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            <title>Disegni letterari</title>
            <author>Giacomo Leopardi</author>
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         <extent>32960 Kb in UTF-8</extent>
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            <publisher>Biblioteca Italiana</publisher>
            <pubPlace>Roma</pubPlace>
            <date>2008</date>
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               <p>Questa risorsa digitale è liberamente accessibile per uso
                        personale o scientifico. Ogni uso commerciale è vietato</p>
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            <title>Collezione BibIt</title>
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               <title>Tutte le opere</title>
               <author>Leopardi, Giacomo</author>
               <editor id="ed">Felici, Lucio</editor>
               <publisher>Lexis Progetti Editoriali</publisher>
               <pubPlace>Roma</pubPlace>
               <date>1998</date>
               <note>L'edizione elettronica fa riferimento al testo: Giacomo Leopardi, Tutte le opere, a cura di W. Binni-E. Ghidetti, I, Firenze, Sansoni 1989.</note>
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            <p>Tutti i materiali paratestuali della fonte cartacea non riconducibili alla
                responsabilità dell'autore dell'opera sono stati soppressi nella versione
                digitale</p>
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               <p>Livello medio: controllo a video con collazione con edizione di
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               <p>I simboli di citazione e di discorso diretto presenti sulla fonte cartacea
                        sono stati rappresentati sulla versione digitale</p>
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               <p>I trattini di sillabazione a fine riga sono stati soppressi e le parole
                        ricomposte</p>
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         </editorialDecl>
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               <bibl>Classificazione generi BibIt</bibl>
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            <date>800</date>
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            <language id="ita">Italiano</language>
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            <keywords scheme="CGB">
               <term>Memorialistica</term>
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         <div1>
            <head>1</head>
            <p>Storia di una povera Monaca nativa di Osimo che disperata essendosi monacata per forza, si uccise gettandosi da una finestra del suo monastero di S. Stefano in Recanati. Questa aveva una compagna monaca confidente de’ suoi pensieri. Chiese al Papa e ottenne il permesso di smonacarsi, ma i suoi parenti non la rivollero in casa, ed ella fu costretta a rimanere. Si potrà fingere che la compagna per simile licenza ottenuta uscisse effettivamente, e dipingere la loro separazione, e lo stato della infelice dopo tale partenza. Chiese un veleno (deliberata di morire) al Chirurgo Giordani che ne restò compreso d’infinita compassione, come palesò ad alcuni. Si dovrà dipingere i gradi che l’animo umano percorre per determinarsi al suicidio quando non vede più nella vita altro che un male, e dispera di poter mai migliorar sorte, come anche il contrasto colla religione, massime in una monaca. Fu da principio strapazzata infinitamente dalle superiore: poi data per pazza fu strettamente custodita, e datale una monaca continuamente per guardiana, essendosi scoperta la sua deliberazione di morire creduto o voluto credere effetto di pazzia. Finalmente offertasi una volta alla sua custode, di andarle a prendere in un’altra stanza un paio di forbici, e lasciata andare col dirle che <emph>non facesse qualche pazzia</emph>, si precipitò da una finestra.</p>
         </div1>
         <div1>
            <head>2</head>
            <list>
               <head>DELLA CONDIZIONE PRESENTE DELLE LETTERE ITALIANE LIBRI SETTE [1819]</head>
               <item>Proemio.</item>
               <item>Libro primo. <title>Della Lingua</title>.</item>
               <item>Libro secondo. <title>Dello stile</title>.</item>
               <item>Libro terzo. <title>Della filosofia</title>.</item>
               <item>Libro quarto. <title>Della eloquenza</title>.</item>
               <item>Libro quinto. <title>Della poesia</title>.</item>
               <item>Libro sesto. <title>Delle scienze</title>.</item>
               <item>Capitolo primo. <title>Della maniera di trattare le scienze</title>.</item>
               <item>Capitolo secondo. <title>Di alcuni scrittori scientifici dell’età nostra</title>.</item>
               <item>Capitolo terzo. <title>Conclusione di questo Trattato</title>.</item>
            </list>
            <p>Un altro libro si dovrà aggiungere (e dovrà essere il primo) <title>Della presente letteratura italiana in genere</title>.</p>
            <p>In quest’opera bisogna cercare prima di tutto quali sono i mezzi di letteratura che hanno gl’italiani 1. nelle qualità e facoltà nazionali, 2. nelle qualità politiche, morali e intellettuali del secolo, 3. negli esempi e nelle proprietà della loro letteratura esistente, 4. nella lingua. Poi 1. come li debbano adoperare, 2. a quali fini, 3. se e come gli abbiano saputi adoperare e gli adoprino ec. In terzo luogo paragonarli colle altre nazioni tanto per le circostanze e i mezzi, quanto per gli effetti e le opere.</p>
         </div1>
         <div1>
            <head>3</head>
            <p>Elogio o Vita del General Polacco Cosciusco, proposto come oggetto di premio dall’Accademia di Varsavia, se non erro per l’anno 1819, o 1820, come si vede nell’Appendice alla Gazzetta di Milano. Dovrebbe essere sull’andare di quella di Agricola scritta da Tacito, eloquente e storica al tempo stesso, passionata per rispetto alla somiglianza che hanno le sventure della Polonia, a cui questo Generale volle fare riparo, con quelle d’Italia. Si potrebbe dire che mi duole che un tal uomo non sia mio compatriota, e questo rivolgendosi a lui, che volendo celebrare un uomo illustre per vero ed efficace amor patrio, non l’ho trovato in questi tempi in Italia e m’è convenuto ricorrere agli stranieri; felicitar lui, felicitar la Polonia dei travagli che hanno sostenuti per difendere la loro indipendenza, poichè hanno fatto quanto è stato in loro, e se ciò senza effetto, non ci hanno colpa; augurare all’Italia che si possa dire una volta lo stesso di lei, rinfacciarle, che ancora non si possa dire una minima parte di questo a riguardo suo, inserire in questo lavoro quei pensieri che ho scritti intorno al raffreddamento dell’amor patrio a proporzione che coll’incivilimento mesce l’egoismo. Questo argomento si potrebbe anche mutare nella <title>Vita</title> del General Paoli difensore della Corsica, che sarebbe un bel soggetto</p>
            <p>Romanzo istorico sul gusto della Ciropedia, contenente la storia di qualche nazione prima grande poi depressa, poi ritornata in grande stato per mezzi che si dovrebbero fingere simili a quelli per li quali si può sperare o desiderare che l’Italia ricuperi il suo buon essere. La riunione dei regni componenti l’Inghilterra al tempo degli antichi Sassoni potrebb’esser materia di questo Romanzo. O vero si potrebbe fingere cavato da mss. antichi, e tradotto dal greco per es., di Ctesia, autore delle già celebri storie indiane assiriache ec., avute anch’esse per favolose in gran parte. Il Romanzo dovrebb’essere pieno di eloquenza, rivolta tutta a muovere gl’Italiani, onde il libro fosse veramente nazionale e del tempo. Converrebbe spargerlo di orazioni secondo l’uso degli storici antichi, e anche, se tornerà bene, di proclami ec. Un Romanzo istorico simile a questo darebbe anche la Storia Universale del Voltaire.</p>
            <p>Dialoghi Satirici alla maniera di Luciano, ma tolti i personaggi e il ridicolo dai costumi presenti o moderni, e non tanto tra morti, giacchè di Dialoghi de’ morti c’è molta abbondanza, quanto tra personaggi che si fingano vivi, ed anche volendo, fra animali; (come sento che n’abbia fatto il Monti imitatore di Luciano anche nel Dialogo della Bibl. Italiana, e in quelli, che inserisce nella sua opera della lingua), insomma piccole commedie, o Scene di Commedie: (conforme diceva Luciano che i suoi erano un composto da lui per primo inventato, della natura del Dialogo e della Commedia, e ciò nel trattatello <foreign lang="grc">πρὸς τὸν εἰπόντα, Προμηžεὺς εἶ ὲν λόγοις</foreign>) le quali potrebbero servirmi per provar di dare all’Italia un saggio del suo vero linguaggio comico che tuttavia bisogna assolutamente creare, e in qualche modo anche della Satira ch’è, secondoch’io sento dire, nello stesso caso. Potrebbero anche adoperarsi delle invenzioni ridicole simili a quelle che adopera Luciano ne’ suoi opuscoli per deridere questo o quello, come nella  <foreign lang="grc">Βίων πρᾶσις</foreign> ec. E questi Dialoghi supplirebbero in certo modo a tutto ciò che manca nella Comica Italiana giacchè ella non è povera d’intreccio d’invenzione di condotta ec., e in tutte queste parti ella sta bene; ma le manca affatto il particolare cioè lo stile e le bellezze parziali della satira fina e del sale e del ridicolo attico veramente e plautino e lucianesco, e la lingua al tempo stesso popolare e pura e conveniente ec. e tutto questo sarebbe supplito dai sopraddetti Dialoghi. Argomento di alcuni Dialoghi potrebbero essere alcuni fatti che si fingessero accaduti in mare sott’acqua, ponendo per interlocutori i pesci, e fingendo che abbiano in mare i loro regni e governi, e possessioni d’acqua ec., e facendo uso de’ naufragi e delle tante cose che sono nel fondo dei mare, o ci nascono, come il corallo ec., e immaginando prede di pesci, portate ai loro tribunali, siano prede di cose naufragate, come fatte da corsari, siano di altri pesci ec. ec., trovando in ciò materia da satireggiare.</p>
            <p>Della condizione presente delle lettere italiane. Dovrebb’essere un’opera magistrale nazionale e riformatrice, dove si paragonasse la letteratura italiana presente con quella delle altre nazioni, si mostrasse la necessità di libri filosofici elementari metafisici ec., istruttivi, di educazione, per fanciulli ec., italiani e non tradotti, nè scritti alla straniera, si provasse il bisogno di render qui com’è già totalmente altrove, popolare la letteratura vera italiana, adattata e cara alle donne, e alle persone non letterate, la necessità di libri italiani dilettevoli ed utili per tutta la nazione, si deplorasse la totale mancanza di libri nazionali in Italia a questi ultimi tempi, si esaminassero le principali opere moderne italiane, si accennasse quello che manca loro, dove peccano, quello che hanno di buono, si notasse l’andamento che ora ha preso la letteratura, verso il classico e l’antico, si stabilissero i limiti necessari a questo andamento lodandolo però in generale, e mostrandolo necessario, ma inutile e dannoso senza l’unione della filosofia colla letteratura, senza l’applicazione della maniera buona di scrivere ai soggetti importanti nazionali, e del tempo, senza l’armonia delle belle cose e delle belle parole, si esaminasse la lingua che conviene agli scrittori presenti, si additassero i campi quasi intatti che sono loro proposti da percorrere, l’eloquenza italiana da crearsi, la lirica; la commedia da rifabbricarsi, l’epica prosaica sul fare del Telemaco ec.; si avvertisse in materia di poesia il polimento, che ha ricevuto in questi ultimi tempi per opera dell’Alfieri del Parini del Monti, dell’Arici poi e del Pindemonte e del Foscolo ec. il suo incamminamento totale alla maniera latina e Virgiliana lo sgombramento delle riempiture degli epiteti ec. tanto e poi tanto frequenti appresso i nostri, quantunque ottimi poeti antichi, anzi di tutti i tempi fino agli ultimi anni dei tanti ornati vani ec. per la composizione e l’impasto dei quali non c’è dubbio che paragonando lo stile di molti anzi dei più de’ cinquecentisti, p. es. del Tasso, con quello di Virgilio, si può considerare come orpello rispetto all’oro, giusta il famoso detto di Boileau; dall’altra parte si osservasse il decadimento della poesia veramente e totalmente originale e ardita, per cagione in parte della elaboratezza e coltura finissima che s’è introdotta nel suo stile ora per la prima volta paragonabile al latino antico; (non dico al greco, giacchè ancor quello, come massimamente appresso Omero, era sparso di ornamenti vani, di epiteti ec. che appartengono assolutamente all’infanzia della poesia, e in tutto e per tutto la poesia e la scrittura greca si rassomiglia per la sua maggiore rozzezza all’italiana de’ tempi passati infinitamente più della latina) insomma si notasse il passaggio che fa la nostra poesia da una certa somiglianza colla greca quantunque non totale, per difetto di quel primitivo che ne’ Greci anima e divinizza il tutto, ad una anche molto maggiore somiglianza colla latina, inserendo qui i pensieri che ho scritto in questo proposito; si osservasse la necessità di ridurre anche la prosa a questa somiglianza, non potendo più la maniera greca non risaltare ai nostri tempi e non disconvenire; di creare l’armonia la grazia ec. della prosa italiana affatto negletta dagli antichi, insomma la totale mancanza di vera prosa bella italiana, inaffettata, fluida, armoniosa, propria, ricca, efficace, evidente, pura, da cavarsi da’ trecentisti, dagli altri scrittori italiani, da’ greci quanto a moltissime forme, da’ latini quanto a moltissime così forme come parole, che si possono ancora derivare in grandissimo numero nella nostra lingua, e adattarvele mollissimamente, arricchendola oltremodo; si esaminassero anche i libri scientifici di questi ultimi tempi i più famosi, in quanto solamente alla maniera allo stile alla lingua, e a ciò che appartiene insomma alla letteratura, si analizzassero ancora in qualche modo le letterature straniere per mostrare quali grandi opere abbiano fornite in questi ultimi tempi, quale vi sia l’amore dello studio, quali gli effetti della letteratura, quali le strade che si sono aperte, e dove noi dobbiamo imitarli; si dimostrasse la necessità di adattarsi al gusto corrente, lo spirito filosofico del tempo convenirsi anche alle opere di questo tempo, la falsità di ciò che forse si giudica, che il buon gusto non si possa trovare in libri nazionali e da contemporanei, l’uso costante di tutti i grandi scrittori di scrivere per il loro tempo e la loro nazione o greca o latina ec., la possibilità di far libri classici e insieme nazionali, come il Telemaco ec., la discordia tra le nostre opere e quelle degli antichi che vogliamo imitare, quando queste erano pel tempo loro, e le nostre per il tempo degli antenati, quando a volerli imitare doveano effettivamente essere per il presente ec. Della Commedia ancora si potrà osservare quello che le manca in Italia sì rispetto alla lingua del che parla bene il Botta nell’opus. contro il Sismondi e il Gherardini in una nota allo Schlegel, riportata nello Spettatore, si quanto a quelle cose che ho notate ne’ miei Pensieri. Ancora si potrà far uso di quello che ho scritto parimenti ne’ miei Pensieri, della poca speranza di buona originalità poetica in questi tempi.</p>
            <p>Poema di forma didascalica sulle selve e le foreste, la loro utilità, l’uso per navi, edifizi, ogni genere di costruzione, il modo di tenerle e tutti gli altri oggetti reali ed economici e fisici che le riguardano trattati da parecchi autori anche recentissimi in libri a parte. Ma principalmente dovrebbe servirsi della infinita materia poetica che le foreste e le selve somministrano, toccare le antiche ninfe driadi amadriadi napee, le molte superstizioni degli antichi intorno alle selve, gli alberi consacrati agli dei, gli uomini mutati in piante, le querce fatidiche, le selve sacre (siccome quella di cui Callimaco nell’inno a Cerere) i timori panici degli antichi riguardo alle foreste, i fauni i satiri i silvani i centauri i tanti mostri de’ quali le popolavano di cui ho parlato nel Saggio sui loro errori popolari, la selva terribile di Marsiglia a cui non si poteva alcuno avvicinare di mezzo giorno e della quale parla Lucano, le cose contenute dalle foreste, i serpenti, le fiere, le cacce quindi e l’altre cose appartenenti alle fiere; le foreste d’America non mai penetrate da uomo, così quelle d’altre parti del mondo, le loro differenze nei differenti climi, isole ec. gli usi vari massime appresso i popoli lontani, selvaggi, l’immensità delle foreste di questo o quel paese, come quelle che descrive lo Chateaubriand parlando, se ben mi ricorda, del Diluvio nel Genio del Cristianesimo circa il principio. Si potrebbe anche far uso di quello che somministrano le vite, p. es. de’ padri antichi solitari, e le diverse storie sì profane sì massimamente sacre sia ebrea sia cristiana, come anche tutta la nostra Religione. Potrebbe somministrare un bell’episodio fantastico la selva abbattuta, anzi penetrata per la prima volta forse dopo la creazione, in Isvizzera questi ultimi anni, di cui vedi la Gazzetta di Milano 10 novembre 1819, nell’appendice, fingervi qualche famiglia umana non mai fatta partecipe del consorzio del mondo, ovvero far uso di quello che ho detto ne’ miei Pensieri intorno alla vita degli animali e delle cose indipendente, dall’uomo e da quelli che noi chiamiamo avvenimenti, e che non lo sono se non per la nostra schiatta, e non già pel mondo, che non se n’avvede.</p>
            <p>Vite de’ più eccellenti Capitani e cittadini italiani a somiglianza di Cornelio Nepote e di Plutarco, destinate a ispirare l’amor patrio per mezzo dell’esempio de’ maggiori, aiutato dall’eloquenza dello storico, da una frequente applicazione ai tempi presenti, dalla filosofia, dalla possibile piacevolezza dei racconti ec. Ma questi dovrebbero essere principalmente scelti fra quelli che sono atti a produrre il fine che ho detto, non trattandosi tanto di far un’opera di storia da servire a tutti i secoli e nazioni ec. quanto a questo tempo e agl’Italiani; senza però mancare ai doveri di storico, anzi cercando di averne tutte le virtù, benchè ordinate al detto fine.</p>
         </div1>
         <div1>
            <head>4</head>
            <p>Della natura primitiva trattato dove si espongano a parte a parte le impressioni che fanno gli oggetti sopra l’uomo naturale, sopra il fanciullo, sopra gli antichi (e in questo ti potrà giovare il saggio sugli errori popolari degli antichi, e le altre op. sugli errori popolari) ec. paragonando queste impressioni e il genere di vita che ne risulta con quella dell’uomo incivilito. Poeti antichi e loro modo di veder la natura. Scrittura sacra ec. Immaginaz. de’ fanciulli e degli antichi intorno alle nuvole. V. Cesarotti Ossian, Osservaz. al Poemetto della guerra di Caroso.</p>
         </div1>
         <div1>
            <head>5</head>
            <list>
               <head>ARGOMENTO DI UN LIBRO POLITICO</head>
               <item>Necessità di render la virtù cosa amabile non per ragione ma per passione, e utile.</item>
               <item>Della falsa aspettativa di alcuni intorno ai libri di Cic. della repubblica.</item>
               <item>Dello scopo degli antichi (il bello e non l’utile nè il vero).</item>
               <item>Della diversa disposizione degli antichi e de’ moderni rispetto alla necessità.</item>
               <item>Di quella famosa esclamazione di Bruto vicino a morte.</item>
               <item>Delle cagioni de’ fatti eroici (V. Montesq. p. 215, 1. 4).</item>
               <item>Di un effetto particolare del Cristianesimo.</item>
               <item>Oggetto e conclus. di questo libro. Nostro ritorno alle illus. E pur la politica resta sempre nello stesso grado di calcolo meccanico. Applicazione della cogniz. dell’uomo e della nat. in grande alla politica, ancora da farsi.</item>
               <item>Del bello e dell’utile.</item>
               <item>Della barbarie.</item>
               <item>Dell’amore della virtù presso gli antichi v. il principio della p. dietro.</item>
               <item>Necessità di ravvivare lo spirito nazionale se i principi vogliono aggrandire i loro stati.</item>
               <item>Necessità di rendere individuale l’interesse per lo stato, il quale è stato cagione della grandezza degli antichi popoli. Montesquieu lo dice tutto giorno dei Romani.</item>
            </list>
         </div1>
         <div1>
            <head>6</head>
            <p>Di un genere di verbi latini ignoto ai grammatici Trattato del C. G. L. nel quale s’illustrano le origini della lingua latina e parecchie materie appartenti a questa ed altre lingue antiche.</p>
         </div1>
         <div1>
            <head>7</head>
            <p>Ifigenia, tragedia o dramma dove si finisca colla morte della fanciulla.</p>
            <p>A Virginia Romana Canzone dove si finga di vedere in sogno l’ombra di Lei, e di parlargli teneramente tanto sul suo fatto quanto sui mali presenti d’Italia. Parimenti se ne potrebbe far una.</p>
            <p>A Bruto come sopra, e notando e compiangendo l’abiura da lui fatta della virtù. Così anche a qualche altro fautore della antica libertà.</p>
            <p>Una Vestale moribonda nella sua sepoltura al campo scellerato, liberata improvvisamente da qualcuno.</p>
            <p>Incontro di Petrarca morto, con Laura p. la prima volta. Ella era la stessa <emph>neanche più bella</emph> di quel che fosse in terra, ma in nulla mutata. Anche l’accrescimento della bellezza pregiudica al sentimento e alla rimembranza, cosa non intesa dai nostri poeti, neppur dal Petrarca che disse: La rividi più bella e meno altera.</p>
         </div1>
         <div1>
            <head>8</head>
            <list>
               <head>TITOLI DI OPERETTE MORALI</head>
               <item>Salto di Leucade.</item>
               <item>Egesia pisitànato.</item>
               <item>Timone e Socrate.</item>
               <item>Natura ed anima.</item>
               <item>Principe del nuovo Cinosarge.</item>
               <item>Seconda gioventù.</item>
               <item>Misènore e Filènore.</item>
               <item>Beppo.</item>
               <item>Tiresia.</item>
               <item>Astuzia e Forza.</item>
               <item>Tasso e Genio.</item>
               <item>Galantuomo e Mondo.</item>
               <item>Asinaio ed Asino o l’Aponòsi.</item>
               <item>I due topi.</item>
               <item>Ippocrate e Democrito.</item>
               <item>Il rosignuolo e la rosa.</item>
               <item>Il sole e l’ora prima, o, Copernico.</item>
            </list>
         </div1>
         <div1>
            <head>9</head>
            <p>Epistole in versi. Traduzione di Tucidide, Aristofane, Euripide. Pensieri di Platone. Dell’educazione. Della letteratura del mezzodì antica e moderna. Parallelo delle 5 lingue. Storia di un’anima. Lettere in prosa. Epistola o Lettere al fratello. Storia della lingua greca. Comparazione degli antichi e dei moderni. Storie filosofiche. Storia satirica. Antologia greca morale. Antologia storica antica. Giudizi sopra diversi autori. Trattato delle passioni. Della natura delle cose e degli uomini. Considerazioni o storia della introduzione e del progresso della filosofia mistica in Europa. Lettere di un padre a suo figlio. Frammento apocrifo di Stratone da Lampsaco. Dizionario filosofico e filologico. Spoglio e traduzione di Stobeo. Orazioni morali. Sermoni, cioè Satire, in prosa. Sinonimi italiani. Storia de’ viaggi. Vite d’Italiani illustri. Comento sopra la <title lang="fre">Grandeur et Décadence</title> etc. di Montesquieu. Biblioteca greca scelta e tradotta. Comento critico e storico sopra la Bibbia. Novelle Ariostesche in ottava rima tratte da novellisti in prosa, o pure originali. Colloqui con se stesso. Compendio filosofico di qualche opera erudita, come l’istoria degli oracoli di Fontenelle tratta da quella di Vandale. Della elocuzione o simile. Storia analitica della letteratura greca. Dialogo di Plotino e Porfirio sopra il suicidio. Caratteri morali ragionati e filosofici. Lezioni sopra le belle lettere. Copernico, Dialogo. Comento o interpretazione delle mie Canzoni. Dialogo tra l’io antico e l’io nuovo. Comento filosofico sopra i proverbi italiani. Storia di un giorno, o delle disavventure di un giorno della propria vita. Dottrina morale a uso dei fanciulli. Dialogo di un condannato a morte e del suo Confortatore in carcere. Arte di vivere essere infelice (amore vero, sconosciuto dalle donne, e tolto dal mondo ec.). Comparazione dei costumi, caratteri e opinioni Omeriche colle moderne. Massime morali sull’andare del manuale di Epitt. Rochefoucauld ec. Canto di Orfeo all’inferno p. Euridice. Canzone alla Speranza; alla mia cella. Problemi proposti al 20° secolo. Lettera a un giovane del 20° secolo. Imitazione della Favola di Amore e Psiche del Firenzuola: dei Pastorali di Longo: di Paolo e Virginia. Poema o Romanzo in prosa sul far del Riccio rapito. Biblioteca popolare. Trattatello della punteggiatura.</p>
            <p>Comento a Longino. Esercitazioni filosofiche e critiche sopra qualche classico. Consulta di un padre circa l’incamminamento di un suo figliuolo naturale. Saggi Platonici. Paradossi.</p>
         </div1>
         <div1>
            <head>10</head>
            <p>Considerazioni sopra il mondo della luna.</p>
            <p>Alla Poesia, Inno o Epistola.</p>
            <p>Favole, in versi o in prosa, all’uso francese, cioè mistovi un poco di satirico, di comico, di drammatico, di frizzi, di pittura di costumi e caratteri umani individuali, applicati a bestie, piante ec.</p>
            <p>Biblioteca Foziana del secolo 18°, o altro.</p>
            <p>Lettere a diversi uomini illustri, antichi e moderni.</p>
            <p>Psiche, poema.</p>
            <p>La fanciullezza, poema. Le età dell’uomo, poema: prosa o versi.</p>
            <p>Comento estetico, p.e. sopra il 2.do dell’Eneide.</p>
            <p>Dizionario enciclopedico della letteratura, delle belle lettere, ad uso specialmente di Italia.</p>
            <p>Morale in versi, o poema didascalico sulla morale.</p>
            <p>A se stesso; ad imitazione di M. Aurelio. <foreign lang="grc">τῶν εἰς ἑαυτόν</foreign>.</p>
            <p>Istoria del popolo Messicano avanti gli spagnuoli, ridotta da quella del Clavigero, come l’istoria degli Oracoli ec. ec.</p>
            <p>Lezioni, o Corso, o Scienza, del senso comune: cioè maniera di ben pensare sopra gli oggetti più importanti e più ovvi, di morale, politica ec., alla maniera di Franklin.</p>
            <p>Canzone ec. alla gioventù.</p>
            <p>Bellezze ec. della Storia naturale de’ quadrupedi ec.</p>
            <p>L’arte di vivere nel mondo, poema.</p>
            <p>L’arte critica.</p>
            <p>Inni agli Dei filosofici; Natura, Necessità, Materia, Uomo o genere umano, Arte o industria umana, Passioni, Speranza, Forze occulte ed attive della materia, Elettricità, Moto, Magnetismo, Calor centrale, Sole, Caso o Fortuna nelle cose umane, Universo o Tutto, Ragione, Immaginaz.</p>
            <p>Dialogo della natura e dell’uomo, sul proposito di quella parlata della natura all’uomo, che Volney le mette in bocca nelle <title lang="fre">Ruines</title> sulla fine, o vero nel <title lang="fre">Cathéchisme</title>.</p>
            <p>Trattatello degli errori popolari degli antichi Greci e Romani.</p>
            <p>Comento e riflessioni sopra diversi luoghi di diversi autori, sull’andare di quelle ch’io fo in un capitolo del F. Ottonieri.</p>
            <p>Elogi d’Italiani o di uomini illustri sull’andare del Cartesio di Thomas.</p>
            <p>Corso di letteratura ital. o lat. o greca; o Lezioni o Discorsi o Trattenimenti sopra gli scrittori classici, o principali, ital. o latini, o greci.</p>
            <p>Corso di letteratura o dottrina popolare diviso in Lezioni ec. = Il popolare (o il popolo) istruito.</p>
            <p>Enciclopedia o Dizionario delle cognizioni inutili, e delle cose che non si sanno. = Appendice (o Supplemento) alle (o delle) Enciclopedie, o ec. = Enciclopedia di ciance (o di passatempo ec. ) o ec.</p>
         </div1>
         <div1>
            <head>11</head>
            <p>[Febbr. 1829]. Parallelo della civiltà degli antichi (cioè Greci e Romani) e di quella dei moderni. Considerata l’origine e la natura sua, la civiltà moderna è un risorgimento; e gran parte di quello che in questo genere noi chiamiamo acquistare, non è che un ricuperare. La civiltà nostra ha le sue radici nell’antica; e da questa può tuttavia prendere accrescimento come può una lingua figlia dalla lingua madre, come la lingua italiana dalla latina. In tutti i modi non può essere di piccolo rilievo, sì alla filosofia speculativa, e sì all’uso pratico, l’investigare accuratamente quella civiltà che è madre della nostra, e paragonarla alla figliuola. Risulterebbe da questo Parallelo, che a noi resta ancora molto a ricuperare della civiltà degli antichi.</p>
            <p>Della natura degli uomini e delle cose. Conterrebbe la mia metafisica, o filosofia trascendente, ma intelligibile a tutti. Dovrebbe essere l’opera della mia vita.</p>
            <p>Trattato delle passioni e dei sentimenti degli uomini. La scienza dell’intelletto e delle idee, negli ultimi due secoli è stata coltivata molto, e con frutto, ed ora si trova adulta: ma quella dei sentimenti, che importa almeno altrettanto, da Aristotele in qua come scienza, non ha fatto progresso alcuno. Tanto che ancora è bambina: se pur non è da creare assolutamente.</p>
            <p>Manuale di filosofia pratica: cioè un Epitteto a mio modo.</p>
            <p>Galateo morale: cioè dei rispetti che bisogna avere nella conversazione e nel viver civile, per non offendere certe passioni degli uomini, in certe maniere, poco osservate.</p>
            <p>Il Machiavello della vita sociale.</p>
            <p>Orazioni morali: cioè Prediche e Panegirici senza Scrittura e senza teologia.</p>
            <p>L’arte di essere infelice. Quella di essere felice, è cosa rancida; insegnata da mille, conosciuta da tutti, praticata da pochissimi, e da nessuno poi con effetto.</p>
            <p>Enciclopedia delle cognizioni inutili, e delle cose che non si sanno; o Supplemento di tutte le Enciclopedie.</p>
         </div1>
         <div1>
            <head>12</head>
            <p>Carmi lirici del genere dei <title>Sepolcri</title>.</p>
            <p>La Gioventù. Alla Gioventù. Ode o altro.</p>
            <p>Memorie della mia vita.</p>
            <p>Il Machiavello della vita civile, o sociale.</p>
            <p>Galateo morale.</p>
            <p>Variarum lectionum coniectanea.</p>
            <p>Osservazioni archeologiche ec. sopra la lingua latina ec.</p>
            <p>Vita e Bollario della felice espettazione di Pietro secondo, papa.</p>
            <p>Angelica.</p>
            <p>Poesia in morte di una giovane.</p>
            <p>Poesia sopra la mia morte, Addio al mondo.</p>
            <p>Poesia sopra Napoleone.</p>
            <p>Articoli di un Giornale settimanale, Osservatore o Spettatore ec.</p>
            <p>Discorso (come quel del Bossuet ec.) sopra la storia Ecclesiastica.</p>
            <p>Addio a Telesilla (morendo)</p>
            <p>Il Monti, o dello stato presente della letteratura amena.</p>
            <p>Meditazioni.</p>
            <p>Racconti piacevoli e interessanti, in buona lingua, tratti da Viaggi, Cause celebri, Vite di Santi, ec.</p>
            <p>Frammenti alla Cousin, o al modo delle <title>Idee naturali opposte alle soprannat.</title> di Holbach.</p>
            <p>Idilli esprimenti situazioni, affezioni, avventure storiche del mio animo.</p>
            <p>Discorsi sopra vari punti storici di vari autori, al modo di Machiavello sopra Livio.</p>
            <p>Eugenio, romanzo (Werther), <emph>frammenti</emph>.</p>
            <p>Colloqui (sopra il secolo 19, la vita ec.) con me stesso, poichè gli altri son di diverso pensare.</p>
            <p>Scene comiche, o tragiche. Personaggi storici o ideali. P.e. un uomo nella mia situazione, che parli p. la prima volta di amore a una donna. ec. ec.</p>
            <p>(Journal des Savans, 1827. Discours <title lang="fre">sur l’avenir de la littérature française</title>, soggetto proposto dall’Accademia ec. <title lang="fre">Le 20me siècle à son 19me frère</title>, épître, letta all’Accad. ec. par M. Mazeias. <title lang="fre">La Jeune mourante</title>, 3 élégies, idem. <title lang="fre">Résumé des opinions des philosophes anciens et mod. sur les causes premières, les propriétés générales des corps et l’éther universel</title>, par M. L. A. Gruyer. Bruxelles 1827, 1 vol. in-16, 355 et 267 pages.)</p>
            <p>Canto notturno di un pastore dell’Asia centrale alla luna.</p>
            <p>V. i miei pensieri p. 4399 fine-4400 principio.</p>
            <p>Amori.</p>
            <p>Poesie filosofiche. (AKenside ec.).</p>
            <p>Favole e Novelle non morali. <title>Lo cunto de li cunti</title>, racconti popolari italiani, favole puerili, dove brilla l’immaginazione, in buona prosa italiana.</p>
            <p>Odi filosofiche (Collins ec.). Sopra l’incivilimento, il piacere, l’amore: alla natura, alla felicità, ec.</p>
         </div1>
         <div1>
            <head>13</head>
            <p>Saggio sopra la letteratura italiana dell’ultimo secolo e del presente, o sullo stato presente della letteratura italiana, ad uso specialmente degli stranieri, da contrapporsi a quello di Hobhouse.</p>
            <p>Corso o Lezioni di letteratura italiana per gli stranieri.</p>
            <p>Biblioteca italiana p. le Dame, alla maniera di quella francese di M.me Dufrénoy, Paris 1822, etc.</p>
            <p>Inni Cristiani.</p>
            <p>Saggi, alla Montaigne.</p>
            <p>Conversazioni filologiche ec. nella maniera de’ Dipnosofisti.</p>
            <p>Erodoto tradotto in lingua del 300.</p>
            <p>Poeti classici greci minori, in prosa italiana.</p>
            <p>Scherzi anacreontici, catulliani ec. filosofici, satirici ec. al modo del De Rossi ec.</p>
            <p>Corso di letteratura greca, latina, italiana.</p>
            <p>Sermoni alla Gozzi.</p>
            <p>Poema in prosa, o serio (come il Telemaco), o giocoso.</p>
            <p>Discorso sopra la storia universale.</p>
            <p>Dialogo tra un letterato italiano del 19° secolo, e la sua penna.</p>
            <p>Meditazioni.</p>
            <p>Meditazioni sopra la mia vita, le mie memorie ec.</p>
            <p>Dissertazioni omeriche.</p>
            <p>Lettere provinciali. (Pascal, Courier ec.).</p>
            <p>Dello stato presente della letteratura.</p>
            <p>Libretto o Memoriale. (Livret de Paul Louis Courier.)</p>
            <p>Sulla Topografia di Cosma Indopleuste. (Letronne, Bull. de Férus. 1825. Mai. p. 402, cita un suo <title lang="fre">Mémoire</title> (inédit) <title lang="fre">sur le système géographique de Cosmas, considéré par rapport à la géographie poétique des Grecs et aux systèmes des Alexandrins</title>.)</p>
         </div1>
         <div1>
            <head>14</head>
            <p>Lezioni sopra la letteratura del secolo presente.</p>
            <p>Storia d’una passeggiata.</p>
            <p>Torquato Tasso a 35 anni parla del suo passato e del suo futuro: poesia.</p>
            <p>Palinodia sopra la felicità della vita: stanze. (Beppo, D. Juan.).</p>
         </div1>
      </body>
   </text>
</TEI.2>