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      <title>Dell'educare la gioventù italiana</title>
      <author>Giacomo Leopardi</author>
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    <extent>3 Kb in UTF-8</extent>
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      <publisher>Biblioteca Italiana</publisher>
      <pubPlace>Roma</pubPlace>
      <date>2004</date>
      <idno>bibit000840</idno>
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        <p>Questa risorsa digitale è liberamente accessibile per uso
              personale o scientifico. Ogni uso commerciale è vietato</p>
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      <title>Collezione BibIt</title>
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        <title>Tutte le opere</title>
        <author>Leopardi, Giacomo</author>
        <editor id="ed">Felici, Lucio</editor>
        <publisher>Lexis Progetti Editoriali</publisher>
        <pubPlace>Roma</pubPlace>
        <date>1998</date>
        <note>L'edizione elettronica fa riferimento al testo Giacomo Leopardi, Tutte le opere, a cura di W. Binni-E. Ghidetti, I, Firenze, Sansoni 1989.</note>
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                    <p>Tutti i materiali paratestuali della fonte cartacea non riconducibili alla
                      responsabilità dell'autore dell'opera sono stati soppressi nella versione
                      digitale</p>
                  </samplingDecl>
                  <editorialDecl>
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                      <p>Livello medio: controllo a video con collazione con edizione di
                      riferimento</p>
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                      <p>I simboli di citazione e di discorso diretto presenti sulla fonte cartacea
                        sono stati rappresentati sulla versione digitale</p>
                    </quotation>
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                      <p>I trattini di sillabazione a fine riga sono stati soppressi e le parole
                        ricomposte</p>
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    <classDecl><taxonomy id="CDD"><bibl>Classificazione Decimale Dewey</bibl></taxonomy><taxonomy id="CGB"><bibl>Classificazione generi BibIt</bibl></taxonomy></classDecl></encodingDesc>
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      <date>800</date>
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    <langUsage><language id="ita">Italiano</language></langUsage>
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        <term>858.7 - MISCELLANEA ITALIANA. 1814-1859</term>
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<div1><head>DELL'EDUCARE LA GIOVENTÙ ITALIANA.</head>

<p>Sul gusto dell'ode 2. l. 3 d'Oraz. A voi sta, padri madri di far forti i vostri figli e dar loro grandi pensieri e inclinazioni, a voi d'ispirar loro l'amor della patria. Povera patria ec. e si può usare il pensiero di Foscolo che ho segnato ne' miei, verrà forse tempo che l'armento insulterà alle ruine de' nostri antichi sommi edifizi ec. Pensate che se non farete quello che sarà in voi ec. forse i vostri figli sopravviveranno alla patria loro. Questo tempo è gravido di avvenimenti: ricordanze de' fatti passati: grandi pensieri: calor d'animo ec. non lo sprecate: la generazione che sorge ne profitti per cura vostra. Quando ci libereremo dalla superstizione dai pregiudizi ec. quando trionferà la verità il dritto la ragione la virtù se non adesso? Quando risorgerà l'amor della patria? quando? sarà morto per sempre? non ci sarà più speranza? Io parlo a voi: ricordatevi che fortes creantur fortibus et bonis. Ora ora è 'l tempo da ritrarre il collo dal giogo antico e da squarciare il velo ec. O in questa generazione che nasce, o mai. Abbiatela per sacra, destatela a grandi cose, mostratele il suo destino, animatela.</p>
<p>Così faceano gli antichi padri: così le madri spartane, usciano incontro ai loro figli morti per la patria ec. E voi donne giovani voi spronate i vostri amanti ad alte imprese. Sublimità di pensieri e coraggio inaudito e desiderio di morte che può ispirar l'amore. Onnipotenza di chi combatte o fa altra bella cosa in presenza della sua amante, o col pensiero di lei. Siate grandi o giovani mie: imitate le antiche. Si può finire coll'esempio di Pantea esortante il marito a combattere l'oppressore dell'Asia ec. o colla costanza di Virginia, o con altro esempio di donna verso l'amante che forse si potrà trovare in Plutarco delle donne illustre. Si potrà anche fare un'apostrofe ai giovani stessi come nel mio discorso sui romantici. Raccontato il fatto di Pantea si può conchiudere sul gusto di Fortunati ambo, Si quaeret Pater urbium ec. </p></div1></body></text></TEI.2>
