispetta. </l>
<l>Credere io debbo, e senza dubbio il credo </l>
<l>Che l'odio tuo per Polissena è quello. </l>
<l part="I">Che in questa guisa a favellar t'induce. </l>
</sp>
<sp><speaker>ARSINDO</speaker><l part="F">  Sì - </l>
<stage>(amaramente)</stage>
<l>Se, Prence, però noto ti fosse </l>
<l part="I">A qual punto … </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l part="F">  T'accheta - altro non bramo </l>
<l>Udir da te; Minacci pur, se il vuole, </l>
<l>Polissena i miei giorni; Io gl'odio; Il corso </l>
<l>Ch'ella ne tronchi a suo piacere, almeno </l>
<l>Da una destra sì cara avrò la morte.</l>
</sp>
<sp><speaker>ARSINDO</speaker><l>  Fatale errore! - Troppo, Signor, ti lasci </l>
<l>Al periglio condur dall'amor tuo. </l>
<l>Tu t'inganni all'eccesso, e vedo omai, </l>
<l>Che te col Cielo il mio silenzio offende. </l>
<l>Io m'espongo al tuo sdegno, e cerco intanto </l>
<l>A servirti - Scuoprir, Prince, ti voglio </l>
<l>Ciò, che a te la passion veder non fece. </l>
<l>Misero amante, a cui la guida serve </l>
<l>Un ciglio seduttor! Vedi qual sia </l>
<l>Quella, che adori, e il tuo rossor conosci. </l>
<l><pb n="41"/>
Poco è l'empio desìo, ch'ha di vendetta </l>
<l>Polissena per te, poco è l'odiarti … </l>
<l>Prence, temi un rivale - Un altro ell'ama. </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l part="I">  Un altro ell'ama! - </l>
<stage>(con furore)</stage>
<l part="F">Ah! puoi tu ben, crudele, </l>
<l>Sospettar di perfidia, e di tal colpa </l>
<l>La virtù la più rara agl'occhi miei? </l>
<l part="I">Amico … </l>
<stage>rimettendosi in calma, ma con smania di dolore</stage>
<l part="F">Tu m'uccidi …  In questo seno </l>
<l>Perché gettar le distruttrici fiamme </l>
<l>Di gelosia … d'orror … d'odio … di sdegno. </l>
<l part="I">Polissena … </l>
<stage>riflettendo con qualche pausa</stage>
<l part="M">Ma  no … </l>
<stage>(risoluto)</stage>
<l part="F">saper non voglio </l>
<l part="I">Altro da labbri tuoi … </l>
</sp>
<sp><speaker>ARSINDO</speaker><stage>con con ironia in atto di partire</stage>
<l part="F">Resta; io ti lascio. </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker>
<stage>dopo un poco di pausa ritenendolo</stage>
<l part="I">Sentimi non partir …  </l>
<stage>(riflettendo alquanto)</stage>
<l part="F">un altro ell'ama? </l>
<stage>con furore</stage>
<l>Dimmi dunque, crudel, qual'è quel sangue, </l>
<l>Che versar dee la nuova mia vendetta? </l>
<l part="I">Di straziarmi compisci … </l>
<stage>impaziente</stage>
</sp>
<sp><speaker>ARSINDO</speaker><l part="F">  Ebben; se il vuoi … </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l part="I">  Sì; feriscimi il cuor … </l>
<stage>(smaniando)</stage>
<l part="F">Dimmi - Palesa </l>
<l part="I">Chi mi tradì … </l>
<stage>con impazienza furiosa</stage>
</sp>
<sp><speaker>ARSINDO</speaker><l part="F">  Quello Stranier, che giunse </l>
<l part="I">In queste Rive, e che conoscer brami. </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l part="F">  Stelle! … </l>
<stage>come escendo da un inganno</stage>
</sp>
<sp><speaker>ARSINDO</speaker><l>  Molto non ha, che assiso al fianco </l>
<l>Della tua Schiava a ragionar d'amore </l>
<l part="I"><pb n="42"/>
Da me fu visto. </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l part="F">  Giusto Ciel! … che intesi! </l>
<l part="I">Perfido … </l>
<stage>(incamminandosi)</stage>
<l part="M">Polissena … </l>
<stage>(trattenendosi)</stage>
<l part="F">Ah! dove corro! </l>
<stage>furibondo</stage>
<l part="I">Un ferro … un stil … ch'io li trafigga. </l>
<stage>prende per mano Arsindo</stage>
<l part="F">Andiamo. </l>
</sp>
<sp><speaker>ARSINDO</speaker><l>  Frena la smania tua. Conosci in prima </l>
<l>Con gl'occhi tuoi, che sei tradito, e quindi </l>
<l part="I">Sacrifica gl'audaci - Eccoli, </l>
<stage>si vedon comparir nel fondo Polissena, e Polidoro,
che parlano assieme con qualche interesse</stage>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l part="F">  O Dei! </l>
<l>Che dubitar! - Gl'empj non vedo io stesso </l>
<l>Esultar del lor fuoco, e in mia presenza … </l>
<l part="I">Lascia, ch'io vibri … </l>
<stage>mette mano alla spada</stage>
</sp>
<sp><speaker>ARSINDO</speaker><stage>ritenendolo</stage>
<l part="F">A preparar mi siegui </l>
<l part="I">La morte lor - non ti scuoprir … </l>
<stage>lo conduce seco</stage>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><stage>ripone mano alla spada: si ritiene, indi sortendo</stage>
<l part="F">Comanda, </l>
<l>Vindice Nume, al braccio mio smarrito.</l>
</sp>
<stage>(partono)</stage>
</div2>
<div2 type="scena">
<head>SCENA III</head>
<stage>Polidoro, e Polissena.</stage>
<sp><speaker>POLIDORO</speaker><l>  Ciel! quegli è Pirro! - Ah! lascia pur ch'io </l>
<l part="I">A sfidarlo, e morir … </l>
<stage>vuol partire</stage>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><stage>lo ritiene</stage>
<l part="F">Ferma: che tenti? </l>
<l>E non vedi ove sei, non vedi a quale </l>
<l>Fatal periglio la tua vita esponi! </l>
<l part="I">Ferma … </l>
<stage>sempre ritenendolo</stage>
</sp>
<sp><speaker>POLIDORO</speaker><l part="F">  Almen se spirar deggio su queste</l>
<l><pb n="43"/>
Miserabili arene, allor ch'io muojo </l>
<l>Aspergerle vogl'io di Greco sangue. </l>
<l>Non a caso dall'onde il Ciel mi trasse, </l>
<l>Ei vuol, ch'io porga al Padre mio vendetta. </l>
<l part="I">Pirro l'uccise - ei morir debbe. </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><stage>a parte</stage>
<l part="F">Oh! Numi! </l>
<l>E per quanti tremar dee questo seno! </l>
<stage>alto</stage>
<l>Frena un malcauto sdegno - Io son perduta </l>
<l>Se tu scoperto sei, e il Padre estinto </l>
<l>Senza placar, me con te stesso uccidi. </l>
</sp>
<sp><speaker>POLIDORO</speaker><l>  Ebben; si ceda … Io però in cuor non spengo </l>
<l>Quella furia crudel che mi divora, </l>
<l>E che la Patria a vendicar mi sprona. </l>
<l>Se dal Campo diviso in questi orrori </l>
<l>Solo a miei colpi il mio Rival s'offrisse </l>
<l>Non sperar, che il risparmi … abbiano in preda</l>
<l>Queste membra infelici i corvi, e gl'orsi … </l>
<l>Mi strazj il mio Nemico, e dal mio braccio </l>
<l>Io la morte riceva in mille morti </l>
<l>Non m'atterrisco, e morirò contento, </l>
<l>Se all'Uccisor del Padre mio, trafitto  </l>
<l>Con quell'acciaro il fianco - a forza il traggo </l>
<l>Per la chioma sanguigna, e col suo sangue </l>
<l>Senz'ombra di pietà bagnar gli faccio </l>
<l>Semivivo tuttor quelle ruine. </l>
<l part="I">Oh! vendetta! …  </l>
<stage>fremendo</stage>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="M">  Ah! crudel! </l>
<stage>con grido di dolore</stage>
     </sp>
<sp><speaker>POLIDORO</speaker><l part="F">  Stelle! tu gemi! </l>
<l part="I">Che vedo! … </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="F">  E come inorridir non debbe </l>
<l>Quest'alma allor, che trasportar ti vedo, </l>
<l>Da sì torbide smanie, e il Cielo istesso </l>
<l><pb n="44"/>
Con tanto sdegno delirando insulti? </l>
</sp>
<sp><speaker>POLIDORO</speaker><l part="I">  Che? - D'un nemico … </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="F">  Io di scusar non cerco </l>
<l>Il furor suo; Ma s'ei la Patria nostra </l>
<l>Tutta distrusse e di Dardanio sangue </l>
<l>Simoente macchiò, Zanto coperse </l>
<l>Il disnor <note>Elena</note> della Grecia a queste rive </l>
<l>Involar volle - e l'ira sua fu giusta. </l>
<l part="I">Ma tu … </l>
</sp>
<sp><speaker>POLIDORO</speaker><l part="F">  Che parli? - A Polidoro in faccia </l>
<l>Sugl'occhi al tuo German difender tenti </l>
<l>I carnefici nostri, e di vendetta </l>
<l>In me il desìo disapprovare ardisci? </l>
<l part="I">Forse Pirro … </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="M">  Io mi perdo … </l>
<stage>a parte</stage>
</sp>
<sp><speaker>POLIDORO</speaker><stage>minacciando</stage>
<l part="F">Ah! se giammai </l>
<l part="I">Potessi immaginar … </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="F">  Di che sospetti? … </l>
</sp>
<sp><speaker>POLIDORO</speaker><l part="I">  Io pavento per te … </l>
<stage>come sopra</stage>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="F">  Comanda, imponi </l>
<l>Ciò, che far debbo, onde affogarti in seno </l>
<l>Quel timor, che ti turba, e che m'oltraggia. </l>
</sp>
<sp><speaker>POLIDORO</speaker><l>  Voglia il Ciel, ch'io m'inganni - Ah! fa' ch'io perda </l>
<l>Ogni timor; Degna ti rendi alfine </l>
<l>Di Te - degli Avi tuoi - Sentimi: Io t'apro </l>
<l>Onde tu ci soccorra un'ampia strada. </l>
<l>Rendi grazie a gli Dei, che la tua destra </l>
<l>Chiamano ad opra tal da coronarti </l>
<l>Del Sesso tuo fra l'Eroine un giorno. </l>
<l>Sò, che Pirro t'adora, e che l'affetto</l>
<l><pb n="45"/>
Solingo spesso al fianco tuo lo tragge. </l>
<l part="I">Prendi - </l>
<stage>leva un pugnale.</stage>
<l part="F">Mentre costui di tema privo </l>
<l>Al suo stolido amor pascolo cerca </l>
<l>Fiso ne' lumi tuoi, passagli il cuore. </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="I">  Empio! … </l>
<stage>(inorridita)</stage>
<l part="M">Che mi comandi! </l>
</sp>
<sp><speaker>POLIDORO</speaker>
<stage>con furia</stage>
<l part="F">Ho tutto inteso.</l>
<l part="I">Temi, spergiura … </l>
<stage>minacciandola</stage>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><stage>a parte</stage>
<l part="M">Ah! mi tradii … </l>
<stage>(alto)</stage>
<l part="F">Perdona, </l>
<l part="I">Germano al mio timor …</l>
</sp>
<sp><speaker>POLIDORO</speaker><l part="I">  Taci: Tu stessa </l>
<l>Svelasti ciò, che ad accusarti basta. </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l>  Numi! e come sperar, che un debil braccio, </l>
<l part="I">Che una femmina imbelle … </l>
</sp>
<sp><speaker>POLIDORO</speaker><l part="F">  Invan ti sforzi </l>
<l>Pretesti a mendicar, Pirro ferisci, </l>
<l>E allor ti crederò - Parla: Il prometti? </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><stage>a parte</stage>
<l part="I">Oh contrasto fatal! … </l>
<stage>(alto)</stage>
<l part="M">sappi … </l>
<stage>esitando</stage>
<l part="F">Non posso. </l>
<stage>con trasporto</stage>
     </sp>
<sp><speaker>POLIDORO</speaker><l part="I">  Perfida! - Dunque vuoi … </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><stage>con trasporto di dolore</stage>
<l part="F">Perchè straziarmi, </l>
<l>Barbaro, in questa guisa? - Il fo - T'offendo </l>
<l>Mentre resisto al tuo furor - Ma il Cielo </l>
<l>Non vuol, ch'io sia per ubbidirti ingiusta, </l>
<l>Se Pirro al Padre mio tolse la vita,</l>
<l>Il suo fallo espiò, mentre difese </l>
<l>Dall'ira altrui Me con la Madre - Ei franse </l>
<l>I lacci nostri, e in libertà ci mise. </l>
<l>Ed or tu vuoi, ch'io di mia man ferisca </l>
<l>Il mio Benefattor … che il ferro immerga </l>
<l>Entro quel sen, che di pietade è il nido? </l>
<l>Vuoi, che infranta ogni legge, il cuor trafigga </l>
<l><pb n="46"/>
A quei, che mi salvò, che per giovarmi </l>
<l>Non curò la sua vita, e ch'io divenga </l>
<l part="I">Traditrice di quei … </l>
<stage>ritenendosi</stage>
</sp>
<sp><speaker>POLIDORO</speaker><l part="F">  Che non compisci? </l>
<l part="I">Colma le smanie mie - Di quei? </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="F">  Prevedo </l>
<l>Tutto il tuo duol - Sento quai fieri colpi </l>
<l>A portarti io m'accingo … Eppure non posso </l>
<l part="I">Dissimular … Pirro … </l>
</sp>
<sp><speaker>POLIDORO</speaker><stage>fremendo a parte</stage>
<l part="M">Ah! l'ingrata! </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l>  </l>
<stage>piangendo</stage>
<l part="F">0d onta </l>
<l>E di Te, e di Me stessa io l'idolatro. </l>
</sp>
<sp><speaker>POLIDORO</speaker><l part="I">  Oh esecrabili accenti! … </l>
<stage>(con furore eccessivo)</stage>
<l part="M">Empia! … </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="F">  Ferisci </l>
<l>Questo cuore infelice - e alfine estingui </l>
<l>Ne' flutti del suo sangue il fuoco mio. </l>
</sp>
<sp><speaker>POLIDORO</speaker><l>  Obbrobrio di tua stirpe! Alma imbecille! </l>
<l>Disonor de' tuoi Padri! A me tu chiedi </l>
<l>La morte, e ben la merti - ah! se la destra </l>
<l>Non m'impedisse il mio fraterno affetto, </l>
<l>Se non mi seducesse un debil raggio </l>
<l>Di speranza per te, già posto avrei </l>
<l>Un fine atroce a' tuoi macchiati giorni. </l>
<l>Ma si sospenda il colpo - Io sperar voglio, </l>
<l>Che l'alma tua calmar saprà ben presto </l>
<l>Le tempeste del cuor, che tu, repressa </l>
<l>Ogn'altra brama, ascolterai le voci </l>
<l>Del pianto mio, del tuo dover soltanto. </l>
<l part="I">Me lo giuri? </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="F">  Ah! German, perché non posso </l>
<l>Con lacrime più degne in questo punto </l>
<l><pb n="47"/>
Tutte lavar dell'onor mio le macchie! </l>
<l>Seguita pur tuttor quell'inumano </l>
<l>Tuo dover verso me - minaccia, sgrida </l>
<l>Con crudeltà la colpa mia; Raddoppia, </l>
<l>Inasprisci il tuo duol … Dimmi, ch'io sono </l>
<l>Di Te, del Cielo, e di Me stessa indegna. </l>
<l>Agl'occhi miei tutto l'orror dipingi </l>
<l>Del mio delitto, onde sanar quest'alma, </l>
<l>Con l'arrossirne l'error suo s'emenda. </l>
</sp>
<sp><speaker>POLIDORO</speaker><l>  Or ti conosco: Or mia Germana sei. </l>
<l>Quanto m'è dolce il rimirar risorti </l>
<l>Di virtude i germogli in questo seno! </l>
<l>Non vacillar; Il tuo valor seconda, </l>
<l>E sanata vedrai presto la piaga </l>
<l>Che così ti tormenta, e che nell'uomo </l>
<l>Fa della vita una continua morte.</l>
</sp>
</div2>
<div2 type="scena">
<head>SCENA IV </head>
<stage>Escono inosservarti verso il fondo Pirro,
ed Arsindo.</stage>
<sp><speaker>POLIDORO</speaker>
<stage>seguitando</stage>
<l>Io stesso frangerò l'orribil giorno </l>
<l>Che t'opprime - Ti calma; A questo ferro </l>
<l part="I">L'onor m'è dato … </l>
</sp>
<sp><speaker>ARSINDO</speaker><stage>adagio a Pirro</stage>
<l part="M">Odi? </l>
<stage>Pirro a parte ma con furore</stage>
<l part="F">Ah! di più non soffro. </l>
<l>Tu lontano di quà della Spergiura </l>
<l>I passi scorta - Io punirò l'audace. </l>
<stage>parte: Arsindo inosservato nel fondo; Polidoro dopo
una breve scena muta con Polissena è in atto
di partire.</stage>
<pb n="48"/>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="I">  Ove corri? …</l>
</sp>
<sp><speaker>POLIDORO</speaker><l part="F">  A svenar di propria mano </l>
<l part="I">Il tuo più reo nemico. </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="F">  Ah! no … m'ascolta.</l>
</sp>
<sp><speaker>POLIDORO</speaker><l part="I">  Come! e sì presto … </l>
<stage>minacciando</stage>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="M">  Io per te tremo … </l>
</sp>
<sp><speaker>POLIDORO</speaker><l part="F">  Ascondi </l>
<l>Quei sospiri, e quel pianto. Or or vedrai, </l>
<l>S'io son German d'Ettorre, e se può fare </l>
<l>Tutte le mie vendette un colpo solo.</l>
<stage>parte</stage>
     </sp>
<stage>Si osservi che egli esce da una scena vicino
al Proscenio dalla parte ove è sortito Pirro.</stage>
</div2>
<div2 type="scena">
<head>SCENA V </head>
<stage>Polissena, Arsindo.</stage>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l>  Ei mi lascia - Egli freme. O Dei, spengete </l>
<l>Entro quel petto un sì fatal sdegno; </l>
<l>Essere ei puote ad amendue funesto. </l>
<l part="I">Ciel! … qual strepito ascolto? </l>
</sp>
<sp><speaker>ARSINDO</speaker>
<stage>fingendo di venir frettoloso dalla Scena</stage>
<l part="F">Altrove io deggio </l>
<l>Principessa, scortare i passi tuoi. </l>
<l>Fra i Guerrier nostri è lieve pugna accesa. </l>
<l>Al periglio t'invola. Avvi non lungi </l>
<l>De' miei più fidi un preparato stuolo: </l>
<l part="I">Ei sarà la tua scorta. </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="M">  Ah! di' … </l>
</sp>
<sp><speaker>ARSINDO</speaker><l part="F">  Perdona </l>
<l>All'impazienza mia. Fuggi; È tra l'armi </l>
<l part="I">La tua vita in periglio. </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="F">  O infausto giorno!</l>
</sp>
<stage>parte dalla parte opposta, ond'è partito
Pirro, e Polidoro.</stage>
</div2>
<div2 type="scena">
<head>SCENA VI </head>
<pb n="49"/>
<stage>Arsindo.</stage>
<sp><speaker>ARSINDO</speaker><l> Di sì provida impresa il fin proteggi </l>
<l part="I">Amico Ciel … </l>
<stage>lo strepito dell'armi cresce; egli
si volta verso la Scena</stage>
<l part="F">Ma che temer non resta.</l>
</sp>
</div2>
<div2 type="scena">
<head>ATTO TERZO, SCENA VII </head>
<stage>Pirro, Polidoro, Arsindo, Guardie.</stage>
<sp><speaker>POLIDORO</speaker><stage>fra le Scene</stage>
<l part="I">Barbaro! Son tradito … </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><stage>combattendo fra le Scene</stage>
<l part="F">Invan resisti. </l>
<stage>compariscono tutti due combattendo. Pirro incalza
<abbr>Polid.</abbr> che è già senz'elmo, e senza manto</stage>
<l>Cedi quel  brando, o ti trafiggo il cuore.</l>
</sp>
<sp><speaker>POLIDORO</speaker><l part="I">  L'avrai … </l>
<stage>retrocedendo</stage>
<l part="M">Ma pria …</l>
<stage>battendosi vien ferito da Pirro</stage>
<l part="M">Barbare Stelle …</l>
<stage>egli cade, e dice</stage>
<l part="F">Io spiro. </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l>  Cadde l'audace, e seco lui sen muore </l>
<l part="I">La frode, e il tradimento … </l>
<stage>ripone la spada</stage>
<l part="F">Ancor vi resta </l>
<l>L'inumana a punir, che mi sedusse. </l>
<l>Perfida - scelerata - e troppo indegna </l>
<l>Della vita, di cui ti feci un dono … </l>
<l>Vinto è dall'ira mia tutto l'affetto, </l>
<l>Che in me regnava, e il mio furor tranquillo </l>
<l>Cotanta offesa a vendicar sol pensa. </l>
<l part="I">Che ella muoja … </l>
<stage>con furia ad Arsindo</stage>
<l part="F">ed io fazj entro il suo sangue </l>
<l>Tutto il duol, che m'opprime e che si porti</l>
<l><pb n="50"/>
Agl'occhi miei l'empio suo cuor fumante. </l>
<l part="I">Ubbidisci … </l>
<stage>Arsindo è in atto di partire,
ma Pirro dopo aver alquanto pensato lo ritiene
dicendo</stage>
<l part="F">0h! arresta … Io voglio in pria </l>
<l part="I">Lacerar quelle membra … </l>
<stage>verso il cadavere di Polidoro</stage>
<l part="F">Il vedi? … amico, </l>
<l>Ecco quel ciglio seduttor … quel labbro, </l>
<l>Che co' suoi vezzi all'amor mio s'oppose. </l>
<l>Egli langue … a tal vista oh! quanto io pruovo </l>
<l>Il mio cuor sollevarsi - Ah! la spergiura </l>
<l>Vedrallo anch'essa, e sull'indegno corpo </l>
<l>Del fido suo cadrà da me trafitta. </l>
<l>Solo in pensarlo io godo, e in un sol punto </l>
<l>Tutte le mie vendette io mi figuro. </l>
<l>Amici, olà, che sia qui tratta a forza </l>
<l>Quella femmina ingrata, e legga scritto </l>
<l>In quel pallido volto il suo supplizio; </l>
<l part="I">S'adempìa il cenno mio … </l>
<stage>due Guardie sono
in atto di partire, ma Pirro soggiunge</stage>
<l part="F">Ma no: fermate. </l>
<l>Meglio pensai - Vo che più sia crudele </l>
<l>La mia vendetta. Ognun celata tenga </l>
<l>La morte di costui, e in chiuso loco </l>
<l>Al mio voler lungi di quì si tragga </l>
<l>Quest'oggetto fatal de' miei furori.</l>
</sp>
<stage>due Guardie portano fuori della Scena il cadavere.</stage>
<sp><speaker>ARSINDO</speaker><l part="I">  Signor, che pronto colpo … </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l part="F">  Invan paventi, </l>
<l>Ch'io l'inumana a risparmiar mi pieghi. </l>
<l>Ella cadrà tel giuro - Io che le infransi </l>
<l>I lacci, ond'era avvinta; io, che la vita </l>
<l>Le conservai senza cura la mia, </l>
<l><pb n="51"/>
Io l'aborrito, e l'ingannato sono? </l>
<l part="I">La spergiura! … </l>
<stage>s'appog. oppresso alla smania</stage>
</sp>
<sp><speaker>ARSINDO</speaker><l part="F">  Signor, dal sen discaccia </l>
<l>Idee sì meste, e l'infedele oblìa. </l>
<l part="I">Calmati. </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><stage>alzandosi con furore</stage>
<l part="F">Nò, veder la voglio, </l>
<l>Confonderla, ascoltarla - Ah! ch'ella tremi </l>
<l>L'apparecchio in mirar della sua morte, </l>
<l>E che grazia mi chieda, e non l'ottenga. </l>
</sp>
<sp><speaker>ARSINDO</speaker><l>  Come! tu brami agl'occhi suoi mostrarti? </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l>  Non temer: la sua morte è già prefissa; </l>
<l>Nell'amor mio spera l'ingrata invano, </l>
<l>E i suoi perfidi lumi in pria sì cari </l>
<l>A questo seno, or non faran, che accrescere </l>
<l>Il mio furore - Ella sarà punita. </l>
<l part="I">Tu la Schiava mi chiama. </l>
<stage>ad Arsindo</stage>
<l part="F">E voi partite. </l>
<stage>alle Guardie.</stage>
</sp>
</div2>
<div2 type="scena">
<head>SCENA VIII </head>
<stage>Pirro.</stage>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l> Stelle! che sarà mai quella, ch'io provo </l>
<l>Brama fatal di rimirar l'ingrata! </l>
<l>Forse è avanzo d'amor - Forse non tutta </l>
<l>Nel seno mio l'avida pianta è spenta! </l>
<l>Ah! no - sparve l'incanto - Io più non amo … </l>
<l>Io l'odio … Io vo punirla - E perché dunque </l>
<l>Spira ella ancor? Qual frutto sperar posso </l>
<l>Dalla presenza sua? … Se ella m'aborre, </l>
<l>Se palese è il suo fallo, e se è giurata </l>
<l>La morte sua … cosa mi cal del resto? </l>
<l part="I"><pb n="52"/>
Eccola … </l>
<stage>(vedendo Polissena)</stage>
<l part="F">0h! tutto palpitando il cuore </l>
<l>Fugge il mio sangue - e in  rimirarla oblìo </l>
<l part="I">Ciò, che dir debbo … </l>
</sp>
</div2>
<div2 type="scena">
<head>ATTO TERZO, SCENA IX </head>
<stage>Pirro, Polissena, Guardie.</stage>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="F">  Ove son tratta! o Cieli ! </l>
<l>Qual volto … Quali sguardi … Il mio Germano </l>
<l part="I">Forse è scoperto … </l>
<stage>tutto a parte</stage>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><stage>da sé</stage>
<l part="F">Avidi miei furori </l>
<l>Mi assistete al cimento, o son perduto. </l>
<stage>alto</stage>
<l part="I">T'avvicina. </l>
<stage>con tuono feroce</stage>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><stage>tremante</stage>
<l part="M">Ah! Signor … </l>
<stage>(a parte)</stage>
<l part="F">Qual tuon! qual voce! </l>
<l part="I">Soccorso, o Dei! … </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><stage>freddamente</stage>
<l part="F">Tu fosti un dì mia schiava. </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l>  Fortunato il momento, in cui potesti </l>
<l>Prodigare in favor d'una tua serva </l>
<l>Di libertade il generoso dono. </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><stage>come sopra</stage>
<l>Dimmi: sai tu qual la cagione ne fosse? </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l>  Ah! Signor, qual mio fallo un tanto sdegno </l>
<l part="I">Poté sì presto meritar! … </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><stage>bruscamente</stage>
<l part="F">Rispondi. </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l>  O tormento! … a spezzare i lacci miei </l>
<l>Quella dolce pietà, che un dì ti spinse </l>
<l>Fu di tua compassion forse l'effetto. </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><stage>con furia eccessiva</stage>
<l part="I">Tu mentisci, spergiura; </l>
<l part="F">Egli fu amore. </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="I">  Dei! qual furor! … </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><stage>con furore</stage>
<l part="F">Perfida, trema; È tutto </l>
<l>Il tuo delitto ad onta tua palese. </l>
     </sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="I">  Che! qual delitto!</l>
<stage>(a parte)</stage>
<l part="F">il mio German conobbe. </l>
<pb n="53"/>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l part="I">  Me ne domandi? …  </l>
<stage>con ironìa amara</stage>
<l part="F">Ah! chi mi tien, che un ferro </l>
<l>In quel perfido seno io non t'immerga? </l>
<l part="I">Che nel tuo sangue … </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><stage>in atto supplichevole</stage>
<l part="M">0h! Principe … </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l part="F">  T'acquieta; </l>
<l>Più pietade non v'è, non v'è clemenza. </l>
<l>Io sarò vendicato … Empia! … I tuoi falli </l>
<l>Saran puniti, e la tua morte è certa. </l>
<l part="I">Sì traditrice … </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><stage>con trasporto</stage>
<l part="F">Ah! se il Ciel lo sdegno </l>
<l>Io potei meritar, se in me v'è colpa </l>
<l>Ella v'è sol, perch'io t'amai di troppo. </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><stage>a parte</stage>
<l>Che? di sì puro amor può assicurarmi </l>
<l>Il labbro tuo? qual'empietade è questa! </l>
<l part="I">Or ben puniamla … </l>
<stage>(alto)</stage>
<l part="F">È poi ben veder  che m'ami? </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="I">  Che dubitarne? il Ciel n'attesto. </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><stage>a parte</stage>
<l part="F">Indegna! </l>
<l part="I">Sentiam … </l>
<stage>(alto)</stage>
<l part="F">fra i beni, che promette Amore </l>
<l>Dimmi qual ben di preferir ti piace? </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="I">  La fedeltà. </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l part="M">  Senza di lei? </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="F">  La morte. </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l part="I">  Soddisfatta sarai … </l>
<stage>(con furore)</stage>
<l part="F">Guardie, si tragga </l>
<l part="I">Lungi costei … </l>
</sp>
<stage>Polis. è circondata dalle Guardie.</stage>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><stage>partendo dà un'occhiata penetrante a Pirro</stage>
<l part="M">Barbaro! … </l>
<stage>via</stage>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l part="F">  Ah! con quel guardo </l>
<l>Quasi mi disarmò - Ma non s'attenda, </l>
<l>Che a vendicarmi; Entro il mio cuor successe </l>
<l>Odio ad amore, a gelosìa vendetta.</l>
</sp>
<stage>si cala il Sipario
Fine dell'Atto <num>III</num>.</stage>
</div2>
</div1>
<div1 type="atto">
<head>ATTO QUARTO</head>
<div2 type="scena">
<head>SCENA I </head>
<pb n="54"/>
<stage>Il Teatro deve rappresentare un Sotterraneo
vasto, e profondo, che è supposto essere il
luogo, ove è racchiusa la Tomba d'Ettore.
Questa si vede in fondo, e sopra di essa arde
una melanconica fiaccola, che serve a dissipare
alquanto il funebre orrore, che è sparso per
la Scena. Vicino al Proscenio da parte destra
avvi una specie di tavola intagliata nella pietra,
con sedile similmente di sasso. Sopra la
tavola è una tazza avvelenata, ed una spada
nuda. Da parte sinistra giace disteso sul palco
il cadavere di Polidoro ucciso.
<emph>Polissena condotta da una Guardia esce
verso il fondo.</emph> </stage>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l> Dimmi almeno a qual fato i giorni miei </l>
<l part="I">Serbati son …  </l>
<stage>(alla Guardia)</stage>
<l part="M">Dove mi guidi? </l>
<stage>(la Guardia sorte)</stage>
<l part="F">Ei fugge … </l>
<l>Ei m'abbandona … Ove m'inoltro? - Questi </l>
<l>Torbidi oggetti, al di cui solo aspetto </l>
<l>S'agghiaccia il cuor - Queste ferali mura </l>
<l>Dei veli della morte intorno cinte, </l>
<l>Questa face lugubre, il cui sanguigno </l>
<l>Bieco splendor l'aere rischiara appena,  </l>
<l>E s'estingue fra l'ombre - L'atra vista </l>
<l>Di quella tomba ove riposa Ettore, </l>
<l>Quest'orrido apparecchio … il muggir sordo </l>
<l><pb n="55"/>
Di questo al Sole ignoto antro funesto, </l>
<l>Le tenebre, il silenzio - al dolor mio </l>
<l>Tutto convien … Ma quanto più accora, </l>
<l>Quanto è più atroce a questo sen, che Pirro, </l>
<l>Che il mio ben … che il mio Prence abbia disposta </l>
<l>Questa pompa crudele agl'occhi miei. </l>
<l>Barbaro Ciel! - perché in quel sen raccorre </l>
<l>Tutte di gelosìa l'avide fiamme! </l>
<l part="I">Perché! … </l>
<stage>s'avanza sul Proscenio a sinistra</stage>
<l part="F">Ma o Dei! chi colà giace estinto! </l>
<l>Qual'incognita mano il cuor mi preme! </l>
<stage>s'avvicina</stage>
<l part="I">Stelle! …  </l>
<stage>osserva attentamente il cadavere</stage>
<l part="M">M'inganno! … ah! Polidoro! … </l>
<stage>con un grido di dolore</stage>
<l part="F">Io manco. </l>
<stage>si getta sul sedile, ma non vede l'apparecchio</stage>
<l part="I">Empj Numi! … </l>
<stage>notisi, che ella volta la faccia verso Polidoro</stage>
<l part="F">Fantasmi della notte! … </l>
<l part="I">Furie … Averno … </l>
<stage>s'alza furiosa, e corre al cadavere</stage>
<l part="F">Ah! di voi chi osò spietato </l>
<l part="I">Straziar quel petto … </l>
<stage>vacilla, e brancolante si ritrova presso alla tavola</stage>
<l part="F">Dove son! … Da quale </l>
<l>Spettacolo feral cinta mi vedo! </l>
<stage>inorridita</stage>
<l>A che mai questa tazza …  a che quel ferro! </l>
<l>Ah! Pirro! … ah! mostro! - a questo segno è giunta </l>
<l>La sua folle passion! … crudel! m'uccidi </l>
<l>Qual rivale il Germano, e mi prepari </l>
<l>Qual'a Donna infedel morte sì atroce!</l>
<l><pb n="56"/>
Barbaro! - e quel tuo cuor, quell'empio cuore </l>
<l>Condannar mi poté! - Crudel che feci! </l>
<l>In che peccai? - Dunque l'averti amato </l>
<l>Questa mi meritò fatal mercede? </l>
<l part="I">O natura! o dover! </l>
<stage>(smarrita)</stage>
<l part="F">Chi mi soccorre? </l>
<l>Madre … German … tutto perdei; Non resta </l>
<l>A questo sen, che una spietata morte. </l>
<stage>pausa, indi risoluta</stage>
<l>Sì, si mora, e si tolga a tanti affanni </l>
<l>Questa vita infelice …  o tu, che in seno </l>
<stage>all'urna</stage>
<l>Di quell'orrida tomba, Ombra, riposi </l>
<l>Sul cenere tuo non vendicato ancora, </l>
<l>Ettore, anima grande … ah! tu m'infiamma </l>
<l>D'ardir le vene, onde con fermo ciglio </l>
<l>L'ultimo fato ad incontrar m'accinga. </l>
<stage>prende la spada</stage>
<l part="I">Polidoro … ombra sacra …</l>
</sp>
</div2>
<div2 type="scena">
<head>SCENA II </head>
<stage>Polissena, Pirro entra inosservato nel fondo.</stage>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><stage>senza essere udito</stage>
<l part="F">Ecco l'indegna. </l>
<l>Chiama il suo bene … Il seguirà frappoco. </l>
<stage>si ferma ad udirla</stage>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l>  Con quest'acciar del sangue tuo vermiglio </l>
<l part="I">A te m'accoppierò … </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l part="M">  Fremo. </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="F">  Ah! Germano! … </l>
<l part="I">Mio sangue … mia speranza … </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker>
<stage>con agitazione estrema</stage>
<l part="F">Ciel! che sento! </l>
<l>Suo German … sommi Dei! - possibil fia? </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l>  Ah! di Priamo infelice unico germe </l>
<l><pb n="57"/>
Scopo innocente di miei brame … arresta </l>
<l>I passi tuoi sulla fatal palude. </l>
<l part="I">Io vengo … </l>
<stage>vuol ferirsi, ma s'arresta dicendo</stage>
<l part="F">Ohimè! chi mai creduto avrebbe, </l>
<l>Che dall'istessa man dell'idol mio, </l>
<l>Da quei, che adoro; da colui, che solo </l>
<l>Il cuor m'incatenò … dovessi estinto, </l>
<l>Sventurato Germano, al suol cadere? </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l>  Cieli!… Ella m'ama! … e sarà ver? - che intesi! </l>
<l>Suo German Polidoro! - Io sono amato! </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l>  Almen la morte mia, terribil'ombra, </l>
<l part="I">Ti plachi - Alfin … </l>
<stage>vuol ferirsi nuovamente,poi si ferma</stage>
<l part="F">Ma perché mai la destra </l>
<l>Mi trema al fatal colpo, e non ardisco </l>
<l>Questo soffio esalar, che ancor mi resta </l>
<l>D'una misera vita! … ah! che un supplizio </l>
<l part="I">Esser non dee per me la morte. </l>
<stage>posa la spada</stage>
<l part="F">Almeno </l>
<l part="I">Men terribil si cerchi … </l>
<stage>accennando la tazza</stage>
<l part="F">Ecco la via </l>
<l>Onde sortir da tanto duol - Si vuoti </l>
<l>Questa tazza omicida, e in lei si beva </l>
<l>L'ultimo mio destin … forse apprestando </l>
<l>Questo tetro liquor, potero i lumi  </l>
<l>Del barbaro Idol mio mescervi a sorte </l>
<l part="I">Qualche stilla di pianto … </l>
     </sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l part="F">  Io reggo appena. </l>
<l part="I">Crudel! che feci! </l>
<stage>smaniando avvicina</stage>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="F">  Ah! questa dolce idea </l>
<l>Entro il mio sen tutta la forza avviva; </l>
<l>Polissena, coraggio - Alfin si mora. </l>
<stage>prende la tazza</stage>
<pb n="58"/>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l part="I">  Fermati … oh! Dio! … </l>
<stage>lanciandosi l'arresta, e getta la tazza</stage>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><stage>spaventata</stage>
<l part="F">Da me che vuoi crudele? </l>
<l part="I">Lasciami in pace … </l>
<stage>cade sul sedile</stage>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l part="F">  Anima mia, perdono, </l>
<l part="I">Io t'offesi … </l>
<stage>(con trasporto)</stage>
<l>Io furioso a morte spinsi </l>
<l>La metà di te stessa - Io non son degno </l>
<l>De' sguardi tuoi; reo mi confesso in faccia </l>
<l>Agl'Uomini, agli Dei … Ma scusa almeno </l>
<l>Un trasporto - una furia … un ardor cieco, </l>
<l>Che barbaro poté rendermi appunto </l>
<l>Perché troppo t'amai … Mia Principessa, </l>
<l part="I">Un sospir … </l>
<stage>(teneramente)</stage>
<l part="F">No … perdono - </l>
<l part="I">e più non chiedo. </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="I">  Involati, crudel; Vedi: tu sei </l>
<l>Di quel sangue innocente ancor bagnato, </l>
<l>Ancor negl'occhi tuoi scintilla il fiele, </l>
<l>Che le viscere tue consuma, e strugge. </l>
<l>Lasciami, fuggi … almen se il mio Germano, </l>
<l>Se ogni speranza mi togliesti, lascia </l>
<l>A questo sen la libertà del pianto. </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l part="I">  Polissena … </l>
<stage>con tenerezza</stage>
     </sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="F">  Spietato! - aggiunger brami </l>
<l>L'oltraggio a tuoi delitti? Il sen mi vuoi </l>
<l>Strappar di propria mano, e trarne a forza </l>
<l>La debol'alma? Che t'arresti? … impugna </l>
<l>Questo barbaro acciar, che il sen trafisse </l>
<l>A Polidoro, e per le vie lo spingi </l>
<l>Di questo cuore … Esse a te note sono. </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l>  Ove ti porta il tuo dolor! - Deh! cessa  </l>
<l>D'insultare a miei mali, e men severi </l>
<l><pb n="59"/>
Volgi que' lumi tuoi verso un meschino, </l>
<l>Che se t'offese, il cuor straziar si sente </l>
<l>Dalla voce feral de' suoi rimorsi. </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="I">  Ah! barbaro! </l>
<stage>(s'alza)</stage>
<l part="F">Il tuo sen non è capace </l>
<l>Di pentimento - Ed io contar potrei </l>
<l part="I">Sulla tua fede? </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l part="F">  Ah! tutto puoi, mel credi, </l>
<l>Sopra di me, se quel tuo sdegno ammorzi; </l>
<l>Ahimè! … la mia barbarie, il mio furore </l>
<l>Da te fu acceso allor, che tu potesti </l>
<l>Cessar d'amarmi - L'odio tuo, mio Nume, </l>
<l>Il tuo rancor col tuo delitto insieme </l>
<l>Nelle lacrime mie restin sepolti. </l>
<l part="I">Io ti giuro … </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="F">  T'accheta; Il Ciel rispetta; </l>
<l>Forse pretendi agl'occhi miei far pompa </l>
<l part="I">D'una menzogna … </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l part="F">  Tu m'oltraggi a torto. </l>
<l>Assai t'è noto questo cuor; risparmia </l>
<l>La pena mia - L'affetto tuo mi rendi.  </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="I">  Stelle! che chiedi! … ahimè! </l>
<stage>voltan altrove</stage>
     </sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l part="F">  Soffrir non puote </l>
<l>Lo sguardo tuo la mia fatal presenza, </l>
<l>E all'irritato Ciel chiedi vendetta. </l>
<l>Ma ti volgi - l'avrai … Prendi quel ferro, </l>
<l>E sazia nel mio sangue il tuo spavento. </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l>  Taci. Io bramo la morte. Io, che da' Numi </l>
<l>Dagl'uomini, da te, dal mio destino </l>
<l part="I">Aborrita mi vedo. </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l part="F">  Io sono il solo </l>
<l>Colpevole, il geloso, il disumano; </l>
<l><pb n="60"/>
Se la tema di perderti ha potuto </l>
<l>Accecarmi … sedurmi, in questo seno </l>
<l>Non accrescer di più le furie mie. </l>
<l>Il tuo cuore è innocente: Egli è fedele; </l>
<l part="I">Tu viver dei - Pirro lo vuole </l>
<stage>con trasporto</stage>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="F">  Ah! questi </l>
<l>Giorni infelici, il di cui fragil corso </l>
<l>Avvelenò la fiamma tua, son gravi </l>
<l>A quest'alma, che sol respirar puote </l>
<l>Amarezza, e spavento - Il mio rimira </l>
<l part="I">Germano esangue … </l>
<stage>voltandosi al cadavere</stage>
<l part="F">Egli mi chiama … ei chiede </l>
<l>Da me vendetta, ed io rimiro espresso </l>
<l>In quei languidi lumi il fato mio. </l>
<l part="I">Mostro … tuo - che? tu m'insulti </l>
<stage>fuor di sé</stage>
<l part="F">e neghi </l>
<l>Quest'estremo conforto al mio dolore? </l>
<l>Inumano! … che fai? … ferma - tu strappi </l>
<l>Da quella fredda spoglia il cuor ferito … </l>
<l part="I">Tu lo strazj … </l>
<stage>(delirando)</stage>
<l part="F">fellon! … senti, ch'ei geme </l>
<l part="I">Sotto il ferro omicida? … e che? </l>
<stage>fa due passi
indietro spaventata, e si getta sul sedile</stage>
<l part="F">tu ardisci </l>
<l>Portar quel cuor su' labbri miei sanguigni? </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l part="I">  Misera! tu deliri. Amici, </l>
<stage>escon  quattro Guardie</stage>
<l part="F">altrove </l>
<l>Quel cadavere si tragga, ed a quei lumi </l>
<l>Un spettacolo sì fier pronti togliete. </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="I">  T'arresta … </l>
<stage>s'alza, e corre alle Guardie,
che prendono il cadavere</stage>
<pb n="61"/>
<l part="M">ah! tigri! </l>
<stage>Pirro la ritiene</stage>
<l part="F">ove si trae quel sacro </l>
<l>Monumento, che chiude ogni mio bene! </l>
<l part="I">Permettetemi almen, </l>
<stage>volendo lanciarsi verso le Guardie</stage>
<l part="F">Ch'io spiri accanto </l>
<l part="I">A quella cara alma … </l>
<stage>è ritenuta da <abbr>Pir.</abbr></stage>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l part="F">  E dove corri? </l>
<l part="I">Lascia … </l>
<stage>due Guardie portan fuori il cadavere</stage>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="M">  No … </l>
<stage>si stacca dalle mani di <abbr>Pir.</abbr></stage>
<l part="M">Morir voglio .. </l>
<stage>vuol correre alla Scena ma sviene</stage>
<l part="F">Io più non reggo. </l>
<stage>ella è sostenuta dall'altre due Guardie</stage>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l part="I">  Ella manca … </l>
<stage>(con dolore)</stage>
<l part="F">Custodi abbiasi cura,</l>
<l>Se vi son cari i miei, de' giorni suoi.</l>
</sp>
<stage>le due Guardie portano via Polissena.</stage>
</div2>
<div2 type="scena">
<head>SCENA III </head>
<stage>Pirro.</stage>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l part="I"> Torbida gelosìa! … </l>
<stage>si getta a sedere</stage>
<l part="F">perché cotanto </l>
<l>Ardere un cuore! perché versare in esso </l>
<l>Tutto il calice reo delle tue pene! </l>
<l>Ma senza indugio a riparar si voli </l>
<l part="I">La colpa mia. </l>
<stage>(s'alza)</stage>
<l part="F">Non ha il mio cuor, che un solo </l>
<l>Sentimento; Ei non serba altra speranza, </l>
<l>Che di placar l'idolo mio sdegnato. </l>
<l>Se infelice a tal segno hanno gli Dei </l>
<l>Polissena ridotta, a questa destra </l>
<l><pb n="62"/>
S'aspetta il sollevarla, e vo' che unisca </l>
<l>L'anime nostre indissolubil nodo. </l>
<l>So, che più d'un vi s'opporrà, che spenta </l>
<l>La mia felicità vorrassi allora, </l>
<l>Che a nascere incomincia, e che a miei voti </l>
<l>Polissena, involar sarà tentato; </l>
<l>Ma so ben'io come frenar sia duopo </l>
<l>De' miei Nemici il temerario orgoglio </l>
<l>Vedran tra i flutti del lor sangue … in mezzo </l>
<l>Ai cadaveri, al fuoco, ed alle stragi </l>
<l>Se Pirro io sono, e vendicar s'io sommi.</l>
<stage>in atto di partire.</stage>
     </sp>
</div2>
<div2 type="scena">
<head>SCENA IV</head>
<stage>Pirro, Arsindo agitato.</stage>
<sp><speaker>ARSINDO</speaker><l part="I">  Ferma, Signor … </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><stage>volgendosi</stage>
<l part="F">Che vuoi? … perché quel volto </l>
<l>Sì pien d'orrore … onde quei Cupi sguardi </l>
<l part="I">Quell'irto crin … </l>
</sp>
<sp><speaker>ARSINDO</speaker>
<stage>riprendendo il respiro</stage>
<l part="F">Tacer vorrei, se il Cielo </l>
<l>A costo di mia vita a te far noto </l>
<l>Non volesse un secreto, al mio sol nome </l>
<l>Atterito ti mostri, e il cuor ti trema. </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l part="I">  Parla. </l>
</sp>
<sp><speaker>ARSINDO</speaker><l part="F">  Io palpito ancora; Ancor le membra </l>
<l>Un orribil timor m'agita, e scuote. </l>
<l>Signore, appena ciò, che vidi io stesso </l>
<l>Creder posso, e tu fede al parlar mio </l>
<l>Forse non presterai, sebben la merti. </l>
<l>Era il Sol con il cocchio a mezzo il corso, </l>
<l><pb n="63"/>
E più feroce a quei destrieri il tergo </l>
<l>Bieco sferzava, allor che il suol fremendo </l>
<l>Con cieco muggir gl'aditi aperse </l>
<l>Del seno suo, d'onde sortiro a gara </l>
<l>Miste con atro fumo avide fiamme. </l>
<l>Tremar le selve; ed il recinto sacro </l>
<l>Ove del grande Achille è l'urna ascosa </l>
<l>Fremé, si scosse, e l'Orizzonte intorno </l>
<l>Atra fascia coprì d'orror di morte. </l>
<l>Febo s'ascose, e di sanguigno lume </l>
<l>Tramando sulla Terra orride vampe. </l>
<l>Al mormorar dell'antri, al cupo fremito </l>
<l>Dell'agitato suol mugghiò, fe in alto </l>
<l>L'onde salir dal fondo suo Nettuno. </l>
<l>Allor dall'urna sacra, ove l'inulta </l>
<l>Ombra del Padre tuo gemé sovente </l>
<l>Spettro feral mi si fe avanti, e a gridi </l>
<l>Dell'Averno dischiuso, e in mezzo all'atre </l>
<l>Ombre di Flegetonte, il capo augusto </l>
<l>Crollò l'inclito Spettro, e sì mi disse. </l>
<l>"Andate, inerti, andate pur; Troncate </l>
<l>Il canape dal Lido, e in mezzo all'onde </l>
<l>Prendete il corso; All'ombra mia togliete </l>
<l>L'onor dovuto. - Empj, saprò ben'io </l>
<l>Come punirvi; Lascerò di morte </l>
<l>I cupi Regni; Apporterò sull'acque </l>
<l>Il mio furor; farò la strada ai venti </l>
<l>Onde spinganvi a gara in mezzo ai scogli, </l>
<l>Così dunque sodisfa il Figlio mio </l>
<l>L'ombra del Padre? - ah! va; Di', che se degno </l>
<l>Di chi vita gli diè mostrarsi vuole </l>
<l>Stringa l'acciar, che gli donò Calcante, </l>
<l><pb n="64"/>
E Polissena 'l mio furore uccida." </l>
<l>Disse: E fra i lampi all'urna sua tornando </l>
<l>Senza moto lasciommi, e senza voce. </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l part="I">  Cielo! … </l>
<stage>si getta sul sedile</stage>
</sp>
<sp><speaker>ARSINDO</speaker><l part="F">  Udisti, Signor? Se al tuo gran Padre </l>
<l>Negar non vuoi la contentezza estrema </l>
<l part="I">Svenar t'è duopo Polissena. </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><stage>minacciando</stage>
<l part="F">Ardisci </l>
<l part="I">Tanto sperar? </l>
<stage>(con sdegno)</stage>
<l part="F">lasciami solo; io voglio </l>
<l>Tutto alle smanie mie gettarmi in preda. </l>
</sp>
<stage>s'appoggia disperato alla tavola</stage>
<sp><speaker>ARSINDO</speaker><l part="I">  E a Calcante dirò … </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l part="M">  Lasciami. </l>
</sp>
<sp><speaker>ARSINDO</speaker><l part="F">  Almeno </l>
<l part="I">Di' se del sacrifizio … </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><stage>alzandosi confusamente</stage>
<l part="F">A lui dir devi …  </l>
<stage>irresoluto </stage>
</sp>
<sp><speaker>ARSINDO</speaker><l part="I">  Che debbo dir? </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><stage>impaziente</stage>
<l part="M">Ciò che ti piace. </l>
<stage>s'appoggia di nuovo</stage>
</sp>
<sp><speaker>ARSINDO</speaker><l part="F">  Oh! amore!</l>
</sp>
<stage>via</stage>
</div2>
<div2 type="scena">
<head>SCENA V </head>
<stage>Pirro.</stage>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l>  Compiste alfin di tormentarmi appieno </l>
<l>Barbarie mie sventure - Il duol, che eccede, </l>
<l>E che crudel l'anima mia soverchia </l>
<l>Quasi a morte mi spinse, e il guardo appena </l>
<l>Da questi marmi a sollevarmi è pronto. </l>
<l>Quest'orrida spelonca, e quest'austera </l>
<l><pb n="65"/>
Pompa fatal per l'innocenza eretta </l>
<l>Servir demmi di tromba - e in queste vene </l>
<l>Quell'empia tazza apporterà la morte. </l>
<stage>vi stende la mano</stage>
<l>Ma chi ritiene la destra mia! … chi porta </l>
<l>Lungi da me quell'omicida umore! </l>
<stage>con illus.</stage>
<l>Amabil Dea, che mi t'aggiri al fianco … </l>
<l>Chi sei … che brami? … tu soccorso implori. </l>
<l part="I">E tu vuoi, ch'io ti siegua? - Eccomi … </l>
<stage>s'alza ritornando in se dopo breve pausa</stage>
<l part="F">Oh! folle </l>
<l>Del mio guasto pensier placido incanto! </l>
<l>Ah! Polissena è tutto ciò, ch'io vedo. </l>
<l>Ella chiede soccorso … e forse all'Ara </l>
<l>Da suoi Nemici è trascinata a forza … </l>
<l>Ah! questa sola idea tutto in me accende </l>
<l>Tutto il fuoco primiero - Olà; compagni … </l>
<stage>alla scena</stage>
<l part="I">Tessali … Amici …  </l>
<stage>(escono alcune Guardie)</stage>
<l part="F">al fianco mio si tragga </l>
<l>La mia Schiava … il mio bene … udiste? - Io voglio </l>
<l part="I">Polissena - ubbiditte. </l>
<stage>le Guardie partono</stage>
<l part="F">Ah! se al supplizio </l>
<l>Ègià condotta … ognun paventi - Io giuro </l>
<l>A tutti i Dei di far con questo ferro </l>
<l>Un teatro d'orror del Campo intiero. </l>
<stage>arriva Polissena</stage>
<l part="I">Ma che pavento? - Ecco il mio ben …</l>
</sp>
</div2>
<div2 type="scena">
<head>SCENA VI </head>
<pb n="66"/>
<stage>Pirro, Polissena.</stage>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="F">  Che vuoi </l>
<l>Da un infelice oppressa? a mali miei </l>
<l>Brami insultar di nuovo, o di tua mano </l>
<l>Quivi affrettar l'ultima mia ruina? </l>
<l>Felice me! se a quel sopor di morte, </l>
<l>Che passeggiero oppresse i sensi miei </l>
<l>Per opra tua scampata, il fatal colpo </l>
<l>Debbo incontrar dalla tua destra istessa. </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l>  Qual sospetto t'ingombra! - Ah! se di questo </l>
<l>Sventurato mio cuor tutte le pene </l>
<l>Tu vedessi, crudel; forse men fiera </l>
<l>Non faresti a miei mali un tal insulto. </l>
<l>Tutto all'orecchie tue non giunse ancora </l>
<l>Il mio spavento … </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l>  Spaventar sol puommi </l>
<l>Della morte il rifiuto. Entro il tuo seno </l>
<l>Se di pietà la voce il grido ergesse, </l>
<l>Se l'alma tua fosse commossa in parte </l>
<l>Dalla mia sorte, la tua destra avrebbe </l>
<l>Prontamente recisi i giorni miei, </l>
<l>I miei giorni dolenti al pianto, al lutto, </l>
<l>Ed al disprezzo abbandonati - Il colmo </l>
<l>Tu mettesti a miei mali, e in questo abisso </l>
<l>L'avermi tratta all'ira tua non basta? </l>
<l>Pensi tu ancor sedurmi, ancor de' lacci </l>
<l>Tessere a questo cuor con quei trasporti, </l>
<l>Con quei sospiri tuoi prestigj usati </l>
<l>De' falsi amanti? Invano il tuo furore </l>
<l><pb n="67"/>
Di rimorso col nome agl'occhi miei </l>
<l>Celarsi tenta - m'aborrisci, ingrato, </l>
<l part="I">Né mai m'amasti. </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><stage>con amarezza</stage>
<l part="F">Io non t'amai? - crudele! </l>
<l>Taci; un ingiuria tal troppa amarezza </l>
<l>Mescola a miei sospiri. Io, che a te sola </l>
<l>Questo mio cuor donai, che ogn'altro volto </l>
<l>Spregiato innanzi, a un sol girar de' tuoi </l>
<l>Afflitti lumi ad avvampar m'astrinse </l>
<l>D'amor la fiamma; Io, che del Ciel spregiando </l>
<l>L'Oracol fatal, porger non oso </l>
<l>Pronto soccorso alla mia Patria afflitta </l>
<l>Sol per salvare i giorni tuoi … non t'amo? </l>
<l>Barbara! - a me negar l'affetto mio? </l>
<l>Non credere al mio fuoco, ed a quest'alma </l>
<l>Insensibil stimar la tua sventura? </l>
<l>Quando de' pianti miei l'amare tracce </l>
<l>Puoi rimirare ovunque, e quand'io provo </l>
<l>Tutto il dolor, che può provare un cuore </l>
<l>Non veder nel mio duol, che lievi pene, </l>
<l>E in lacrime di sangue altro, spietata, </l>
<l>Non riscontrar, che un volontario pianto? </l>
<l>Questo è troppo - crudel, co' tuoi trasporti </l>
<l>Più mi festi provar, che i miei delitti, </l>
<l>Che il mio destin, che dell'Olimpo i cenni. </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="I">  Di quai cenni favelli! … </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l part="F">  Il Ciel volesse, </l>
<l>Ch'essi fossero a te per anco ignoti. </l>
<l part="I">Non sai … </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="M">  Parla. </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l part="F">  Se ancor tutta non giunse </l>
<l>Delle nostre sventure a te la fama, </l>
<l><pb n="68"/>
Non curar di saperle - A te pur troppo </l>
<l>Per comune dolor note saranno. </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l>  Non dubitar di spaventarmi; a tutto </l>
<l part="I">Disposta son - parla. </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l part="F">  Non trar, ti prego, </l>
<l>Da questi labbri un sì fatal annunzio. </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="I">  Tu m'insulti … </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l part="F">  Se il vuoi, tutto ti svelo. </l>
<l>L'Oracol degli Dei morta ti vuole, </l>
<l>E del mio Genitor l'ombra sdegnata </l>
<l>Comanda, ch'io ti sveni, e col tuo sangue </l>
<l>Onde placarla, il suo sepolcro asperga. </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="I">  Numi! … </l>
<stage>si getta sul sedile</stage>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l part="F">  Afflitto mio Bene, o vera imago </l>
<l>Dell'oppressa virtude …  ecco a quel punto </l>
<l>In questo dì l'empio destin c'ha tratti. </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><stage>s'appoggia</stage>
<l>Questo sfogo perdona la mio dolore … </l>
<l>Io respirare appena posso - e cinta </l>
<l>Da' legami di morte è l'alma mia. </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l>  Sorgi! … non paventar. Della tua vita </l>
<l>In me, tel giuro, il difensore avrai. </l>
<l>Pera la Patria … il Ciel m'insiegua, e lasci </l>
<l>Per tormentarmi il Padre mio l'Averno </l>
<l>Sempre t'adorerò, questo mio brando </l>
<l>Sempre terrò per tua difesa in pugno. </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l>  Ove trascorri? - Il dover tuo rammenta, </l>
<l>Servi alla Patria, e la tua Schiava oblìa; </l>
<l part="I">Signor … </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l part="F">  Vedrai, se in questo petto è chiuso </l>
<l>Tanto valor da liberarti - Io vado </l>
<l>Tanti amici da unir, quanti sian duopo </l>
<l><pb n="69"/>
Per guidarti con me libera al Mare. </l>
<l>Quivi su' legni miei potrò sicura </l>
<l part="I">Lungi di quà condurti. </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="F">  E non paventi </l>
<l>L'ira del Ciel? Spengi una folle speme </l>
<l part="I">Stolido Dio de' ciechi amanti …  </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l part="F">  Indarno </l>
<l>Tenti arrestarmi - a liberarti io volo. </l>
<l part="I">Tu m'attendi, e vedrai … </l>
<stage>in atto di partire</stage>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><stage>alzandosi spaventata</stage>
<l part="F">Ferma, ove corri? </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l part="I">  A difenderti. </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="F">  Oh! Dio! - Prence, rifletti … </l>
<l part="I">Pensa, che sei … </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l part="F">  No, non so più chi sono.</l>
<stage>in atto di partire</stage>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="I">  Odimi … </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l part="M">  Addio. </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="M">  Che cerchi tu? </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><stage>parte furibondo</stage>
<l part="F">La morte.</l>
</sp>
<stage>si cala il Sipario
Fine dell'Atto <num>IV</num>.</stage>
</div2>
   </div1>
<div1 type="atto">
<head>ATTO QUINTO</head>
<div2 type="scena">
<head>ATTO QUINTO, SCENA I </head>
<pb n="70"/>
<stage>Il Teatro di nuovo rappresenta il Bosco, e la Tomba.
Erope, Arsindo.</stage>
<sp><speaker>EROPE</speaker><l> E dell'infausto sacrifizio ancora </l>
<l part="I">L'esito non si sa? </l>
</sp>
<sp><speaker>ARSINDO</speaker><l part="F">  Come! ed ignori, </l>
<l>Che dalle mani dei Sacerdoti a forza </l>
<l>Pirro involò l'Ostia de' Fati attesa? </l>
</sp>
<sp><speaker>EROPE</speaker><l> Nulla intender poss'io; svelta poc'anzi </l>
<l>Dall'infelice Principessa, e lungi </l>
<l>Dal fianco suo più non la vidi, e sono, </l>
<l>Misera! ancor del suo destino incerta. </l>
</sp>
<sp><speaker>ARSINDO</speaker><l>  Odimi; A cenni di Calcante appena </l>
<l>La sventurata Vittima in potere </l>
<l>Cadde de' Sacerdoti, e svelta a forza </l>
<l>Dalla Turma venia … fuoco7spirante  </l>
<l>Ecco Pirro lanciarsi, e dal suo fianco </l>
<l>Fremer d'altri Guerrieri inclito stuolo. </l>
<l>Leon, che sia dal cacciator ferito </l>
<l>Sì terribil non fora allor i Campi </l>
<l>Dell'arsa Libia co' ruggiti assorda </l>
<l>Quando il Giovin feroce, il di cui ferro </l>
<l>Bieco ovunque traea ruina, e morte. </l>
<l>Impallidisce ognun: Calcante invano </l>
<l>I Numi invoca, e al furibondo Amante </l>
<l>Dell'Averno, e del Ciel l'ira minaccia. </l>
<l><pb n="71"/>
Sparge il vento i duoi detti: Il Garzon truce </l>
<l>Fra la turma si scaglia, e al sacro braccio </l>
<l>Degl'atterriti Sacerdoti invola </l>
<l>Il custodito pegno; al Campo corre </l>
<l>Dell'infame attentato il fatal grido, </l>
<l>E già pronto è ciascuno, onde ritorre </l>
<l>L'involato olocausto, e col suo sangue </l>
<l>Omai l'ira placar del Cielo offeso. </l>
</sp>
<sp><speaker>EROPE</speaker><l> Principessa infelice! - È questo dunque </l>
<l>Sacro solo alle stragi infausto giorno? </l>
<l>O Frigia! o Patria! a qual'eccesso è giunto </l>
<l>L'implacabil destin, ch'ognora t'insiegue! </l>
<l>Ah! giacché tutto il Ciel mi tolse, almeno </l>
<l>Polissena si cerchi, e in braccio a lei </l>
<l>Nell'estremo sospiro diale il mio labbro </l>
<l>L'ultimo dono all'amistà dovuto.</l>
</sp>
<stage>via</stage>
</div2>
<div2 type="scena">
<head>SCENA II </head>
<stage>Arsindo.</stage>
<sp><speaker>ARSINDO</speaker><l> Quanto il destino lor (misere!) è degno </l>
<l>D'esser compianto. Io son de' Greci, è vero, </l>
<l>Son lor nemico, eppur tutte risento </l>
<l>Le lor sventure - Ma d'indugj or tempo </l>
<l>Per me non è. Volisi al Campo, e stringa </l>
<l>La man l'acciar per la comun salvezza. </l>
<l>Ciel! … che rimiro! - di furore acceso </l>
<l>Ecco quà Pirro, e Polissena è seco. </l>
<l>A Calcante si corra, e a lui congiunto </l>
<l>S'involi al braccio suo pegno sì sacro.</l>
</sp>
<stage>via</stage>
</div2>
<div2 type="scena">
<head>SCENA III </head>
<pb n="72"/>
<stage>Pirro conduce a forza Polissena in bianca veste,
cinta di fiori come preparata per il Sacrifizio.
Seguito di Guerrieri.</stage>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l part="I">  Seguimi: Non temer … </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="F">  Dove mi guidi? </l>
<l>Lasciami per pietà … Prence, non vedi, </l>
<l>Che con la mia tu la tua morte affretti? </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l>  Vieni, non dubitar; D'un volgo insano </l>
<l>Spregia i tumulti, e non temer quell'ira. </l>
<l>Ben tosto ti farà questa mia destra </l>
<l>Fra il Popol, fra le Guardie, e fra i Ministri </l>
<l>Della tua morte un'ampia strada al Mare. </l>
<l>Già tutti i miei più fidi,  qualche Duce, </l>
<l>Che a favorirmi il mio destino ha mosso </l>
<l>Con i Tessali miei pronti a salvarti </l>
<l>Fremono al fianco nostro, e in pria sul suolo </l>
<l>Disperati versar bramano il sangue, </l>
<l>Che abbandonarti; I tuoi nemici invano </l>
<l>Tenteran d'involarti a queste braccia. </l>
<l>Ma, Principessa, onde provien quel pianto, </l>
<l>Onde quel duol? … Perché alle mie premure </l>
<l part="I">Rispondi sol con dei sospiri? … </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="F">  Ah! lascia </l>
<l>Di liberarmi; Ogni mia speme è posta </l>
<l>Nel fatal colpo, che a subir m'accingo.  </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l>  Che? - tu morir? … di tormentar deh! cessa </l>
<l>Questo misero cuor - Non sai, che pende </l>
<l>La mia felicità da' giorni tuoi? </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l>  Principe, il Ciel non ha giammai congiunto </l>
<l><pb n="73"/>
Il tuo destin con i miei giorni; Invano </l>
<l>Ti seduce l'aspetto … Egli t'inganna. </l>
<l>E se giammai, Signor, da una meschina </l>
<l>La tua felicità dipender puote, </l>
<l>La morte mia far sol ti dee felice. </l>
<l>Pensa al tuo grado, alla tua gloria; I Numi </l>
<l>Vogliono il sangue mio; lascia, che all'Ara </l>
<l>Lascia, Signor, che il fato mio mi tragga. </l>
<l>Vedrai, se il Ciel tanto coraggio ha chiuso </l>
<l>In questo sen da rimirar costante </l>
<l part="I">Il mio supplizio. </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l part="F">  Ah! tu mi strappi il cuore. </l>
<l part="I">Seguimi … </l>
<stage>vuol condurla</stage>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="M">  Invan lo speri … </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l part="F">  Ah! cessa - Oh! Numi! </l>
<l>Che veggio mai! - giunge Calcante, e seco </l>
<l>Di Guerrieri, e Ministri un stuol s'avanza. </l>
<l part="I">Difendiamoci, Amici. </l>
<stage>(al seguito)</stage>
<l part="F">Il sangue mio </l>
<l>Per voi sarà della battaglia il segno. </l>
<l part="I">Vieni … </l>
<stage>(prende Polissena)</stage>
<l part="F">Saprò ben'io come involarti </l>
<l>Al barbaro furor de' tuoi tiranni. </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="I">  Lasciami … </l>
<stage>(volendo liberarsi)</stage>
<l part="M">O Ciel! …</l>
<stage>vede Calcante</stage>
<l part="F">Nol soffrirò giammai.</l>
</sp>
</div2>
<div2 type="scena">
<head>SCENA ULTIMA </head>
<pb n="74"/>
<stage>Pirro, Polissena, Calcante, Arsindo, Sacerdoti,
Guerrieri, Guardie, Popolo.</stage>
<sp><speaker>CALCANTE</speaker><l>  O sacrilegio! o Numi offesi! - E dove, </l>
<l>Temerario, ti spinse un cieco affetto? </l>
<l>Lascia quell'ostia … Ella è in poter del Cielo. </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l>  Carnefice crudel! - Non vuol l'Olimpo </l>
<l>Questi di crudeltà barbari esempj. </l>
<l>Tu gl'inventi, fellon; tu sei, che fingi </l>
<l>Barbari, audaci a tuo capriccio i Numi. </l>
<l part="I">Scostati. </l>
</sp>
<sp><speaker>CALCANTE</speaker><l part="F">  Scellerato! - ah! questo è troppo. </l>
<l>Deh! non v'offenda un tale eccesso, o Dei! </l>
<l>Così dunque, profano, il Cielo insulti, </l>
<l>Né temi ancor, che dall'etereo seno </l>
<l>Onde piombar sul tuo malvagio teschio </l>
<l>Vendicatrice folgore non scenda? </l>
<l part="I">Empio! in tal guisa … </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l part="F">  A questo cuore indarno </l>
<l>Con sognate minacce, e folli sdegni </l>
<l>Tema la tua doppiezza incuter tenta. </l>
<l>Combattei per la Patria, e l'ira mia </l>
<l>L'Asia provò, né ora di nuovo in Campo </l>
<l>Col brando in pugno all'inimico in faccia </l>
<l>Tutto il sangue versar grave mi fora. </l>
<l>Le fiere stragi, e le sanguigne morti </l>
<l>Son legittime allor. Niuno pretenda </l>
<l>D'insegnare al mio cuor quanto alla Patria </l>
<l>Deve il mio braccio, e al Genitore estinto. </l>
<l>Ma un altare di sangue, il sacrifizio </l>
<l><pb n="75"/>
D'un innocente vittima, cui nulla </l>
<l>Fuor che il viver restò, come mai puote </l>
<l>Servir la Patria, e consolare un Padre? </l>
<l>L'omicidio in effetto e quando i Numi </l>
<l>Render poteo propizj? Amici, io vidi </l>
<l>Le superbe di Troja inclite mura </l>
<l>Per vostra man cader al suol distrutte. </l>
<l>De' mortali infelici il sangue, è vero, </l>
<l>Spargemmo a rii, ma ciò seguì soltanto </l>
<l>Di battaglia sul Campo, e non sull'Ara. </l>
<l>Come! e si vuol, che all'empietade io giunga </l>
<l>D'imbrattar questa man nel casto sangue </l>
<l>D'una Donna innocente, e in un sol punto </l>
<l>D'un Eroe qual si vuol tigre io divenga? </l>
<l part="I">Tu puoi bramar, </l>
<stage>(a Calcante)</stage>
<l part="F">Ch'io Natura oltraggi, </l>
<l>Ch'io di colei, ch'a sospirar m'apprese </l>
<l>Il carnefice sia, ch'io senza orrore </l>
<l>Nel suo bel petto il sacro ferro immerga, </l>
<l>Che mentre ella ancor vive, il braccio mio </l>
<l>Questo braccio sanguigno aprale il fianco, </l>
<l>E fior ne tragga onde saziar gli Dei </l>
<l>Le fumanti sue viscere, e che pieno </l>
<l>Della tua crudeltade il Cielo offeso </l>
<l>Vi consulti per te? - Ma ver non fia. </l>
<l>Guerrieri, ah! chi di voi risente in seno </l>
<l>Quanch'ombra di pietà segua i miei passi, </l>
<l>E l'innocente vittima sottragga </l>
<l part="I">Al furor di colui … </l>
</sp>
<sp><speaker>CALCANTE</speaker><l part="F">  Guerrieri, udite. </l>
<l>Gl'offesi Dei fremono di sdegno: Achille </l>
<l>Vendetta chiede, e l'ombra sua sdegnosa </l>
<l><pb n="76"/>
Brama far sazio il furor suo nel sangue. </l>
<l>Polissena è la vittima: Né giova </l>
<l>L'aure, e i Numi del Mar sperar propizj </l>
<l>Finché il collo piegato alle bipenne </l>
<l>La sventurata Vergine non abbia </l>
<l>Col sangue suo questo sepolcro asperso. </l>
<l>Popoli, vi sovvenga allor, che astretti </l>
<l>Fra i scogli dell'Eubea da simil fato </l>
<l>L'aure negava onde portarci in Asia </l>
<l>A voti nostri il Dio dell'acque avverso, </l>
<l>E la Dea delle Selve, e il fier Nettuno </l>
<l>Sola saziò d'Ifigenia la morte. <note> <foreign lang="lat"><emph>Sanguine placatis ventos, et virgine caesa, sanguine quaerendi reditus … </emph>. <abbr>Virg.</abbr> <abbr>En.</abbr> <abbr>lib.</abbr> <num>2</num>. </foreign></note></l>
<l>D'una Vergine il sangue a noi pur debbe </l>
<l>Al patrio suol pronto implorar ritorno. </l>
<l>Giove istesso è, che parla; E non potremo </l>
<l>La Patria riveder, che a questo prezzo. </l>
</sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker><l part="I">  Ah! t'arrendi, Signor. </l>
<stage>(a Pirro)</stage>
<l part="F">Vinci te stesso, </l>
<l>E giacché tutto mi togliesti, almeno </l>
<l>Accelera, che il puoi di propria mano </l>
<l>L'ora da Fati al morir mio prescritta. </l>
<l part="I">Lascia … </l>
<stage>vuol liberarsi</stage>
      </sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l>  Che temi? - a questo brando è dato </l>
<l>Il vendicarti, e finché quì tu sei </l>
<l>Non potria spaventarmi il Mondo intero. </l>
</sp>
<sp><speaker>CALCANTE</speaker><l part="I">  Dunque ceder non vuoi? </l>
</sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><stage>ferocemente</stage>
<l part="F">Lo speri indarno. </l>
</sp>
<sp><speaker>CALCANTE</speaker><l>  Ebben: se tanto alla passione in preda </l>
<l>L'offuscato tuo cuor mirar degg'io </l>
<l>Da non farti ascoltar le sacre leggi </l>
<pb n="77"/>
<l>Del Ciel, del tuo dover, d'un Padre estinto, </l>
<l>Guardie, a voi spetta il trucidar colei. </l>
<l>Da bracci suoi si svelga a forza, e debba </l>
<l>L'ombra del grande Achille, e il Cielo irato </l>
<l>La bramata vendetta al vostro braccio. </l>
       </sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker> <l part="I"> Cedi… oh! Dio!
	…</l>
<stage>a Pirro. Le Guardie fanno un movimento</stage>
      </sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker><l part="F">  Temerarj! - a questo ferro </l>
<l>Veder saprem chi presentarsi ardisce. </l>
<l part="I">Secondatemi amici.</l>
<stage>(a suoi)</stage>
<l part="M">All'armi. </l>
      </sp>
<sp><speaker>CALCANTE</speaker><stage> alle Guardie, e al
	seguito</stage>
<l part="F">All'armi. </l>
<l part="I">Si punisca il fellone …</l>
      </sp>
<stage>le truppe si muovono, e sono per incominciare la zuffa.
Polissena già libera dalle mani di Pirro,
che corre alla pugna, si scaglia in mezzo
alle due Truppe, ed esclama</stage>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker> <l part="F"> Olà: fermate. </l>
<l>Non sia mai ver, che per me sol si sparga </l>
<l>Tanto sangue innocente; avranno i Numi </l>
<l part="I">La vendetta richiesta. </l>
      </sp>
<sp><speaker>PIRRO</speaker> <l part="M">  O Dei!</l>
<stage>vuol lanciarsi verso Polissena</stage>
      </sp>
<sp><speaker>POLISSENA</speaker> <l part="F"> Ti scosta. </l>
<l>Conoscete chi son: Quel regio sangue </l>
<l>D'onde nacqui, e che intatto ancor conservo </l>
<l>Senza la destra altrui saprà versarsi. </l>
<l part="I">Barbari, alfin sazj sarete …</l>
<stage>leva un pugnale e si ferisce</stage>
<l part="F">Io muojo.</l>
<stage>cade</stage>
      </sp>
<sp><speaker>CALCANTE</speaker> <l part="I"> Ciel! …</l>
      </sp>
<stage>tutti danno segno della loro estrema
sorpresa</stage>
<sp><speaker>PIRRO</speaker>  <stage>immobile</stage>
<l part="M">Polissena! …</l>
<stage> indi inorridito correndo al cadavere</stage>
<l part="M">Ella spirò …</l>
<stage>disperato</stage>
<l part="F">Crudeli! …</l>
<pb n="78"/>
<l>Perfidi! … ah! … voi l'uccideste … o Numi! </l>
<l>E l'Averno non s'apre, onde di tomba </l>
<l>Servano a questi mostri … a queste tigri </l>
<l>Le cupe sue voragini profonde! … </l>
<l part="I">Ciel! … </l>
<stage>(smarrito)</stage>
<l part="M">Dove sono! … ah! Polissena!… </l>
<stage>(verso il cadavere)</stage>
<l part="F">oh! dolce </l>
<l>Metà di me… spoglia funesta, e cara </l>
<stage>la guarda teneramente, indi disperato si getta
sul cadavere dicendo</stage>
<l>Se perder ti dovei … seguir ti voglio. </l>
       </sp>
<sp><speaker>CALCANTE</speaker> <l> Principe sventurato! - Arsindo, appresta </l>
<l>A quell'alma abbattuta ogni soccorso. </l>
<stage>indi risoluto al Cielo </stage>
<l>Ecco, o Numi, a qual passo è tratto un cuore, </l>
<l>Che se stesso sol'oda, e voi non curi.</l>
      </sp>
<stage>si cala il Sipario
Fine della Tragedia.</stage>
    </div2>
</div1>
</body>
</text>
</TEI.2>
