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      <title>Per la dimostrazione della situazione economica della Provincia pisana</title>
      <author>Francesco Maria Gianni</author>
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      <publisher>Biblioteca Italiana</publisher>
      <pubPlace>Roma</pubPlace>
      <date>2003</date>
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        <p>Questa risorsa digitale è liberamente accessibile per uso
              personale o scientifico. Ogni uso commerciale è vietato</p>
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      <title>Collezione BibIt</title>
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        <title>Bollettino storico pisano</title>
        <publisher>Giardini</publisher>
        <pubPlace>Pisa</pubPlace>
        <date>1932-</date>
        <note>n. 33-35 (1964-1966), p. 417-432</note>
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                    <p>Tutti i materiali paratestuali della fonte cartacea non riconducibili alla
                      responsabilità dell'autore dell'opera sono stati soppressi nella versione
                      digitale</p>
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                      <p>Livello medio: controllo a video con collazione con edizione di
                      riferimento</p>
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                      <p>I simboli di citazione e di discorso diretto presenti sulla fonte cartacea
                        sono stati rappresentati sulla versione digitale</p>
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                      <p>I trattini di sillabazione a fine riga sono stati soppressi e le parole
                        ricomposte</p>
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<div1 type="parte">
<head>Per la dimostrazione della situazione economica della provincia pisana
(<num>1758</num>)</head>
<p>
<num>1</num>) Si distingua e separi la città dalla campagna.
<num>2</num>) La campagna si divida in comunità, secondo la sua attuale distinzione.
<num>3</num>) Le comunità della campagna, che contengono qualche castello, si notino con
distinguere gli articoli del calcolo che apparterranno al dentro delli castelli et al di fuori.
<num>4 )</num> Si faccia poi ristretto a parte, dimostrante la situazione economica delli castelli,
con denominarli tutti.
<num>5 )</num> Per tutta la Provincia Pisana, adunque, si ricerchi la popolazione di popolo per
popolo.
<num>6 )</num> Si classi questa in maschi e femmine, suddividendo questi due articoli in
maritati e maritate, adulti liberi, maschi et idem femmine, religiosi e religiose, caustrali,
preti, impuberi dell'uno e dell'altro sesso; e si faccia articolo a parte delli soldati et
ebrei.
<num>7 )</num> Si aggiunga anche la numerazione delle famiglie e case.
<num>8 )</num> I giusdicenti dieno nota delle famiglie che sono allogate a podere,
comprendendovi anche i contadini che lavorano sulle proprie terre.
<num>9 )</num> Parlato che avremo della popolazione, base fondamentale di tutta l'economia
pubblica, passeremo a dimostrare lo stato delle produzioni del paese, che sono l'effetto
della popolazione et il sostegno di essa.
<num>10 )</num> Si farà perciò una tabella che dimostri la raccolta annuale delli grani, biade,
vino et olio, fieni e strami del contado pisano.
<num>11 )</num> Per formarla si averà ricorso alle portate di grano et olio, che devono
conservarsi nelli tribunali di campagna, ciascuno per la sua giurisdizione.
<num>12 )</num> E quanto al vino e biade, non avendosi tali portate, potrà regolarsene la
speculazione in parte dalle gabellazioni di detti generi ed in altra parte dalla sementa
del territorio che, in materia di biade, sul produrre un numero di staia simile a quello
dei grani, osservando però, nel combinare questi due metodi, di valutare la
consumazione del contado quale, in materia di vino, si può calcolare la metà di ciò
che resulterà la consumazione di esso in città, e servirsi così di tali lumi per
speculare l'oggetto di questi prodotti.
<num>13 )</num> Per avere un dato da rilevare la produzione dei fieni, non vi sarà mezzo più
proprio che ordinare alli messi delle Comunità di fare nota distinta di tutti i terreni
<pb n="421"/>
 prativi a fieno delle loro respettive giurisdizioni con l'indicazione della loro
estensione, lo che servirà a dedurre la quantità delle carrate di fieno che vi si possono
raccogliere, essendo comunissimo il fare un simile ragguaglio quasi con sicurezza.
<num>14 )</num> L'oggetto poi delle paglie e strami si ragguaglierà con tutta la probabilità di
non ingannarsi dal resultato delle raccolte dei grani della Maremma, dove le paglie e
strami, pero lo più, non si raccolgono.
<num>15 )</num> Sarà parimente a proposito il computare nel calcolo della situazione
economica del Pisano il bestiame che in quella provincia si produce.
<num>16 )</num> Di questo se ne farà una tabella a parte che dimostri separatamente il bestiame
vaccino e bufalino da giogo e da macello, quello da sona cavallino, mulino et asinino, il
porsino e finalmente quello da cacio e lana.
<num>17 )</num> Per il bestiame suddetto sarà miglior mezzo commettere circolarmente alli
governatori delle comunità il fare la portata di tutto il bestiame delle loro rispettive
giurisdizioni, secondo la classazione sopra indicata.
<num>18 )</num> E da queste portate se ne potrà fomare la tabella suddetta.
<num>19 )</num> Dimostrati così i frutti di terra et il bestiame, si speculerà il prodotto ed
estimazione dei frutti d'industria rurale, cioè pomi et ortaggi.
<num>20 )</num> E per a vere qualche dato da formare il calcolo di questi oggetti, il commette
alli stimatori delle comunità di stimare d'accordo, secondo la loro perizia, la valuta dei
frutti suddetti prendendogli podere per podere sopra a tutti li poderi e tenute della loro
respettiva giurisdizione, con l'assistenza del messo delle respettive corti, che formerà
le note. Sarà il mezzo meno incerto.
<num>21 )</num> Dallo spoglio delle note suddette se ne potrà formare una partita della tavola
dimostrante la produzione dell'agro pisano.
<num>22 )</num> Calcolata in tal forma la produzione del terreno quanto alli frutti che si
raccolgono, si darà una valuta alle pasture con cui si nustriscono tanto i propri
bestiami, quanto i forestieri che vengono nel contado e Maremma a svernare, e questo
ragguaglio si potrà fare agevolmente con desumere il primo dato dalle fattorie dello
Scrittoio che posseggono vaste pasture, onde da ciò, all'incirca, si può valutare le
pasture delli altri possidenti con la combinazione dei bestiami che averanno pasturato
sugli effetti dello Scrittoio, per cui, vedendosi che tanto bestiame ha dato un tanto utile
di pastura, ne potrà risultare che tant'altro rimanente abbia tanto più per la pastura
fatta nell'altre possessioni particolari della Provincia Pisana.

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