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      <title>Sopra un sepolcro aperto da un aratore</title>
      <author>Giacomo Leopardi</author>
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    <extent>3 Kb in UTF-8</extent>
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      <publisher>Biblioteca Italiana</publisher>
      <pubPlace>Roma</pubPlace>
      <date>2004</date>
      <idno>bibit000629</idno>
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        <p>Questa risorsa digitale è liberamente accessibile per uso
              personale o scientifico. Ogni uso commerciale è vietato</p>
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      <title>Collezione BibIt</title>
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        <title>Tutte le opere</title>
        <author>Leopardi, Giacomo</author>
        <editor id="ed">Felici, Lucio</editor>
        <publisher>Lexis Progetti Editoriali</publisher>
        <pubPlace>Roma</pubPlace>
        <date>1998</date>
        <note>L'edizione elettronica fa riferimento al testo Giacomo Leopardi, Tutte le opere, a cura di W. Binni-E. Ghidetti, I, Firenze, Sansoni 1989.</note>
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                    <p>Tutti i materiali paratestuali della fonte cartacea non riconducibili alla
                      responsabilità dell'autore dell'opera sono stati soppressi nella versione
                      digitale</p>
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                  <editorialDecl>
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                      <p>Livello medio: controllo a video con collazione con edizione di
                      riferimento</p>
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                      <p>I simboli di citazione e di discorso diretto presenti sulla fonte cartacea
                        sono stati rappresentati sulla versione digitale</p>
                    </quotation>
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                      <p>I trattini di sillabazione a fine riga sono stati soppressi e le parole
                        ricomposte</p>
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    <classDecl><taxonomy id="CDD"><bibl>Classificazione Decimale Dewey</bibl></taxonomy><taxonomy id="CGB"><bibl>Classificazione generi BibIt</bibl></taxonomy></classDecl></encodingDesc>
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      <date>800</date>
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    <langUsage><language id="ita">Italiano</language></langUsage>
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        <term>858.7 - MISCELLANEA ITALIANA. 1814-1859</term>
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        <term>Poesia</term>
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<div1><head>SOPRA UN SEPOLCRO APERTO DA UN ARATORE</head>

<argument><p>Epigramma di Antifilo Bizantino</p></argument>
<note place="foot"><p>Tolse occasione il Visconti di pubblicare questo epigramma [testo greco] (del quale vedi la mia prefazione) dalle minacce che nella prima delle precedenti inscrizioni si fanno ai violatori di sepolcri, per le quali anche a me viene in taglio di apporne qui un'altra inedita grossamente scolpita o più veramente incisa (che di graffiatura più che di scultura han sembianza quei caratteri) in pietra rozzissima, e disotterrata ne' contorni di Recanati mia patria in contrada detta l'Acquaia, lavorandosi una pubblica strada, l'Aprile di quest'anno 1817. La Lapida scritta senza distinzion di parole, gremita di spropositi, e lavoro senza dubbio d'ignorantissimi, sta presso di me e, per quanto io l'ho saputo leggere dice così: (non do per sicuro l'EMI della prima linea)<lb/>
VE..NA EMI M ANNIO.. E.CTANI<lb/>
FILIO PIENTISSIMO CARVI ANNORUM XVI M<lb/>
S VI D VII QVOD IN IRHASQ SUPEROS ET IFF.R<lb/>
OS QVISQVE HVI IVGERO LOCI ET EDI<lb/>
INIVRIAM FECERIT TALES DIES IX<lb/>
SIC M QVALES EGO III PR NONAS IVNI<lb/>
AS    D     M<lb/>
Strighinla se vogliono e possono, gli antiquari, ai quali di buon cuore e senza invidia la do e dono. </p></note>
<lg>
<l>Perchè cadaver nudo inonorato</l>
<l>Giaccio sul suolo erboso,</l>
<l>Non creder che mancato</l>
<l>Abbia mio corpo de l'estremo onore.</l>
<l>I' fui sepolto un dì, ma con l'aratro</l>
<l>Il rozzo agricoltore</l>
<l>Mentre il terren fendea, la tomba aperse,</l>
<l>Profanò l'ossa, il cenere disperse.</l>
<l>Ahi, non è dunque vero</l>
<l>Che danno o pianto oltre 'l morir non dura,</l>
<l>Ed a mia trista salma, o passeggero,</l>
<l>Nè pur la romba è l'ultima sventura!</l></lg></div1></body></text></TEI.2>
