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      <title>Sansone (1809)</title>
      <author>Giacomo Leopardi</author>
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    <extent>5 Kb in UTF-8</extent>
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      <publisher>Biblioteca Italiana</publisher>
      <pubPlace>Roma</pubPlace>
      <date>2004</date>
      <idno>bibit000372</idno>
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        <p>Questa risorsa digitale è liberamente accessibile per uso
              personale o scientifico. Ogni uso commerciale è vietato</p>
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      <title>Collezione BibIt</title>
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      <bibl>
        <title>Tutte le opere</title>
        <author>Leopardi, Giacomo</author>
        <editor id="ed">Felici, Lucio</editor>
        <publisher>Lexis Progetti Editoriali</publisher>
        <pubPlace>Roma</pubPlace>
        <date>1998</date>
        <note>L'edizione elettronica fa riferimento al testo Entro dipinta gabbia. Tutti gli scritti inediti, rari e editi 1809-1810 di Giacomo Leopardi, a cura di M. Corti, Milano, Bompiani 1972.</note>
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                    <p>Tutti i materiali paratestuali della fonte cartacea non riconducibili alla
                      responsabilità dell'autore dell'opera sono stati soppressi nella versione
                      digitale</p>
                  </samplingDecl>
                  <editorialDecl>
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                      <p>Livello medio: controllo a video con collazione con edizione di
                      riferimento</p>
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                    <quotation form="data" marks="all">
                      <p>I simboli di citazione e di discorso diretto presenti sulla fonte cartacea
                        sono stati rappresentati sulla versione digitale</p>
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                      <p>I trattini di sillabazione a fine riga sono stati soppressi e le parole
                        ricomposte</p>
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    <classDecl><taxonomy id="CGB"><bibl>Classificazione generi BibIt</bibl></taxonomy></classDecl></encodingDesc>
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        <term>Poesia</term>
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<div1><head>Sansone</head>
<lg>
<l>Il forte braccio di Sanson invitto</l>
<l>Sciolse più volte, e infranse i lacci ostili,</l>
<l>E fè del sommo Onnipotente Nume</l>
<l>Contro il fier Filisteo l'aspra vendetta.</l>
<l>Invan fu stretto con robusti lacci</l>
<l>Dall'inimico popolo superbo;</l>
<l>Che steso già per opra sua, di sangue</l>
<l>Il terreno inaffiò; sparsi pel campo</l>
<l>E teschi, ed ossa fur veduti, e corpi,</l>
<l>E sotto i forti risuonanti colpi</l>
<l>De' Filistei scrosciarono le membra.</l>
<l>Invan di Gaza dentro l'alte mura</l>
<l>Ei fu rinchiuso; col possente braccio</l>
<l>Alzò di questa le pesanti porte,</l>
<l>E su' d'alpestre, inabitata rupe</l>
<l>Con piè veloce trasportolle ardito.</l></lg>
<lg>
<l>Ma il forte, ed il terror del Filisteo,</l>
<l>Il vincitor di mille schiere, e mille</l>
<l>Che l'urto non temè d'armati immensi,</l>
<l>Fermo non resta innanzi a donna imbelle,</l>
<l>Nè i lusinghieri vezzi egli sostiene.</l>
<l>Invan procura di schivarla, e altrove</l>
<l>Rivolge i detti, ci cede, e alfin di bocca</l>
<l>Il secreto fatal, incauto gli esce:</l>
<l>Ho nella chioma la fortezza: ah misero!</l>
<l>Detto fatal, funesto detto! Invano</l>
<l>Però n'esulti incantatrice donna,</l>
<l>Che per esso vedrai la tua ruina.</l>
<l>Stendeva l'ali di Sanson sui lumi</l>
<l>Placido il sonno, ed ci giacea sicuro.</l>
<l>Lieta la donna al letto suo s'appressa,</l>
<l>Con empia man la chioma gli recide.</l>
<l>Lieta la turba Filistea concorre,</l>
<l>Il lor terrore in esso ognun ravvisa,</l>
<l>E applaude all'empia, traditrice donna.</l>
<l>Ambe le luci dalla fronte al misero</l>
<l>Tolgon color con empietade orrenda:</l>
<l>Carcere oscuro gli destinan poi,</l>
<l>Ed ivi a forza è tratto; umile ufficio</l>
<l>Occupa l'ore dell'Ebreo possente.</l></lg>
<lg>
<l>Alta mole s'innalza al falso Nume</l>
<l>Dagone eretta, e quivi il Filisteo</l>
<l>Popolo si raduna; a lieta mensa</l>
<l>Ognun si asside innanzi al falso Dio.</l>
<l>Sansone ancor viene agl'insulti esposto</l>
<l>Della nemica, ed esultante turba.</l>
<l>In parte oscura egli rimane intanto.</l>
<l>Già s'alza un grido, già d'insulti echeggia</l>
<l>Del Nume il tempio, e risuonar le volte</l>
<l>S'odon, e un lieto fragorìo s'innalza.</l>
<l>Palma, a palma battuta, ed alte risa</l>
<l>Scuopron l'interna contentezza, e gioja</l>
<l>D'essere dall'Ebreo liberi alfine.</l>
<l>Simile all'onde dell'immenso mare,</l>
<l>Allorchè dal furioso Austro eccitate</l>
<l>Alzano a guisa di montagne l'acque;</l>
<l>A lui freme nel sen lo sdegno atroce.</l>
<l>Quando egli sente alzarsi a lui vicine</l>
<l>L'alte colonne di marmorea pietra,</l>
<l>Che la mole sostengono; allor mossa</l>
<l>La dubbia mano egli le scuote; crolla</l>
<l>L'alto delubro. Strida orrende ovunque</l>
<l>S'odono, e d'alto piombano i macigni.</l>
<l>Come allorquando dal montano sasso</l>
<l>Rapido scende il furibondo fiume,</l>
<l>E i boschi atterra, e le chiomate quercie:</l>
<l>Così piombar si vedono i marmorei</l>
<l>Tronchi, e le pietre, ed i macigni infranti.</l>
<l>Cade oppressa la turba, ancor Sansone</l>
<l>Soccombe, ed il fatal detto rammenta.</l></lg></div1></body></text></TEI.2>
