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      <title>Paralipomeni della Batracomiomachia</title>
      <author>Giacomo Leopardi</author>
    </titleStmt>
    <extent>151 Kb in UTF-8</extent>
    <publicationStmt>
      <publisher>Biblioteca Italiana</publisher>
      <pubPlace>Roma</pubPlace>
      <date>2003</date>
      <idno>bibit000466</idno>
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        <p>Questa risorsa digitale è liberamente accessibile per uso
              personale o scientifico. Ogni uso commerciale è vietato</p>
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      <title>Collezione BibIt</title>
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      <bibl>
        <title>Tutte le opere di Giacomo Leopardi</title>
        <title type="part">v.</title>
        <author>Leopardi, Giacomo</author>
        <editor id="ed">Flora, Francesco</editor>
        <publisher>A. Mondadori</publisher>
        <pubPlace>Milano</pubPlace>
        <date>1962</date>
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                    <p>Tutti i materiali paratestuali della fonte cartacea non riconducibili alla
                      responsabilità dell'autore dell'opera sono stati soppressi nella versione
                      digitale</p>
                  </samplingDecl>
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                      <p>Livello medio: controllo a video con collazione con edizione di
                      riferimento</p>
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                      <p>I simboli di citazione e di discorso diretto presenti sulla fonte cartacea
                        sono stati rappresentati sulla versione digitale</p>
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                      <p>I trattini di sillabazione a fine riga sono stati soppressi e le parole
                        ricomposte</p>
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<body>
<div1 type="canto">
<head><emph rend="bold">CANTO PRIMO</emph></head>
<lg type="ottava">
<head>1</head>
	<l>Poi che da' granchi a rintegrar venuti</l>
<l>Delle ranocchie le fugate squadre,</l>
<l>Che non gli aveano ancor mai conosciuti,</l>
<l>Come volle colui ch'a tutti è padre,</l>
<l>Del topo vincitor furo abbattuti</l>
<l>Gli ordini, e volte invan l'opre leggiadre,</l>
<l>Sparse l'aste pel campo e le berrette</l>
<l>E le code topesche e le basette;</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>2</head>
<l>	Sanguinosi fuggian per ogni villa</l>
<l>I topi galoppando in su la sera,</l>
<l>Tal che veduto avresti anzi la squilla</l>
<l>Tutta farsi di lor la piaggia nera:</l>
<l>Quale spesso in parete, ove più brilla</l>
<l>Del Sol d'autunno la dorata sfera,</l>
<l>Vedi un nugol di mosche atro, importuno,</l>
<l>Il bel raggio del ciel velare a bruno:</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>3</head>
	<l>Come l'oste papal cui l'alemanno</l>
<l>Colli il Franco a ferir guidava in volto,</l>
<l>Da Faenza, onde pria videro il panno</l>
<l>Delle insegne francesi all'aria sciolto,</l>
<l>Mosso il tallon, dopo infinito affanno,</l>
<l>Prima il fiato in Ancona ebbe raccolto;</l>
<l>Cui precedeva in fervide, volanti</l>
<l>Rote il Colli, gridando, avanti avanti;</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>4</head>
	<l>O come dianzi la fiamminga gente,</l>
<l>Che Napoli infelice avea schernita,</l>
<l>Viste l'armi d'Olanda, immantinente</l>
<l>La via ricominciò ch'avea fornita,</l>
<l>Né fermò prima il piè, che finalmente</l>
<l>Giunse invocata la francese aita;</l>
<l>Tale i topi al destin, di valle in valle,</l>
<l>Per più di cento miglia offrìr le spalle.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>5</head>
	<l>	Passata era la notte, e il dì secondo</l>
<l>Già l'aria incominciava a farsi oscura,</l>
<l>Quando un guerrier chiamato il Miratondo</l>
<l>A fuggir si trovò per un'altura;</l>
<l>Ed o fosse ardimento, ovver ch'al mondo</l>
<l>Vinta dalla stanchezza è la paura,</l>
<l>Fermossi; e di spiar vago per uso,</l>
<l>Primo del gener suo rivolse il muso.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>6</head>
	<l>E ritto in su due piè, con gli occhi intenti,</l>
<l>Mirando quanto si potea lontano,</l>
<l>Di qua, di là, da tutti quattro i venti,</l>
<l>Cercò l'acqua e la terra, il monte e il piano,</l>
<l>Spiò le selve, i laghi e le correnti,</l>
<l>Le distese campagne e l'oceano;</l>
<l>Né vide altro stranier, se non farfalle</l>
<l>E molte vespe errar giù per la valle.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>7</head>
	<l>Granchi non vide già, né granchiolini,</l>
<l>Nè d'armi ostili indizio in alcun lato.</l>
<l>Soli di verso il campo i vespertini</l>
<l>Fiati venian movendo i rami e il prato,</l>
<l>Soavemente susurrando, e i crini</l>
<l>Fra gli orecchi molcendo al buon soldato.</l>
<l>Era il ciel senza nubi, e rubiconda</l>
<l>La parte occidentale, e il mar senz'onda.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>8</head>
	<l>	Rinvigorir sentissi, ed all'aspetto</l>
<l>Di sì queta beltà l'alma riprese</l>
<l>Il Miratondo. E poi che con effetto,</l>
<l>Quattro volte a girar per lo paese</l>
<l>Le pupille tornando, ogni sospetto</l>
<l>Intempestivo e vano esser comprese,</l>
<l>Osò gridare a' suoi compagni eroi:</l>
<l>Sì gran fede prestava agli occhi suoi.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>9</head>
<l>	Non con tanta allegrezza i diecimila</l>
<l>Cui lor propria virtù d'Europa ai liti</l>
<l>Riconducea, dall'armi e dalle fila</l>
<l>Del re persian per tanta terra usciti,</l>
<l>La voce udìr, che via di fila in fila</l>
<l>S'accrescea, di color che pria saliti</l>
<l>Onde il mar si scopria, qual chi mirare</l>
<l>Crede suo scampo, gridàr, mare mare,</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>10</head>
<l>	Con quanta i topi, omai ridotti al fine</l>
<l>Per fatica e per tema, udiro il grido</l>
<l>Del buono esplorator, cui le marine</l>
<l>Caverne rimuggìr con tutto il lido:</l>
<l>Ch'era d'intorno intorno ogni confine</l>
<l>Ove il guardo aggiungea, tranquillo e fido;</l>
<l>Che raccorsi e far alto, e che dal monte</l>
<l>Di novo convenia mostrar la fronte.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>11</head>
<l>	Altri in sul poggio, ed altri appiè dell'erta,</l>
<l>Convenner da più bande i fuggitivi,</l>
<l>Cui la tema, in un dì, per via deserta,</l>
<l>Mille piagge avea mostro e mille rivi;</l>
<l>Smarriti ancora, e con la mente incerta,</l>
<l>E dal corso spossati e semivivi;</l>
<l>E incominciàr tra loro a far consiglio</l>
<l>Del bisogno presente e del periglio.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>12</head>
<l>	Già la stella di Venere apparia</l>
<l>Dinanzi all'altre stelle ed alla luna:</l>
<l>Tacea tutta la piaggia, e non s'udia</l>
<l>Se non il mormorar d'una laguna,</l>
<l>E la zanzara stridula, ch'uscia</l>
<l>Di mezzo la foresta all'aria bruna:</l>
<l>D'espero dolce la serena imago</l>
<l>Vezzosamente rilucea nel lago.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>13</head>
<l>	Taceano i topi ancor, quasi temendo</l>
<l>I granchi risvegliar, benché lontani,</l>
<l>E chetamente andavan discorrendo</l>
<l>Con la coda in gran parte e con le mani,</l>
<l>Maravigliando pur di quell'orrendo</l>
<l>Esercito di bruti ingordi e strani,</l>
<l>E partito cercando a ciascheduna</l>
<l>Necessità della comun fortuna.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>14</head>
<l>	Morto nella battaglia era, siccome</l>
<l>Nel poema d'Omero avete letto,</l>
<l>Mangiaprosciutti, il qual, credo, per nome</l>
<l>Mangiaprosciutti primo un dì fu detto;</l>
<l>Intendo il re de' topi; ed alle some</l>
<l>Del regno sostener nessuno eletto</l>
<l>Avea morendo, e non lasciato erede</l>
<l>Cui dovesser gli Dei la regia sede.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>15</head>
<l>	Ben di lui rimaneva una figliuola,</l>
<l>Leccamacine detta, a Rodipane</l>
<l>Sposata, e madre a quello onde ancor vola</l>
<l>Cotanta fama per le bocche umane,</l>
<l>Rubabriciole il bel, dalla cui sola</l>
<l>Morte il foco scoppiò fra topi e rane:</l>
<l>Tutto ciò similmente o già sapete,</l>
<l>O con agio in Omero il leggerete.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>16</head>
<l>	Ma un tedesco filologo, di quelli</l>
<l>Che mostran che il legnaggio e l'idioma</l>
<l>Tedesco e il greco un dì furon fratelli,</l>
<l>Anzi un solo in principio, e che fu Roma</l>
<l>Germanica città, con molti e belli</l>
<l>Ragionamenti e con un bel diploma</l>
<l>Prova che lunga pezza era già valica</l>
<l>Che fra' topi vigea la legge salica.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>17</head>
<l>	Che non provan sistemi e congetture</l>
<l>E teorie dell'alemanna gente?</l>
<l>Per lor, non tanto nelle cose oscure</l>
<l>L'un dì tutto sappiam, l'altro niente,</l>
<l>Ma nelle chiare ancor dubbi e paure</l>
<l>E caligin si crea continuamente:</l>
<l>Pur manifesto si conosce in tutto</l>
<l>Che di seme tedesco il mondo è frutto.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>18</head>
<l>	Dunque primieramente in provvedere</l>
<l>A sé di novo capo in quelle strette</l>
<l>Porre ogni lor pensier le afflitte schiere</l>
<l>Per lo scampo comun furon costrette:</l>
<l>Dura necessità, ch'uomini e fere</l>
<l>Per salute a servaggio sottomette,</l>
<l>E della vita in prezzo il mondo priva</l>
<l>Del maggior ben per cui la vita è viva.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>19</head>
<l>	Stabile elezion per or non piacque</l>
<l>Far; né potean; ma differire a quando</l>
<l>In Topaia tornati, ove già nacque</l>
<l>La più parte di lor, la tema in bando</l>
<l>Avrian cacciata, e le ranocchie e l'acque</l>
<l>E seco il granchio barbaro e nefando,</l>
<l>Né credean ciò lontan lunga stagione,</l>
<l>Avrian posto in eterna obblivione.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>20</head>
<l>	Intanto il campo stesso, e la fortuna</l>
<l>Commetter del ritorno, e dei presenti</l>
<l>Consigli e fatti dar l'arbitrio ad una</l>
<l>Militar potestà furon contenti.</l>
<l>Così quando del mar la vista imbruna,</l>
<l>Popol battuto da contrarii venti</l>
<l>Segue l'acuto grido onde sua legge</l>
<l>Dà colui che nel rischio il pin corregge.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>21</head>
<l>	Scelto fu Rubatocchi a cui l'impero</l>
<l>Si desse allor di mille topi e mille:</l>
<l>Rubatocchi, che fu, come d'Omero</l>
<l>Sona la tromba, di quel campo Achille.</l>
<l>Lungamente per lui sul lago intero</l>
<l>Versàr vedove rane amare stille;</l>
<l>E fama è che insin oggi appo i ranocchi</l>
<l>Terribile a nomar sia Rubatocchi.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>22</head>
<l>	Né Rubatocchi chiameria la madre</l>
<l>Il ranocchin per certo al nascimento,</l>
<l>Come Annibale, Arminio odi leggiadre</l>
<l>Voci qui gir chiamando ogni momento:</l>
<l>Così di nazion quello che padre</l>
<l>È d'ogni laude, altero sentimento</l>
<l>Colpa o destin, che molta gloria vinse,</l>
<l>Già trecent'anni, in questa terra estinse.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>23</head>
<l>	Mancan Giulii e Pompei, mancan Cammilli</l>
<l>E Germanici e Pii, sotto il cui nome</l>
<l>Faccia ai nati colei che partorilli</l>
<l>A tanta nobiltà, lavar le chiome?</l>
<l>A veder se alcun dì valore instilli</l>
<l>In lor la rimembranza, e se mai dome</l>
<l>Sien basse voglie e voluttà dal riso</l>
<l>Che un gran nome suol far di fango intriso?</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>24</head>
<l>	Intanto a studio là nel Trasimeno</l>
<l>Estranio peregrin lava le membra,</l>
<l>Perché la strage nostra onde fu pieno</l>
<l>Quel flutto, con piacer seco rimembra:</l>
<l>La qual, se al ver si guarda, nondimeno</l>
<l>Zama e Cartago consolar non sembra:</l>
<l>E notar nel Metauro anco potria</l>
<l>Quegli e Spoleto salutar per via.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>25</head>
<l>	Se questo modo, ond'hanno altri conforto,</l>
<l>Piacesse a noi di seguitar per gioco,</l>
<l>In molte acque potremmo ire a diporto,</l>
<l>E di più selve riscaldarci al foco,</l>
<l>Ed in più campi dall'occaso all'orto</l>
<l>Potremmo, andando, ristorarci un poco,</l>
<l>E tra via rimembrar più d'un alloro</l>
<l>E nelle nostre e nelle terre loro.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>26</head>
<l>	Tant'odio il petto agli stranieri incende</l>
<l>Del nome italian, che di quel danno</l>
<l>Onde nessuna gloria in lor discende,</l>
<l>Sol perché nostro fu, lieti si fanno.</l>
<l>Molte genti provàr dure vicende,</l>
<l>E prave diventàr per lungo affanno;</l>
<l>Ma nessuna ad esempio esser dimostra</l>
<l>Di tant'odio potria come la nostra.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>27</head>
<l>	E questo avvien perché quantunque doma,</l>
<l>Serva, lacera segga in isventura,</l>
<l>Ancor per forza italian si noma</l>
<l>Quanto ha più grande la mortal natura;</l>
<l>Ancor la gloria dell'eterna Roma</l>
<l>Risplende sì, che tutte l'altre oscura;</l>
<l>E la stampa d'Italia, invan superba</l>
<l>Con noi l'Europa, in ogni parte serba.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>28</head>
<l>	Né Roma pur, ma col mental suo lume</l>
<l>Italia inerme, e con la sua dottrina,</l>
<l>Vinse poi la barbarie, e in bel costume</l>
<l>Un'altra volta ritornò regina;</l>
<l>E del goffo stranier, ch'oggi presume</l>
<l>Lei dispregiar, come la sorte inchina,</l>
<l>Rise gran tempo, ed infelici esigli</l>
<l>L'altre sedi parer vide a' suoi figli.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>29</head>
<l>	Senton gli estrani, ogni memoria un nulla</l>
<l>Esser a quella ond'è l'Italia erede;</l>
<l>Sentono, ogni lor patria esser fanciulla</l>
<l>Verso colei ch'ogni grandezza eccede;</l>
<l>E veggon ben che se strozzate in culla</l>
<l>Non fosser quante doti il ciel concede,</l>
<l>Se fosse Italia ancor per poco sciolta,</l>
<l>Regina torneria la terza volta.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>30</head>
<l>	Indi l'odio implacato, indi la rabbia,</l>
<l>E l'ironico riso ond'altri offende</l>
<l>Lei che fra ceppi, assisa in su la sabbia,</l>
<l>Con lingua né con man più si difende.</l>
<l>E chi maggior pietà mostra che n'abbia,</l>
<l>E di speme fra noi gl'ignari accende,</l>
<l>Prima il Giudeo tornar vorrebbe in vita</l>
<l>Ch'all'italico onor prestare aita.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>31</head>
<l>	Di Roma là sotto l'eccelse moli,</l>
<l>Pigmeo, la fronte spensierata alzando,</l>
<l>Percote i monumenti al mondo soli</l>
<l>Con sua verghetta, il corpo dondolando;</l>
<l>E con suoi motti par che si consoli,</l>
<l>La rimembranza del servir cacciando.</l>
<l>Ed è ragion ch'a una grandezza tale</l>
<l>L'inimicizia altrui segua immortale.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>32</head>
<l>	Ma Rubatocchi, poi che della cura</l>
<l>Gravato fu delle compagne genti,</l>
<l>Fece il campo afforzar, perché sicura</l>
<l>Da inopinati assalti e da spaventi</l>
<l>Fosse la notte; e poi di nutritura</l>
<l>Giovare ai corpi tremuli e languenti.</l>
<l>Facil negozio fu questo secondo,</l>
<l>Perché topi a nutrir tutto è fecondo.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>33</head>
<l>	Poscia mestier gli parve all'odiato</l>
<l>Esercito spedir subito un messo,</l>
<l>A dimandar perché, non provocato,</l>
<l>Contra lor nella zuffa s'era messo;</l>
<l>Se ignaro delle rane, o collegato,</l>
<l>Se per error, se per volere espresso;</l>
<l>Se gir oltre o tornar nella sua terra,</l>
<l>Se volesse da' topi o pace o guerra.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>34</head>
<l>	Era nel campo il conte Leccafondi,</l>
<l>Signor di Pesafumo e Stacciavento;</l>
<l>Topo raro a' suoi dì, che di profondi</l>
<l>Pensieri e di dottrina era un portento:</l>
<l>Leggi e stati sapea d'entrambi i mondi,</l>
<l>E giornali leggea più di dugento;</l>
<l>Al cui studio in sua patria aveva eretto</l>
<l>Siccom'oggi diciamo, un gabinetto.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>35</head>
<l>	Gabinetto di pubblica lettura,</l>
<l>Con legge tal, che da giornali in fuore,</l>
<l>Libro non s'accogliesse in quelle mura,</l>
<l>Che di due fogli al più fosse maggiore;</l>
<l>Perché credea che sopra tal misura</l>
<l>Stender non si potesse uno scrittore</l>
<l>Appropriato ai bisogni universali</l>
<l>Politici, economici e morali.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>36</head>
<l>	Pur dagli amici in parte, e dalle stesse</l>
<l>Proprie avvertenze a poco a poco indotto,</l>
<l>Anche al romanzo storico concesse</l>
<l>Albergar coi giornali, e che per otto</l>
<l>Volumi o dieci camminar potesse;</l>
<l>E in fin, come dimostro è da quel dotto</l>
<l>Scrittor che sopra in testimonio invoco,</l>
<l>Alla tedesca poesia diè loco.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>37</head>
<l>	La qual d'antichità supera alquanto</l>
<l>Le semitiche varie e la sanscrita,</l>
<l>E parve al conte aver per proprio vanto</l>
<l>Sola il buon gusto ricondurre in vita,</l>
<l>Contro il fallace oraziano canto,</l>
<l>A studio, per uscir della via trita,</l>
<l>Dando tonni al poder, montoni al mare;</l>
<l>Gran fatica, e di menti al mondo rare.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>38</head>
<l>	D'arti tedesche ancor fu innamorato,</l>
<l>E chiamavale a sé con gran mercede:</l>
<l>Perché, giusta l'autor sopra citato,</l>
<l>Non eran gli obelischi ancora in piede,</l>
<l>Né piramide il capo avea levato,</l>
<l>Quando l'arti in Germania avean lor sede,</l>
<l>Ove il senso del bello esser più fino</l>
<l>Veggiam, che fu nel Greco o nel Latino.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>39</head>
<l>	La biblioteca ch'ebbe, era guernita</l>
<l>Di libri di bellissima sembianza,</l>
<l>Legati a foggia varia, e sì squisita,</l>
<l>Con oro, nastri ed ogni circostanza,</l>
<l>Ch'a saldar della veste la partita</l>
<l>Quattro corpi non erano abbastanza.</l>
<l>Ed era ben ragion, che in quella parte</l>
<l>Stava l'utilità, non nelle carte.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>40</head>
<l>	Lascio il museo, l'archivio, e delle fiere</l>
<l>Il serbatoio, e l'orto delle piante,</l>
<l>E il portico, nel quale era a vedere,</l>
<l>Con baffi enormi e coda di gigante,</l>
<l>La statua colossal di Lucerniere,</l>
<l>Antico topolin filosofante,</l>
<l>E dello stesso una pittura a fresco,</l>
<l>Pur di scalpello e di pennel tedesco.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>41</head>
<l>	Fu di sua specie il conte assai pensoso,</l>
<l>Filosofo morale, e filotopo;</l>
<l>E natura lodò che il suo famoso</l>
<l>Poter mostri quaggiù formando il topo;</l>
<l>Di cui l'opre, l'ingegno e il glorioso</l>
<l>Stato ammirava; e predicea che dopo</l>
<l>Non molto lunga età, saria matura</l>
<l>L'alta sorte che a lui dava natura.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>42</head>
<l>	Però mai sempre a cor fugli il perenne</l>
<l>Progresso del topesco intendimento,</l>
<l>Che aspettar sopra tutto dalle penne</l>
<l>Ratte de' giornalisti era contento:</l>
<l>E profittare a quel sempre sostenne</l>
<l>Ipotesi, sistemi e sentimento;</l>
<l>E spegnere o turbar la conoscenza</l>
<l>Analisi, ragione e sperienza.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>43</head>
<l>	Buon topo d'altra parte, e da qualunque</l>
<l>Filosofale ipocrisia lontano,</l>
<l>E schietto in somma e veritier, quantunque</l>
<l>Ne' maneggi nutrito, e cortigiano;</l>
<l>Popolar per affetto, e da chiunque</l>
<l>Trattabil sempre, e, se dir lice, umano;</l>
<l>Poco d'oro, e d'onor molto curante,</l>
<l>E generoso, e della patria amante.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>44</head>
<l>	Questi al re de' ranocchi, ambasciatore</l>
<l>Del proprio re, s'era condotto, avanti</l>
<l>Che tra' due regni il militar furore</l>
<l>Gli amichevoli nodi avesse infranti:</l>
<l>E com'arse la guerra, appo il signore</l>
<l>Suo ritornato, dimorò tra fanti,</l>
<l>E sotto tende, insin che tutto il campo</l>
<l>Dal correr presto procacciò lo scampo.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>45</head>
<l>	Ora ai compagni, ricercando a quale</l>
<l>Fosse in nome comun l'uffizio imposto,</l>
<l>Che del campo de' granchi al Generale</l>
<l>Gisse oratore, e che per gli altri tosto</l>
<l>D'ovviar s'ingegnasse a novo male,</l>
<l>Nessun per senno e per virtù disposto</l>
<l>Parve a ciò più del conte; il qual di stima</l>
<l>Tenuto era da tutti in su la cima.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>46</head>
<l>	Così da quelle schiere, a prova eretto</l>
<l>L'un piè di quei dinanzi, all'uso antico,</l>
<l>Fu, per parer di ciascheduno, eletto</l>
<l>Messagger dell'esercito al nemico.</l>
<l>Né ricusò l'uffizio, ancor ch'astretto</l>
<l>Quindi a gran rischio: in campo ostil, mendico</l>
<l>D'ogni difesa, andar fra sconoscenti</l>
<l>D'ogni modo e ragion dell'altre genti.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>47</head>
<l>	E sebben lassa la persona, e molto</l>
<l>Di posa avea mestier, non però volle</l>
<l>Punto indugiarsi al dipartir: ma colto</l>
<l>Brevissimo sopor su l'erba molle,</l>
<l>Sorse a notte profonda, e seco tolto</l>
<l>Pochi servi de' suoi, tacito il colle</l>
<l>Lasciando tutto, e sonnolento, scese,</l>
<l>E per l'erma campagna il cammin prese.</l>
</lg>
</div1>
<div1 type="canto">
<head><emph rend="bold">CANTO SECONDO</emph></head>
<lg type="ottava">
<head>1</head>
<l>	Più che mezze oramai l'ore notturne</l>
<l>Eran passate, e il corso all'oceano</l>
<l>Inchinavan pudiche e taciturne</l>
<l>Le stelle, ardendo in sul deserto piano.</l>
<l>Deserto al topo in ver, ma le diurne</l>
<l>Cure sopian da presso e da lontano</l>
<l>Per boschi, per cespugli ed arboscelli</l>
<l>Molte fere terrestri e molti uccelli.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>2</head>
<l>	E biancheggiar tra il verde all'aria bruna,</l>
<l>Or ne' campi remoti, or su la via,</l>
<l>Or sovra colli qua e là più d'una</l>
<l>Casa d'agricoltor si discopria;</l>
<l>E di cani un latrar da ciascheduna</l>
<l>Per li silenzi ad or ad or s'udia,</l>
<l>E rovistar negli orti; e nelle stalle</l>
<l>Sonar legami e scalpitar cavalle.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>3</head>
<l>	Trottava il conte al periglioso andare</l>
<l>Affrettando co' suoi le quattro piante,</l>
<l>A piedi intendo dir, che cavalcare</l>
<l>Privilegio è dell'uomo, il qual di tante</l>
<l>Bestie che il suol produce e l'aria e il mare,</l>
<l>Sol per propria natura è cavalcante,</l>
<l>Come, per conseguenza ragionevole,</l>
<l>Solo ancor per natura è carrozzevole.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>4</head>
<l>	Era maggio, che amor con vita infonde,</l>
<l>E il cuculo cantar s'udia lontano,</l>
<l>Misterioso augel, che per profonde</l>
<l>Selve sospira in suon presso che umano,</l>
<l>E qual notturno spirto erra e confonde</l>
<l>Il pastor che inseguirlo anela invano,</l>
<l>Né dura il cantar suo, che in primavera</l>
<l>Nasce e il trova l'ardor venuto a sera.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>5</head>
<l>	Come ad Ulisse ed al crudel Tidide,</l>
<l>Quando ai novi troiani alloggiamenti</l>
<l>Ivan per l'ombre della notte infide,</l>
<l>Rischi cercando e insoliti accidenti,</l>
<l>Parve l'augel che si dimena e stride,</l>
<l>Segno, gracchiando, di felici eventi</l>
<l>Arrecar da Minerva, al cui soccorso</l>
<l>L'uno e l'altro, invocando, era ricorso;</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>6</head>
<l>	Non altrimenti il topo, il qual solea</l>
<l>Voci e segni osservar con molta cura,</l>
<l>Non so già da qual nume o da qual dea</l>
<l>Topo o topessa o di simil natura,</l>
<l>Sperò certo, e mestier gliene facea</l>
<l>Per sollevare il cor dalla paura,</l>
<l>Che il cuculo, che i topi han per divino,</l>
<l>Nunzio venisse di non reo destino.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>7</head>
<l>	Ma già dietro boschetti e collicelli</l>
<l>Antica e stanca in ciel salia la luna,</l>
<l>E su gli erbosi dorsi e i ramuscelli</l>
<l>Spargea luce manchevole e digiuna,</l>
<l>Né manifeste l'ombre a questi e quelli</l>
<l>Dava, né ben distinte ad una ad una;</l>
<l>Le stelle nondimen tutte copria,</l>
<l>E desiata al peregrin venia.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>8</head>
<l>	Pur, come ai topi il lume è poco accetto,</l>
<l>Di lei non molto rallegrossi il conte,</l>
<l>Il qual trottando a piè, siccome ho detto,</l>
<l>Ripetea per la valle e per lo monte</l>
<l>L'orme che dianzi, di fuggir costretto,</l>
<l>Impresse avea con zampe assai più pronte,</l>
<l>E molti il luogo or danni ora spaventi</l>
<l>Di quella fuga gli rendea presenti.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>9</head>
<l>	Ma pietà sopra tutto e disconforto</l>
<l>Moveagli, a ciascun passo in sul cammino,</l>
<l>O poco indi lontan, vedere o morto</l>
<l>O moribondo qualche topolino,</l>
<l>Alcun da piaghe ed alcun altro scorto</l>
<l>Dalla stanchezza al suo mortal destino,</l>
<l>A cui con lo splendor languido e scemo</l>
<l>Parea la luna far l'onore estremo.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>10</head>
<l>	Così, muto, volgendo entro la testa</l>
<l>Profondi filosofici pensieri,</l>
<l>E chiamando e sperando alla funesta</l>
<l>Discordia delle stirpi e degl'imperi</l>
<l>Medicina efficace intera e presta</l>
<l>Dai giornalisti d'ambo gli emisferi,</l>
<l>Tanto andò, che la notte a poco a poco</l>
<l>Cedendo, al tempo mattutin diè loco.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>11</head>
<l>	Tutti desti cantando erano i galli</l>
<l>Per le campagne, e gli augelletti ancora</l>
<l>Ricominciando insiem gli usati balli</l>
<l>Su per li prati al mormorar dell'ora,</l>
<l>E porporina i sempiterni calli</l>
<l>Apparecchiava al dì la fresca aurora,</l>
<l>Né potea molto star che all'orizzonte</l>
<l>Levasse il re degli anni alta la fronte;</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>12</head>
<l>	Quando da un poggio il topo rimirando</l>
<l>Non molto avanti in giù nella pianura,</l>
<l>Vide quel che sebbene iva cercando,</l>
<l>Voluto avria che fosse ancor futura</l>
<l>La vista sua, ch'or tutto l'altro in bando</l>
<l>Parve porre dal cor che la paura,</l>
<l>Non sol per sé, ma parte e maggiormente</l>
<l>Perché pria del creduto era presente.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>13</head>
<l>	Vide il campo de' granchi, il qual fugate</l>
<l>Ch'ebbe de' topi le vincenti schiere,</l>
<l>Ver Topaia là dove indirizzate</l>
<l>S'eran le fuggitive al suo parere,</l>
<l>Deliberossi, andando a gran giornate,</l>
<l>Dietro quelle condurre armi e bandiere;</l>
<l>E seguitando lor, men d'una notte</l>
<l>Distava ond'esse il corso avea condotte.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>14</head>
<l>	Tremava il conte, e già voltato il dosso</l>
<l>Aveano i servi alla terribil vista,</l>
<l>E muro non avria, non vallo o fosso</l>
<l>Tenuto quella gente ignava e trista;</l>
<l>Ma il conte sempre all'onor proprio mosso,</l>
<l>Come fortezza per pudor s'acquista,</l>
<l>Fatto core egli pria, sopra si spinse</l>
<l>Gridando ai servi, ed a tornar gli strinse.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>15</head>
<l>	E visto verdeggiar poco lontano</l>
<l>Un uliveto, entràr subito in quello,</l>
<l>E del verde perpetuo con mano</l>
<l>O con la bocca colto un ramicello,</l>
<l>E sceso ciaschedun con esso al piano,</l>
<l>Sentendo un gelo andar per ogni vello,</l>
<l>E digrignando per paura i denti,</l>
<l>Vennero agl'inimici alloggiamenti.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>16</head>
<l>	Non se n'erano appena i granchi accorti,</l>
<l>Quando lor furo addosso, e con gli ulivi</l>
<l>Stessi, senza guardar dritti né torti,</l>
<l>Voleangli ad ogni patto ingoiar vivi,</l>
<l>O gli avrian per lo men subito morti,</l>
<l>Se in difesa de' miseri e cattivi</l>
<l>Non giungeva il parlar, che con eterna</l>
<l>Possanza il mondo a suo piacer governa.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>17</head>
<l>	Perché, quantunque barbaro e selvaggio</l>
<l>Dei granchi il favellar, non fu celato</l>
<l>Al conte, ch'oltre al far più d'un viaggio,</l>
<l>Sendo per diplomatico educato,</l>
<l>Com'or si dice, aveva ogni linguaggio</l>
<l>Per istudio e per pratica imparato,</l>
<l>E i dialetti ancor di tutti quanti,</l>
<l>Tal ch'era nelle lingue un Mezzofanti.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>18</head>
<l>	Dunque con parolette e con ragioni</l>
<l>A molcer cominciò quei ferrei petti,</l>
<l>Che da compagni mai né da padroni</l>
<l>Appreso non avean sì dolci detti,</l>
<l>Né sapean ch'altra gente i propri suoni</l>
<l>Parlar potesse dei lor patrii tetti,</l>
<l>E si pensaro andar sotto l'arnese</l>
<l>Di topo un granchiolin del lor paese.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>19</head>
<l>	Per questo e per veder che radicati</l>
<l>Leccafondi in sul naso avea gli occhiali,</l>
<l>Arme che in guerra mai non furo usati</l>
<l>Né gli uomini portar né gli animali,</l>
<l>Propria insegna ed onor di letterati</l>
<l>Essendo dal principio, onde ai mortali</l>
<l>Più d'iride o d'olivo o d'altro segno</l>
<l>Di pace e sicurtà son certo pegno,</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>20</head>
<l>	Dal sangue per allor di quegli estrani</l>
<l>Di doversi astener determinaro;</l>
<l>E legati così come di cani</l>
<l>O di qualche animal feroce o raro</l>
<l>Non fecer mai pastori o cerretani,</l>
<l>A sghembo, all'uso lor, gli strascinaro</l>
<l>Al General di quei marmorei lanzi,</l>
<l>Gente nemica al camminare innanzi.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>21</head>
<l>	Brancaforte quel granchio era nomato,</l>
<l>Scortese a un tempo e di servile aspetto;</l>
<l>Dal qual veduto il conte e dimandato</l>
<l>Chi fosse, onde venuto, a quale effetto,</l>
<l>Rispose che venuto era legato</l>
<l>Del proprio campo, e ben legato e stretto</l>
<l>Era più che mestier non gli facea,</l>
<l>Ma scherzi non sostien l'alta epopea.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>22</head>
<l>	E seguitò che s'altri il disciogliesse,</l>
<l>Mostrerebbe il mandato e le patenti.</l>
<l>Per questo il General non gli concesse</l>
<l>Ch'a strigarlo imprendessero i sergenti,</l>
<l>E perché legger mai non gli successe,</l>
<l>Eran gli scritti a lui non pertinenti,</l>
<l>Ma chiese da chi date ed in qual nome</l>
<l>Assunte avesse l'oratorie some.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>23</head>
<l>	E quel dicendo che de' topi il regno,</l>
<l>Per esser nella guerra il re defunto,</l>
<l>E non restar di lui successor degno,</l>
<l>Deliberato avria sopra tal punto</l>
<l>Popolarmente, e che di fede il segno</l>
<l>Rubatocchi al mandato aveva aggiunto,</l>
<l>Il qual per duce, e lui per messaggero</l>
<l>Scelto aveva a suffragi il campo intero;</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>24</head>
<l>	Gelò sotto la crosta a tal favella,</l>
<l>Popol, suffragi, elezioni udendo,</l>
<l>Il casto lanzo, al par di verginella</l>
<l>A cui con labbro abbominoso orrendo</l>
<l>Le orecchie tenerissime flagella</l>
<l>Fango intorno e corrotte aure spargendo,</l>
<l>Oste impudico o carrozzier. Si tinge</l>
<l>Ella ed imbianca, e in sé tutta si stringe.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>25</head>
<l>	E disse al conte: Per guardar ch'io faccia,</l>
<l>Legittimo potere io qui non trovo.</l>
<l>Da molti eletto, acciò che il resto io taccia,</l>
<l>Ricever per legato io non approvo.</l>
<l>Poscia com'un che dal veder discaccia</l>
<l>Scandalo o mostro obbrobrioso e novo,</l>
<l>Tor si fe quindi i topi, ed in catene</l>
<l>Chiuder sotterra e custodir ben bene.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>26</head>
<l>	Fatto questo, mandò significando</l>
<l>Al proprio re per la più corta via</l>
<l>L'impensata occorrenza, e supplicando</l>
<l>Che comandasse quel che gli aggradia.</l>
<l>Era quel re, per quanto investigando</l>
<l>Ritrovo, un della terza dinastia</l>
<l>Detta de' Senzacapi, e in su quel trono</l>
<l>Sedea di nome tal decimonono.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>27</head>
<l>	Rispose adunque il re, che nello stato</l>
<l>Della sedia vacante era l'eletto</l>
<l>Del campo ad accettar come legato;</l>
<l>Tosto quel regno o volontario o stretto</l>
<l>Creasse altro signor; nessun trattato</l>
<l>Egli giammai, se non con tal precetto,</l>
<l>Conchiudesse con lor; d'ogni altro punto</l>
<l>Facesse quel che gli era prima ingiunto.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>28</head>
<l>	Questo comando al General pervenne</l>
<l>Là 've lui ritrovato aveva il conte,</l>
<l>Perché quivi aspettando egli sostenne</l>
<l>Quel che ordinasse del poter la fonte,</l>
<l>Al cui voler, com'ei l'avviso ottenne,</l>
<l>L'opere seguitàr concordi e pronte;</l>
<l>Trasse i cattivi di sotterra e sciolse,</l>
<l>E sciolto il conte in sua presenza accolse.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>29</head>
<l>	Il qual, ricerco, espose al Generale</l>
<l>Di sua venuta le ragioni e il fine,</l>
<l>Chiedendo qual destin, qual forza o quale</l>
<l>Violazion di stato o di confine,</l>
<l>Qual danno della roba o personale,</l>
<l>Qual patto o lega, o qual errore alfine</l>
<l>Avesse ai topi sprovveduti e stanchi</l>
<l>Tratto in sul capo il tempestar de' granchi.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>30</head>
<l>	Sputò, mirossi intorno e si compose</l>
<l>Il General dell'incrostata gente;</l>
<l>E con montana gravità rispose</l>
<l>In questa forma, ovver poco altramente:</l>
<l>Signor topo, di tutte quelle cose</l>
<l>Che tu dimandi, non sappiam niente,</l>
<l>Ma i granchi, dando alle ranocchie aiuto</l>
<l>Per servar l'equilibrio han combattuto.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>31</head>
<l>	Che vuol dir questo? ripigliava il conte:</l>
<l>L'acque forse del lago o del pantano,</l>
<l>O del fosso o del fiume o della fonte</l>
<l>Perder lo stato ed inondare il piano,</l>
<l>O venir manco, o ritornare al monte,</l>
<l>O patir altro più dannoso e strano</l>
<l>Sospettavate, in caso che la schiatta</l>
<l>Delle rane da noi fosse disfatta?</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>32</head>
<l>	Non equilibrio d'acqua ma di terra,</l>
<l>Rispose il granchio, è di pugnar cagione,</l>
<l>E il dritto della pace e della guerra</l>
<l>Che spiegherò per via d'un paragone.</l>
<l>Il mondo inter con quanti egli rinserra</l>
<l>Dei pensar che somigli a un bilancione,</l>
<l>Non con un guscio o due, ma con un branco</l>
<l>Rispondenti fra lor, più grandi e manco.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>33</head>
<l>	Ciaschedun guscio un animal raccetta</l>
<l>Che vuol dir della terra un potentato.</l>
<l>In questo un topo, in quello una civetta,</l>
<l>In quell'altro un ranocchio è collocato</l>
<l>Qui dentro un granchio, e quivi una cutretta</l>
<l>L'uno animal con l'altro equilibrato,</l>
<l>In guisa tal che con diversi pesi</l>
<l>Fanno equilibrio insiem tutti i paesi.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>34</head>
<l>	Or quando un animal divien più grosso</l>
<l>D'altrui roba o di sua che non soleva,</l>
<l>E un altro a caso o pur da lui percosso</l>
<l>Dimagra sì che in alto si solleva,</l>
<l>Convien subito al primo essere addosso,</l>
<l>Dico a colui che la sua parte aggreva,</l>
<l>E tagliandoli i piè, la coda o l'ali,</l>
<l>Far le bilance ritornare uguali.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>35</head>
<l>	Queste membra tagliate a quei son porte</l>
<l>Che dimagrando scemo era di peso,</l>
<l>O le si mangia un animal più forte,</l>
<l>Ch'a un altro ancor non sia buon contrappeso,</l>
<l>O che, mangiate, ne divien di sorte</l>
<l>Che può star su due gusci a un tempo steso,</l>
<l>E l'equilibrio mantenervi salvo</l>
<l>Quinci col deretan quindi con l'alvo.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>36</head>
<l>	Date sien queste cose e non concesse</l>
<l>Rispose al granchio il conte Leccafondi,</l>
<l>Ma qual nume ordinò che presedesse</l>
<l>All'equilibrio general de' mondi</l>
<l>La nazion de' granchi e ch'attendesse</l>
<l>A guardar se più larghi o se più tondi</l>
<l>Fosser che non dovean topi o ranocchi</l>
<l>Per trar loro o le polpe o il naso o gli occhi?</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>37</head>
<l>	Noi, disse il General, siam birri appunto</l>
<l>D'Europa e boia e professiam quest'arte.</l>
<l>Nota, saggio lettor, ch'io non so punto</l>
<l>Se d'Europa dicesse o d'altra parte,</l>
<l>Perché, confesso il ver, mai non son giunto</l>
<l>Per molto rivoltar le antiche carte</l>
<l>A discoprir la regione e il clima</l>
<l>Dove i casi seguìr ch'io pongo in rima.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>38</head>
<l>	Ma detto ho dell'Europa seguitando</l>
<l>Del parlar nostro la comune usanza;</l>
<l>Ora al parlar del granchio ritornando,</l>
<l>In nostra guardia, aggiunse, è la costanza</l>
<l>Degli animai nell'esser primo, e quando</l>
<l>Di novità s'accorge o discrepanza</l>
<l>Dove che sia, là corre il granchio armato</l>
<l>E ritorna le cose al primo stato.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>39</head>
<l>	Chi tal carco vi diè? richiese il conte:</l>
<l>La crosta, disse; di che siam vestiti,</l>
<l>E l'esser senza né cervel né fronte,</l>
<l>Sicuri, invariabili, impietriti</l>
<l>Quanto il corallo ed il cristal di monte</l>
<l>Per durezza famosi in tutti i liti:</l>
<l>Questo ci fa colonne e fondamenti</l>
<l>Della stabilità dell'altre genti.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>40</head>
<l>	Or lasciam le ragioni e le parole,</l>
<l>Soggiunse l'altro, e discendiamo ai fatti.</l>
<l>Da' topi il re de' granchi oggi che vuole?</l>
<l>Vuole ancor guerra e strage a tutti i patti?</l>
<l>O consente egli pur, com'altri suole,</l>
<l>Che qui d'accordo e d'amistà si tratti?</l>
<l>E quale, in caso tal, condizione</l>
<l>D'accordo e d'amistà ci si propone?</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>41</head>
<l>	Sputò di nuovo e posesi in assetto</l>
<l>Il General de' granchi, e così disse:</l>
<l>Dalla tua razza immantinente eletto</l>
<l>Sia novello signor. Guerre né risse</l>
<l>Aver con le ranocchie a lui disdetto</l>
<l>Per sempre sia. Le sorti a color fisse</l>
<l>Saran dal nostro, a cui ricever piacque</l>
<l>Nella tutela sua lor terre ed acque.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>42</head>
<l>	Un presidio in Topaia alloggerete</l>
<l>Di trentamila granchi, ed in lor cura</l>
<l>Il castello con l'altro riporrete,</l>
<l>S'altro v'ha di munito entro le mura.</l>
<l>Da mangiare e da ber giusta la sete</l>
<l>Con quanto è di bisogno a lor natura</l>
<l>E doppia paga avran per ciascun giorno</l>
<l>Da voi, finché tra voi faran soggiorno.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>43</head>
<l>	Dicendo il conte allor che non aveva</l>
<l>Poter da' suoi d'acconsentire a tanto,</l>
<l>E che tregua fermar si richiedeva</l>
<l>Per poter quelli ragguagliare intanto,</l>
<l>Rispose il General che concedeva</l>
<l>Tempo quindici dì, né dal suo canto</l>
<l>Moveria l'oste; e quel passato invano,</l>
<l>Ver Topaia verrebbe armata mano.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>44</head>
<l>	Così di Leccafondi e del guerriero</l>
<l>Brancaforte il colloquio si disciolse:</l>
<l>E senza indugio alcuno il messaggero</l>
<l>De' topi a ritornar l'animo volse,</l>
<l>All'uso della tregua ogni pensiero</l>
<l>Avendo inteso; e tosto i suoi raccolse.</l>
<l>Nel partir poche rane ebbe vedute</l>
<l>Per negozi nel campo allor venute.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>45</head>
<l>	Le riconobbe, che nel lor paese</l>
<l>Contezza ebbe di lor quando oratore</l>
<l>Là ritrovossi, ed or da quelle intese</l>
<l>L'amorevole studio e il gran favore</l>
<l>Che prestava ai ranocchi a loro spese</l>
<l>Il re de' granchi, il qual sotto colore</l>
<l>Di protegger da' topi amico stato,</l>
<l>Ogni cosa in sua forza avea recato.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>46</head>
<l>	E che d'oro giammai sazio non era,</l>
<l>Né si dava al re lor veruno ascolto.</l>
<l>Pietà ne prese il conte, e con sincera</l>
<l>Loquela i patrii dei ringraziò molto,</l>
<l>Che dell'altrui protezion men fera</l>
<l>Calamità su i topi avean rivolto.</l>
<l>Poi dalle rane accommiatato, il calle</l>
<l>Libero prese, e il campo ebbe alle spalle.</l>
</lg>
</div1>
<div1 type="canto">
<head><emph rend="bold">CANTO TERZO</emph></head>
<lg type="ottava">
<head>1</head>
<l>	Intanto Rubatocchi avea ridotte</l>
<l>Le sue schiere in Topaia a salvamento,</l>
<l>Dove per più d'un giorno e d'una notte</l>
<l>Misto fu gran dolor con gran contento.</l>
<l>Chi gode in riveder, chi con dirotte</l>
<l>Lacrime chiama il suo fratello spento,</l>
<l>Altri il padre o il marito, altri la prole,</l>
<l>Altri del regno e dell'onor si dole.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>2</head>
<l>	Era Topaia, acciò che la figura</l>
<l>E il sito della terra io vi descriva,</l>
<l>Tutta con ammirabile struttura</l>
<l>Murata dentro d'una roccia viva,</l>
<l>La qual era per arte o per natura</l>
<l>Cavata sì che una capace riva</l>
<l>Al Sol per sempre ed alle stelle ascosta</l>
<l>Nell'utero tenea come riposta.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>3</head>
<l>	Ricordivi a ciascun se la montagna</l>
<l>Che d'Asdrubale il nome anche ritiene,</l>
<l>Là 've Livio e Neron per la campagna</l>
<l>Sparser dell'Affrican l'armi e la spene,</l>
<l>Varcaste per la strada ove compagna</l>
<l>L'eterea luce al viator non viene,</l>
<l>Sotterranea, sonora, onde a grand'arte</l>
<l>Schiuso è il monte dall'una all'altra parte:</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>4</head>
<l>	O se a Napoli presso, ove la tomba</l>
<l>Pon di Virgilio un'amorosa fede,</l>
<l>Vedeste il varco che del tuon rimbomba</l>
<l>Spesso che dal Vesuvio intorno fiede,</l>
<l>Colà dove all'entrar subito piomba</l>
<l>Notte in sul capo al passegger che vede</l>
<l>Quasi un punto lontan d'un lume incerto</l>
<l>L'altra bocca onde poi riede all'aperto:</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>5</head>
<l>	E queste avrete immagini bastanti</l>
<l>Del loco ove Topaia era fondata,</l>
<l>La qual per quattro bocche a quattro canti</l>
<l>Della montagna posta avea l'entrata,</l>
<l>Cui turando con arte a tutti quanti</l>
<l>Chiusa non sol ma rimanea celata,</l>
<l>In guisa tal che la città di fuore</l>
<l>Accusar non potea se non l'odore.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>6</head>
<l>	Dentro palagi e fabbriche reali</l>
<l>Sorgean di molto buona architettura,</l>
<l>Collegi senza fine ed ospedali</l>
<l>Vòti sempre, ma grandi oltre misura,</l>
<l>Statue, colonne ed archi trionfali,</l>
<l>E monumenti alfin d'ogni natura.</l>
<l>Sopra un masso ritondo era il castello</l>
<l>Forte di sito a maraviglia e bello.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>7</head>
<l>	Come chi d'Apennin varcato il dorso</l>
<l>Presso Fuligno, per la culta valle</l>
<l>Cui rompe il monte di Spoleto il corso</l>
<l>Prende l'aperto e dilettoso calle,</l>
<l>Se il guardo lieto in su la manca scorso</l>
<l>Leva d'un sasso alle scoscese spalle,</l>
<l>Bianco, nudato d'ogni fior, d'ogni erba,</l>
<l>Vede cosa onde poi memoria serba,</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>8</head>
<l>	Di Trevi la città, che con iscena</l>
<l>D'aerei tetti la ventosa cima</l>
<l>Tien sì che a cerchio con l'estrema schiena</l>
<l>Degli estremi edifizi il piè s'adima;</l>
<l>Pur siede in vista limpida e serena</l>
<l>E quasi incanto il viator l'estima,</l>
<l>Brillan templi e palagi al chiaro giorno,</l>
<l>E sfavillan finestre intorno intorno;</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>9</head>
<l>	Cotal, ma privo del diurno lume</l>
<l>Veduto avreste quel di ch'io favello,</l>
<l>Del polito macigno in sul cacume</l>
<l>Fondato solidissimo castello,</l>
<l>Ch'al margine affacciato oltre il costume</l>
<l>Quasi precipitar parea con quello.</l>
<l>Da un lato sol per un'angusta via</l>
<l>Con ansia e con sudor vi si salia.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>10</head>
<l>	Luce ai topi non molto esser mestieri</l>
<l>Vede ciascun di noi nella sua stanza,</l>
<l>Che chiusi negli armadi e nei panieri</l>
<l>Fare ogni lor faccenda han per usanza,</l>
<l>E spente le lucerne e i candelieri</l>
<l>Vengon poi fuor la notte alla lor danza.</l>
<l>Pur se luce colà si richiedea</l>
<l>Talor, con faci ognun si provvedea.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>11</head>
<l>	D'Ercolano così sotto Resina,</l>
<l>Che d'ignobili case e di taverne</l>
<l>Copre la nobilissima ruina,</l>
<l>Al tremolar di pallide lucerne</l>
<l>Scende a veder la gente pellegrina</l>
<l>Le membra afflitte e pur di fama eterne,</l>
<l>Magioni e scene e templi e colonnati</l>
<l>Allo splendor del giorno ancor negati.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>12</head>
<l>	Certo se un suol germanico o britanno</l>
<l>Queste ruine nostre ricoprisse,</l>
<l>Di faci a visitar l'antico danno</l>
<l>Più non bisogneria ch'uom si servisse,</l>
<l>E d'ogni spesa in onta e d'ogni affanno</l>
<l>Pompei, ch'ad ugual sorte il fato addisse,</l>
<l>All'aspetto del Sol tornata ancora</l>
<l>Tutta, e non pur sì poca parte fora.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>13</head>
<l>	Vergogna sempiterna e vitupero,</l>
<l>D'Italia non dirò, ma di chi prezza</l>
<l>Disonesto tesor più che il mistero</l>
<l>Dell'aurea antichità porre in chiarezza,</l>
<l>E riscossa di terra allo straniero</l>
<l>Mostrare ancor l'italica grandezza.</l>
<l>Lor sia data dal ciel giusta mercede,</l>
<l>Se pur ciò non indarno al ciel si chiede.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>14</head>
<l>	E mercè s'abbia non di riso e d'ira,</l>
<l>Di ch'ebbe sempre assai, ma d'altri danni</l>
<l>L'ipocrita canaglia, onde sospira</l>
<l>L'Europa tutta invan tanti e tanti anni</l>
<l>I papiri ove cauta ella delira,</l>
<l>Scacciando ognun, su i mercenari scanni;</l>
<l>Razza a cagion di cui mi dorrebb'anco</l>
<l>Se boia e forche ci venisser manco.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>15</head>
<l>	Tornando ai topi, a cui dagli scaffali</l>
<l>Di questi furbi agevole è il ritorno,</l>
<l>Vincea Topaia allor le principali</l>
<l>Città dal tramontano al mezzogiorno,</l>
<l>O rare assai fra quelle aveva uguali,</l>
<l>proprio de' topi e natural soggiorno,</l>
<l>Là dove consistea massimamente</l>
<l>Il regno e il fior della topesca gente.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>16</head>
<l>	Perché lunge di là stabil dimora</l>
<l>Avean pochi o nessun di lor legnaggio,</l>
<l>Salvo in colonie, ove soleano allora</l>
<l>Finir le genti or questo or quel viaggio.</l>
<l>Ciò ben sapete lungo tempo ancora</l>
<l>Più d'un popolo usò civile e saggio:</l>
<l>Chiudea sola una cerchia un regno intero,</l>
<l>Che per colonie distendea l'impero.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>17</head>
<l>	Potete immaginar quale infinita</l>
<l>Turba albergò Topaia entro sue mura.</l>
<l>Di Statistica ancor non s'era udita</l>
<l>La parola a quei di per isventura,</l>
<l>Ma di più milioni aver compita</l>
<l>Color la quantità s'ha per sicura</l>
<l>Sentenza, e con Topaia oggi si noma</l>
<l>Ninive e Babilonia e Menfi e Roma.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>18</head>
<l>	Tornato dunque, come sopra ho detto,</l>
<l>L'esercito de' topi alla cittade,</l>
<l>E cessato il picchiar le palme e il petto</l>
<l>Pei caffè, per le case e per le strade,</l>
<l>Cedendo all'amor patrio ogni altro affetto,</l>
<l>Od al timor, come più spesso accade,</l>
<l>Del ritorno a cercar del messaggero</l>
<l>Fu volto con le lingue ogni pensiero.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>19</head>
<l>	Perché parea che nel saper l'intento</l>
<l>Degl'inimici consistesse il tutto,</l>
<l>E fosse senza tal conoscimento</l>
<l>Ogni consiglio a caso e senza frutto,</l>
<l>Né trattar del durabil reggimento</l>
<l>Del regno aver potesse alcun costrutto,</l>
<l>Se la tempesta pria non si quetasse</l>
<l>Ch'ogni estremo parea che minacciasse.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>20</head>
<l>	Ma per quei giorni sospirata invano</l>
<l>La tornata del conte alla sua terra,</l>
<l>Il qual, venuto a fera gente in mano,</l>
<l>Regii cenni attendea prigion sotterra,</l>
<l>Crescendo dell'ignoto e del lontano</l>
<l>L'ansia e la tema, ed a patir la guerra</l>
<l>Parendo pur, se guerra anco s'avesse,</l>
<l>Che lo stato ordinar si richiedesse;</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>21</head>
<l>	Giudicò Rubatocchi e i principali</l>
<l>Della città con lui, di non frapporre</l>
<l>Più tempo, né dar loco a novi mali,</l>
<l>Ma prestamente il popolo raccorre,</l>
<l>E le gravi materie e capitali</l>
<l>Del reggimento in pubblico proporre,</l>
<l>Sì ch'ai rischi di fuor tornando l'oste</l>
<l>Dentro le cose pria fosser composte.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>22</head>
<l>	Ben avria Rubatocchi, e per le molte</l>
<l>Parentele sue nobili e potenti,</l>
<l>E perché de' soldati in lui rivolte</l>
<l>Con amor da gran tempo eran le menti,</l>
<l>E per quel braccio che dal mondo tolte</l>
<l>Cotante avea delle nemiche genti,</l>
<l>Potuto ritener quel già sovrano</l>
<l>Poter che il fato gli avea posto in mano.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>23</head>
<l>	E spontanei non pochi a lui venendo</l>
<l>Capi dell'armi e principi e baroni,</l>
<l>Confortandolo giano ed offerendo</l>
<l>Se pronti a sostener le sue ragioni.</l>
<l>Ma ributtò l'eroe con istupendo</l>
<l>Valor le vili altrui persuasioni,</l>
<l>E il dar forma allo stato e il proprio impero</l>
<l>Nell'arbitrio comun rimise intero.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>24</head>
<l>	Degno perciò d'eterna lode, al quale</l>
<l>Non ha l'antica e la moderna istoria</l>
<l>Altro da somigliar non ch'altro uguale,</l>
<l>Quanto or so rinvenir con la memoria,</l>
<l>Fuor tre d'inclita fama ed immortale,</l>
<l>Timoleon corintio ed Andrea Doria,</l>
<l>In sul fianco di qua dall'oceano,</l>
<l>E Washington dal lato americano.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>25</head>
<l>	Dei quali per pudor, per leggiadria</l>
<l>Vera di fatti e probità d'ingegno,</l>
<l>Negar non vo né vo tacer che sia</l>
<l>Quantunque italian Doria il men degno,</l>
<l>Ma perfetta bontà non consentia</l>
<l>Quel secolo infelice, ov'ebbe regno</l>
<l>Ferocia con arcano avvolgimento,</l>
<l>E viltà di pensier con ardimento.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>26</head>
<l>	Deserto è la sua storia, ove nessuno</l>
<l>D'incorrotta virtude atto si scopre,</l>
<l>Cagion che sopra ogni altra a ciascheduno</l>
<l>Fa grato il riandar successi ed opre;</l>
<l>Tedio il resto ed obblio, salvo quest'uno</l>
<l>Sol degli eroici fatti alfin ricopre,</l>
<l>Del cui santo splendor non è beato</l>
<l>Il deserto ch'io dico in alcun lato.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>27</head>
<l>	Maraviglia è colà che s'appresenti</l>
<l>Maurizio di Sassonia alla tua vista,</l>
<l>Che con mille vergogne e tradimenti</l>
<l>Gran parte a' suoi di libertade acquista,</l>
<l>Egmont, Orange, a lor grandezza intenti</l>
<l>Lor patria liberando oppressa e trista,</l>
<l>E quel miglior che invia con braccio forte</l>
<l>Il primo duca di Firenze a morte.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>28</head>
<l>	Né loco d'ammirar vi si ritrova,</l>
<l>Se d'ammirar colui non vi par degno,</l>
<l>Che redando grandezze antiche innova,</l>
<l>Non già virtudi, e che di tanto regno</l>
<l>Se minor dimostrando in ogni prova,</l>
<l>Par che mirar non sappia ad alcun segno,</l>
<l>Cittadi alternamente acquista e perde,</l>
<l>E il fior d'Europa in Africa disperde.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>29</head>
<l>	Non di cor generoso e non abbietto,</l>
<l>Non infedel né pio, crudo né mite,</l>
<l>Non dell'iniquo amante e non del retto,</l>
<l>Or servate promesse ed or tradite,</l>
<l>Al grande, al bel non mai volto l'affetto,</l>
<l>Non agevoli imprese e non ardite,</l>
<l>Due prenci imprigionati in suo potere</l>
<l>Né liberi sa far, né ritenere.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>30</head>
<l>	Alfin di tanto suon, tanta possanza</l>
<l>Nessuno effetto riuscir si vede,</l>
<l>Anzi il gran fascio che sue forze avanza</l>
<l>Gitta egli stesso e volontario cede,</l>
<l>La cui mole che invan passò l'usanza</l>
<l>Divide e perde infra più d'uno erede;</l>
<l>Poi chiuso in monacali abiti involto</l>
<l>Gode prima che morto esser sepolto.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>31</head>
<l>	O costanza, o valor de' prischi tempi!</l>
<l>Far gran cose di nulla era vostr'arte,</l>
<l>Nulla far di gran cose età di scempi</l>
<l>Apprese da quel dì che il nostro marte</l>
<l>Costantin, pari ai più nefandi esempi,</l>
<l>Donò col nostro scettro ad altra parte.</l>
<l>Tal differenza insiem han del romano</l>
<l>Vero imperio gli effetti, e del germano.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>32</head>
<l>	Non d'onore appo noi, ma d'odio e sdegno</l>
<l>Han gara i sommi di quel secol bruno.</l>
<l>Né facilmente a chi dovuto il regno</l>
<l>Dell'odio sia giudicherebbe alcuno,</l>
<l>Se tu, portento di superbia e pegno</l>
<l>D'ira del ciel, non superassi ognuno,</l>
<l>O secondo Filippo, austriaca pianta,</l>
<l>Di cui Satan maestro ancor si vanta.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>33</head>
<l>	Tant'odio quanto è sul tuo capo accolto</l>
<l>De' tuoi pari di tempo e de' nepoti,</l>
<l>Altro mai non portò vivo o sepolto,</l>
<l>O ne' prossimi giorni o ne' remoti.</l>
<l>Tu nominato ogni benigno volto</l>
<l>Innaspri ed ogni cor placido scoti,</l>
<l>Stupendo in ricercar nell'ira umana</l>
<l>La più vivace ed intima fontana.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>34</head>
<l>	Dopo te quel grandissimo incorono</l>
<l>Duca d'Alba che quasi emulo ardisce</l>
<l>Contender teco, e il general perdono,</l>
<l>Tutti escludendo, ai Batavi bandisce.</l>
<l>Nobile esempio e salutar, che al trono</l>
<l>De' successori tuoi tanto aggradisce,</l>
<l>A cui d'Olanda il novo sdegno e il tanto</l>
<l>Valor si debbe ed il tuo giogo infranto.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>35</head>
<l>	Ma di troppo gran tratto allontanato</l>
<l>Son da Topaia, e là ritorno in fretta,</l>
<l>Dove accolto, o lettori, in sul mercato</l>
<l>Un infinito popolo m'aspetta,</l>
<l>Che un infinito cicalar di stato</l>
<l>Ode o presume udir, loda o rigetta,</l>
<l>E si consiglia o consigliarsi crede,</l>
<l>E fa leggi o di farle ha certa fede.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>36</head>
<l>	Chi dir potria le pratiche, i maneggi,</l>
<l>Le discordie, il romor, le fazioni</l>
<l>Che soglion accader quando le greggi</l>
<l>Procedono a sì fatte elezioni,</l>
<l>Per empier qual si sia specie di seggi,</l>
<l>Non che sforniti rifornire i troni?</l>
<l>Tutto ciò fra coloro intervenia,</l>
<l>E da me volentier si passa via.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>37</head>
<l>	E la conclusion sola toccando,</l>
<l>Dico che dopo un tenzonare eterno</l>
<l>All'alba ed alle squille, or disputando</l>
<l>Dello stato di fuori, or dell'interno,</l>
<l>Novella monarchia fu per comando</l>
<l>Del popol destinata al lor governo:</l>
<l>Una di quelle che temprate in parte</l>
<l>Son da statuti che si chiaman carte.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>38</head>
<l>	Se d'Inghilterra più s'assomigliasse</l>
<l>Allo statuto o costituzione,</l>
<l>Com'oggi il nominiamo, o s'accostasse</l>
<l>A quel di Francia o d'altra nazione,</l>
<l>Con parlamenti o corti alte o pur basse,</l>
<l>Di pubblica o di regia elezione,</l>
<l>Doppio o semplice alfin, come in Ispagna,</l>
<l>Lo statuto de' topi o carta magna,</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>39</head>
<l>	Da tutto quel che degli antichi ho letto</l>
<l>Dintorno a ciò, raccor non si potria.</l>
<l>Questo solo affermar senza sospetto</l>
<l>D'ignoranza si può né di bugia,</l>
<l>Essere stato il prence allora eletto</l>
<l>Da' topi, e la novella signoria,</l>
<l>Quel che, se in verso non istesse male,</l>
<l>Avrei chiamato costituzionale.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>40</head>
<l>	Deputato a regnar fu Rodipane,</l>
<l>Genero al morto re Mangiaprosciutti.</l>
<l>Così quando Priamo alle troiane</l>
<l>Genti e di sua radice i tanti frutti</l>
<l>Mancàr, fuggendo a regioni estrane</l>
<l>Sotto il genero Enea convenner tutti:</l>
<l>Perché di regno alfin sola ci piace</l>
<l>La famiglia real creder capace.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>41</head>
<l>	E quella estinta, i prossimi di sangue</l>
<l>E poscia ad uno ad un gli altri parenti</l>
<l>Cerchiam di grado in grado insin che langue</l>
<l>Il regio umor negli ultimi attenenti.</l>
<l>Né questo in pace sol, ma quando esangue</l>
<l>Il regno è omai per aspri trattamenti,</l>
<l>Al lor per aspra e sanguinosa via</l>
<l>Ricorre in armi a nova dinastia.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>42</head>
<l>	E quando per qualunque altra occorrenza</l>
<l>Mutando stato il pristino disgombra,</l>
<l>Di qualche pianta di real semenza</l>
<l>Sempre s'accoglie desioso all'ombra.</l>
<l>Qual pargoletto che rimasto senza</l>
<l>La gonna che il sostiene e che l'adombra,</l>
<l>Dopo breve ondeggiar tosto col piede,</l>
<l>Gridando, e con la man sopra vi riede.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>43</head>
<l>	O come ardita e fervida cavalla</l>
<l>Che di mano al cocchier per gioco uscita,</l>
<l>A gran salti ritorna alla sua stalla,</l>
<l>Dove sferza, e baston forse, l'invita;</l>
<l>O come augello il vol subito avvalla</l>
<l>Dalle altezze negate alla sua vita,</l>
<l>Ed alla fida gabbia ove soggiorna</l>
<l>Dagli anni acerbi, volontario torna.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>44</head>
<l>	Re cortese, per altro, amante e buono</l>
<l>Veggo questo in antico esser tenuto,</l>
<l>Memore ognor di quando appiè del trono</l>
<l>Soggetto infra soggetti era vissuto:</l>
<l>Al popol in comun per lo cui dono,</l>
<l>E non del cielo, al regno era venuto,</l>
<l>Riconoscente; e non de' mali ignaro</l>
<l>Di questo o quel, né di soccorso avaro.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>45</head>
<l>	E lo statuto o patto che accettato</l>
<l>Dai cittadini avea con giuramento,</l>
<l>Trovo che incontro allo straniero armato</l>
<l>Difese con sincero intendimento,</l>
<l>Né perché loco gliene fosse dato,</l>
<l>Di restarsene sciolto ebbe talento.</l>
<l>Di questo, poi che la credenza eccede,</l>
<l>Interpongo l'altrui, non la mia fede.</l>
</lg>
</div1>
<div1 type="canto">
<head><emph rend="bold">CANTO QUARTO</emph></head>
<lg type="ottava">
<head>1</head>
<l>	Maraviglia talor per avventura,</l>
<l>Leggitori onorandi e leggitrici,</l>
<l>Cagionato v'avrà questa lettura.</l>
<l>E come son degli uomini i giudici</l>
<l>Facili per usanza e per natura,</l>
<l>Forse, benché benevoli ed amici,</l>
<l>Più d'un pensiero in mente avrete accolto</l>
<l>Ch'essere io deggia o menzognero o stolto,</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>2</head>
<l>	Perché le cose del topesco regno,</l>
<l>Che son per vetustà da noi lontane</l>
<l>Tanto che come appar da più d'un segno,</l>
<l>Agguaglian le antichissime indiane,</l>
<l>I costumi, il parlar, l'opre, l'ingegno,</l>
<l>E l'infime faccende e le sovrane,</l>
<l>Quasi ieri o l'altr'ier fossero state,</l>
<l>Simili a queste nostre ho figurate.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>3</head>
<l>	Ma con la maraviglia ogni sospetto</l>
<l>Come una nebbia vi torrà di mente</l>
<l>Il legger, s'anco non avete letto,</l>
<l>Quel che i savi han trovato ultimamente</l>
<l>Speculando col semplice intelletto</l>
<l>Sopra la sorte dell'umana gente,</l>
<l>Che d'Europa il civil presente stato</l>
<l>Debbe ancor primitivo esser chiamato.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>4</head>
<l>	E che quei che selvaggi il volgo appella</l>
<l>Che nei più caldi e nei più freddi liti</l>
<l>Ignudi al sole, al vento, alla procella,</l>
<l>E sol di tetto natural forniti,</l>
<l>Contenti son da poi che la mammella</l>
<l>Lasciàr, d'erbe e di vermi esser nutriti,</l>
<l>Temon l'aure, le frondi, e che disciolta</l>
<l>Dal Sol non caggia la celeste volta;</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>5</head>
<l>	Non vita naturale e primitiva</l>
<l>Menan, come fin qui furon creduti,</l>
<l>Ma per corruzion sì difettiva,</l>
<l>Da una perfetta civiltà caduti</l>
<l>Nella qual come in propria ed in nativa</l>
<l>I padri de' lor padri eran vissuti:</l>
<l>Perché stato sì reo, come il selvaggio,</l>
<l>Estimar natural non è da saggio:</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>6</head>
<l>	Non potendo mai star che la natura,</l>
<l>Che al ben degli animali è sempre intenta,</l>
<l>E più dell'uom che principal fattura</l>
<l>Esser di quella par che si consenta</l>
<l>Da tutti noi, sì povera e sì dura</l>
<l>Vita ove pur pensando ei si sgomenta,</l>
<l>Come propria e richiesta e conformata</l>
<l>Abbia al genere uman determinata.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>7</head>
<l>	Né manco sembra che possibil sia</l>
<l>Che lo stato dell'uom vero e perfetto</l>
<l>Sia posto in capo di sì lunga via</l>
<l>Quanta a farsi civile appar costretto</l>
<l>Il gener nostro a misurare in pria,</l>
<l>U' son cent'anni un dì quanto all'effetto:</l>
<l>Sì lento è il suo cammin per quelle strade</l>
<l>Che il conducon dal bosco a civiltade.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>8</head>
<l>	Perché ingiusto e crudel sarebbe stato,</l>
<l>Né per modo nessun conveniente,</l>
<l>Che all'infelicità predestinato,</l>
<l>Non per suo vizio o colpa anzi innocente,</l>
<l>Per ordin primo e natural suo fato</l>
<l>Fosse un numero tal d'umana gente,</l>
<l>Quanta nascer convenne, e che morisse</l>
<l>Prima che a civiltà si pervenisse.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>9</head>
<l>	Resta che il viver zotico e ferino</l>
<l>Corruzion si creda e non natura,</l>
<l>E che ingiuria facendo al suo destino</l>
<l>Caggia quivi il mortal da grande altura,</l>
<l>Dico dal civil grado, ove il divino</l>
<l>Senno avea di locarlo avuto cura:</l>
<l>Perché se al ciel non vogliam fare oltraggio,</l>
<l>Civile ei nasce, e poi divien selvaggio.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>10</head>
<l>	Questa conclusion che ancor che bella</l>
<l>Parravvi alquanto inusitata e strana,</l>
<l>Non d'altronde provien se non da quella</l>
<l>Forma di ragionar diritta e sana</l>
<l>Ch'a priori in iscola ancor s'appella,</l>
<l>Appo cui ciascun'altra oggi par vana,</l>
<l>La qual per certo alcun principio pone,</l>
<l>E tutto l'altro a quel piega e compone.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>11</head>
<l>	Per certo si suppon che intenta sia</l>
<l>Natura sempre al ben degli animali,</l>
<l>E che gli ami di cor come la pia</l>
<l>Chioccia fa del pulcin che ha sotto l'ali:</l>
<l>E vedendosi al tutto acerba e ria</l>
<l>La vita esser che al bosco hanno i mortali,</l>
<l>Per forza si conchiude in buon latino</l>
<l>Che la città fu pria del cittadino.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>12</head>
<l>	Se libere le menti e preparate</l>
<l>Fossero a ciò che i fatti e la ragione</l>
<l>Sapessero insegnar, non inchinate</l>
<l>A questa più che a quella opinione,</l>
<l>Se natura chiamar d'ogni pietate</l>
<l>E di qual s'è cortese affezione</l>
<l>Sapesser priva, e de' suoi figli antica</l>
<l>E capital carnefice e nemica;</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>13</head>
<l>	O se piuttosto ad ogni fin rivolta,</l>
<l>Che al nostro che diciamo o bene o male;</l>
<l>E confessar che de' suoi fini è tolta</l>
<l>La vista al riguardar nostro mortale,</l>
<l>Anzi il saper se non da fini sciolta</l>
<l>Sia veramente, e se ben v'abbia, e quale;</l>
<l>Diremmo ancor con ciascun'altra etade</l>
<l>Che il cittadin fu pria della cittade.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>14</head>
<l>	Non è filosofia se non un'arte</l>
<l>La qual di ciò che l'uomo è risoluto</l>
<l>Di creder circa a qualsivoglia parte,</l>
<l>Come meglio alla fin l'è conceduto,</l>
<l>Le ragioni assegnando empie le carte</l>
<l>O le orecchie talor per instituto,</l>
<l>Con più d'ingegno o men, giusta il potere</l>
<l>Che il maestro o l'autor si trova avere.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>15</head>
<l>	Quella filosofia dico che impera</l>
<l>Nel secol nostro senza guerra alcuna,</l>
<l>E che con guerra più o men leggera</l>
<l>Ebbe negli altri non minor fortuna,</l>
<l>Fuor nel prossimo a questo, ove se intera</l>
<l>La mia mente oso dir, portò ciascuna</l>
<l>Facoltà nostra a quelle cime il passo</l>
<l>Onde tosto inchinar l'è forza al basso.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>16</head>
<l>	In quell'età, d'un'aspra guerra in onta,</l>
<l>Altra filosofia regnar fu vista,</l>
<l>A cui dinanzi valorosa e pronta</l>
<l>L'età nostra arretrossi appena avvista</l>
<l>Di ciò che più le spiace e che più monta,</l>
<l>Esser quella in sostanza amara e trista;</l>
<l>Non che i pricipii in lei né le premesse</l>
<l>Mostrar false da sé ben ben sapesse.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>17</head>
<l>	Ma false o vere, ma disformi o belle</l>
<l>Esser queste si fosse o no mostrato,</l>
<l>Le conseguenze lor non eran quelle</l>
<l>Che l'uom d'aver per ferme ha decretato,</l>
<l>E che per ferme avrà fin che le stelle</l>
<l>D'orto in occaso andran pel cerchio usato</l>
<l>Perché tal fede in tali o veri o sogni</l>
<l>Per sua quiete par che gli bisogni.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>18</head>
<l>	Ed ancor più, perché da lunga pezza</l>
<l>È la sua mente a cotal fede usata,</l>
<l>Ed ogni fede a che sia quella avvezza</l>
<l>Prodotta par da coscienza innata:</l>
<l>Che come suol con grande agevolezza</l>
<l>L'usanza con natura esser cangiata,</l>
<l>Così vien facilmente alle persone</l>
<l>Presa l'usanza lor per la ragione.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>19</head>
<l>	Ed imparar cred'io che le più volte</l>
<l>Altro non sia, se ben vi si guardasse,</l>
<l>Che un avvedersi di credenze stolte</l>
<l>Che per lungo portar l'alma contrasse</l>
<l>E del fanciullo racquistar con molte</l>
<l>Cure il saper ch'a noi l'età sottrasse;</l>
<l>Il qual già più di noi non sa né vede,</l>
<l>Ma di veder né di saper non crede.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>20</head>
<l>	Ma noi, s'è fuor dell'uso, ogni pensiero</l>
<l>Assurdo giudichiam tosto in effetto,</l>
<l>Né pensiam ch'un assurdo il mondo e il vero</l>
<l>Esser potrebbe al fral nostro intelletto:</l>
<l>E mistero gridiam, perch'a mistero</l>
<l>Riesce ancor qualunque uman concetto,</l>
<l>Ma i misteri e gli assurdi entro il cervello</l>
<l>Vogliam foggiarci come a noi par bello.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>21</head>
<l>	Or, leggitori miei, scendendo al punto</l>
<l>Al qual per lunga e tortuosa via</l>
<l>Sempre pure intendendo, ecco son giunto,</l>
<l>Potete omai veder che non per mia</l>
<l>Frode o sciocchezza avvien che tali appunto</l>
<l>Si pingan nella vostra fantasia</l>
<l>De' topi gli antichissimi parenti</l>
<l>Quali i popoli son che abbiam presenti:</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>22</head>
<l>	Ma procede da ciò, che il nostro stato</l>
<l>Antico è veramente e primitivo</l>
<l>Non degli uomini sol, ma in ogni lato</l>
<l>D'ogni animal che in aria o in terra è vivo.</l>
<l>Perché ingiusto saria che condannato</l>
<l>Fosse di sua natura a un viver privo</l>
<l>Quasi d'ogni contento e pien di mali</l>
<l>L'interminato stuol degli animali.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>23</head>
<l>	Per tanto in civiltà, data secondo</l>
<l>Il grado naturale a ciascheduna,</l>
<l>Tutte le specie lor vennero al mondo,</l>
<l>E tutte poscia da cotal fortuna</l>
<l>Per lor proprio fallir caddero in fondo,</l>
<l>E infelici son or; né causa alcuna</l>
<l>Ha il ciel però dell'esser lor sì tristo</l>
<l>Il qual bene al bisogno avea provvisto.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>24</head>
<l>	E se colma d'angoscia e di paura</l>
<l>Del topolin la vita ci apparisce,</l>
<l>Il qual mirando mai non s'assicura,</l>
<l>Fugge e per ogni crollo inorridisce,</l>
<l>Corruzion si creda e non natura</l>
<l>La miseria che il topo oggi patisce,</l>
<l>A cui forse il menàr quei casi in parte</l>
<l>Che seguitando narran queste carte.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>25</head>
<l>	E la dispersion della sua schiatta</l>
<l>Ebbe forse d'allor cominciamento,</l>
<l>La qual raminga in su la terra è fatta,</l>
<l>Perduto il primo e proprio alloggiamento,</l>
<l>Come il popol giudeo, che mal s'adatta</l>
<l>Esule, sparso, a cento sedi e cento,</l>
<l>E di Solima il tempio e le campagne</l>
<l>Di Palestina si rammenta e piagne.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>26</head>
<l>	Ma il novello signor giurato ch'ebbe</l>
<l>Servar esso e gli eredi eterno il patto,</l>
<l>Incoronato fu come si debbe</l>
<l>E il manto si vestì di pel di gatto,</l>
<l>E lo scettro impugnò, che d'auro crebbe</l>
<l>Nella cui punta il mondo era ritratto,</l>
<l>Perché credeva allor del mondo intero</l>
<l>La specie soricina aver l'impero.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>27</head>
<l>	Dato alla plebe fu cacio con polta,</l>
<l>E vin vecchio gittàr molte fontane,</l>
<l>Gridando ella per tutto allegra e folta</l>
<l>Viva la carta e viva Rodipane,</l>
<l>Tal ch'eccheggiando quell'alpestre volta</l>
<l>Carta per tutto ripeteva e pane,</l>
<l>Cose al governo delle culte genti,</l>
<l>Chi le sa ministrar, sufficienti.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>28</head>
<l>	Re de' topi costui con nuovo nome,</l>
<l>O suo trovato fosse o de' soggetti,</l>
<l>S'intitolò, non di Topaia, come</l>
<l>Propriamente in addietro s'eran detti</l>
<l>I portatori di quell'auree some.</l>
<l>Cosa molto a notar, che negli effetti</l>
<l>Differisce d'assai, benché non paia,</l>
<l>S'alcun sia re de' topi o di Topaia.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>29</head>
<l>	La noto ancor, però che facilmente</l>
<l>Nella cronologia non poco errato</l>
<l>Potrebbe andar chi non ponesse mente</l>
<l>A questo metafisico trovato,</l>
<l>E creder che costui primieramente</l>
<l>Rodipan fra quei re fosse nomato,</l>
<l>Quando un Rodipan terzo avanti a questo</l>
<l>Da libri e da monete è manifesto.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>30</head>
<l>	Primo fra' re de' topi, ma contando</l>
<l>Quei di Topaia ancor, s'io bene estimo,</l>
<l>Fu quarto Rodipan. Questo ignorando</l>
<l>Può la cronologia da sommo ad imo</l>
<l>Andar sossopra. A ciò dunque ovviando</l>
<l>Notate che costui Rodipan primo,</l>
<l>E il notin gli eruditi e i filotopi,</l>
<l>Fra i re de' topi fu, non fra i re topi.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>31</head>
<l>	Non era il festeggiar finito ancora</l>
<l>Quando giunse dal campo il messaggero,</l>
<l>Non aspettato omai, che la dimora</l>
<l>Sua lunga aveane sgombro ogni pensiero;</l>
<l>Né desiato più, che insino allora</l>
<l>Soleano i sogni più gradir che il vero.</l>
<l>Sogni eran gli ozi brevi e l'allegria,</l>
<l>Ver ciò che il conte a rapportar venia.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>32</head>
<l>	Immantinente poi che divulgato</l>
<l>Fu per fama in Topaia il suo ritorno,</l>
<l>Interrotto il concorso ed acchetato</l>
<l>Il giulivo romor fu d'ogni intorno.</l>
<l>Tristo annunzio parea quel che bramato</l>
<l>E sospirato avean pur l'altro giorno,</l>
<l>Perché già per obblio fatte sicure</l>
<l>Destava l'alme ai dubbi ed alle cure.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>33</head>
<l>	Prestamente il legato a Rodipane</l>
<l>L'umor del granchio e l'aspre leggi espose,</l>
<l>E nel maggior consiglio la dimane</l>
<l>Per mandato del re l'affar propose.</l>
<l>Parver l'esposte leggi inique e strane,</l>
<l>Fatti sopra vi fur comenti e chiose,</l>
<l>Alfin per pace aver dentro e di fuore</l>
<l>A tutto consentir parve il migliore.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>34</head>
<l>	Tornò nel campo ai rigidi contratti</l>
<l>Il conte con famigli e con arnesi,</l>
<l>E l'accordo fermò secondo i patti</l>
<l>Che già per le mie rime avete intesi.</l>
<l>Soscriver non sapea, né legger gli atti</l>
<l>Il granchio, arti discare a' suoi paesi;</l>
<l>Ma lesse e confermò con la sua mano</l>
<l>Un ranocchio che allor gli era scrivano.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>35</head>
<l>	Ratto uno stuol di trentamila lanzi</l>
<l>Ver Topaia lietissimo si mosse,</l>
<l>A doppie paghe e più che doppi pranzi,</l>
<l>Benché rato l'accordo ancor non fosse,</l>
<l>E nella terra entrò, dietro e dinanzi</l>
<l>Schernito per le vie con le più grosse</l>
<l>Beffe che immaginar sapea ciascuno,</l>
<l>Non s'avvedendo quelli in modo alcuno.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>36</head>
<l>	Nel superbo castel furo introdotti,</l>
<l>Dove l'insegna cor piantata e sciolta,</l>
<l>Poser mano a votar paiuoli e botti,</l>
<l>E speràr pace i topi un'altra volta.</l>
<l>Lieti i giorni tornàr, liete le notti,</l>
<l>Ch'ambo sovente illuminar con molta</l>
<l>Spesa fece il comun per l'allegria</l>
<l>Dell'acquistata nuova monarchia.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>37</head>
<l>	Ma quel che più rileva, a far lo stato</l>
<l>Prospero quanto più far si potesse</l>
<l>Del popolo in comune e del privato</l>
<l>Fama è che cordialmente il re si desse.</l>
<l>Il qual subito poi che ritornato</l>
<l>Fu Leccafondi, consiglier lo elesse,</l>
<l>Ministro dell'interno e principale</l>
<l>Strumento dell'impero in generale</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>38</head>
<l>	Questi a rimover l'ombra ed all'aumento</l>
<l>Di civiltà rivolse ogni sua cura,</l>
<l>Sapendo che con altro fondamento</l>
<l>Prosperità di regni in piè non dura,</l>
<l>E che civile e saggia, il suo contento</l>
<l>La plebe stessa ed il suo ben procura</l>
<l>Meglio d'ogni altro, né favor né dono,</l>
<l>Fuor ch'esser franca, l'è mestier dal trono.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>39</head>
<l>	E bramò che sapesse il popol tutto</l>
<l>Leggere e computar per disciplina,</l>
<l>Stimando ciò, cred'io, maggior costrutto,</l>
<l>Che non d'Enrico quarto la gallina.</l>
<l>Quindi nella città fe da per tutto</l>
<l>Tante scole ordinar, che la mattina</l>
<l>Piazze, portici e vie per molti dì</l>
<l>Non d'altro risonàr che d'a b c.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>40</head>
<l>	Crescer più d'una cattedra o lettura</l>
<l>Anco gli piacque a ciaschedun liceo,</l>
<l>Con più dote che mai per avventura</l>
<l>Non ebbe professor benché baggeo.</l>
<l>Dritto del topo, dritto di natura,</l>
<l>Ed ogni dritto antegiustinianeo,</l>
<l>E fuvvi col civil, col criminale</l>
<l>Esposto il dritto costituzionale.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>41</head>
<l>	E già per la fidanza ond'è cagione</l>
<l>All'alme un convenevol reggimento,</l>
<l>D'industria a rifiorir la nazione</l>
<l>Cominciava con presto accrescimento.</l>
<l>Compagnie di ricchissime persone</l>
<l>Cercar da grandi spese emolumento,</l>
<l>D'orti, bagni, ginnasi a ciascun giorno</l>
<l>Vedevi il loco novamente adorno.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>42</head>
<l>	Vendite nuove ed utili officine</l>
<l>Similmente ogni dì si vedean porre,</l>
<l>Merci del loco e merci pellegrine</l>
<l>In copia grande ai passeggeri esporre,</l>
<l>Stranie commodità far cittadine,</l>
<l>Nuovi teatri il popolo raccorre,</l>
<l>Qui strade a raccorciar la plebe intenta,</l>
<l>Là d'un palagio a por le fondamenta.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>43</head>
<l>	Concorde intanto la città con bianchi</l>
<l>Voti il convegno ricevuto avea,</l>
<l>E che di quello dal signor de' granchi</l>
<l>Fosse fatto altrettanto s'attendea.</l>
<l>Andando e ritornando eran già stanchi</l>
<l>Più messi, e nulla ancor si conchiudea,</l>
<l>Tanto che in fin dei principali in petto</l>
<l>Nascea, benché confuso, alcun sospetto.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>44</head>
<l>	Senzacapo re granchio il più superbo</l>
<l>De' prenci di quel tempo era tenuto,</l>
<l>Nemico ostinatissimo ed acerbo</l>
<l>Del nome sol di carta o di statuto,</l>
<l>Che il poter ch'era in lui senza riserbo</l>
<l>Partir con Giove indegno avria creduto.</l>
<l>Se carta alcun sognò dentro il suo regno</l>
<l>Egli in punirlo esercitò l'ingegno.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>45</head>
<l>	E cura avea che veramente fosse</l>
<l>Con perfetto rigor la pena inflitta,</l>
<l>Né dalle genti per pietà commosse</l>
<l>Qualche parte di lei fosse relitta,</l>
<l>E il numero e il tenor delle percosse</l>
<l>Ricordava e la verga a ciò prescritta.</l>
<l>Buon sonator per altro anzi divino</l>
<l>La corte il dichiarò di violino.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>46</head>
<l>	Questi poiché con involute e vaghe</l>
<l>Risposte ebbe gran tempo ascoso il vero,</l>
<l>Al capitan di quei che doppie paghe</l>
<l>Già da' topi esigean senza mistero</l>
<l>Ammessi senza pugna e senza piaghe,</l>
<l>Mandò, quando gli parve, un suo corriero.</l>
<l>Avea quel capitan fra i parlatori</l>
<l>Della gente de' granchi i primi onori.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>47</head>
<l>	Forte nei detti sì che per la forte</l>
<l>Loquela il dimandàr Boccaferrata.</l>
<l>Il qual venuto alle reali porte</l>
<l>Chiese udienza insolita e privata.</l>
<l>Ed intromesso, fe, come di corte,</l>
<l>Riverenza per granchio assai garbata:</l>
<l>Poi disse quel che riposato alquanto</l>
<l>Racconterò, lettor, nell'altro canto.</l>
</lg>
</div1>
<div1 type="canto">
<head><emph rend="bold">CANTO QUINTO</emph></head>
<lg type="ottava">
<head>1</head>
<l>	Signor, disse, che tale esser chiamato</l>
<l>Dei pel sangue che porti entro le vene,</l>
<l>Il qual certo sappiam che derivato</l>
<l>Da sorgente real ne' tuoi perviene</l>
<l>E perché di sposar fosti degnato,</l>
<l>Colei che sola in vita ancor mantiene,</l>
<l>Caduti tutti gli altri augusti frutti,</l>
<l>La famiglia del re Mangiaprosciutti;</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>2</head>
<l>	Degno quant'altro alcun di regio trono</l>
<l>T'estima il signor mio per ogni punto,</l>
<l>Ma il sentiero, a dir ver, crede non buono</l>
<l>Per cui lo scettro ad impugnar sei giunto.</l>
<l>Tai che a poter ben darlo atti non sono,</l>
<l>T'hanno ai ben meritati onori assunto.</l>
<l>Ma re fare o disfar, come ben sai,</l>
<l>Altro ch'a' re non si appartenne mai.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>3</head>
<l>	Se vedovo per morte il seggio resta</l>
<l>Che legittimamente era tenuto,</l>
<l>Né la succession sia manifesta</l>
<l>Per discendenza o regio altro statuto,</l>
<l>Né men per testamento in quella o in questa</l>
<l>Forma dal morto re sia provveduto,</l>
<l>Spontaneamente al derelitto regno</l>
<l>S'adopran gli altri re di por sostegno.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>4</head>
<l>	O un successore è dato a quella sede</l>
<l>Che sia da lor concordemente eletto,</l>
<l>O partono essi re pieni di fede</l>
<l>L'orbo stato fra lor con pari affetto,</l>
<l>O chi primo il può far primo succede</l>
<l>Per lo più chi più forte è con effetto,</l>
<l>Cause genealogiche allegando,</l>
<l>E per lo più con l'arnie autenticando.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>5</head>
<l>	Re novo, di lor man pesato e scosso,</l>
<l>Dare i sudditi a sé mai non fur visti,</l>
<l>Né fora assurdo al mio parer men grosso</l>
<l>Che se qualche lavor de' nostri artisti,</l>
<l>Come orologio da portare indosso</l>
<l>O cosa tal che per danar s'acquisti,</l>
<l>Il compratore elegger si vedesse,</l>
<l>Che lei portare e posseder potesse.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>6</head>
<l>	Negli scettri non han ragione o voto</l>
<l>I popoli nessuno o ne' diademi,</l>
<l>Ch'essi non fer, ma Dio, siccome è noto.</l>
<l>Anzi s'anco talvolta in casi estremi</l>
<l>Resta il soglio deserto non che vòto</l>
<l>Per popolari fremiti e per semi</l>
<l>D'ire o per non so qual malinconia,</l>
<l>Onde spenta riman la monarchia,</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>7</head>
<l>	Al popol che di lei fu distruttore</l>
<l>Cercan rimedio ancor l'altre corone,</l>
<l>E legittimo far quel mal umore</l>
<l>Quasi e rettificar l'intenzione</l>
<l>Destinato da lor novo signore</l>
<l>Dando a quel con le triste o con le buone,</l>
<l>Né sopportan giammai che da se stesso</l>
<l>Costituirsi un re gli sia concesso.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>8</head>
<l>	Che se pur fu da Brancaforte ingiunto</l>
<l>A' tuoi di provveder d'un re novello,</l>
<l>Non volea questo dir ch'eletto a punto</l>
<l>Fosse il creato re questo né quello,</l>
<l>Ma non altro dar lor se non l'assunto</l>
<l>Che i più capaci del real mantello</l>
<l>Proponessero a' piè de' potentati,</l>
<l>Che gli avriano a bell'agio esaminati.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>9</head>
<l>	Or dunque avendo alla virtù rispetto,</l>
<l>Signor, che manifesta in te dimora,</l>
<l>E sopra tutto a quei che prima ho detto</l>
<l>Pregi onde teco il gener tuo s'onora,</l>
<l>Non della elezion solo il difetto</l>
<l>Supplire ed emendar, ma vuole ancora</l>
<l>La maestà del mio padrone un segno</l>
<l>Darti dell'amor suo forse più degno.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>10</head>
<l>	Perché non pur con suo real diploma</l>
<l>Che valevol fia sempre ancor che tardo,</l>
<l>E di color che collegati ei noma</l>
<l>Che il daran prontamente a suo riguardo,</l>
<l>Riponendoti il serto in su la chioma</l>
<l>Legittimo farà quel ch'è bastardo,</l>
<l>Che legittimità, cosa volante,</l>
<l>Vien dal cielo o vi riede in un istante:</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>11</head>
<l>	Ma il poco onesto e non portabil patto</l>
<l>Che il popolo a ricever ti costrinse,</l>
<l>A cui ben vede il mio signor che un atto</l>
<l>Discorde assai dal tuo voler t'avvinse,</l>
<l>Sconcio a dir vero e tal che quasi affatto</l>
<l>La maestà di questo trono estinse,</l>
<l>A potere annullar de' topi in onta</l>
<l>Compagnia t'offerisce utile e pronta.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>12</head>
<l>	Non solo i nostri trentamila forti</l>
<l>Che nel suo nome tengono il castello</l>
<l>Alla bell'opra ti saran consorti</l>
<l>Di render lustro al tuo real cappello,</l>
<l>Ma cinquecentomila che ne' porti</l>
<l>De' ranocchi hanno stanza, io vo dir quello</l>
<l>Esercito già noto a voi che sotto</l>
<l>Brancaforte in quei lochi or s'è ridotto,</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>13</head>
<l>	E che per volontà del signor nostro</l>
<l>Così fermato in prossime contrade</l>
<l>Aspetta per veder nel regno vostro</l>
<l>Che movimento o cosa nova accade,</l>
<l>Tosto che un cenno tuo gli sarà mostro,</l>
<l>Il cammin prenderà della cittade,</l>
<l>Dove i topi o ravvisti o con lor danno</l>
<l>A servir prestamente torneranno.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>14</head>
<l>	Fatto questo, il diploma a te spedito</l>
<l>Sarà, di quel tenor che si conviene.</l>
<l>E un patto fra' due re fia stabilito</l>
<l>Quale ambedue giudicherete bene.</l>
<l>Ma troppo oggi saria diminuito</l>
<l>L'onor che fra' re tutti il mio ritiene</l>
<l>Se un accordo da lui si confermasse</l>
<l>Che con suddita plebe altri contrasse.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>15</head>
<l>	Né certo ei sosterrà che d'aver fatto</l>
<l>Onta agli scettri il popol tuo si vanti,</l>
<l>E che che avvenga, il disdicevol patto</l>
<l>Che tutti offender sembra i dominanti</l>
<l>Combatterà finché sarà disfatto,</l>
<l>Tornando la città qual era innanti.</l>
<l>Questa presso che ostil conclusione</l>
<l>Ebbe del capitan l'orazione.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>16</head>
<l>	Rispose Rodipan, che udir solea</l>
<l>Che stil de' granchi era cangiare aspetto</l>
<l>Secondo i tempi, e che di ciò vedea</l>
<l>Chiara testimonianza or per effetto,</l>
<l>Essendo certo che richiesto avea</l>
<l>Senzacapo che un re subito eletto</l>
<l>Fosse da' topi allor che avea temenza</l>
<l>D'altra più scandalosa esperienza.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>17</head>
<l>	Che stato franco avessero anteposto</l>
<l>A monarchia di qualsivoglia sorte,</l>
<l>E che l'esempio loro avesse posto</l>
<l>Desiderio in altrui d'un'ugual sorte,</l>
<l>La qual sospizion come più tosto</l>
<l>S'avea tolto dal cor, di Brancaforte</l>
<l>Condannava i trattati, e i chiari detti</l>
<l>Torceva a inopinabili concetti.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>18</head>
<l>	Privo l'accordo del real suggello</l>
<l>Né re de' topi alcun riconosciuto</l>
<l>A sé poco gravar, ma che il castello</l>
<l>Con maraviglia grande avria veduto</l>
<l>Da genti granchie ritener, che in quello</l>
<l>Entrar per solo accordo avean potuto,</l>
<l>Se non sapesse ai popoli presenti</l>
<l>Esser negati i dritti delle genti.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>19</head>
<l>	Anzi i dritti comuni e di natura</l>
<l>Perché frode, perfidia e qual si sia</l>
<l>Pretta solenne autentica impostura</l>
<l>È cosa verso lor lecita e pia,</l>
<l>E quelli soppiantar può con sicura</l>
<l>Mente ogni estrania o patria monarchia,</l>
<l>Che popolo e nessun tornan tutt'uno,</l>
<l>Se intier l'ammazzi, non ammazzi alcuno.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>20</head>
<l>	Quanto al proposto affar, che interrogato</l>
<l>Capo per capo avria la nazione,</l>
<l>Non essendo in sua man circa lo stato</l>
<l>Prender da sé deliberazione,</l>
<l>E che quel che da lei fosse ordinato</l>
<l>Faria come per propria elezione,</l>
<l>Caro avendo osservar, poi che giurollo,</l>
<l>Lo statuto. E ciò detto, accommiatollo.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>21</head>
<l>	L'altra mattina al general consiglio</l>
<l>Il tutto riferì personalmente,</l>
<l>E la grandezza del comun periglio</l>
<l>Espose e ragionò distesamente,</l>
<l>E trovar qualche via, qualche consiglio,</l>
<l>Qualche provvision conveniente</l>
<l>Spesse volte inculcò, quasi sapesse</l>
<l>Egli una via, ma dir non la volesse.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>22</head>
<l>	Arse d'ira ogni petto, arse ogni sguardo,</l>
<l>E come per l'aperta ingiuria suole</l>
<l>Che negl'imi precordii anche il codardo</l>
<l>Fere là dove certo il ferir dole,</l>
<l>Parve ancora al più vile esser gagliardo</l>
<l>Vera vendetta a far non di parole.</l>
<l>Guerra scelta da tutti e risoluto</l>
<l>Fu da tutti morir per lo statuto.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>23</head>
<l>	Commendò Rodipan questo concorde</l>
<l>Voler del popol suo con molte lodi,</l>
<l>Morte imprecando a quelle bestie sorde</l>
<l>Dell'intelletto e pur destre alle frodi;</l>
<l>Purché, disse, nessun da sé discorde</l>
<l>Segua il parlar, non poi gli atti de' prodi:</l>
<l>E soldatesche ed armi e l'altre cose</l>
<l>Spettanti a guerra ad apprestar si pose.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>24</head>
<l>	Di suo vero od al ver più somigliante</l>
<l>Sentir, del quale ogni scrittore è muto,</l>
<l>Dirovvi il parer mio da mal pensante</l>
<l>Qual da non molto in qua son divenuto,</l>
<l>Che per indole prima io rette e sante</l>
<l>Le volontà gran tempo avea creduto,</l>
<l>Né d'appormi così m'accadde mai,</l>
<l>Né di fallar poi che il contrario usai.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>25</head>
<l>	Dico che Rodipan di porre sciolta</l>
<l>La causa sua dalla comun de' topi</l>
<l>In man de' granchi, avea per cosa stolta,</l>
<l>Veduto, si può dir, con gli occhi propi</l>
<l>Tanta perfidia in quelle genti accolta,</l>
<l>Quanta sparsa è dagl'Indi agli Etiopi,</l>
<l>E potendo pensar che dopo il patto</l>
<l>Similmente lui stesso avrian disfatto.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>26</head>
<l>	Ma desiato avria che lo spavento</l>
<l>Della guerra de' granchi avesse indotto</l>
<l>Il popolo a volere esser contento</l>
<l>Che il seggio dato a lui non fosse rotto,</l>
<l>Sì che spargendo volontario al vento</l>
<l>La fragil carta, senza più far motto,</l>
<l>Fosse stato a veder se mai piacesse</l>
<l>Al re granchio adempir le sue promesse.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>27</head>
<l>	Così re senza guerra e senza patto</l>
<l>Forse trovato in breve ei si saria,</l>
<l>Da doppio impaccio sciolto in un sol tratto</l>
<l>E radicata ben la dinastia,</l>
<l>Né questo per alcun suo tristo fatto,</l>
<l>Per tradimento o per baratteria,</l>
<l>Né violato avendo in alcun lato</l>
<l>Il giuramento alla città giurato.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>28</head>
<l>	Queste cose, cred'io, tra sé volgendo</l>
<l>Meno eroica la plebe avria voluta.</l>
<l>Per congetture mie queste vi vendo,</l>
<l>Che in ciò la storia, come ho detto, è muta.</l>
<l>Se vi paresser frasche, non intendo</l>
<l>Tor fama alla virtù sua conosciuta.</l>
<l>Visto il voler de' suoi, per lo migliore</l>
<l>La guerra apparecchiò con grande ardore.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>29</head>
<l>	Guerra tonar per tutte le concioni</l>
<l>Udito avreste tutti gli oratori,</l>
<l>Leonidi, Temistocli e Cimoni,</l>
<l>Muzi Scevola, Fabi dittatori,</l>
<l>Deci, Aristidi, Codri e Scipioni,</l>
<l>E somiglianti eroi de' lor maggiori</l>
<l>Iterar ne' consigli e tutto il giorno</l>
<l>Per le bocche del volgo andare attorno.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>30</head>
<l>	Guerra sonar canzoni e canzoncine</l>
<l>Che il popolo a cantar prendea diletto,</l>
<l>Guerra ripeter tutte le officine</l>
<l>Ciascuna al modo suo col proprio effetto.</l>
<l>Lampeggiavan per tutte le fucine</l>
<l>Lancioni, armi del capo, armi del petto,</l>
<l>E sonore minacce in tutti i canti</l>
<l>S'udiano, e d'amor patrio ardori e vanti.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>31</head>
<l>	Primo fatto di guerra, a tal fatica</l>
<l>Movendo Rubatocchi i cittadini,</l>
<l>Fu di torri e steccati alla nemica</l>
<l>Gente su del castel tutti i confini</l>
<l>Chiuder donde colei giù dall'aprica</l>
<l>Vetta precipitar sopra i vicini</l>
<l>Poteva ad ogn'istante, e nella terra</l>
<l>Improvvisa portar tempesta e guerra.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>32</head>
<l>	Poi dubitato fu se al maggior nerbo</l>
<l>De' granchi che verrebbe omai di fuore</l>
<l>Come torrente rapido e superbo</l>
<l>Opporsi a mezza via fosse il migliore,</l>
<l>Ovver nella città con buon riserbo</l>
<l>Schernir, chiuse le porte, il lor furore.</l>
<l>Questo ai vecchi piacea, ma parve quello</l>
<l>Ai damerini della patria bello.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>33</head>
<l>	Come Aiace quel dì che di tenebre</l>
<l>Cinte da Giove fur le greche schiere,</l>
<l>Che di servar Patroclo alla funebre</l>
<l>Cura fean battagliando ogni potere,</l>
<l>Al nume supplicò che alle palpebre</l>
<l>Dei figli degli Achei desse il vedere,</l>
<l>Riconducesse il dì, poi se volesse</l>
<l>Nell'aperto splendor li distruggesse;</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>34</head>
<l>	Così quei prodi il popolar consiglio</l>
<l>Pregàr che la virtù delle lor destre</l>
<l>Risplender manifesta ad ogni ciglio</l>
<l>Potesse in parte lucida e campestre,</l>
<l>Né celato restasse il lor periglio</l>
<l>Nel buio sen di quella grotta alpestre.</l>
<l>Vinse l'alta sentenza, e per partito</l>
<l>Fuori il granchio affrontar fu stabilito.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>35</head>
<l>	E già dai regni a rimembrar beati</l>
<l>Degli amici ranocchi che per forza</l>
<l>Gli aveano insino allor bene albergati</l>
<l>Movevan quei dalla petrosa scorza</l>
<l>Brancaforte co' suoi fidi soldati,</l>
<l>Per quel voler ch'ogni volere sforza</l>
<l>Del lor padrone e re che di gir tosto</l>
<l>Sopra Topaia aveva al duce imposto.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>36</head>
<l>	Dall'altra parte orrenda ne' sembianti</l>
<l>Da Topaia movea la cittadina</l>
<l>Falange che di numero di fanti</l>
<l>A un milione e mezzo era vicina.</l>
<l>Serse in Europa non passò con tanti</l>
<l>Quando varcata a piè fu la marina.</l>
<l>Coperto era sì lunge ogni sentiero</l>
<l>Che la veduta si perdea nel nero.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>37</head>
<l>	Venuti erano al loco ove diè fine</l>
<l>Alla fuga degli altri il Miratondo,</l>
<l>Loco per praticelli e per colline</l>
<l>E per quiete amabile e giocondo.</l>
<l>Era il tempo che l'ore mattutine</l>
<l>Cedono al mezzodì le vie del mondo,</l>
<l>Quando assai di lontan parve rimpetto</l>
<l>All'esercito alzarsi un nugoletto.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>38</head>
<l>	Un nugoletto il qual di mano in mano</l>
<l>Con prestezza mirabile crescea</l>
<l>Tanto che tutto ricoprire il piano</l>
<l>Dover fra poco e intenebrar parea,</l>
<l>Come nebbia talor cui di lontano</l>
<l>Fiume o palude in bassa valle crea,</l>
<l>Che per soffio procede e la sua notte</l>
<l>Campi e villaggi a mano a mano inghiotte.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>39</head>
<l>	Conobber facilmente i principali</l>
<l>Quel di che il bianco nugolo era segno,</l>
<l>Che dai passi nascea degli animali</l>
<l>Che venieno avversari al misto regno.</l>
<l>Però tempo ben parve ai generali</l>
<l>Di mostrar la virtù del loro ingegno,</l>
<l>E qui fermato il piè, le ardite schiere</l>
<l>A battaglia ordinàr con gran sapere.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>40</head>
<l>	Al lago che di sopra io ricordai,</l>
<l>Ch'or limpido e brillando al chiaro giorno</l>
<l>Spargea del Sol meridiano i rai,</l>
<l>Appoggiàr delle squadre il destro corno,</l>
<l>L'altro al poggio che innanzi anco narrai</l>
<l>Alto ed eretto, e quanti erano intorno</l>
<l>Lochi angusti e boscosi ed eminenti</l>
<l>Tutti fero occupar dalle lor genti.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>41</head>
<l>	Già per mezzo all'instabil polverio</l>
<l>Si discernea de' granchi il popol duro,</l>
<l>Che quetamente e senza romorio</l>
<l>Nella sua gravità venia sicuro.</l>
<l>Alzi qui la materia il canto mio</l>
<l>E chiaro il renda se fu prima oscuro,</l>
<l>Qui volentieri invocherei la musa</l>
<l>Se non che l'invocarla or più non s'usa.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>42</head>
<l>	Eran le due falangi a fronte a fronte</l>
<l>Già dispiegate ed a pugnar vicine,</l>
<l>Quando da tutto il pian, da tutto il monte</l>
<l>Diersi a fuggir le genti soricine.</l>
<l>Come non so, ma né ruscel né fonte</l>
<l>Balza né selva al corso cor diè fine.</l>
<l>Fuggirian credo ancor, se i fuggitivi</l>
<l>Tanto tempo il fuggir serbasse vivi.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>43</head>
<l>	Fuggiro al par del vento, al par del lampo</l>
<l>Fin dove narra la mia storia appresso.</l>
<l>Solo di tutti in sul deserto campo</l>
<l>Rubatocchi restò come cipresso</l>
<l>Diritto, immoto, di cercar suo scampo</l>
<l>Non estimando a cittadin concesso</l>
<l>Dopo l'atto de' suoi, dopo lo scorno</l>
<l>Di che principio ai topi era quel giorno.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>44</head>
<l>	In lui rivolta la nemica gente</l>
<l>Sentì del braccio suo l'erculea possa.</l>
<l>A salvarla da quel non fu possente</l>
<l>La crosta ancor che dura ancor che grossa.</l>
<l>Spezzavala cadendo ogni fendente</l>
<l>Di quella spada, e scricchiolar fea l'ossa,</l>
<l>E troncava le branche e di mal viva</l>
<l>E di gelida turba il suol copriva.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>45</head>
<l>	Così pugnando sol contro infiniti</l>
<l>Durò finché il veder non venne manco.</l>
<l>Poi che il Sol fu disceso ad altri liti,</l>
<l>Sentendo il mortal corpo afflitto e stanco,</l>
<l>E di punte acerbissime feriti</l>
<l>E laceri in più parti il petto e il fianco,</l>
<l>Lo scudo ove una selva orrida e fitta</l>
<l>D'aste e d'armi diverse era confitta,</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>46</head>
<l>	Regger più non potendo, ove più folti</l>
<l>Gl'inimici sentia, scagliò lontano.</l>
<l>Storpiati e pesti ne restaron molti,</l>
<l>Altri schiacciati insucidaro il piano.</l>
<l>Poscia gli estremi spiriti raccolti,</l>
<l>Pugnando mai non riposò la mano</l>
<l>Finché densato della notte il velo,</l>
<l>Cadde, ma il suo cader non vide il cielo.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>47</head>
<l>	Bella virtù, qualor di te s'avvede,</l>
<l>Come per lieto avvenimento esulta</l>
<l>Lo spirto mio: né da sprezzar ti crede</l>
<l>Se in topi anche sii tu nutrita e culta.</l>
<l>Alla bellezza tua ch'ogni altra eccede,</l>
<l>O nota e chiara o ti ritrovi occulta,</l>
<l>Sempre si prostra: e non pur vera e salda,</l>
<l>Ma imaginata ancor, di te si scalda.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>48</head>
<l>	Ahi ma dove sei tu? sognata o finta</l>
<l>Sempre? vera nessun giammai ti vide?</l>
<l>O fosti già coi topi a un tempo estinta,</l>
<l>Né più fra noi la tua beltà sorride?</l>
<l>Ahi se d'allor non fosti invan dipinta,</l>
<l>Né con Teseo peristi o con Alcide,</l>
<l>Certo d'allora in qua fu ciascun giorno</l>
<l>Più raro il tuo sorriso e meno adorno.</l>
</lg>
</div1>
<div1 type="canto">
<head><emph rend="bold">CANTO SESTO</emph></head>
<lg type="ottava">
<head>1</head>
<l>	Meta al fuggir le inviolate schiere</l>
<l>Di Topaia ingombràr le quattro porte.</l>
<l>Non che ferir, potute anco vedere</l>
<l>Non ben le avea de' granchi il popol forte.</l>
<l>Cesar che vide e vinse, al mio parere,</l>
<l>Men formidabil fu di Brancaforte,</l>
<l>Al qual senza veder fu co' suoi fanti</l>
<l>Agevole a fugar tre volte tanti.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>2</head>
<l>	Tornata l'oste a' babbi intera e sana,</l>
<l>Se a qualcuno il fuggir non fu mortale,</l>
<l>Chiuse le porte fur della lor tana</l>
<l>Con diligenza alla paura uguale.</l>
<l>E per entrarvi lungamente vana</l>
<l>Stata ogni opra saria d'ogni animale,</l>
<l>Sì che molti anni in questo avria consunto</l>
<l>Brancaforte che là tosto fu giunto,</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>3</head>
<l>	Se non era che quei che per nefando</l>
<l>Inganno del castello eran signori,</l>
<l>E ch'or più faci al vento sollevando</l>
<l>Sedean lassù nell'alto esploratori,</l>
<l>Visto il popolo attorno ir trepitando</l>
<l>E dentro ritornar quelli di fuori,</l>
<l>Indovinàr quel ch'era, e fatti arditi</l>
<l>I serragli sforzàr mal custoditi.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>4</head>
<l>	E con sangue e terror corsa la terra</l>
<l>Aprìr le porte alla compagna gente,</l>
<l>Che qual tigre dal carcer si disserra,</l>
<l>O da ramo si scaglia atro serpente,</l>
<l>Precipitaron dentro, e senza guerra</l>
<l>Tutto il loco ebber pieno immantinente.</l>
<l>Il rubare, il guastar d'una nemica</l>
<l>Vincitrice canaglia il cor vi dica.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>5</head>
<l>	Più giorni a militar forma d'impero</l>
<l>L'acquistata città fu sottoposta,</l>
<l>Brancaforte imperando, anzi nel vero</l>
<l>Quel ranocchin ch'egli avea seco a posta</l>
<l>A ciò che l'alfabetico mistero</l>
<l>Gli rivelasse in parte i dì di posta,</l>
<l>E sempre che bisogno era dell'arte</l>
<l>D'intendere o parlar per via di carte.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>6</head>
<l>	Tosto ogni atto, ogn'indizio, insegna o motto</l>
<l>Di mista monarchia fu sparso al vento,</l>
<l>Raso, abbattuto, trasformato o rotto.</l>
<l>Chi statuto nomava o parlamento</l>
<l>In carcere dai lanzi era condotto,</l>
<l>Che del parlar de' topi un solo accento</l>
<l>Più là non intendendo, in tal famiglia</l>
<l>Di parole eran dotti a maraviglia.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>7</head>
<l>	Leccafondi che noto era per vero</l>
<l>Amor di patria e del civil progresso,</l>
<l>Non sol privato fu del ministero</l>
<l>E del poter che il re gli avea concesso,</l>
<l>Ma dalla corte e dai maneggi intero</l>
<l>Bando sostenne per volere espresso</l>
<l>Di Senzacapo, e i giorni e le stagioni</l>
<l>A passar cominciò fra gli spioni.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>8</head>
<l>	Rodipan mi cred'io che volentieri</l>
<l>Precipitato i granchi avrian dal trono.</l>
<l>Ma trovar non potendo di leggeri</l>
<l>Chi per sangue a regnar fosse sì buono,</l>
<l>Spesi d'intorno a ciò molti pensieri,</l>
<l>Parve al re vincitor dargli perdono,</l>
<l>E re chiamarlo senza altro contratto,</l>
<l>Se per dritto non era almen per fatto.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>9</head>
<l>	Ma con nome e color d'ambasciatore</l>
<l>Inviogli il baron Camminatorto</l>
<l>Faccendier grande e gran raggiratore</l>
<l>E in ogni opra di re dotto ed accorto,</l>
<l>Che per arte e per forza ebbe valore</l>
<l>Di prestamente far che per conforto</l>
<l>Suo si reggesse il regno, e ramo o foglia</l>
<l>Non si movesse in quel contro sua voglia.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>10</head>
<l>	Chiuso per suo comando il gabinetto,</l>
<l>Chiuse le scole fur che stabilito</l>
<l>Aveva il conte, come sopra ho detto,</l>
<l>E d'esser ne' caratteri erudito</l>
<l>Fu, com'ei volle, al popolo interdetto,</l>
<l>Se di licenza special munito</l>
<l>A ciò non fosse ognun: perché i re granchi</l>
<l>D'oppugnar l'abbiccì non fur mai stanchi.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>11</head>
<l>	Quindi i reami lor veracemente</l>
<l>Fur del mondo di sopra i regni bui.</l>
<l>Ed era ben ragion, che chiaramente</l>
<l>Dovean veder che la superbia in cui</l>
<l>La lor sopra ogni casa era eminente</l>
<l>Non altro avea che l'ignoranza altrui</l>
<l>Dove covar: che dal disprezzo, sgombra</l>
<l>Che fosse questa, non aveano altr'ombra.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>12</head>
<l>	Lascio molti e molti altri ordinamenti</l>
<l>Del saggio nunzio, e sol dirò che segno</l>
<l>Della bontà de' suoi provvedimenti</l>
<l>Fu l'industria languir per tutto il regno,</l>
<l>Crescer le usure, impoverir le genti,</l>
<l>Nascondersi dal Sol qualunque ingegno,</l>
<l>Sciocchi o ribaldi conosciuti e chiari</l>
<l>Cercar soli e trattar civili affari.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>13</head>
<l>	Il popolo avvilito e pien di spie</l>
<l>Di costumi ogni dì farsi peggiore,</l>
<l>Ricorrere agl'inganni, alle bugie,</l>
<l>Sfrontato divenendo e traditore,</l>
<l>Mal sicure da' ladri esser le vie</l>
<l>Per tutta la città non che di fuore;</l>
<l>L'or fuggendo e la fede entrar le liti,</l>
<l>Ed ir grassi i forensi ed infiniti.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>14</head>
<l>	Subito poi che l'orator fu giunto</l>
<l>Cui de' topi il governo era commesso</l>
<l>Dal re de' granchi, a Brancaforte ingiunto</l>
<l>Fu di partir co' suoi. Ma dallo stesso</l>
<l>Cresciuto insino a centomila appunto</l>
<l>Fu lo stuolo in castel male intromesso,</l>
<l>Il resto a trionfar di topi e rane</l>
<l>Tornò con Brancaforte alle sue tane.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>15</head>
<l>	Allor nacque fra' topi una follia</l>
<l>Degna di riso più che di pietade,</l>
<l>Una setta che andava e che venia</l>
<l>Congiurando a grand'agio per le strade,</l>
<l>Ragionando con forza e leggiadria</l>
<l>D'amor patrio, d'onor, di libertade,</l>
<l>Fermo ciascun, se si venisse all'atto,</l>
<l>Di fuggir come dianzi avevan fatto,</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>16</head>
<l>	E certo quanto a sé che pur col dito</l>
<l>Lanzi ei non toccheria né con la coda.</l>
<l>Pure a futuri eccidi amaro invito</l>
<l>O ricevere o dar con faccia soda</l>
<l>Massime all'età verde era gradito,</l>
<l>Perché di congiurar correa la moda,</l>
<l>E disegnar pericoli e sconquasso</l>
<l>Della città serviva lor di spasso.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>17</head>
<l>	Il pelame del muso e le basette</l>
<l>Nutrian folte e prolisse oltre misura,</l>
<l>Sperando, perché il pelo ardir promette,</l>
<l>D'avere, almeno ai topi, a far paura.</l>
<l>Pensosi in su i caffè, con le gazzette</l>
<l>Fra man, parlando della lor congiura,</l>
<l>Mostraronsi ogni giorno, e poi le sere</l>
<l>Cantando arie sospette ivano a schiere.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>18</head>
<l>	Al tutto si ridea Camminatorto</l>
<l>Di sì fatte commedie, e volentieri</l>
<l>Ai topi permettea questo conforto,</l>
<l>Che con saputa sua senza misteri,</l>
<l>Lui decretando or preso, or esser morto,</l>
<l>Gli congiurasser contro i lustri interi:</l>
<l>Ma non sostenne poi che capo e fonte</l>
<l>Di queste trame divenisse il conte.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>19</head>
<l>	Al quale i giovinastri andando in frotte</l>
<l>Offrian sé per la patria a morir presti;</l>
<l>E disgombro giammai né dì né notte</l>
<l>Non era il tetto suo d'alcun di questi.</l>
<l>Egli, perché le genti ancorché dotte</l>
<l>E sagge e d'opre e di voleri onesti,</l>
<l>Di comandare altrui sempre son vaghe,</l>
<l>E più se in tempo alcun di ciò fur paghe;</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>20</head>
<l>	Anche dal patrio nome e da quel vero</l>
<l>Amor sospinto ond'ei fu sempre specchio,</l>
<l>Inducevasi a dar, se non intero</l>
<l>Il sentimento, almen grato l'orecchio</l>
<l>Al dolce suon che lui nel ministero,</l>
<l>E che la patria ritornar nel vecchio</l>
<l>Onore e grado si venia vantando</l>
<l>E con la speme il cor solleticando.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>21</head>
<l>	L'ambasciador, quantunque delle pie</l>
<l>Voglie del conte ancor poco temesse,</l>
<l>Pur com'era mestier che molte spie</l>
<l>Con buone paghe intorno gli tenesse,</l>
<l>Rivolger quei danari ad altre vie,</l>
<l>E torsi quella noia un giorno elesse,</l>
<l>E gentilmente e in forma di consiglio</l>
<l>Costrinse il conte a girsene in esiglio.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>22</head>
<l>	Peregrin per la terra il chiaro topo</l>
<l>Vide popoli assai, stati e costumi;</l>
<l>A quante bestie narrò poscia Esopo</l>
<l>Si condusse varcando or mari or fiumi,</l>
<l>Con gli occhi intenti sempre ad uno scopo</l>
<l>D'augumentar come si dice i lumi</l>
<l>Alle sue genti, e se gli fosse dato</l>
<l>Trovar soccorso al lor dolente stato.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>23</head>
<l>	Com'esule e com'un ch'era discaro</l>
<l>Al re granchio, al baron Camminatorto,</l>
<l>E ch'alfabeto e popolo avea caro,</l>
<l>Molte corti il guardàr con occhio torto.</l>
<l>Più d'un altro con lui fu meno avaro,</l>
<l>Più d'un ministro e re largo conforto</l>
<l>Gli porse di promesse, ed ei contento</l>
<l>Il cammin proseguia con questo vento.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>24</head>
<l>	Una notte d'autunno, andando ei molto</l>
<l>Di notte, come i topi han per costume,</l>
<l>Un temporal sopra il suo capo accolto</l>
<l>Oscurò delle stelle ogni barlume,</l>
<l>Gelato un nembo in turbine convolto</l>
<l>Colmò le piagge d'arenose spume,</l>
<l>Ed ai campi adeguò così la via,</l>
<l>Che seguirla impossibil divenia.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>25</head>
<l>	Il vento con furor precipitando</l>
<l>Schiantava i rami e gli arbori svellea,</l>
<l>E tratto tratto il fulmine piombando</l>
<l>Vicine rupi e querce scoscendea</l>
<l>Con altissimo suon, cui rimbombando</l>
<l>Ogni giogo, ogni valle rispondea,</l>
<l>E con tale un fulgor che tutto il loco</l>
<l>Parea subitamente empier di foco.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>26</head>
<l>	Non valse al conte aver la vista acuta,</l>
<l>E nel buio veder le cose appunto,</l>
<l>Che la strada assai presto ebbe perduta,</l>
<l>E dai seguaci si trovò disgiunto.</l>
<l>Per la campagna un lago or divenuta</l>
<l>Notava o sdrucciolava a ciascun punto.</l>
<l>Più volte d'affogar corse periglio,</l>
<l>E levò supplicando all'etra il ciglio.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>27</head>
<l>	Il vento ad or ad or mutando lato</l>
<l>più volte indietro e innanzi il risospinse,</l>
<l>Talora il capovolse e nel gelato</l>
<l>Umor la coda e il dorso e il crin gli tinse,</l>
<l>E più volte a dir ver quell'apparato</l>
<l>Di tremende minacce il cor gli strinse,</l>
<l>Che di rado il timor, ma lo spavento</l>
<l>Vince spesso de' saggi il sentimento.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>28</head>
<l>	Cani pecore e buoi che sparsi al piano</l>
<l>O su pe' monti si trovàr di fuore,</l>
<l>Dalle correnti subite lontano</l>
<l>Ruzzolando fur tratti a gran furore</l>
<l>Insino ai fiumi, insino all'oceano,</l>
<l>Orbo lasciando il povero pastore.</l>
<l>Fortuna e delle membra il picciol pondo</l>
<l>Scamparo il conte dal rotare al fondo.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>29</head>
<l>	Già ristato era il nembo, ed alle oscure</l>
<l>Nubi affacciarsi or l'una or l'altra stella</l>
<l>Quasi timide ancora e mal sicure</l>
<l>Ed umide parean dalla procella.</l>
<l>Ma sommerse le valli e le pianure</l>
<l>Erano intorno, e come navicella</l>
<l>Vota fra l'onde, senza alcuna via</l>
<l>Il topo or qua or là notando gia.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>30</head>
<l>	E in suo cor sottentrata allo spavento</l>
<l>Era l'angoscia del presente stato.</l>
<l>Senza de' lochi aver conoscimento,</l>
<l>Solo e già stanco, e tutto era bagnato.</l>
<l>Messo s'era da borea un picciol vento</l>
<l>Freddo, di punte e di coltella armato,</l>
<l>Che dovunque, spirando, il percotea,</l>
<l>Pungere al vivo e cincischiar parea.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>31</head>
<l>	Sì che se alcun forame o s'alcun tetto</l>
<l>Non ritrovasse a fuggir l'acqua e il gelo,</l>
<l>E la notte passar senza ricetto</l>
<l>Dovesse, che salita a mezzo il cielo</l>
<l>Non era ancor, sentiva egli in effetto</l>
<l>Che innanzi l'alba lascerebbe il pelo.</l>
<l>Ciò pensando, e mutando ognor cammino,</l>
<l>Vide molto di lungi un lumicino,</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>32</head>
<l>	Che tra le siepi e gli arbori stillanti</l>
<l>Or gli appariva ed or parea fuggito.</l>
<l>Ma s'accorse egli ben passando avanti</l>
<l>Che immobile era quello e stabilito,</l>
<l>E di propor quel segno ai passi erranti,</l>
<l>O piuttosto al notar, prese partito:</l>
<l>E così fatto più d'un miglio a guazzo,</l>
<l>Si ritrovò dinanzi ad un palazzo.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>33</head>
<l>	Grande era questo e bello a dismisura,</l>
<l>Con logge intorno intorno e con veroni,</l>
<l>Davanti al qual s'udian per l'aria oscura</l>
<l>Piover due fonti con perenni suoni.</l>
<l>Vide il topo la mole e la figura</l>
<l>Questa aver che dell'uomo han le magioni:</l>
<l>Dal lume il qual d'una finestra uscia</l>
<l>Ch'abitata ella fosse anco apparia.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>34</head>
<l>	Però di fuor con cura e con fatica</l>
<l>Cercolla il topo stanco in ogni canto,</l>
<l>Per veder di trovar nova od antica</l>
<l>Fessura ov'ei posar potesse alquanto,</l>
<l>Non molto essendo alla sua specie amica</l>
<l>La nostra insin dalla stagion ch'io canto.</l>
<l>Ma per molto adoprarsi una fessura</l>
<l>Né un buco non trovò per quelle mura.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>35</head>
<l>	Strano questo vi par, ma certo il fato</l>
<l>Intento il conducea là dove udrete.</l>
<l>Che vedendosi omai la morte allato,</l>
<l>Che il Cesari chiamò mandar pel prete,</l>
<l>E sentendosi il conte esser dannato</l>
<l>D'ogni male a morir fuorché di sete</l>
<l>Se fuor durasse, di cangiar periglio,</l>
<l>D'osare e di picchiar prese consiglio.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>36</head>
<l>	E tratto all'uscio e tolto un sassolino,</l>
<l>Dievvi de' colpi a suo poter più d'uno.</l>
<l>Subito da un balcon fe capolino</l>
<l>Un uom guardando, ma non vide alcuno.</l>
<l>Troppo quel che picchiava era piccino,</l>
<l>Né facil da veder per l'aer bruno.</l>
<l>Risospinse le imposte, e poco stante</l>
<l>Ecco tenue picchiar siccome avante.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>37</head>
<l>	Qui trasse fuori una lucerna accesa</l>
<l>L'abitator del solitario ostello,</l>
<l>E sporse il capo, e con la vista intesa</l>
<l>Mirando inverso l'uscio, innanzi a quello</l>
<l>Vide il topo che pur con la distesa</l>
<l>Zampa facea del sassolin martello.</l>
<l>Crederete che fuor mettesse il gatto,</l>
<l>Ma disceso ad aprir fu quegli a un tratto</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>38</head>
<l>	E il pellegrin con modo assai cortese</l>
<l>Introdusse in dorati appartamenti,</l>
<l>Parlando della specie e del paese</l>
<l>Dei topi i veri e naturali accenti.</l>
<l>E vedutol così male in arnese,</l>
<l>E dal freddo di fuor battere i denti,</l>
<l>Ad un bagno il menò dove lavollo</l>
<l>Dalla mota egli stesso e riscaldollo.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>39</head>
<l>	Fatto questo, di noci e fichi secchi</l>
<l>Un pasto gli arrecò di regal sorte,</l>
<l>Formaggio parmegian, ma di quei vecchi,</l>
<l>Fette di lardo e confetture e torte,</l>
<l>Tutto di tal sapor che paglia e stecchi</l>
<l>Parve al conte ogni pasto avuto in corte.</l>
<l>Cenato ch'ebbe, il dimandò del nome</l>
<l>E quivi donde capitasse, e come.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>40</head>
<l>	A dire incominciò, siccome Enea</l>
<l>Nelle libiche sale, il peregrino.</l>
<l>Al dirimpetto l'altro gli sedea</l>
<l>Sur una scranna, ed ei sul tavolino</l>
<l>Con due zampe atteggiando, e gli pendea</l>
<l>Segno d'onor dal collo un cordoncino,</l>
<l>Che salvo egli a fatica avea dai flutti,</l>
<l>Dato dal morto re Mangiaprosciutti.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>41</head>
<l>	E dal principio il seme e i genitori</l>
<l>E l'esser suo narrò succintamente.</l>
<l>Poi discendendo ai sostenuti onori</l>
<l>Fecesi a ragionar della sua gente,</l>
<l>Narrò le rane ed i civili umori,</l>
<l>La carta e il granchio iniquo e prepotente</l>
<l>Le due fughe narrò chinando il ciglio,</l>
<l>E le congiure, ed il non degno esiglio.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>42</head>
<l>	E conchiudendo, siccom'era usato,</l>
<l>Raccontò le speranze e le promesse</l>
<l>Che da più d'un possibile alleato</l>
<l>Raccolte avea autentiche ed espresse,</l>
<l>E l'ospite pregò che avesse dato</l>
<l>Soccorso anch'egli ai topi ove potesse.</l>
<l>Rari veleni d'erbe attive e pronte</l>
<l>Quegli offerì, ma ricusolli il conte.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>43</head>
<l>	Dicendo, ch'oltre al non poter sì fatto</l>
<l>Rimedio porsi agevolmente in opra,</l>
<l>A quell'intento saria vano affatto</l>
<l>Ch'egli ad ogni altro fin ponea di sopra,</l>
<l>Che il popol suo d'onor fosse rifatto,</l>
<l>Dal qual va lunge un ch'arti prave adopra.</l>
<l>Lodò l'altro i suoi detti e gli promesse</l>
<l>Che innanzi che dal sonno egli sorgesse,</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>44</head>
<l>	Pensato avrebbe al caso intentamente</l>
<l>Per trovar, se potea, qualche partito.</l>
<l>Già l'aere s'imbiancava in oriente</l>
<l>E di più stelle il raggio era sparito,</l>
<l>E il seren puro tutto e tralucente</l>
<l>Promettea ch'un bel dì fora seguito.</l>
<l>Quasi sgombro dall'acque era il terreno,</l>
<l>E il soffio boreal venuto meno.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>45</head>
<l>	L'ospite ad un veron condusse il conte</l>
<l>Mostrando il tempo placido e tranquillo.</l>
<l>Sola i silenzi l'una e l'altra fonte</l>
<l>Rompea da presso, e da lontano il grillo.</l>
<l>Qualche raro balen di sopra il monte</l>
<l>Il nembo rammentava a chi soffrillo.</l>
<l>Poscia a un letto il guidò ben preparato,</l>
<l>E da lui per allor prese commiato.</l>
</lg>
</div1>
<div1 type="canto">
<head><emph rend="bold">CANTO SETTIMO</emph></head>
<lg type="ottava">
<head>1</head>
<l>	D'aggiunger mi scordai nell'altro canto</l>
<l>Che il topo ancor l'incognito richiese</l>
<l>Del nome e dello stato, e come tanto</l>
<l>Fosse ad un topo pellegrin cortese,</l>
<l>E da che libri ovver per quale incanto</l>
<l>Le soricine voci avesse apprese.</l>
<l>Parte l'altro gli disse, e il rimanente</l>
<l>Voler dir più con agio il dì seguente.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>2</head>
<l>	Dedalo egli ebbe nome, e fu per l'arte</l>
<l>Simile a quel che fece il laberinto.</l>
<l>Che il medesimo fosse antiche carte</l>
<l>Mostran la fama aver narrato o finto.</l>
<l>Se la ragion de' tempi in due li parte,</l>
<l>Non vo d'anacronismo esser convinto.</l>
<l>Gli anni non so di Creta o di Minosse:</l>
<l>Il Niebuhr li diria se vivo fosse.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>3</head>
<l>	Antichissima, come è manifesto,</l>
<l>Fu del nostro l'età. Però dichiaro,</l>
<l>Lettori e leggitrici, anzi protesto</l>
<l>Che il Dedalo per fama oggi sì chiaro</l>
<l>Forse e probabilmente non fu questo</l>
<l>Del quale a ragionarvi io mi preparo;</l>
<l>Ma più moderno io non saprei dir quanto:</l>
<l>Ed in via senza più torna il mio canto.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>4</head>
<l>	Quel Dedalo che al topo albergo diede,</l>
<l>Fu di ricca e gentil condizione</l>
<l>Da quei che il generàr lasciato erede,</l>
<l>E noiato non so per qual ragione</l>
<l>Degli uomini che pur, chi dritto vede,</l>
<l>In general son ottime persone,</l>
<l>Ridotto s'era solitario in villa</l>
<l>A condur vita libera e tranquilla.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>5</head>
<l>	Questi adunque, poiché più di quattr'ore</l>
<l>Alto il sole ebbe visto, al pellegrino</l>
<l>Che dall'alba dormia con gran sapore</l>
<l>Recò che molto innanzi era il mattino,</l>
<l>E levato il condusse ove in colore</l>
<l>Vario splendea tra l'oro il marrocchino,</l>
<l>Nello studio cioè, che intorno intorno</l>
<l>Era di libri preziosi adorno.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>6</head>
<l>	Ivi gli fe veder molti volumi</l>
<l>D'autori topi antichi e di recenti:</l>
<l>I Delirii del gran Fiutaprofumi,</l>
<l>La Trappola, tragedia in atti venti,</l>
<l>Topaia innanzi l'uso de' salumi,</l>
<l>Gli Atti dell'Accademia de' Dormienti,</l>
<l>L'Amico de' famelici, ed un cantico</l>
<l>Per nascita reale in foglio atlantico.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>7</head>
<l>	La grammatica inoltre e il dizionario</l>
<l>Mostrogli della topica favella,</l>
<l>E più d'un altro libro necessario</l>
<l>A drittamente esercitarsi in quella,</l>
<l>Che con l'uso de' verbi alquanto vario</l>
<l>Alle lingue schiavone era sorella.</l>
<l>Indi fattol sedere, anch'ei s'assise,</l>
<l>Ed in un lungo ragionar si mise.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>8</head>
<l>	E disse com'ancor presso al confine</l>
<l>Di pubertà quel nido avendo eletto,</l>
<l>Di fisiche e meccaniche dottrine</l>
<l>Preso aveva in quegli ozi un gran diletto,</l>
<l>Tal che diverse cose e peregrine</l>
<l>Avea per mezzo lor poste ad effetto,</l>
<l>E correndo di poi molti paesi,</l>
<l>Molti novi trovati aveva appresi.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>9</head>
<l>	E sommamente divenuto esperto</l>
<l>Della storia che detta è naturale,</l>
<l>Ben già fin dal principio essendo certo</l>
<l>Dello stato civil d'ogni animale,</l>
<l>Gl'idiomi di molti avea scoperto</l>
<l>Quale ascoltando intentamente e quale</l>
<l>Per volumi trovati: ond'esso a quante</l>
<l>Bestie per caso gli venian davante,</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>10</head>
<l>	Come a simili suoi, come a consorti,</l>
<l>Sempre in ciò che poteva era cortese.</l>
<l>Ma dopo aver così di molte sorti</l>
<l>E città d'animai le lingue apprese,</l>
<l>E quinci de' più frali e de' più forti</l>
<l>Le più riposte qualitadi intese,</l>
<l>Un desiderio in cor gli era spuntato</l>
<l>Che l'avea per molti anni esercitato.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>11</head>
<l>	Un desiderio di dovere, andando</l>
<l>Per tutto l'orbe, a qualche segno esterno,</l>
<l>Come il nostro scopriro altri cercando,</l>
<l>Degli animali ritrovar l'inferno,</l>
<l>Cioè quel loco ove al morir passando</l>
<l>Vivesse l'io degli animali eterno.</l>
<l>Il qual ch'eterno fosse al par del nostro</l>
<l>Dal comun senso gli parea dimostro.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>12</head>
<l>	Perché, dicea, chiunque gli occhi al sole</l>
<l>Chiudere, o rinnegar la coscienza,</l>
<l>Ed a se stesso in sé mentir non vuole,</l>
<l>Certo esser dee che dalla intelligenza</l>
<l>De' bruti a quella dell'umana prole</l>
<l>È qual da meno a più la differenza,</l>
<l>Non di genere tal che se rigetta</l>
<l>La materia un di lor, l'altro l'ammetta.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>13</head>
<l>	Che certo s'estimar materia frale</l>
<l>Dalla retta ragion mi si consente</l>
<l>L'io del topo, del can, d'altro mortale,</l>
<l>Che senta e pensi manifestamente,</l>
<l>Perché non possa il nostro esser cotale</l>
<l>Non veggo: e se non pensa in ver né sente</l>
<l>lI topo o il can, di dubitar concesso</l>
<l>M'è del sentire e del pensar mio stesso.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>14</head>
<l>	Così dicea. Ma che l'uman cervello</l>
<l>Ciò che d'aver per fermo ha stabilito</l>
<l>Creda talmente che dal creder quello</l>
<l>Nol rimova ragion forza o partito,</l>
<l>Due cose, parmi, che accoppiare è bello,</l>
<l>Mostran quant'altra mai quasi scolpito:</l>
<l>L'una, che poi che senza dubbio alcuno</l>
<l>Di Copernico il dogma approva ognuno,</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>15</head>
<l>	Non però fermi e persuasi manco</l>
<l>Sono i popoli tutti e son le scole</l>
<l>Che l'uomo, in somma, senza uguali al fianco</l>
<l>Segga signor della creata mole,</l>
<l>Né con modo men lepido o men franco</l>
<l>Si ripeton ancor le antiche fole,</l>
<l>Che fan dell'esser nostro e de' costumi</l>
<l>Per nostro amor partecipare i numi.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>16</head>
<l>	L'altra, che quei che dell'umana mente</l>
<l>L'arcana essenza a ricercar procede,</l>
<l>La question delle bestie interamente</l>
<l>Lasciar da banda per lo più si vede</l>
<l>Quasi aliena alla sua con impudente</l>
<l>Dissimulazione e mala fede,</l>
<l>E conchiuder la sua per modo tale</l>
<l>Ch'all'altra assurdo sia, nulla gli cale.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>17</head>
<l>	Ma lasciam gli altri a cui per dritto senso</l>
<l>I topi anche moderni io pongo avanti.</l>
<l>A Dedalo torniamo ed all'intenso</l>
<l>Desio che il mosse a ricercar per quanti</l>
<l>Climi ha la terra e l'oceano immenso,</l>
<l>Come fer poscia i cavalieri erranti</l>
<l>Delle amate lor donne, in qual dimora</l>
<l>Le bestie morte fosser vive ancora.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>18</head>
<l>	Trovollo alfin veracemente e molte</l>
<l>Vide con gli occhi propri alme di bruti</l>
<l>Ignude, io dico da quei corpi sciolte</l>
<l>Che quassù per velami aveano avuti,</l>
<l>Se bene in quelli ancor pareano involte,</l>
<l>Come, non saprei dir, ma chi veduti</l>
<l>Spiriti ed alme ignude ha di presenza,</l>
<l>Sa che sempre di corpi hanno apparenza.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>19</head>
<l>	Dunque menarlo all'immortal soggiorno</l>
<l>De' topi estinti offerse al peregrino</l>
<l>Dedalo, acciò che consultarli intorno</l>
<l>A Topaia potesse ed al destino:</l>
<l>Perché sappiam che chiusi gli occhi al giorno</l>
<l>Diventa ogni mortal quasi indovino,</l>
<l>E qual che fosse pria, dotto e prudente</l>
<l>Si rende sì che avanza ogni vivente.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>20</head>
<l>	Strana questa in principio e fera impresa</l>
<l>Al conte e piena di terror parea.</l>
<l>Non avean fatta simile discesa</l>
<l>Orfeo, Teseo, la Psiche, Ercole, Enea,</l>
<l>Che vantàr poscia, e forse l'arte appresa</l>
<l>Da topi o talpe alcun di loro avea.</l>
<l>Dedalo l'ammonì che denno i forti</l>
<l>Poco temere i vivi e nulla i morti.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>21</head>
<l>	E inanimito ed all'impresa indotto</l>
<l>Avendol facilmente, e confortato</l>
<l>D'alcun de' cibi di che il topo è ghiotto,</l>
<l>D'alucce armogli l'uno e l'altro lato.</l>
<l>Più non so dir, l'istoria non fa motto</l>
<l>Di quello onde l'ordigno era formato,</l>
<l>Non degl'ingegni e non dell'artifizio</l>
<l>Per la virtù del qual facea l'uffizio.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>22</head>
<l>	Palesemente dimostrò l'effetto</l>
<l>Che queste d'ali inusitate some</l>
<l>Di quell'altre non ebbero il difetto</l>
<l>Ond'Icaro volando al mar diè nome:</l>
<l>Di quelle, sia per incidenza detto,</l>
<l>Che venner men dal caldo io non so come,</l>
<l>Poiché nell'alta region del cielo</l>
<l>Non suole il caldo soverchiar ma il gelo.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>23</head>
<l>	Dedalo, io dico il nostro, ale si pose</l>
<l>Accomodate alla statura umana.</l>
<l>Dubitar non convien di queste cose</l>
<l>Perocché sien di specie alquanto strana.</l>
<l>Udiam fra molte che l'età nascose</l>
<l>La macchina vantar del padre Lana,</l>
<l>E il globo aerostatico ottien fede</l>
<l>Non per udir ma perocché si vede.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>24</head>
<l>	Così d'ali ambedue vestito il dosso,</l>
<l>Su pe' terrazzi del romito ostello</l>
<l>Il novo carco in pria tentato e scosso,</l>
<l>Preser le vie che proprie ebbe l'uccello.</l>
<l>Parea Dedalo appunto un uccel grosso,</l>
<l>L'altro al suo lato appunto un pipistrello;</l>
<l>Volàr per tratto immenso ed infiniti</l>
<l>Vider gioghi dall'alto e mari e liti.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>25</head>
<l>	Vider città di cui non pur l'aspetto,</l>
<l>Ma la memoria ancor copron le zolle,</l>
<l>E vider campo o fitta selva o letto</l>
<l>D'acque palustri limaccioso e molle</l>
<l>Ove ad altre città fu luogo eletto</l>
<l>Di poi, ch'anco fioriro, anco atterrolle</l>
<l>Il tempo, ed or del loro stato avanza</l>
<l>Peritura del par la rinomanza.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>26</head>
<l>	Non era Troia allor, non eran quelle</l>
<l>Ch'al terren l'adeguaro Argo e Micene,</l>
<l>Non le rivali due, d'onor sorelle,</l>
<l>Di fortuna non già, Sparta e Messene;</l>
<l>Né quell'altra era ancor che poi le stelle</l>
<l>Dovea stancar con la sua fama Atene,</l>
<l>Vòto era il porto, e dove or peregrina</l>
<l>La gente al tronco Partenon s'inchina.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>27</head>
<l>	Presso al Gange ed all'Indo eccelse mura</l>
<l>E popoli appariano a mano a mano.</l>
<l>Pagodi nella Cina, ed alla pura</l>
<l>Luce del Sol da presso e da lontano</l>
<l>Canali rifulgean, sopra misura</l>
<l>Vari di corso per lo verde piano,</l>
<l>Che di città lietissimo e di gente,</l>
<l>Di commerci e di danze era frequente.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>28</head>
<l>	La torre di Babel di sterminata</l>
<l>Ombra stampava la deserta landa;</l>
<l>E la terra premean dall'acque nata</l>
<l>Le piramidi in questa o in quella banda.</l>
<l>Poco Italia a quel tempo era abitata,</l>
<l>Italia ch'al finir dell'ammiranda</l>
<l>Antichità per anni ultima viene,</l>
<l>E primi per virtù gli onori ottiene.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>29</head>
<l>	Sparsa era tutta di vulcani ardenti,</l>
<l>E incenerita in questo lato e in quello.</l>
<l>Fumavan gli Apennini allor frequenti</l>
<l>Come or fuman Vesuvio e Mongibello,</l>
<l>E di liquide pietre ignei torrenti</l>
<l>Al mar tosco ed all'Adria eran flagello;</l>
<l>Fumavan l'Alpi, e la nevosa schiena</l>
<l>Solcavan fiamme ed infocata arena.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>30</head>
<l>	Non era ai due volanti peregrini</l>
<l>Possibile drizzar tant'alto i vanni,</l>
<l>Che non ceneri pur ma sassolini</l>
<l>Non percotesser lor le membra e i panni:</l>
<l>Tali in sembianza di smodati pini</l>
<l>Sorgean diluvi inver gli eterni scanni</l>
<l>Da eccelsissimi gioghi, alto d'intorno</l>
<l>A terra e mare intenebrando il giorno.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>31</head>
<l>	Tonare i monti e rintronar s'udiva</l>
<l>Or l'illirica spiaggia ed or la sarda.</l>
<l>Né già, come al presente, era festiva</l>
<l>La veneta pianura e la lombarda,</l>
<l>Né tanti laghi allor né con sua riva</l>
<l>Il Lario l'abbellia né quel di Garda,</l>
<l>Nuda era e senza amenità nessuna</l>
<l>E per lave indurate orrida e bruna.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>32</head>
<l>	Sovra i colli ove Roma oggi dimora</l>
<l>Solitario pascea qualche destriero,</l>
<l>Errando al Sol tersissimo che indora</l>
<l>Quel loco al mondo sopra tutti altero.</l>
<l>Non conduceva ancor l'ardita prora</l>
<l>Per le fauci scillee smorto nocchiero,</l>
<l>Che di Calabria per terrestre via</l>
<l>Nel suol trinacrio il passegger venia.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>33</head>
<l>	Dall'altra parte aggiunto al gaditano</l>
<l>Era il lido ove poi Cartago nacque:</l>
<l>E già si discoprian di mano in mano</l>
<l>Fenicii legni qua e là per l'acque.</l>
<l>Anche apparia di fuor su l'oceano</l>
<l>Quella che poi sommersa entro vi giacque,</l>
<l>Atlantide chiamata, immensa terra</l>
<l>Di cui leggera fama or parla ed erra.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>34</head>
<l>	Per lei più facil varco aveasi allora</l>
<l>Ai lidi là di quell'altro emisfero</l>
<l>Che per l'artiche nevi e per l'aurora</l>
<l>Polar che avvampa in ciel maligno e nero,</l>
<l>Né di perigli pien così com'ora</l>
<l>Dritto fendendo l'oceano intero.</l>
<l>Di lei fra gli altri ragionò Platone,</l>
<l>E il viaggio del topo è testimone.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>35</head>
<l>	Per ogni dove andar bestie giganti</l>
<l>O posar si vedean su la verdura,</l>
<l>Maggiori assai degl'indici elefanti,</l>
<l>E di qual bestia enorme è di statura.</l>
<l>Parean dall'alto collinette erranti</l>
<l>O sorgenti di mezzo alla pianura.</l>
<l>Di sì fatti animai son le semente,</l>
<l>Come sapete, da gran tempo spente.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>36</head>
<l>	Reliquie lor le scole ed i musei</l>
<l>Soglion l'ossa serbar disotterrate.</l>
<l>Riconosciuta ancor da' nostri augei</l>
<l>L'umile roccia fu che la cittate</l>
<l>Copria de' topi, e quattro volte e sei</l>
<l>L'esule volator pien di pietate</l>
<l>La rimirò dall'alto e sospirando</l>
<l>Si volse indietro e si lagnò del bando.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>37</head>
<l>	Alfin dopo volare e veder tanto</l>
<l>Che con lingua seguir non si potria,</l>
<l>Scoprì la coppia della quale io canto</l>
<l>Un mar che senza termini apparia.</l>
<l>Forse fu quel cui della pace il vanto</l>
<l>Alcun che poi solcollo attribuia,</l>
<l>Detto da molti ancor meridiano,</l>
<l>Sopra tutti latissimo oceano.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>38</head>
<l>	Nel mezzo della lucida pianura</l>
<l>Videro un segno d'una macchia bruna,</l>
<l>Qual pare a riguardar, ma meno oscura</l>
<l>Questa o quell'ombra in su l'argentea luna.</l>
<l>E là drizzando il vol nell'aria pura</l>
<l>Che percotea del mar l'ampia laguna,</l>
<l>Videro immota e, come dir, confitta</l>
<l>Una nebbia stagnar putrida e fitta.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>39</head>
<l>	Qual di passeri un groppo o di pernici</l>
<l>Che s'atterri a beccar su qualche villa</l>
<l>Pare al pastor che su per le pendici</l>
<l>Pasce le capre al Sol quando più brilla,</l>
<l>Cotal dall'alto ai due volanti amici</l>
<l>Parve quella ch'eterna ivi distilla</l>
<l>Nebbia anzi notte, nella quale involta</l>
<l>Un'isola o piuttosto era sepolta.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>40</head>
<l>	Altissima in sul mar da tutti i lati</l>
<l>Quest'isola sorgea con tali sponde,</l>
<l>E scogli intorno a lor sì dirupati,</l>
<l>E voragini tante e sì profonde</l>
<l>Ove con tal furor, con tai latrati</l>
<l>Davano e sparse rimbalzavan l'onde,</l>
<l>Che di pure appressarsi a quella stanza</l>
<l>Mai notator né legno ebbe speranza.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>41</head>
<l>	Sola potea la region del vento</l>
<l>Dare al sordido lido alcuna via.</l>
<l>Ma gli augelli scacciava uno spavento</l>
<l>Ed un fetor che dalla nebbia uscia.</l>
<l>Pure ai nostri non fur d'impedimento</l>
<l>Queste cose, il cui volo ivi finia,</l>
<l>Che quel funereo padiglione eterno</l>
<l>Copria de' bruti il generale inferno.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>42</head>
<l>	Colà rompendo la selvaggia notte</l>
<l>Gli stanchi volatori abbassàr l'ale</l>
<l>E quella terra calpestàr che inghiotte</l>
<l>Puro e semplice l'io d'ogni animale,</l>
<l>E posersi a seder su le dirotte</l>
<l>Ripe ove il piè non porse altro mortale,</l>
<l>Levando gli occhi alla feral montagna</l>
<l>Che il mezzo empiea dell'arida campagna.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>43</head>
<l>	D'un metallo immortal massiccio e grave</l>
<l>Quel monte il dosso nuvoloso ergea,</l>
<l>Nero assai più che per versate lave</l>
<l>Non par da presso a montagna etnea,</l>
<l>Tornito e liscio e fra quell'ombre cave</l>
<l>Un monumento sepolcral parea:</l>
<l>Tali alcun sogno a noi per avventura</l>
<l>Spettacoli creò fuor di natura.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>44</head>
<l>	Girava il monte più di cento miglia</l>
<l>E per tutto il suo giro alle radici</l>
<l>Eran bocche diverse a maraviglia</l>
<l>Di grandezza tra lor ma non d'uffici.</l>
<l>Degli estinti animali ogni famiglia</l>
<l>Dalle balene ai piccioli lombrici,</l>
<l>Alle pulci, agl'insetti onde ogni umore</l>
<l>Han pieno altri animai dentro e di fuore,</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>45</head>
<l>	Microscopici o in tutto anche nascosti</l>
<l>All'occhio uman quanto si voglia armato</l>
<l>Ha quivi la sua bocca. E son disposti</l>
<l>Quei fori sì che de' maggiori allato</l>
<l>I minori per ordine son posti.</l>
<l>Della maggior balena e smisurato</l>
<l>È il primo, e digradando a mano a mano</l>
<l>L'occhio s'aguzza in su gli estremi invano.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>46</head>
<l>	Porte son questi d'altrettanti inferni</l>
<l>Che ad altrettanti generi di bruti</l>
<l>Son ricetti durabili ed eterni</l>
<l>Dell'anime che i corpi hanno perduti.</l>
<l>Quivi però da tutti i lidi esterni</l>
<l>Venian radendo l'aria intenti e muti</l>
<l>Spirti d'ogni maniera, e quella bocca</l>
<l>Prendea ciascun ch'alla sua specie tocca.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>47</head>
<l>	Cervi, bufali, scimmie, orsi e cavalli,</l>
<l>Ostriche, seppie, muggini ed ombrine,</l>
<l>Oche, struzzi, pavoni e pappagalli,</l>
<l>Vipere e bacherozzi e chioccioline,</l>
<l>Forme affollate per gli aerei calli</l>
<l>Empiean del tetro loco ogni confine,</l>
<l>Volando, perché il volo anche è virtude</l>
<l>Propria dell'alme di lor membra ignude.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>48</head>
<l>	Ben quivi discernean Dedalo e il conte</l>
<l>Queste forme che al Sol non avean viste,</l>
<l>Bench'alle spalle ai fianchi ed alla fronte</l>
<l>Sempre al lor volo assai ne fur commiste,</l>
<l>Che d'ogni valle, o poggio, o selva, o fonte</l>
<l>Van per l'alto ad ogni ora anime triste,</l>
<l>Verso quel loco che l'eterna sorte</l>
<l>Lor seggio destinò dopo la morte.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>49</head>
<l>	Ma come solamente all'aure oscure</l>
<l>Del suo foco la lucciola si tinge,</l>
<l>E spariscono al Sol quelle figure</l>
<l>Che la lanterna magica dipinge,</l>
<l>Così le menti assottigliate e pure</l>
<l>Di quel vel che vivendo le costringe</l>
<l>Sparir naturalmente al troppo lume,</l>
<l>Né parer che nell'ombra han per costume.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>50</head>
<l>	E di qui forse avvien che le sepolte</l>
<l>Genti di notte comparir son use,</l>
<l>E che dal giorno, fuor che rade volte,</l>
<l>Soglion le visioni essere escluse.</l>
<l>Vuole alcun che le umane alme disciolte</l>
<l>In un di questi inferni anco sien chiuse,</l>
<l>Posto là come gli altri in quella sede</l>
<l>Che la grandezza in ordine richiede.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>51</head>
<l>	E che Virgilio e tutti quei che diero</l>
<l>All'uman seme un eremo in disparte</l>
<l>Favoleggiasser seguitando Omero,</l>
<l>E lo stil proprio de' poeti e l'arte,</l>
<l>Essendo del mortal genere in vero</l>
<l>Più feconda che l'uom la maggior parte.</l>
<l>Io di questo per me non mi frammetto:</l>
<l>Però l'istoria a seguitar m'affretto.</l>
</lg>
</div1>
<div1 type="canto">
<head><emph rend="bold">CANTO OTTAVO</emph></head>
<lg type="ottava">
<head>1</head>
<l>	La ragion perché i morti ebber sotterra</l>
<l>L'albergo lor non m'è del tutto nota.</l>
<l>Dei corpi intendo ben, perch'alla terra</l>
<l>Riede la spoglia esanime ed immota;</l>
<l>Ma lo spirto immortal ch'indi si sferra</l>
<l>Non so ben perché al fondo anche percota.</l>
<l>Pur s'altre autorità non fosser pronte,</l>
<l>Ciò la leggenda attesteria del conte.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>2</head>
<l>	Attonito a mirar lunga fiata</l>
<l>La novità dell'infernal soggiorno</l>
<l>Stette il buon Leccafondi, e dell'andata</l>
<l>La cagione obbliava ed il ritorno.</l>
<l>Ma Dedalo il riscosse, e rigirata</l>
<l>Ch'ebbero in parte la montagna intorno,</l>
<l>La bocca ritrovàr là dove a torme</l>
<l>De' topi estinti concorrean le forme.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>3</head>
<l>	Ivi dinanzi all'inamabil soglia</l>
<l>Dipartirsi convenne ai due viventi,</l>
<l>Per non poter, benché n'avesse voglia,</l>
<l>Dedalo penetrar fra' topi spenti,</l>
<l>Non sol vivendo, ma né men se spoglia</l>
<l>Anima andasse fra le morte genti:</l>
<l>Che non cape pur mezza in quella porta</l>
<l>La figura dell'uom viva né morta.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>4</head>
<l>	Maggiori inferni e dalla sua statura</l>
<l>Ben visitati avea l'uom forte e saggio,</l>
<l>E vedutili, fuor nella misura,</l>
<l>Conformi esser tra lor, di quel viaggio</l>
<l>Predetta aveva al topo ogni avventura,</l>
<l>Ch'or gli ridisse, e fecegli coraggio,</l>
<l>E messol dentro al sempiterno orrore,</l>
<l>Ad ispettarlo si fermò di fuore.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>5</head>
<l>	Io vidi in Roma su le liete scene</l>
<l>Che il nome appresso il volgo han di Fiano</l>
<l>In una grotta ove sonar catene</l>
<l>S'ode e un lamento pauroso e strano,</l>
<l>Discender Cassandrin dalle serene</l>
<l>Aure per forza con un lume in mano,</l>
<l>Che con tremule note in senso audace</l>
<l>Parlando, spegne per tremar la face.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>6</head>
<l>	Poco altrimenti all'infernal discesa</l>
<l>Posesi di Topaia il cavaliere,</l>
<l>Salvo che non avea lucerna accesa,</l>
<l>Ch'ai topi per veder non è mestiere;</l>
<l>Né minacciando gia, che in quella impresa</l>
<l>Vedeva il minacciar nulla valere,</l>
<l>E pur volendo, credo che a gran pena</l>
<l>Bastata a questo gli saria la lena.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>7</head>
<l>	Tacito discendeva in compagnia</l>
<l>Di molte larve i sotterranei fondi.</l>
<l>Senza precipitar quivi la via</l>
<l>Mena ai più ciechi abissi e più profondi.</l>
<l>Can Cerbero latrar non vi s'udia,</l>
<l>Sferze fischiar né rettili iracondi,</l>
<l>Non si vedevan barche e non paludi,</l>
<l>Né spiriti aspettar sull'erba ignudi.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>8</head>
<l>	Senza custode alcuno era l'entrata</l>
<l>Ed aperta la via perpetuamente,</l>
<l>Che da persone vive esser tentata</l>
<l>La non può mai che malagevolmente,</l>
<l>E per l'uso de' morti apparecchiata</l>
<l>Fu dal principio suo naturalmente,</l>
<l>Onde non è ragion farvisi altrui</l>
<l>Ostacolo al calar ne' regni bui.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>9</head>
<l>	E dell'uscir di là nessun desio</l>
<l>Provano i morti, se ben hanno il come;</l>
<l>Che spiccato che fu de' topi l'io,</l>
<l>Non si rappicca alle corporee some,</l>
<l>E ritornando dall'eterno obblio,</l>
<l>Sanno ben che rizzar farian le chiome;</l>
<l>E fuggiti da ognuno e maledetti</l>
<l>Sarian per giunta da' parenti stretti.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>10</head>
<l>	Premii né pene non trovò nel regno</l>
<l>De' morti il conte, ovver di ciò non danno</l>
<l>Le sue storie antichissime alcun segno.</l>
<l>E maraviglia in questo a me non fanno,</l>
<l>Che i morti aver quel ch'alla vita è degno,</l>
<l>Piacere eterno ovvero eterno affanno,</l>
<l>Tacque, anzi mai non seppe, a dire il vero,</l>
<l>Non che il prisco Israele, il dotto Omero.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>11</head>
<l>	Sapete che se in lui fu lungamente</l>
<l>Creduta ritrovar questa dottrina,</l>
<l>Avvenne ciò perché l'umana mente,</l>
<l>Quei dogmi ond'ella si nutrì bambina</l>
<l>Veri non crede sol ma d'ogni gente</l>
<l>Natii quantunque antica o pellegrina.</l>
<l>Dianzi in Omero errar di ciò la fama</l>
<l>Scoprimmo: ed imparar questo si chiama.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>12</head>
<l>	Né mai selvaggio alcun di premii o pene</l>
<l>Destinate agli spenti ebbe sentore,</l>
<l>Né già dopo il morir delle terrene</l>
<l>Membra l'alme credè viver di fuore,</l>
<l>Ma palpitare ancor le fredde vene,</l>
<l>E in somma non morir colui che more,</l>
<l>Perch'un rozzo del tutto e quasi infante</l>
<l>La morte a concepir non è bastante.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>13</head>
<l>	Però questa caduca e corporale</l>
<l>Vita, non altra, e il breve uman viaggio</l>
<l>In modi e luoghi incogniti immortale</l>
<l>Dopo il fato durar crede il selvaggio</l>
<l>E lo stato i sepolti anco aver tale,</l>
<l>Qual ebber quei di sopra al lor passaggio,</l>
<l>Tali i bisogni e non in parte alcuna</l>
<l>Gli esercizi mutati o la fortuna.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>14</head>
<l>	Ond'ei sotterra con l'esangue spoglia</l>
<l>Ripon cibi e ricchezze e vestimenti,</l>
<l>Chiude le donne e i servi acciò non toglia</l>
<l>Il sepolcro al defunto i suoi contenti,</l>
<l>Cani, frecce ed arnesi a qualsivoglia</l>
<l>Arte ch'egli adoprasse appartenenti,</l>
<l>Massime se il destin gli avea prescritto</l>
<l>Che con la man si procacciasse il vitto.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>15</head>
<l>	E questo è quello universal consenso</l>
<l>Che in testimon della futura vita</l>
<l>Con eloquenza e con sapere immenso</l>
<l>Da dottori gravissimi si cita,</l>
<l>D'ogni popol più rozzo e più milenso,</l>
<l>D'ogni mente infingarda e inerudita:</l>
<l>Il non poter nell'orba fantasia</l>
<l>La morte immaginar che cosa sia.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>16</head>
<l>	Son laggiù nel profondo immense file</l>
<l>Di seggi ove non può lima o scarpello,</l>
<l>Seggono i morti in ciaschedun sedile</l>
<l>Con le mani appoggiate a un bastoncello,</l>
<l>Confusi insiem l'ignobile e il gentile</l>
<l>Come di mano in man gli ebbe l'avello.</l>
<l>Poi ch'una fila è piena, immantinente</l>
<l>Da più novi occupata è la seguente.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>17</head>
<l>	Nessun guarda il vicino o gli fa motto.</l>
<l>Se visto avete mai qualche pittura</l>
<l>Di quelle usate farsi innanzi a Giotto,</l>
<l>O statua antica in qualche sepoltura</l>
<l>Gotica, come dice il volgo indotto,</l>
<l>Di quelle che a mirar fanno paura,</l>
<l>Con le facce allungate e sonnolenti</l>
<l>E l'altre membra pendule e cadenti,</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>18</head>
<l>	Pensate che tal forma han per l'appunto</l>
<l>L'anime colaggiù nell'altro mondo,</l>
<l>E tali le trovò poi che fu giunto</l>
<l>Il topo nostro eroe nel più profondo.</l>
<l>Tremato sempre avea fino a quel punto</l>
<l>Per la discesa, il ver non vi nascondo,</l>
<l>Ma come vide quel funereo coro</l>
<l>Per poco non restò morto con loro.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>19</head>
<l>	Forse con tal, non già con tanto orrore</l>
<l>Visto avete in sua carne ed in suoi panni</l>
<l>Federico secondo imperatore</l>
<l>In Palermo giacer da secent'anni</l>
<l>Senza naso né labbra, e di colore</l>
<l>Quale il tempo può far con lunghi danni,</l>
<l>Ma col brando alla cinta e incoronato,</l>
<l>E con l'imago della terra allato.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>20</head>
<l>	Poscia che dal terror con gran fatica</l>
<l>A poco a poco ritornato il conte</l>
<l>Oso fu di mirar la schiera antica</l>
<l>Negli occhi mezzo chiusi e nella fronte,</l>
<l>Cercando se fra lor persona amica</l>
<l>Riconoscesse alle fattezze conte,</l>
<l>Gran tempo andò con le pupille errando</l>
<l>Di cotanti nessun raffigurando.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>21</head>
<l>	Sì mutato d'ognuno era il sembiante,</l>
<l>E sì tra lor conformi apparian tutti,</l>
<l>Che a gran pena gli venne in sul davante</l>
<l>Riconosciuto in fin Mangiaprosciutti,</l>
<l>Rubatocchi e poche altre anime sante</l>
<l>Di cari amici suoi testè distrutti:</l>
<l>A cui principalmente il sermon volto</l>
<l>Narrò perché a cercarli avesse tolto.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>22</head>
<l>	Ma gli convenne incominciar dal primo</l>
<l>Assalto che dai granchi ebbero i suoi,</l>
<l>Novo agli scesi anzi quel tempo all'imo</l>
<l>Essendo quel che occorso era da poi.</l>
<l>Ben ciascun giorno dal terrestre limo</l>
<l>Discendon topi al mondo degli eroi,</l>
<l>Ma non fan motto, che alla gente morta</l>
<l>Questa vita di qua niente importa.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>23</head>
<l>	Narrato ch'ebbe alla distesa il tutto,</l>
<l>La tregua, il novo prence e lo statuto,</l>
<l>lI brutto inganno dei nemici, e il brutto</l>
<l>Galoppar dell'esercito barbuto,</l>
<l>Addimandò se la vergogna e il lutto</l>
<l>Ove il popol de' topi era caduto</l>
<l>Sgombro sarebbe per la man de' molti</l>
<l>Collegati da lui testè raccolti.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>24</head>
<l>	Non è l'estinto un animal risivo,</l>
<l>Anzi negata gli è per legge eterna</l>
<l>La virtù per la quale è dato al vivo</l>
<l>Che una sciocchezza insolita discerna,</l>
<l>Sfogar con un sonoro e convulsivo</l>
<l>Atto un prurito della parte interna.</l>
<l>Però, del conte la dimanda udita</l>
<l>Non risero i passati all'altra vita.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>25</head>
<l>	Ma primamente allor su per la notte</l>
<l>Perpetua si diffuse un suon giocondo,</l>
<l>Che di secolo in secolo alle grotte</l>
<l>Più remote pervenne insino al fondo.</l>
<l>I destini tremàr non forse rotte</l>
<l>Fosser le leggi imposte all'altro mondo,</l>
<l>E non potente l'accigliato Eliso,</l>
<l>Udito il conte, a ritenere il riso.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>26</head>
<l>	Il conte, ancor che la paura avesse</l>
<l>De' suoi pensieri il principal governo,</l>
<l>Visto poco mancar che non ridesse</l>
<l>Di sé l'antico tempo ed il moderno,</l>
<l>E tutto per tener le non concesse</l>
<l>Risa sudando travagliar l'inferno,</l>
<l>Arrossito saria, se col rossore</l>
<l>Mostrasse il topo il vergognar, di fuore.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>27</head>
<l>	E confuso e di cor tutto smarrito,</l>
<l>Con voce il più che si poteva umile,</l>
<l>E in atto ancor dimesso e sbigottito,</l>
<l>Mutando al dimandar figura e stile,</l>
<l>Interrogò gli spirti a qual partito</l>
<l>Appigliar si dovesse un cor gentile</l>
<l>Per far dell'ignominia ov'era involta</l>
<l>La sua stirpe de' topi andar disciolta.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>28</head>
<l>	Come un liuto rugginoso e duro</l>
<l>Che sia molti anni già muto rimaso,</l>
<l>Risponde con un suon fioco ed oscuro</l>
<l>A chi lo tenta o lo percota a caso,</l>
<l>Tal con un profferir torbo ed impuro</l>
<l>Che fean mezzo le labbra e mezzo il naso,</l>
<l>Rompendo del tacer l'abito antico</l>
<l>Risposer l'ombre a quel del mondo aprico.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>29</head>
<l>	E gli ordinàr che riveduto il sole</l>
<l>Di penetrar fra' suoi trovasse via,</l>
<l>Che poi ch'entrar della terrestre mole</l>
<l>Potea nel cupo, anche colà potria.</l>
<l>Ivi in pensieri, in opre ed in parole</l>
<l>Seguisse quel che mostro gli saria</l>
<l>Per lavar di sua gente il disonore</l>
<l>Dal general di nome Assaggiatore.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>30</head>
<l>	Era questi un guerrier canuto e prode</l>
<l>Che per senno e virtù pregiato e culto</l>
<l>D'un vano perigliar la vana lode</l>
<l>Fuggia, vivendo a più potere occulto,</l>
<l>Trattar le ciance come cose sode</l>
<l>A genti di cervel non bene adulto</l>
<l>Lasciando, e sotto non superbo tetto</l>
<l>Schifando del servaggio il grave aspetto.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>31</head>
<l>	Infermo egli a giacer s'era trovato</l>
<l>Quando il granchio alle spalle ebbero i suoi,</l>
<l>Ed a congiure sceniche invitato</l>
<l>Chiusi sempre gli orecchi avea di poi,</l>
<l>Onde cattivo cittadin chiamato</l>
<l>Era talor dai fuggitivi eroi,</l>
<l>Ed ei, tranquillo in sua virtù, la poco</l>
<l>Saggia natura altrui prendeva in gioco.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>32</head>
<l>	Tale oracolo avuto alle superne</l>
<l>Contrade i passi ritorceva il conte,</l>
<l>Scritto portando delle valli inferne</l>
<l>Lo spavento negli atti e nella fronte.</l>
<l>Qual di Trofonio già nelle caverne</l>
<l>Agli arcani di Stige e d'Acheronte</l>
<l>Ammesso il volgo, in su l'aperta riva</l>
<l>Pallido e trasformato indi reddiva.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>33</head>
<l>	Presso alla soglia dell'avaro speco</l>
<l>Dedalo ritrovò che l'attendeva,</l>
<l>E poi ch'alquanto ragionando seco</l>
<l>Di quel che dentro là veduto aveva,</l>
<l>Riposato si fu sotto quel cieco</l>
<l>Vel di nebbia che mai non si solleva,</l>
<l>Rassettatesi l'ali in su la schiena</l>
<l>Con lui di novo abbandonò l'arena.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>34</head>
<l>	Riviver parve al semivivo, uscito</l>
<l>Che fu del buio a riveder le stelle.</l>
<l>Era notte e splendean per l'infinito</l>
<l>Ocean le volubili facelle,</l>
<l>Leggermente quel mar che non ha lito</l>
<l>Sferzavan l'aure fuggitive e snelle,</l>
<l>E s'andava a quel suono accompagnando</l>
<l>Il rombo che color facean volando.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>35</head>
<l>	Rapido sì che non cedeva al vento</l>
<l>Ver Topaia drizzàr subito il volo,</l>
<l>Portando l'occhio per seguire intento</l>
<l>I due lumi ch'ha sempre il nostro polo.</l>
<l>D'isole sparso il liquido elemento</l>
<l>Scoprian passando, e su l'oscuro suolo</l>
<l>Volare allocchi, e più d'un pipistrello</l>
<l>Che al topo s'accostò come fratello.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>36</head>
<l>	Valiche l'acque, valicàr gran tratto</l>
<l>Di terra ferma ed altro mar di poi,</l>
<l>E così come prima avevan fatto</l>
<l>La parte rivarcàr che abitiam noi.</l>
<l>Già di rincontro a lor nasceva e ratto</l>
<l>Si spandeva il mattin sui monti eoi,</l>
<l>Quando là di Topaia accanto al sasso</l>
<l>Chinàr Dedalo e il conte i vanni al basso.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>37</head>
<l>	Quivi non visti rintegràr le dome</l>
<l>Forze con bacche e con silvestri ghiande.</l>
<l>Poscia Dedalo, avuta io non so come</l>
<l>Una pelle di granchio in quelle bande,</l>
<l>L'altro coprì delle nemiche some</l>
<l>Tal che parve di poi tra le nefande</l>
<l>Bestie un granchio più ver che appresso i Franchi</l>
<l>Non paion delle donne i petti e i fianchi.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>38</head>
<l>	Alfin del conte alle onorate imprese</l>
<l>Fausto evento pregando e fortunato</l>
<l>L'ospite e duce e consiglier cortese,</l>
<l>Partendosi, da lui prese commiato.</l>
<l>Piangeva il topo, e con le braccia stese</l>
<l>Cor gli giurava eternamente grato.</l>
<l>Quei l'abbracciò come poteva, e solo</l>
<l>Poi verso il nido suo riprese il volo.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>39</head>
<l>	L'esule a rientrar nella dolente</l>
<l>Città non fe dimora, e poi che l'ebbe</l>
<l>Con gli occhi intorno affettuosamente</l>
<l>Ricorsa, e con gli orecchi avido bebbe</l>
<l>Le patrie voci, a quel che alla sua agente</l>
<l>Udito avea che lume esser potrebbe,</l>
<l>Senza punto indugiarsi andò diritto,</l>
<l>Dico al guerrier di cui più sopra è scritto.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>40</head>
<l>	A conoscer si diede, e qual desire</l>
<l>Il movesse a venir fece palese.</l>
<l>Quegli onorollo assai, ma nulla udire</l>
<l>Volle di trame o di civili imprese.</l>
<l>Cercollo il conte orando ammorbidire,</l>
<l>Ma tacque il volo e l'infernal paese,</l>
<l>Perché temé da quel guerrier canuto</l>
<l>Per visionario e sciocco esser tenuto.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>41</head>
<l>	Più volte l'instancabile oratore</l>
<l>Or solo ed or con altra compagnia</l>
<l>Tornato era agli assalti, ed a quel core</l>
<l>Aperta non s'aveva alcuna via.</l>
<l>Ultimamente un dì che Assaggiatore</l>
<l>Con più giovani allato egli assalia,</l>
<l>Quei ragionò tra lor nella maniera</l>
<l>Che di qui recitar creduto io m'era.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>42</head>
<l>	Perché, se ben le antiche pergamene</l>
<l>Dietro le quali ho fino a qui condotta</l>
<l>La storia mia qui mancano, e se bene</l>
<l>Per tal modo la via m'era interrotta,</l>
<l>La leggenda che in quella si contiene</l>
<l>Altrove in qual si fosse lingua dotta</l>
<l>Sperai compiuta ritrovar: ma vòto</l>
<l>Ritornommi il pensiero e contro il voto.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>43</head>
<l>	Questa in lingua sanscrita e tibetana,</l>
<l>Indostanica, pahli e giapponese,</l>
<l>Arabica, rabbinica, persiana,</l>
<l>Etiopica, tartara e cinese,</l>
<l>Siriaca, caldaica, egiziana,</l>
<l>Mesogotica, sassone e gallese,</l>
<l>Finnica, serviana e dalmatina,</l>
<l>Valacca, provenzal, greca e latina,</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>44</head>
<l>	Celata in molte biblioteche e molte</l>
<l>Di levante si trova e di ponente,</l>
<l>Che vidi io stesso o che per me rivolte</l>
<l>Fur da più d'un amico intelligente.</l>
<l>Ma di tali scritture ivi sepolte</l>
<l>Nessuna al caso mio valse niente,</l>
<l>Che non v'ha testo alcun della leggenda</l>
<l>Ove più che nel nostro ella si stenda.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>45</head>
<l>	Però con gran dolor son qui costretto</l>
<l>Troncando abbandonar l'istoria mia,</l>
<l>Tutti mancando in fin, siccome ho detto,</l>
<l>I testi, qual che la cagion si sia:</l>
<l>Come viaggiator, cui per difetto</l>
<l>Di cavalli o di rote all'osteria</l>
<l>Restar sia forza, o qual nocchiero intento</l>
<l>Al corso suo, cui venga meno il vento.</l>
</lg>
<lg type="ottava">
<head>46</head>
<l>	Voi, leggitori miei, l'involontario</l>
<l>Mancamento imputar non mi dovete.</l>
<l>Se mai perfetto in qualche leggendario</l>
<l>Troverò quel che in parte inteso avete,</l>
<l>Al narrato dinanzi un corollario</l>
<l>Aggiungerò, se ancor legger vorrete.</l>
<l>Paghi del buon desio restate intanto,</l>
<l>E finiscasi qui l'ottavo canto.</l>
</lg>
</div1>
</body>
</text>
</TEI.2>
