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      <title>Il monte Oliveto</title>
      <author>Torquato Tasso</author>
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    <extent>43 Kb in UTF-8</extent>
    <publicationStmt>
      <publisher>Biblioteca Italiana</publisher>
      <pubPlace>Roma</pubPlace>
      <date>2007</date>
      <idno>bibit000829</idno>
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        <p>Questa risorsa digitale è liberamente accessibile per uso
              personale o scientifico. Ogni uso commerciale è vietato</p>
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      <title>Collezione BibIt</title>
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      <bibl>
        <title>Tutte le opere</title>
        <author>Tasso, Torquato</author>
        <editor id="ed">Quondam, Amedeo</editor>
        <publisher>Lexis Progetti Editoriali</publisher>
        <pubPlace>Roma</pubPlace>
        <date>1997</date>
        <note>L'edizione elettronica fa riferimento al testo Opere minori in versi, I, a cura di A. Solerti, Bologna, Zanichelli 1891.</note>
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                    <p>Tutti i materiali paratestuali della fonte cartacea non riconducibili alla
                      responsabilità dell'autore dell'opera sono stati soppressi nella versione
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                  </samplingDecl>
                  <editorialDecl>
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                      <p>Livello medio: controllo a video con collazione con edizione di
                      riferimento</p>
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                      <p>I simboli di citazione e di discorso diretto presenti sulla fonte cartacea
                        sono stati rappresentati sulla versione digitale</p>
                    </quotation>
                    <hyphenation eol="none">
                      <p>I trattini di sillabazione a fine riga sono stati soppressi e le parole
                        ricomposte</p>
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        <term>Poesia</term>
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<body>
<div1><head>Monte Oliveto</head>
<opener><salute>A l'Illustrissimo e Reverendissimo Cardinale
Antonio Carrafa protettore de l'ordine olivetano.</salute></opener>
<lg><head>1</head>
<l>Santo Spirto divin, Spirto fecondo,</l>
<l>E del Padre e del Figlio eterno amore,</l>
<l>Tu, che sol di te stesso il Ciel profondo</l>
<l>E 'l lieve foco, e l'aria e 'l salso umore</l>
<l>Riempi, e la gran madre, e reggi il mondo,</l>
<l>Non sol l'alma devota e 'l puro core:</l>
<l>Tu spira il mio concetto, e i chiari accenti,</l>
<l>Come allor ch'apparisti in lingue ardenti.</l></lg>
<lg><head>2</head>
<l>La mia tu movi, e il pigro ingegno desta,</l>
<l>Che di cantar con la tua grazia elegge</l>
<l>I bei principi e la cangiata vesta,</l>
<l>Quasi candido vello in puro gregge;</l>
<l>L'Ordine sacro, e de la vita onesta</l>
<l>Il santo esempio e la severa legge:</l>
<l>E l'Oliveto monte, e 'l tempio adorno,</l>
<l>E i verdi chiostri, e il precipizio intorno.</l></lg>
<lg><head>3</head>
<l>E tu, che in Vatican di lucido ostro,</l>
<l>Circondi, Antonio, la sacrata chioma,</l>
<l>O gran sostegno, o gloria, o lume nostro</l>
<l>Non pur, ma de la Chiesa alta di Roma,</l>
<l>Gradisci queste carte e questo inchiostro,</l>
<l>E questo peso alleggia e questa soma,</l>
<l>Chè di portar ricusa il debil tergo,</l>
<l>Tal che a gran pena or mi sollevo ed ergo.</l></lg>
<lg><head>4</head>
<l>Io primo riportar dal sacro Monte</l>
<l>Spero, la tua mercè, palma ed oliva:</l>
<l>E pria di lauro incoronar la fronte</l>
<l>Ne' colli toschi, e in questa antica riva;</l>
<l>Ed umilmente asperso al puro fonte,</l>
<l>L'imagine drizzar quasi votiva:</l>
<l>E questo, come statua o simulacro,</l>
<l>Al tuo nome, Signor, drizzato e sacro.</l></lg>
<lg><head>5</head>
<l>Ma degni appena i bei metalli, e i marmi</l>
<l>Da Fidia sculti, o d'altra illustre mano,</l>
<l>Sarebbon d'onorarti: o i dotti carmi</l>
<l>Scritti nel greco e nel parlar romano,</l>
<l>Non che questi: ond'io tento alzarmi</l>
<l>E portarlo su l'ale omai lontano,</l>
<l>Al Tago, al Reno, al Gange ed a l'Idaspe,</l>
<l>E dal vermiglio mare a l'onde Caspe.</l></lg>
<lg><head>6</head>
<l>Già trapassati, come stral volando,</l>
<l>Eran mille trecento e dodici anni,</l>
<l>E per le oblique strade in ciel rotando</l>
<l>L'altro spiegava ancor rapido i vanni,</l>
<l>Dal giorno sempre lieto e venerando</l>
<l>Che nacque Cristo: e ne' primieri scanni</l>
<l>Sedea Clemente il quinto, eletto in terra</l>
<l>Con le chiavi onde il Ciel apre e disserra.</l></lg>
<lg><head>7</head>
<l>Quando Giovanni, il giusto, a Dio converse</l>
<l>L'anima saggia e 'l suo pensier devoto:</l>
<l>E la sua libertà gradita offerse,</l>
<l>A l'offerta aggiungendo il santo voto.</l>
<l>Questi di sacre leggi il guado aperse,</l>
<l>E mostrò quasi a fonte il senso ignoto:</l>
<l>E la 've il giusto e il vero altrui s'insegna,</l>
<l>Di gemino valor portava insegna.</l></lg>
<lg><head>8</head>
<l>Ebbe con la città la stirpe antica</l>
<l>Fra' magnanimi Toschi illustre grido;</l>
<l>L'una fra colli siede in parte aprica,</l>
<l>Non lungi a l'Arbia che se 'n corre al lido:</l>
<l>L'altra di pace e libertade amica</l>
<l>Accrescea fama e pregio al suo bel nido:</l>
<l>Più amava la patria, amava il dritto,</l>
<l>Che 'l regno i Tolomei del verde Egitto.</l></lg>
<lg><head>9</head>
<l>Di questo seme la felice pianta</l>
<l>Crebbe, che dolci frutti ancor produce,</l>
<l>Via più di quella onde Grecia si vanta,</l>
<l>Perchè cede Solone al nostro duce.</l>
<l>Or mentre ch'attendea l'anima santa</l>
<l>A dar luce a le leggi, al mondo luce,</l>
<l>Luce a gl'ingegni tenebrosi e loschi,</l>
<l>Facea gli occhi del corpo infermi e foschi.</l></lg>
<lg><head>10</head>
<l>Così perdendo la terrena vista,</l>
<l>Rivolgea l'altra umilemente al Cielo,</l>
<l>Pregando Lui, ch'i suoi fedeli attrista,</l>
<l>Poi li consola con pietoso zelo.</l>
<l>Oh maraviglia! Ecco per grazia acquista</l>
<l>L'usata luce e si disgombra il velo;</l>
<l>Ma insolito splendor di nova fiamma</l>
<l>Dentro risplende, e la sua mente infiamma.</l></lg>
<lg><head>11</head>
<l>Scorto da questo lume, e in questo foco</l>
<l>Fervido il petto e fervida la mente,</l>
<l>Venne a le scuole, e da sublime loco</l>
<l>Novo soggetto incominciò repente:</l>
<l>Sì ch'appo lui muto starebbe o roco,</l>
<l>Quel greco che parea fulmine ardente,</l>
<l>O quel Roman, la cui sonora lingua</l>
<l>Par che le fiamme de la patria estingua.</l></lg>
<lg><head>12</head>
<l>Il tema tu di quel parlar facondo,</l>
<l>Che sparse i semi onde si miete a Cristo,</l>
<l>Come si sprezzi, anzi si fugga il mondo,</l>
<l>E si faccia del Cielo eterno acquisto.</l>
<l>E qual fonte lavava il core immondo</l>
<l>D'ogni vizio, ond'e' sia dolente e tristo;</l>
<l>E quasi tuon dava terror interno</l>
<l>A l'alma che paventa il danno eterno.</l></lg>
<lg><head>13</head>
<l>Altra (dicea) più certa antica legge</l>
<l>Proporrò, se credete al mio consiglio,</l>
<l>Che significa quel di cui si legge,</l>
<l>Disponete rifugi al gran periglio:</l>
<l>Là dove il micidial che non elegge</l>
<l>Percoter l'alma, scampi in duro esiglio:</l>
<l>O quai città sian quelle oltre il Giordano,</l>
<l>O pur di quà, dov'ei non fugge invano.</l></lg>
<lg><head>14</head>
<l>Sei citta, sei rifugi, alto mistero,</l>
<l>Alto secreto de gli occulti sensi,</l>
<l>Altissimo pensier che scopri il vero,</l>
<l>Tutti siano or per voi gli spirti accensi:</l>
<l>La prima, quasi regia, ove ogn'impero,</l>
<l>Ogn'intelletto umiliar conviensi,</l>
<l>È conoscer il vero, e quella forma</l>
<l>Di santa vita, che da lui s'informa.</l></lg>
<lg><head>15</head>
<l>Giacciono a questa l'altre cinque intorno,</l>
<l>Pur città de' Leviti: è la seconda</l>
<l>Il pensar come Dio facesse adorno</l>
<l>Il Cielo e quanto il Cielo in sè circonda,</l>
<l>Dando lume a la notte, e lume al giorno,</l>
<l>Che si mostri alternando e si nasconda.</l>
<l>La terza è il contemplar devoto ingegno</l>
<l>La podestà di quel celeste regno:</l></lg>
<lg><head>16</head>
<l>E quella maestà, che in Dio risplende</l>
<l>Eternamente, come luce in luce.</l>
<l>La quarta è vista di colui ch'intende</l>
<l>Al propizio favor del sommo duce.</l>
<l>La quinta pur contempla e pur dipende</l>
<l>Da sua legge, che l'alme al Ciel riduce</l>
<l>Al comandar di suo immortal decreto.</l>
<l>Parte è l'estrema sol d'alto divieto.</l></lg>
<lg><head>17</head>
<l>Ecco i rifugi d'impensate morti:</l>
<l>Ecco il perdon del fallo e de la pena:</l>
<l>Ecco il ricetto e quasi i seni e i porti</l>
<l>E da' venti sicuri e da l'arena;</l>
<l>Ma quei di là son più sublimi e forti,</l>
<l>E di maggior virtute e più serena:</l>
<l>Questi altri di sua legge e suo favore</l>
<l>Son di virtù men alta e inferiore.</l></lg>
<lg><head>18</head>
<l>Or con quai remi di celeste aita</l>
<l>Appresseremo a la più alta parte</l>
<l>Questa nave, dal mar quasi sdruscita,</l>
<l>E con rotto governo e stanche sarte?</l>
<l>O con quai penne di più santa vita,</l>
<l>Pur come ale veloci a l'aura sparte,</l>
<l>Fuggiremo il peccato e la profonda</l>
<l>Valle, che l'ombra e 'l fango suo circonda?</l></lg>
<lg><head>19</head>
<l>Deh! fuggiam questo serpe e questo drago,</l>
<l>Che n'avvolge co' nodi e preme e ingombra:</l>
<l>Questo fero leon che tanto è vago</l>
<l>Di nostra morte, e ruota e mugge a l'ombra:</l>
<l>Il fuggir il peccato è farsi imago</l>
<l>Del nostro Dio, che scaccia i vizi e sgombra:</l>
<l>È farsi a lui sembiante, e col suo lume,</l>
<l>Saggio e perfetto d'opre e di costume.</l></lg>
<lg><head>20</head>
<l>Il fuggir il peccato è seguir l'orme</l>
<l>Di Lui che le segnò col proprio sangue:</l>
<l>È vestir di virtù le vere forme,</l>
<l>Superato il leone e vinto l'angue.</l>
<l>Quel che fugge il peccato, a Dio conforme,</l>
<l>Seco in croce s'affigge e seco langue:</l>
<l>Seco morto sostiene e spira l'alma,</l>
<l>Seco ha trionfo e 'n Ciel corona e palma.</l></lg>
<lg><head>21</head>
<l>Deh! fuggiamo il peccato e il suo piacere,</l>
<l>Che qual tiranno furioso e stolto</l>
<l>Segue l'uom, s'egli fugge: e in suo potere</l>
<l>Più cerca di recarlo ov'è più sciolto:</l>
<l>E se l'aggiunge alfin, l'impiaga e fere,</l>
<l>L'infiamma ed arde e 'l tien di lacci avvolto;</l>
<l>Nè gli concede mai pace nè posa</l>
<l>Nel chiaro giorno e ne la notte ombrosa.</l></lg>
<lg><head>22</head>
<l>Deh! fuggiam l'avarizia e tanti nostri</l>
<l>Interni vizi, ove han riparo e schermo</l>
<l>Tanti feri tiranni e tanti mostri,</l>
<l>E tanti morbi pur del core infermo;</l>
<l>Fuggiam per quei sentieri a voi dimostri,</l>
<l>A quelle mète, ove il riposo è fermo;</l>
<l>Fuggiam, e fugga il saggio e fugga il forte,</l>
<l>Perchè la fuga è qui vittoria e morte.</l></lg>
<lg><head>23</head>
<l>Gloriosa è la fuga, chè la faccia</l>
<l>Del peccato si fugge e il suo spavento:</l>
<l>Così fuggì Giacob, quest'è la traccia,</l>
<l>E 'n cercar terra estrania ei non fu lento;</l>
<l>Così Mosè, nè con timore il caccia</l>
<l>O di morte crudele o di tormento,</l>
<l>Superbo aspetto di tiranno atroce:</l>
<l>Ma per non si macchiar fuggì veloce.</l></lg>
<lg><head>24</head>
<l>E così ancor seguendo il Duce invitto,</l>
<l>Il buon popolo ebreo lasciò le sponde</l>
<l>Del Nilo, e sen fuggì da l'empio Egitto,</l>
<l>E la sua fede aperse in mezzo a l'onde</l>
<l>Ampio varco nel mare e calle dritto,</l>
<l>Per ch'egli non vi pera e non v'affonde:</l>
<l>Così dal volto del suo re turbato</l>
<l>Fuggì David: poi dal suo figlio ingrato.</l></lg>
<lg><head>25</head>
<l>Così Giona fuggì di riva in riva,</l>
<l>E nel profondo de l'orribili acque,</l>
<l>E nel pesce trovò quando ei fuggiva,</l>
<l>Quasi caverna, il ventre ov'ei si giacque;</l>
<l>Vivo il sepolto, e quella tomba è viva,</l>
<l>Onde il dì terzo uscì com'a Dio piacque:</l>
<l>Vivo tipo di Cristo, e chiude e serra</l>
<l>Il corpo in mar, com'egli fece in terra.</l></lg>
<lg><head>26</head>
<l>Or chi brama fuggir non pigro o tardo,</l>
<l>E là poggiare, ove poggiar conviene,</l>
<l>Deh! non rivolga a le più vaghe il guardo</l>
<l>Parti del mondo e in lieta vista amene:</l>
<l>Ma sol ne le dolenti abbia riguardo</l>
<l>E le segua di pianto e duol ripiene:</l>
<l>Meglio è venir dov'ha magione il lutto,</l>
<l>Che in falso albergo, dal piacer costrutto.</l></lg>
<lg><head>27</head>
<l>Nè già il Padre primier saria disceso</l>
<l>Dal Paradiso a sostener gli affanni,</l>
<l>E questo così grave e duro peso,</l>
<l>A cui la colpa sua par ci condanni:</l>
<l>Se dal piacer non era vinto e preso,</l>
<l>Da sue dolci lusinghe e dolci inganni.</l>
<l>Così trabocca il tralignato seme,</l>
<l>E sola è ferma in Dio fondata speme.</l></lg>
<lg><head>28</head>
<l>Sol de la mente in Dio gli occhi rivolga</l>
<l>Chi fugge il precipizio e le ruine:</l>
<l>Nè mai in cosa che la terra accolga</l>
<l>Ne l'amplissimo grembo il guardo inchine:</l>
<l>Non riguardi le false, ma si dolga</l>
<l>D'aver sol vanità mirato al fine:</l>
<l>E per seguir la via solinga ed erta,</l>
<l>In sè medesmo i lumi e in Dio converta.</l></lg>
<lg><head>29</head>
<l>È vanità quanto più sembra adorno</l>
<l>E quanto al mondo più diletta e piace.</l>
<l>Vano il circo e le mète, a cui d'intorno</l>
<l>Vanno i cavalli, e 'l corso lor fallace:</l>
<l>Vano il teatro, ove la notte in giorno</l>
<l>Si muta a' raggi di notturna face:</l>
<l>Vano ogni gioco, ogni sua pompa: e parmi</l>
<l>Vano il trionfo e lo splendor de l'armi.</l></lg>
<lg><head>30</head>
<l>Tutte son vanità le cose al mondo,</l>
<l>Chi cerca in lui salute è vano ed erra:</l>
<l>Dunque fugga da lui, che è tutto immondo,</l>
<l>E fugga questa interna orribil guerra:</l>
<l>Ed alleggiando il suo gravoso pondo,</l>
<l>Abbandoni lontana al fin la terra:</l>
<l>E sovra il mondo e sovra ogni periglio</l>
<l>Ricerchi, appresso il Padre Eterno, il Figlio.</l></lg>
<lg><head>31</head>
<l>Fuggiamo a Lui, come a sicuro tempio,</l>
<l>Da questa parte oscura e tenebrosa,</l>
<l>Ove esaltato vien l'iniquo ed empio,</l>
<l>Che però tanto insuperbisce ed osa:</l>
<l>Seguiam, passando, di quel re l'esempio,</l>
<l>A cui già detto fu: passa e riposa.</l>
<l>Passiam, quasi Mosè: sciogliamo il laccio</l>
<l>Che ne ritien d'ogni terreno impaccio.</l></lg>
<lg><head>32</head>
<l>Sciogliamo nel passare i duri nodi,</l>
<l>Che distringono il piè per via sì lunga:</l>
<l>L'avarizia fuggiam, fuggiam le frodi,</l>
<l>Fuggiam l'iniquità, che non ci aggiunga;</l>
<l>Noi siam troppo impediti e in troppi modi,</l>
<l>Ella troppo veloce i passi allunga:</l>
<l>Cerchiam la pace, e s'ella in Ciel si trova,</l>
<l>Il ricercarla in terra omai che giova?</l></lg>
<lg><head>33</head>
<l>Deh, lasciam l'ombra in ricercando il sole,</l>
<l>Lasciamo il fumo in seguir chiara luce.</l>
<l>Fumo è l'iniquità, per cui si duole</l>
<l>Di nostra vita l'una e l'altra luce.</l>
<l>Fuggiam siccome augel, che sciolto vole</l>
<l>Per la sublime via che al Ciel conduce;</l>
<l>Ma l'ali nostre e i vanni or son gravosi,</l>
<l>E in questa via mille lacciuoli ascosi.</l></lg>
<lg><head>34</head>
<l>Quegli c'ha gravi, o che non ha le piume,</l>
<l>Cerchi d'altrui che l'abbia, e chi le presta;</l>
<l>Chè fia che l'alma a l'alto volo imprime,</l>
<l>E sciolga il laccio che tra via l'arresta:</l>
<l>Se com'aquila affissa al chiaro lume</l>
<l>Ella andar non può leggiera e presta,</l>
<l>Come passare almeno or l'abbia pronte,</l>
<l>E se non vola al Ciel, se 'n vole al monte.</l></lg>
<lg><head>35</head>
<l>Lasci la valle e questo umor palustre,</l>
<l>E quest'aria compressa e intorno astretta,</l>
<l>E cerchi il monte e la cittade illustre,</l>
<l>Città di pace, alta cittade eletta:</l>
<l>Per ch'indi pietà vera il mondo illustre</l>
<l>La 've il sangue d'Abel chiamò vendetta;</l>
<l>Ma quel di Cristo in più mirabil suono</l>
<l>Sovra ogni sordo cor gridò perdono.</l></lg>
<lg><head>36</head>
<l>O tu, che non ancora affretti il piede,</l>
<l>Perchè preso non sia, fuggi repente:</l>
<l>Spoglia il mondo, e del mondo aduna prede,</l>
<l>Non da l'Egitto solo o d'Oriente:</l>
<l>Se carco vai di colpa, e 'l tempo il chiede,</l>
<l>Deponi il parto de la grave mente,</l>
<l>E no 'l portar quasi divelto appena</l>
<l>Da la mammella, ma spedito il mena.</l></lg>
<lg><head>37</head>
<l>Picciolo no, ma già perfetto in Cristo;</l>
<l>Nè sia la fuga in ozioso verno,</l>
<l>Ma in faticosa state: ed ozio, o tristo</l>
<l>Pallor non sappia, o duolo, o scorno, o scherno:</l>
<l>Impigro peregrin nel santo acquisto</l>
<l>La via celeste vuole, e il regno eterno</l>
<l>Valoroso guerrier con aurea spoglia,</l>
<l>E ricco agricoltor, che frutti accoglia.</l></lg>
<lg><head>38</head>
<l>Egli sparga accogliendo, egli disperga,</l>
<l>Chè si ricerca ben se non s'emenda,</l>
<l>Che di sue colpe la polisca e terga,</l>
<l>E tema il suo Signor, nè più l'offenda;</l>
<l>Ma il cerchi e 'l segua in alto calle e s'erga</l>
<l>Per le sue orme e le sue vie comprenda:</l>
<l>La penitenza è fuga e fuga è certo</l>
<l>Rifugio: e la sua grazia è il suo deserto.</l></lg>
<lg><head>39</head>
<l>Là dove ei si fuggì, là dove prima</l>
<l>Il buon profeta Elia ebbe fuggito</l>
<l>Di Gezabel la donna a l'erta cima</l>
<l>Del monte Oreb, e visse in lui romito,</l>
<l>Quivi il secol fuggì, se 'l ver si stima,</l>
<l>E da gli augei ministri era nodrito:</l>
<l>Nè sol terrena fu, che 'n vita il tenne</l>
<l>Esca portata da celesti penne.</l></lg>
<lg><head>40</head>
<l>Ma di cibo divin (miracol grande!)</l>
<l>Virtù quaranta giorni il move e regge,</l>
<l>Senza gustar giammai d'altre vivande,</l>
<l>Per figurar quel che da poi si legge;</l>
<l>Non paragoni ancor l'antiche ghiande</l>
<l>Il secol favoloso e senza legge,</l>
<l>Perchè si nomi pur dal lucid'oro,</l>
<l>Battista, al tuo, ch'io no 'l fuggendo onoro.</l></lg>
<lg><head>41</head>
<l>Il saggio re giudeo, pur in figura</l>
<l>D'un'altra donna, di fuggir c'insegna</l>
<l>Questo mondo corrotto e l'arte impura,</l>
<l>Ond'ei lusinga e di piacer s'ingegna;</l>
<l>Questa è la falsa, onde con tanta cura</l>
<l>Fuggir dobbiam, che non c'inganni e tegna:</l>
<l>Deh! non declini il cor per vaga strada,</l>
<l>Onde precipitando a morte ei vada.</l></lg>
<lg><head>42</head>
<l>Ma in quella santa mano or fia riposto</l>
<l>Ov'è de' regi il core, il nostro ancora.</l>
<l>Regger l'impero e soggiogar discosto</l>
<l>I regni de l'Occaso e de l'Aurora,</l>
<l>Saria men che 'l suo interno aver composto</l>
<l>Pur come regno in cui virtù s'onora;</l>
<l>Quel che regge sè stesso è re soprano,</l>
<l>E al Re de' Regi il core ha dato in mano.</l></lg>
<lg><head>43</head>
<l>Qual meraviglia è poi ch'al bene il volga</l>
<l>Egli, ch'è sommo bene e ben perfetto?</l>
<l>A Lui dunque si stringa e in Lui raccolga</l>
<l>Sè stesso sparso dietro al van diletto:</l>
<l>Nè da Lui si divida, o si disciolga</l>
<l>Per terreno pensiero od altro affetto:</l>
<l>E 'n Lui ricerchi e non in altra sede</l>
<l>Le pace che la mente e 'l senso eccede.</l></lg>
<lg><head>44</head>
<l>De l'alta fuga adunque alta cagione</l>
<l>È gir dal male al ben, dal dubbio al certo,</l>
<l>A chiara libertà d'atra prigione,</l>
<l>Da l'error, da la pena, al premio eterno:</l>
<l>Iddio stesso ci mostra e ci propone</l>
<l>Il male e 'l ben, ma più solingo ed erto:</l>
<l>E par ch'egli ci additi e ci discerna</l>
<l>Non la vita mortal, la vita eterna.</l></lg>
<lg><head>45</head>
<l>Se questa vita è rea, che quasi al vento</l>
<l>Nebbia infeconda pare o secca polve,</l>
<l>(Così fugace e leve in un momento,</l>
<l>O si dilegua, o si raggira e volve)</l>
<l>È buona quella che veloce o lento</l>
<l>Non ha il suo corso, e non si cangia o solve:</l>
<l>Adunque fuggiam questa e questi giorni,</l>
<l>Che son sì rei, cercando altri soggiorni.</l></lg>
<lg><head>46</head>
<l>Cerchiamli in Cielo, e dove ei più sublima</l>
<l>L'altissima sua parte e più lucente,</l>
<l>S'erga da questo peso ed ivi imprima</l>
<l>Il suo vestigio peregrina mente:</l>
<l>Questo è fuggrir, non d'uno in altro clima</l>
<l>Andar cercando l'Austro e l'Oriente:</l>
<l>Questo è fuggir, saper ove ritrarsi,</l>
<l>E sovra il corpo e sovra il mondo alzarsi.</l></lg>
<lg><head>47</head>
<l>Questo è fuggir, morire al falso mondo</l>
<l>E nascondere in Dio la propria vita:</l>
<l>In quel mare, ove mai pensier profondo,</l>
<l>O mente umana in contemplando ardita,</l>
<l>Ritrovar non potè la riva o il fondo:</l>
<l>In quel porto de l'alma sbigottita,</l>
<l>In quel placido sen, cui non perturba</l>
<l>Fortuna, o fato, o tempestosa turba.</l></lg>
<lg><head>48</head>
<l>Or chi fuggir non vuol, s'è vero ostello</l>
<l>Di malizia la terra, e carcer tetro</l>
<l>Dove il buon si tormenta, e ride il fello?</l>
<l>Antro, dove riman chi guarda in dietro:</l>
<l>Fucina, ove fa l'arme il gran rubello:</l>
<l>Ov'è il mal di diamante, il ben di vetro:</l>
<l>Labirinto d'error e mar di sabbia,</l>
<l>Etna di cupidigia, anzi di rabbia.</l></lg>
<lg><head>49</head>
<l>Chi non brama fuggir repente e lunge</l>
<l>Con ogni studio al Ciel, con ogni possa,</l>
<l>Là dove la malizia unqua non giunge;</l>
<l>Benchè s'innalzi a Pelio, Olimpo ed Ossa</l>
<l>La torre, ch'a le nubi alto congiunge</l>
<l>La fronte, e cada poi dal Ciel percossa,</l>
<l>Non ha loco là sù: vaneggia ed erra:</l>
<l>Qui la malizia ingombra ognor la terra.</l></lg>
<lg><head>50</head>
<l>Qui solo incrudelisce e qui circonda:</l>
<l>Sè stessa infonde qui, nè lei sommerse</l>
<l>Il gran diluvio in quella orribil onda</l>
<l>Che s'inghiottì la terra e la coperse:</l>
<l>Nè l'arse poi l'incendio, anzi feconda</l>
<l>Germogliando ne' semi, al fin converse</l>
<l>Ferro micidiale e l'empia mano</l>
<l>Ne la salute, il suo furor profano.</l></lg>
<lg><head>51</head>
<l>Giusta legge condanna il fatto atroce,</l>
<l>Il mal non toglie: odi il tumulto e il suono</l>
<l>D'iniqui ed empi, ond'è confitto in croce</l>
<l>Chi del peccato fea pietoso dono:</l>
<l>Tardo a l'alta vendetta, e sol veloce</l>
<l>A la grazia, morendo, ed al perdono;</l>
<l>Perch'ei non fece il male, al ben è presto,</l>
<l>E il mal dal reo venuto è quasi innesto.</l></lg>
<lg><head>52</head>
<l>La vendetta s'indugia, acciò sia vinto</l>
<l>Pur da gli stessi, a cui l'inganno ordiva;</l>
<l>Non è però fra tanto il vizio estinto,</l>
<l>Ma la malizia in ogni parte è viva.</l>
<l>Non portiam dunque al piè coturno accinto,</l>
<l>Ma la scarpa, onde Pietro umil se 'n giva;</l>
<l>Perchè tra l'erbe il serpe occulto giace,</l>
<l>Nè fa con l'uom giammai tregua nè pace.</l></lg>
<lg><head>53</head>
<l>Deh! fuggiam quinci omai: ma come fugge</l>
<l>L'alma se la ritiene il grave incarco?</l>
<l>Star qui potrà, dove si stenta e mugge,</l>
<l>E trapassar a Dio, quasi in un varco?</l>
<l>Se dopo lui se 'n va, s'a lui rifugge,</l>
<l>E segue la sua via l'animo scarco,</l>
<l>È la virtù rifugio, è Dio rifugio:</l>
<l>E chi può gire a lui non cerchi indugio.</l></lg>
<lg><head>54</head>
<l>E s'Egli è in Ciel, e sopra il Cielo, e sopra</l>
<l>Il suo cristallo eterno e 'l foco ardente,</l>
<l>Là, ratto fugga e si riponga e copra</l>
<l>In quella nube più del sol lucente;</l>
<l>Ivi è il riposo d'ogni affanno ed opra,</l>
<l>Ed ivi ha pace in Dio la nostra mente:</l>
<l>Ivi si fa il convito, in cui si pasce</l>
<l>L'alma, che, morta al mondo, in Dio rinasce.</l></lg>
<lg><head>55</head>
<l>Dunque chi fugge a Dio, fa poi ritorno?</l>
<l>E, già morto al peccato, a lui se 'n riede?</l>
<l>Riede da quell'illustre alto soggiorno</l>
<l>A questa tenebrosa ed umil sede?</l>
<l>Da quell'onor sublime a questo scorno,</l>
<l>Di gloria no, ma sol di morte erede?</l>
<l>E rifiutato il mondo e l'uso primo,</l>
<l>S'affigge pur nel suo tenace limo?</l></lg>
<lg><head>56</head>
<l>Deh, quinci omai fuggiam, ch'è breve il tempo!</l>
<l>Fugge chi le sue merci addietro lassa;</l>
<l>Fuggiamne pur, chè nel fuggir per tempo</l>
<l>L'ombra di questo mondo ancor trapassa.</l>
<l>E chi passa con lei non fugge a tempo,</l>
<l>Ma nel tardo passar tal fuga è bassa,</l>
<l>E seco passan l'opre e i nostri vanti;</l>
<l>Rimanti in Cristo, e in Verità rimanti.</l></lg>
<lg><head>57</head>
<l>Cristo è la verità: s'attiene al vero</l>
<l>Quegli, ch'a lui s'attiene e seco resta;</l>
<l>Se non vogliam ch'ogni operar leggiero</l>
<l>Passi quasi nel mar turbo o tempesta,</l>
<l>Noi trapassiam del suo divino impero,</l>
<l>Pur come sirte al van piacere infesta,</l>
<l>La santa legge: e non passiamo errando,</l>
<l>Grazia di meritarlo in lui cercando.</l></lg>
<lg><head>58</head>
<l>O se fuggiam l'instabile e protervo</l>
<l>Mondo infelice e la magion terrena,</l>
<l>Fuggiam, come Giacob e 'l fido servo,</l>
<l>A la città ch'è sempre in ciel serena;</l>
<l>O come fugge a' dolci fonti il cervo,</l>
<l>Che sorgon chiari e di feconda vena:</l>
<l>L'alma s'attuffi in Dio, non pur s'istille</l>
<l>Ch'eterno fonte è Dio d'acque tranquille.</l></lg>
<lg><head>59</head>
<l>Nè mai d'altra fontana o d'altro rio</l>
<l>L'onda estinguer potrà l'ardente sete;</l>
<l>Ma più bevendo infiamma il suo desio</l>
<l>L'uom che sparge diletto e doglia miete:</l>
<l>Nè del nostro dolor induce oblio</l>
<l>Altro gorgo nel mondo, od altro Lete:</l>
<l>Chi bee del mondo e sol di lui si stampa,</l>
<l>Sol poi bevendo in Dio risana e scampa.</l></lg>
<lg><head>60</head>
<l>È Dio quel fonte, ove l'accesa fiamma</l>
<l>Del van diletto è spenta e 'l folle ardore;</l>
<l>Ma di foco divin subito infiamma,</l>
<l>S'estinto ei trova e in lui gelido core:</l>
<l>O fortunata la veloce damma,</l>
<l>Che in Lui s'accende di celeste amore;</l>
<l>E chi l'amor terren bevendo ammorza,</l>
<l>Nè teme al dolce fonte inganno o forza!</l></lg>
<lg><head>61</head>
<l>O fonte, ch'ognor piena e sempre larga</l>
<l>Sei di tue sante grazie, e più nel Cielo;</l>
<l>E sempre fervi, ove ripiega e allarga</l>
<l>La notte intorno il tenebroso velo:</l>
<l>L'anima che ti brama, in te si sparga,</l>
<l>E smorzi ogni altra voglia, ogni altro zelo:</l>
<l>Come Susanna estingua i suoi desiri,</l>
<l>E l'incendio del corpo, ove altri il miri.</l></lg>
<lg><head>62</head>
<l>Fuggite, e nel fuggir lasciate a volo</l>
<l>Quella gente onde il tuono a voi rimbomba:</l>
<l>Se diran gli altri poi: celeste è il volo,</l>
<l>Quando tanto salì nube o colomba?</l>
<l>Come varcaste il mar da polo a polo</l>
<l>E non sol quello ov'ebbe Egeo la tomba?</l>
<l>Accogliete il tesor, lentate il morso,</l>
<l>Ed a' porti del Ciel drizzate il corso.</l></lg>
<lg><head>63</head>
<l>Così parlava, e 'l suo parlar ne' cori</l>
<l>(Pur come spirto sia d'aura celeste)</l>
<l>Destò santo pensier: e in santi ardori</l>
<l>Poteo dentro infiammar le voglie oneste:</l>
<l>Omai false ricchezze e falsi onori,</l>
<l>Omai serica pompa ed aurea veste</l>
<l>Spiacciono a molti, e par che loro incresca</l>
<l>Ciò che lusinga i sensi e l'alma adesca.</l></lg>
<lg><head>64</head>
<l>Siccome suol de le deserte arene</l>
<l>Di tempestosa piaggia o d'ermo lido,</l>
<l>Star la gente che Borea ancor ritiene</l>
<l>In mal sicuro porto e 'n seno infido:</l>
<l>Poi se vede onde quete, aure serene,</l>
<l>Desia di far ritorno al proprio nido:</l>
<l>Nè dal nocchiero il novo invito aspetta,</l>
<l>Che tutti accoglie e molto più s'affretta;</l></lg>
<lg><head>65</head>
<l>Così questi lasciar l'orride sponde</l>
<l>Braman del mondo e la mal fida stanza,</l>
<l>Ove perturba il vento il porto e l'onde,</l>
<l>Mentre, d'àncora in vece, hanno speranza</l>
<l>Di navigar con aure omai seconde,</l>
<l>Chè la fortuna cessa e l'arte avanza</l>
<l>Di lui ch'esperto siede a lor governo,</l>
<l>E sa tutte le vie del regno eterno.</l></lg>
<lg><head>66</head>
<l>Nè perchè rallentar voglie sì pronte</l>
<l>Pur soglia alcuna e intiepidire il zelo,</l>
<l>Egli ritarda, a cui le vie son conte,</l>
<l>Egli che già sentia chiamarsi al cielo,</l>
<l>Ma se 'n fuggì con due compagni al monte,</l>
<l>A soffrir sete e fame, ardore e gelo:</l>
<l>A privarsi di sonno e di riposo,</l>
<l>In Dio pregando, e 'n servir lui bramoso.</l></lg>
<lg><head>67</head>
<l>Qui dov'egli solea de' propri frutti</l>
<l>Dianzi ricco menar splendida vita,</l>
<l>In povertà di spirto i giorni tutti</l>
<l>Viver pensò con mente in sè romita:</l>
<l>E tra preghiere, e tra sospiri e lutti</l>
<l>Pianger le colpe omai d'alma pentita;</l>
<l>E fu Patrizio l'un, l'altro compagno</l>
<l>Picciol di nome, e di valor fu magno.</l></lg>
<lg><head>68</head>
<l>Mentre così tenea santo costume,</l>
<l>Dal Ciel (come si crede) alto messaggio</l>
<l>Spiegò sovente d'oro e bianche piume</l>
<l>Per consolarlo e fe' lungo viaggio.</l>
<l>A guisa di celeste e chiaro lume</l>
<l>Che segni in fosca notte ardente raggio:</l>
<l>E il monte ne splendeva, e il Cielo intorno</l>
<l>Mostrossi in vista, oltre l'usato, adorno.</l></lg>
<lg><head>69</head>
<l>Ben eleggi, s'udia, l'ottima parte,</l>
<l>Che non ti si torrà per volger d'anni,</l>
<l>Lasciato il mondo e ciò che scevra e parte</l>
<l>L'alma dal Ciel co' suoi fallaci inganni;</l>
<l>Mentre a quel Sol ch'illuminò le carte,</l>
<l>Pur com'aquila spieghi i santi vanni:</l>
<l>Soffri, com'hai comincio: e più non rompa</l>
<l>Sì alto volo onor mondano o pompa.</l></lg>
<lg><head>70</head>
<l>Non t'incresca lasciar quell'uso antico,</l>
<l>Onde il tuo nome crebbe e 'n pregio salse,</l>
<l>Non il tuo caro nido, o d'altro amico,</l>
<l>O d'altra cosa onde ti cale, o calse:</l>
<l>Vedi che il mondo hai contra e quel nemico,</l>
<l>Che in tante forme e in tanti modi assalse:</l>
<l>Spera in lui, che n'aita e n'incorona,</l>
<l>Sol dando a chi combatte alta corona.</l></lg>
<lg><head>71</head>
<l>Più bella che di quercia, ovver di lauro,</l>
<l>Di giustizia l'avrai: nè sì risplende</l>
<l>In fronte a' regi di rubini e d'auro,</l>
<l>E d'altra gemma, che si compra e vende:</l>
<l>Altra mercè più degna, altro tesauro,</l>
<l>Altra gloria immortal là sù n'attende</l>
<l>Tra quei che già lasciar, come si legge,</l>
<l>Qua giù di santa vita ordine e legge.</l></lg>
<lg><head>72</head>
<l>Molti seguir vorran quel santo esempio,</l>
<l>Che lasciò loro Benedetto in prima;</l>
<l>E fia rifugio a' buoni incontra l'empio</l>
<l>Sovra questa del monte orrida cima:</l>
<l>E qui sorger vedran famoso tempio</l>
<l>Qual sul Carmelo, o in altro estranio clima;</l>
<l>E qui dove ora son fronde e virgulti</l>
<l>Splender l'oro e i colori e i marmi sculti.</l></lg>
<lg><head>73</head>
<l>Già viene il tempo a cui parrà vetusto</l>
<l>Questo, in cui parlo: e qui saranno insieme</l>
<l>Il terzo Paolo e il glorioso Augusto,</l>
<l>Che vinti i regni oltre le mète estreme,</l>
<l>E trionfato il Gallo e il Mauro adusto,</l>
<l>Che ne la fuga ha sol difesa e speme,</l>
<l>E liberato il mar, presa la terra,</l>
<l>E 'l tiranno african sbandito in guerra:</l></lg>
<lg><head>74</head>
<l>E l'aquila spingendo assai più lunge,</l>
<l>Che mai portasse imperatore invitto,</l>
<l>D'or nuove spoglie a l'auro vello aggiunge,</l>
<l>Giungendo e spaventando Asia ed Egitto:</l>
<l>E pensa riunir quanto disgiunge</l>
<l>Il gran nemico, ond'è l'imperio afflitto:</l>
<l>E imposto a la Germania il giusto pondo</l>
<l>Poi dà pace a la chiesa e pace al mondo.</l></lg>
<lg><head>75</head>
<l>Qui spirerà col Padre eterno il Figlio</l>
<l>La santa impresa e santa eterna gloria:</l>
<l>Qui sarà loco scelto al gran consiglio,</l>
<l>E qual il modo fia d'alta vittoria:</l>
<l>E qui verranno poi con umil ciglio</l>
<l>A venerarne l'immortal memoria:</l>
<l>Qui Paolo e Carlo onor perpetuo avranno,</l>
<l>Mentre per vie stellanti aggiri l'anno.</l></lg>
<lg><head>76</head>
<l>Di tal nome avverrà che un poggio s'erga</l>
<l>Ad altezza minore, a gloria eguale:</l>
<l>Ove il cipresso fia piccola verga,</l>
<l>Perchè morendo al Ciel si poggia e sale:</l>
<l>Quivi Napoli bella i regi alberga,</l>
<l>Città vittoriosa e trionfale:</l>
<l>Veggio altri tempi ancor, e in altri monti</l>
<l>Quel ch'ora innalza tre sublimi fronti.</l></lg>
<lg><head>77</head>
<l>Così disse lo spirto in sua favella</l>
<l>Con angelica voce, e poi disparve,</l>
<l>Come sparisce mattutina stella,</l>
<l>Non come fumo, o come nebbia, o larve;</l>
<l>Restò lieto Giovanni, e di novella</l>
<l>Vita contento: e poi sovente apparve</l>
<l>L'Angelo a consolarlo. Oh, lui beato,</l>
<l>Col Cielo in terra a conversar usato!</l></lg>
<lg><head>78</head>
<l>Quivi talor rapito, orando intese</l>
<l>Misteri involti entro a più oscuri sensi:</l>
<l>Scala infiammata tra le nubi accese</l>
<l>Gli appar candida in Ciel, ch'al sole attiensi:</l>
<l>Quivi, a vicenda, donde pria discese,</l>
<l>Vede schiera salir di spirti accensi,</l>
<l>Come pria vide in luogo sacro e adorno</l>
<l>Quei già ch'al fratel suo fe' danno e scorno.</l></lg>
<lg><head>79</head>
<l>Quali sembran talor agili e preste</l>
<l>L'amorose colombe, ove più sparte</l>
<l>Son tra lor gareggiando or liete or meste,</l>
<l>Sol intente a volar di parte in parte:</l>
<l>Tai vide Angeli eccelsi in bianca veste</l>
<l>Fregiata d'or con magistero ed arte,</l>
<l>Prender da terra i spirti stanchi e lassi,</l>
<l>Poi verso Dio volger contenti i passi.</l></lg>
<lg><head>80</head>
<l>Quindi intese dal Ciel le sante leggi,</l>
<l>Gli esempi eccelsi, l'arte e il magistero,</l>
<l>Gli ordini, i gradi, i cori, i lumi, i seggi,</l>
<l>Ed ogni più sublime alto mistero:</l>
<l>E Te, che tutto intendi e tutto reggi</l>
<l>In stabil regno, e struggi ogni altro impero;</l>
<l>E il cor già fermo contemplando avvezzo</l>
<l>Ne la fuga del mondo e 'n suo disprezzo.</l></lg>
<lg><head>81</head>
<l>E il voto stabilì d'alma costante,</l>
<l>Onde il suo vecchio voto a Dio rinnova</l>
<l>Più che 'n diaspro saldo, o in adamante,</l>
<l>E in pietra, ch'Euro non divelli o mova;</l>
<l>E tra quelle frondose antiche piante</l>
<l>Celarsi al mondo, quanto può, gli giova;</l>
<l>E le frodi fuggir de gli empi e l'opre,</l>
<l>Dove elce in rupe, o cavo sasso copre.</l></lg>
<lg><head>82</head>
<l>Qui vincea spesso i più canori augelli,</l>
<l>Quando che 'l cielo è meno oscuro e fosco,</l>
<l>Tra verdi rami e lucidi ruscelli</l>
<l>Chiaman il sole, onde risuona il bosco:</l>
<l>E mormorar le frondi e i rivi snelli</l>
<l>S'udiano intorno al bel paese Tosco,</l>
<l>A la sacra armonia d'alte parole,</l>
<l>Che loda in Oriente il vero Sole.</l></lg>
<lg><head>83</head>
<l>Già fida accorra a lui turba devota,</l>
<l>Quai rivi al fiume, o come fiumi al mare;</l>
<l>Già spone il verbo, e quasi ardente rota</l>
<l>Segna le vie: già splende il sacro altare:</l>
<l>Già del suo nome in parte indi remota</l>
<l>Vien che la vaga fama il suon rischiare:</l>
<l>Già opporsi turba a' bei principi indarno</l>
<l>L'invidia, e turba il Serchio e l'Arbia e l'Arno.</l></lg>
<lg><head>84</head>
<l>Egli del primo rischio allor s'avvede,</l>
<l>E i padri aduna più canuti e saggi:</l>
<l>E col voler di tutti, a chi risiede</l>
<l>Del Re del Cielo in vece, invia messaggi;</l>
<l>Non era in Roma allor l'antica sede,</l>
<l>Che per onte depressa, o per oltraggi</l>
<l>Divinità non perde, anzi più alta</l>
<l>Il successor di Pietro al Cielo esalta.</l></lg>
<lg><head>85</head>
<l>Ma già translata in più lontana parte,</l>
<l>A Roma la togliea barbara terra;</l>
<l>Ond'ella è mesta, e tra ruine sparte</l>
<l>Quanto mai fosse in servitute e in guerra:</l>
<l>Però quel monte che l'Italia parte,</l>
<l>Questi passaro, e quel che poi la serra;</l>
<l>Entrar ne la cittade, in cui discende</l>
<l>Il fiume che dal lago al mar si stende.</l></lg>
<lg><head>86</head>
<l>Qui del viaggio e del lor corso al fine,</l>
<l>Videro i templi a tanta gloria angusti,</l>
<l>E circondar di tre corone il crine</l>
<l>Quel, che fa i regni e li concede a i giusti:</l>
<l>E baciar con ginocchia a terra inchine</l>
<l>Il piè, ch'umilia i regi e i grandi Augusti:</l>
<l>E che potea il leon calcare e il drago</l>
<l>Quando di Roma fu minor l'imago.</l></lg>
<lg><head>87</head>
<l>E riverenti e con parlar umile,</l>
<l>Sposero il comun voto al sommo Padre,</l>
<l>Ch'è di fuggir il mondo e il secol vile,</l>
<l>E le cose più care e più leggiadre;</l>
<l>E por quasi un ovil in altro ovile,</l>
<l>Pur come figli de l'istessa madre;</l>
<l>Farsi un pastor, ch'a lui s'inchina, e stringa</l>
<l>Quanto può vita in contemplar solinga.</l></lg>
<lg><head>88</head>
<l>E l'accuse purgaro, onde li morse</l>
<l>L'iniqua invidia e i suo veleni sparti,</l>
<l>Mostrando che giammai non torce, o torse,</l>
<l>Pur un lor passo da le sane parti;</l>
<l>Nè falso errore o vano in lor risorse:</l>
<l>Ma son pietose l'opre, i modi e l'arti,</l>
<l>E vero il culto e il zelo, e giusti i prieghi,</l>
<l>Perchè l'alta sua mente allor si pieghi.</l></lg>
<lg><head>89</head>
<l>E il pregar ch'a la fede e pura e prisca,</l>
<l>A la pietà sembiante a quella antica,</l>
<l>Ei propizio si mostri, e sbigottisca</l>
<l>Quinci l'invidia al bene oprar nemica:</l>
<l>Perchè i principi suoi seguire ardisca</l>
<l>Del casto fondator l'alma pudica,</l>
<l>Confermati da lui che lega e scioglie,</l>
<l>Nè giuste grazie niega a giuste voglie.</l></lg>
<lg><head>90</head>
<l>Consentì il sommo Padre a quanto disse</l>
<l>L'uno e l'altro orator di fede armato;</l>
<l>Quinci a Guidon, ciò che voleva, scrisse,</l>
<l>Qual sopra il dorso l'Appenin gelato</l>
<l>Pascea le greggi; egli il digiuno indisse,</l>
<l>Perchè si preghi Iddio com'era usato:</l>
<l>E rifulse la mente al sacro veglio</l>
<l>Del suo splendor, come lucente speglio.</l></lg>
<lg><head>91</head>
<l>In sogno a lui mostrò raggio celeste,</l>
<l>De gli Angeli e del Ciel l'alta Regina,</l>
<l>Che 'n forma di corona avea conteste</l>
<l>Le stelle, onde spargea luce divina:</l>
<l>Candida il manto e candida la veste</l>
<l>Come tenera neve, o fredda brina,</l>
<l>O quai del cigno son bianche le piume,</l>
<l>O come è del sol bianco il chiaro lume.</l></lg>
<lg><head>92</head>
<l>De l'istesso color dargli parea</l>
<l>L'abito sacro in quel lume sereno,</l>
<l>Questa (se lece dir) vergine Dea,</l>
<l>Che fece tempio a Dio nel casto seno:</l>
<l>Le sante leggi ancora a lui porgea,</l>
<l>Che sono al viver norma e quasi freno:</l>
<l>E con la Croce poi la sacra insegna,</l>
<l>Che in guerra è qui, nel Ciel trionfa e regna.</l></lg>
<lg><head>93</head>
<l>E tre candidi monti, e quinci e quindi</l>
<l>A lor frondeggia pur la sacra oliva,</l>
<l>Quasi prometta omai la pace a gl'Indi,</l>
<l>Che son del Gange o de l'Idaspe in riva:</l>
<l>Ed a te, che da noi ti parti e scindi,</l>
<l>Terra di fede già sfornita e priva:</l>
<l>Non pur qui dove crebbe, e quasi in fasce,</l>
<l>Perch'ella mai non ci abbandoni o lasce.</l></lg>
<lg><head>94</head>
<l>Quasi volesse dir: sia questo in vice</l>
<l>Di quel che 'l mio Figliuol calcò sì spesso:</l>
<l>Qui con l'esempio suo poggiar vi lice,</l>
<l>Perchè restò d'alti vestigi impresso.</l>
<l>Poi rivolò ne la magion felice</l>
<l>Con mille spirti alati intorno e appresso,</l>
<l>Che l'aggiran le chiome e i piedi e il lembo,</l>
<l>E corona le fanno e nube e nembo.</l></lg>
<lg><head>95</head>
<l>Come pronti guerrieri, ove gli addita</l>
<l>Di chiara tromba il suono, ad alte imprese</l>
<l>Danno il lor nome, e con sembianza ardita</l>
<l>Prendon colori, insegne, armi ed imprese:</l>
<l>Così turba fedel pregando unita</l>
<l>Vestì candide spoglie e il segno prese:</l>
<l>E disegnò l'albergo, ove sia fermo</l>
<l>Il primo voto, in chiuso loco ed ermo.</l></lg>
<lg><head>96</head>
<l>A quella parte ove cadendo oscura</l>
<l>Ne l'occidente il giorno, è volto il colle</l>
<l>Non di pietra, che l'alpe al ferro indura,</l>
<l>Ma costrutto di tufo e creta molle:</l>
<l>Là per arte sublime e per natura</l>
<l>Tra ruine e dirupi al Ciel s'estolle;</l>
<l>Ma chi riguarda in quella orribil ombra</l>
<l>Il cor s'agghiaccia e di terror s'ingombra.</l></lg>
<lg><head>97</head>
<l>Tal che ritrae da parte ima e profonda</l>
<l>La vista paurosa e insieme il piede,</l>
<l>Chè riparo no 'l guarda o no 'l circonda,</l>
<l>Ma a largo precipizio il calle ei vede:</l>
<l>Ne la sua forma par selvaggia fronda</l>
<l>Il colle angusto e di lunghezza eccede;</l>
<l>Ma diventò (qual fosse il suo maestro)</l>
<l>Vago e colto, di rozzo e di silvestro.</l></lg>
<lg><head>98</head>
<l>Qui la torre drizzò che guarda il passo,</l>
<l>Là dove il dorso in un si spicca o fende:</l>
<l>E gran fossa scavò, che manda al basso</l>
<l>L'acqua, pur come d'alto il Nil discende;</l>
<l>Fece il ponte e il bel tempio ove più basso</l>
<l>Il verde colle giù declina e pende:</l>
<l>Appresso ombrosi seggi e chiostra e loggia.</l>
<l>Là 've si scende contemplando e poggia.</l></lg>
<lg><head>99</head>
<l>Da vie d'ombre coperte intorno è cinto,</l>
<l>Quai da ghirlande al novo sol frondose:</l>
<l>Da l'istesse è diviso, anzi è distinto</l>
<l>Da le vermiglie e da le bianche rose:</l>
<l>E d'ogni altro colore ha il suol dipinto</l>
<l>Quel, che le piante e i fior così dispose:</l>
<l>Ombre vi fa di foglie insieme ordite,</l>
<l>E quasi gemme la feconda vite.</l></lg>
<lg><head>100</head>
<l>Spiega quivi il cipresso a l'aura i crini,</l>
<l>Quasi in funesta pompa il colle ornando;</l>
<l>S'ergono in parte ancor gli abeti e i pini</l>
<l>Con l'alte cime eccelsi il ciel mirando:</l>
<l>Non è dove il terren s'innalzi o inchini,</l>
<l>Che giammai de' suoi frutti ivi mancando</l>
<l>Non verdeggi o risplenda, o non s'infiori</l>
<l>Frondosa oliva entro la chiostra o fuori.</l></lg>
<lg><head>101</head>
<l>Vi sono i vasi in che s'accoglie e serba</l>
<l>L'acqua che de le nubi il cielo distilla;</l>
<l>Vi son chiari lavacri, e i fiori e l'erba</l>
<l>Sempre vide irrigar fonte tranquilla;</l>
<l>Monte in più vaga forma e più superba</l>
<l>Non frondeggia, non gela, e non sfavilla:</l>
<l>Nè con più sacro aspetto altrui si mostra</l>
<l>Tra selve ascose antico tempio o chiostra.</l></lg>
<lg><head>102</head>
<l>Così crebbe l'albergo al Re superno</l>
<l>Di materie lucente e di lavoro:</l>
<l>Ma via più crebbe l'edifizio interno,</l>
<l>E più risplende che metalli ed oro:</l>
<l>E quanto avrà pruine e ghiaccio il verno,</l>
<l>E fronde il mirto e il trionfale alloro,</l>
<l>Tanto fian l'opre gloriose e pronte</l>
<l>Di que' candidi padri in verde monte.</l></lg></div1></body></text></TEI.2>
