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      <title>Il Balaamo</title>
      <author>Giacomo Leopardi</author>
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    <extent>22 Kb in UTF-8</extent>
    <publicationStmt>
      <publisher>Biblioteca Italiana</publisher>
      <pubPlace>Roma</pubPlace>
      <date>2004</date>
      <idno>bibit001047</idno>
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        <p>Questa risorsa digitale è liberamente accessibile per uso
              personale o scientifico. Ogni uso commerciale è vietato</p>
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      <title>Collezione BibIt</title>
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        <title>Tutte le opere</title>
        <author>Leopardi, Giacomo</author>
        <editor id="ed">Felici, Lucio</editor>
        <publisher>Lexis Progetti Editoriali</publisher>
        <pubPlace>Roma</pubPlace>
        <date>1998</date>
        <note>L'edizione elettronica fa riferimento al testo Entro dipinta gabbia. Tutti gli scritti inediti, rari e editi 1809-1810 di Giacomo Leopardi, a cura di M. Corti, Milano, Bompiani 1972.</note>
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                    <p>Tutti i materiali paratestuali della fonte cartacea non riconducibili alla
                      responsabilità dell'autore dell'opera sono stati soppressi nella versione
                      digitale</p>
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                      <p>Livello medio: controllo a video con collazione con edizione di
                      riferimento</p>
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                      <p>I simboli di citazione e di discorso diretto presenti sulla fonte cartacea
                        sono stati rappresentati sulla versione digitale</p>
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                      <p>I trattini di sillabazione a fine riga sono stati soppressi e le parole
                        ricomposte</p>
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        <term>858.7 - MISCELLANEA ITALIANA. 1814-1859</term>
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<div1><head>Canto 1</head>

<lg><l>Là del Giordan su l'arenosa sponda</l>
<l>Vasta pianura i suoi feraci stende,</l>
<l>Ameni campi cui la limpid'onda</l>
<l>Irriga, ed il terren fertile rende,</l>
<l>Terren, su' cui con dominante impero</l>
<l>Stende lo scettro il Moabita altero.</l></lg>
<lg><l>Quivi di forze, e ardire alto portento</l>
<l>Il popol d'Israello arresta il passo,</l>
<l>E qual procella, o vorticoso vento,</l>
<l>O qual veloce smisurato masso,</l>
<l>Che orrendo cade da la cima alpina</l>
<l>Solo strage promette, e sol ruina.</l></lg>
<lg><l>Erge il suo volo al ciel d'alto terrore</l>
<l>Nunzia la fama, e a ognun dipinge il volto</l>
<l>Di tristezza, di lutto, e di pallore;</l>
<l>Si trema, e piange, e in nere spoglie avvolto</l>
<l>Chi straccia il crine, e chi percuote il petto,</l>
<l>Celer fugge da lor calma, e diletto.</l></lg>
<lg><l>Balac il rege pensieroso, e incerto</l>
<l>Impallidisce anch'esso, il popol mira</l>
<l>Oppresso dal timore, e quasi certo</l>
<l>Il suo perir; già furibonda l'ira</l>
<l>Tutta gli turba l'agitata mente,</l>
<l>E vicino il nemico e vede, e sente.</l></lg>
<lg><l>Mentre dubbioso pende, almo pensiero</l>
<l>Gli si presenta alfin; tale in procella</l>
<l>Orrida, e nera il provido nocchiero</l>
<l>Mira ricomparir l'amica stella,</l>
<l>Che fra l'oscuro, turbinoso velo</l>
<l>Il tremulo fulgor spande nel cielo.</l></lg>
<lg><l>Lungo la riva de l'ondoso Eufrate,</l>
<l>Sol mascherato di pietà l'aspetto</l>
<l>Fra le deserte selve inabitate</l>
<l>Ha l'empio Balaamo umil ricetto,</l>
<l>Che Profeta creduto, in ozio lento</l>
<l>Mena la vita a gl'incantesmi intento.</l></lg>
<lg><l>In maledir possente, e d'onor vago,</l>
<l>De l'oro amico, e d'alterigia pieno,</l>
<l>Ipocrita maligno, ignoto mago,</l>
<l>In sorte amica ognor lieto, e sereno,</l>
<l>Squallido ne l'avversa, e pien di sdegno;</l>
<l>Eletto vien liberator del regno.</l></lg>
<lg><l>Questi, è colui, che ad Israel cotanto</l>
<l>Danno apportò con gli empj suo consiglj,</l>
<l>Quegli ch'ottenne l'esecrato vanto</l>
<l>I più fieri aumentar neri periglj,</l>
<l>Quei, che solo inspirò spavento, e orrore</l>
<l>A l'esercito altero, e vincitore.</l></lg>
<lg><l>E già del Rege al cenno imperioso,</l>
<l>Aurati doni, e gemme in man recando,</l>
<l>Cinti da popol folto, e numeroso</l>
<l>Se n'escono ubbidienti al rio comando</l>
<l>Da la patria region, dai campi aprici</l>
<l>A l'empio Balam Messaggeri amici.</l></lg>
<lg><l>Già d'Aram la città l'albergo umile</l>
<l>Scorgon vicin, su' cui quercia frondosa</l>
<l>Stende i suoi rami, appiè del tronco il vile</l>
<l>Terreo tugurio stassi infra l'ombrosa,</l>
<l>Ampia selva, che il cinge d'ogni intorno,</l>
<l>E toglier sembra a lui l'amico giorno.</l></lg>
<lg><l>Ansiosi il passo ad affrettar si danno,</l>
<l>Gioia, e timor fansi ad ognun presenti;</l>
<l>Forse per questi libere saranno</l>
<l>Le nostre mura, e i gravi mali, e i stenti</l>
<l>Forse per lui lungi scacciar potremo,</l>
<l>E fors'anche tornar mesti dovremo.</l></lg>
<lg><l>Così dicean del sospirato evento</l>
<l>Dubbiosi, e incerti, ed a le rozze mura</l>
<l>Giungono alfin; dal vil tugurio a stento</l>
<l>Balam se n'esce in pensierosa cura,</l>
<l>E agl'incantesmi intento, ognor tenendo</l>
<l>Fissi gli occhi nel suol, d'aspetto orrendo.</l></lg>
<lg><l>Al volto truce, al tuon grave, e feroce</l>
<l>Attonito ognun resta, e umil si tace;</l>
<l>Rompe il silenzio alfin supplice voce:</l>
<l>O Profeta t'invìa salute, e pace</l>
<l>Il nostro Rè, che da sventure oppresso,</l>
<l>Tutto ti affida il regno suo, e se stesso.</l></lg>
<lg><l>Nemiche turme a la città tremante</l>
<l>Vengono ad apportar morte, e ruina;</l>
<l>Supplichevoli siamo a te d'innante,</l>
<l>Onde vogli impiegar l'opra divina</l>
<l>Le nostre a liberar paterne mura,</l>
<l>Nè senza premio andrà simile cura.</l></lg>
<lg><l>E in così dire offron preziosi doni,</l>
<l>Onde i lor voti ascolti, e non isdegni</l>
<l>Le patrie liberar care magioni,</l>
<l>Per cui sol pace, e contentezza regni:</l>
<l>E disperso Israel nemico, e fiero,</l>
<l>Libero sia de gli avi lor l'impero</l></lg>
<lg><l>Incerto Balam la rugosa fronte</l>
<l>Pensieroso si liscia, e il grave mento;</l>
<l>Del cupo, ignito, Averno, e d'Acheronte</l>
<l>I Numi invoca, e alfine a grave stento</l>
<l>Onde scacciar da voi, dice, il periglio</l>
<l>Chieder voglio dal ciel saggio consiglio.</l></lg>
<lg><l>Ma già stende la notte il nero manto</l>
<l>Già s'ascondon del sol le ardenti ruote,</l>
<l>Tace de gli altri augelli il dolce canto,</l>
<l>Esprime l'usignuol musiche note,</l>
<l>E i lung-urlanti gufi a lui fann'eco</l>
<l>Dal lor profondo tenebroso speco.</l></lg>
<lg><l>Balam rinchiuso il ciel, l'Averno invoca,</l>
<l>Ora con alto tuono incantatore,</l>
<l>Ed or con voce supplicante, e roca,</l>
<l>Consiglio chiede al Rè del cupo orrore,</l>
<l>E al Dio possente; quando alta, e severa</l>
<l>Ode una voce imperiosa, e fiera.</l></lg>
<lg><l>Balam gli dice al cenno mio sovrano</l>
<l>Pronto ubbidisci; il popol valoroso</l>
<l>Di me protegge la possente mano,</l>
<l>Maledizion non teme, il poderoso</l>
<l>Mio braccio vendicar saprà l'offese,</l>
<l>Se l'audace tuo labbro a lui le tese.</l></lg>
<lg><l>Confuso ci resta, e di pallor dipinto,</l>
<l>I ricchi doni, il lusinghiero onore</l>
<l>Incerto mira, ma ogni dubbio, è vinto</l>
<l>Da quel, che mostra il cielo alto furore,</l>
<l>E di lasciar risolve il campo aperto,</l>
<l>E i doni rifiutare, e l'oro offerto.</l></lg>
<lg><l>E già dal Gange oriental sorgendo</l>
<l>Sferza i cavalli la nascente aurora,</l>
<l>E di più viva luce il sol splendendo,</l>
<l>L'alte cime de monti intorno indora,</l>
<l>E al mattutino albor lucido, e vago</l>
<l>Scioglie la voce sua l'augel presago.</l></lg>
<lg><l>Ansiosi, e incerti i messaggeri amici</l>
<l>Sorgono al par del giorno; odon tremanti</l>
<l>Il van Profeta... ahimè figli infelici,</l>
<l>Infelice region! mesti, ed ansanti</l>
<l>Dunque passar dovrem la debil vita?...</l>
<l>E tu crudele ah non ci porgi aita?</l></lg>
<lg><l>Così diceano a la città volgendo</l>
<l>Lo stanco passo ognor mesti, e gementi;</l>
<l>Balam il Rege ancor sedea temendo</l>
<l>De l'evento il successo: alfin con stenti</l>
<l>Giungono i Messagger, lutto, e squallore</l>
<l>Portando in volto, e doglia sol nel cuore.</l></lg>
<lg><l>Rege essi dicon d'Israello al brando</l>
<l>Dovrà vinto cadere il nostro impero;</l>
<l>Così decise il si fatal comando</l>
<l>Di quel Dio, che protegge il popol Sero.</l>
<l>Paventa Balam di recargli offesa;</l>
<l>E da chi aver potrem forte difesa?</l></lg>
<lg><l>Confusione, terror, spavento, e lutto</l>
<l>Si mesce incerto al femminil lamento,</l>
<l>Ma di speme non perde il popol tutto,</l>
<l>E d'oro carchi, e lusinghiero argento</l>
<l>Parton di nuovo i Messaggeri ansiosi,</l>
<l>Fra speranza, e timor mesti, e dubbiosi.</l></lg>
<lg><l>A riveder tornan di nuovo il bosco,</l>
<l>Ove co' stesi rami ombri-frondosi</l>
<l>Il luogo rende intorno oscuro, e fosco</l>
<l>E il suol ricuopre di cespugli erbosi,</l>
<l>Affrettan ver colà veloce il piede,</l>
<l>E il tugurio primier da lor si vede.</l></lg>
<lg><l>Mirano ancor con palpitante cuore</l>
<l>Il bramato da lor Profeta indegno,</l>
<l>Offrono i ricchi doni, e fra il terrore</l>
<l>Baciano il suol di riverenza in segno,</l>
<l>Avido Balaam gli alza, ed al Nume</l>
<l>Promette dimandar soccorso, e lume.</l></lg>
<lg><l>Tutto già ricuopria l'oscuro velo,</l>
<l>Tacea de l'aspre belve il fier ruggito,</l>
<l>Folte le stelle risplendean sul cielo:</l>
<l>Quando un parlare in fermo tuon sentito</l>
<l>Forte l'orecchio di Balam percuote</l>
<l>Con queste ben intese, amiche note.</l></lg>
<lg><l>Vanne, è ben pronto il desiderio appaga</l>
<l>Di Lui, che ti cercò con sì gran cura,</l>
<l>Vanne a le rive, che il Giordano allaga;</l>
<l>Ma per difender l'orgogliose mura</l>
<l>Non trasgredire i miei comandi, e l'acque</l>
<l>Del mio voler sian testimonj: e tacque.</l></lg>
<lg><l>Balam giocondo col nascente giorno</l>
<l>Sorge; i messaggi la sua voce amica</l>
<l>Odono, ed eccheggiar s'ascolta intorno</l>
<l>Pei lieti evviva la campagna aprica,</l>
<l>Esulta ognuno, e giubilante mira</l>
<l>L'avversa sponda fra il contento, e l'ira.</l></lg>
<lg><l>Tripudi invano, o Moabita altero,</l>
<l>Che regna in ciel l'Onnipossente Dio,</l>
<l>Nò, non è salvo il tuo superbo impero,</l>
<l>Nò, nulla puote l'empio Mago, e rio,</l>
<l>Ei non paventa la superna mano,</l>
<l>Ma protegge Israello il Dio Sovrano.</l></lg></div1>

<div1><head>Canto 2</head>

<lg><l>Vana ambizion, stolto, fallace orgoglio</l>
<l>Ah dove fermi il vacillante piede?</l>
<l>Cade a un cenno Divin l'aurato soglio,</l>
<l>Su cui tu fondi la superba sede;</l>
<l>Cadono i Regi, e cade insiem la umana</l>
<l>Alterigia infedel, ricchezza vana</l></lg>
<lg><l>Invan porgesti il mal sicuro braccio</l>
<l>A l'empio Balaam, che in te si affida.</l>
<l>Cadde egli è vero a l'ingannevol laccio,</l>
<l>Che tese a lui l'ambizione infida,</l>
<l>Ma presto egli vedrà con suo gran danno</l>
<l>Quanto mal contro lor gl'empj si fanno.</l></lg>
<lg><l>Già dignitoso, e ad arte umile affrena</l>
<l>Vile giumento, al di cui tardo corso</l>
<l>Rattengono i destrier l'ardente lena,</l>
<l>Dei quali premon rispettosi il dorso</l>
<l>Gli alteri Moabiti, in cui l'evento</l>
<l>Insiem mesce la gioja, e lo spavento.</l></lg>
<lg><l>S'avvanzano del pari, ed egli intanto</l>
<l>Ne la mente ravvolge i ricchi doni,</l>
<l>Di liberar l'amico impero il vanto,</l>
<l>E da l'ampie scacciar, meste regioni</l>
<l>Le numerose turme, il popol fiero;</l>
<l>Pungono insieme il cuor, l'animo altero.</l></lg>
<lg><l>Mira fra se de' Moabiti il duolo,</l>
<l>Il mesto pianto, ed il bramato onore</l>
<l>Veder gli sembra ancor prostrati al suolo</l>
<l>I messaggeri star fra lo squallore,</l>
<l>E l'esercito ormai esser vicino;</l>
<l>Ma ben rammenta il cenno, ancor, Divino.</l></lg>
<lg><l>Quand'ecco d'improviso il vil giumento</l>
<l>Fermo si arresta, e quindi un lieve salto</l>
<l>Spicca veloce a l'aria, in sella a stento</l>
<l>Rattiensi Balaamo, e balza in alto</l>
<l>Il profetico pallio, e ognor feroce</l>
<l>Segue il giumento il corso suo veloce.</l></lg>
<lg><l>Così talor de' flutti alti, e nembosi</l>
<l>Scherzo, e ludibrio intorno erra, e si aggira</l>
<l>Nave irrequieta per gli spazj acquosi,</l>
<l>De l'Oceano infra lo sdegno, e l'ira,</l>
<l>E giuoco di procelle furibonde</l>
<l>Le vele sono tra il fragor de l'onde.</l></lg>
<lg><l>Le braccia ergendo, e il noderoso legno,</l>
<l>L'innocente animal Balam percuote,</l>
<l>E pinto in volto di furor, di sdegno</l>
<l>Il capo minaccioso, e crolla, e scuote,</l>
<l>E la sferza, che orrenda alto-rimbomba</l>
<l>Più volte sul giumento irata piomba.</l></lg>
<lg><l>Tal fra tempeste, e folgori tuonanti</l>
<l>Cruda grandin flagella il verde suolo,</l>
<l>E spinta ognor da gli austri rimugghianti</l>
<l>Empie ogni intorno di lamento, e duolo,</l>
<l>E s'ode crepitar sul lungo solco,</l>
<l>Ed atterrar la speme del bifolco</l></lg>
<lg><l>Erra la bestia or con piè giusto, e lento,</l>
<l>Ed ora inaspettata, ed improvisa</l>
<l>Veloce fugge, i Moabiti a stento</l>
<l>Pongono a fren l'involontarie risa</l>
<l>L'irrequieto al mirar, furioso corso,</l>
<l>E vacillare Balaam sul dorso.</l></lg>
<lg><l>Stanco il giumento, e pel terror smarrito</l>
<l>Trabocca alfine, e Balaamo altero</l>
<l>Cade ancor egli, e il fiero orgoglio ardito,</l>
<l>E il venerando aspetto, e il tuon severo</l>
<l>Schernito mira, e l'ambizioso volto</l>
<l>A ne la polve, e ne l'arena avvolto.</l></lg>
<lg><l>Tosto sorge d'intorno un mormorìo,</l>
<l>E un misto sussurrar, basso, e indistinto,</l>
<l>Ma già s'erge dal suolo il Mago rio</l>
<l>Di rabbia, e di rossore il volto pinto,</l>
<l>Ambe le mani furibondo innalza,</l>
<l>E l'animal: co le percosse incalza.</l></lg>
<lg><l>Qual furioso lion d'aspra ferita</l>
<l>Piagato il fianco, inferocito corre</l>
<l>Onde inseguir la turma sbigottita,</l>
<l>Mentre frattanto il caldo sangue scorre;</l>
<l>Tal da gli occhi spirando ira, e livore</l>
<l>Si accresce in Balaam l'alto furore.</l></lg>
<lg><l>Quando, oh portento!, la turbata testa</l>
<l>Volge il giumento, e tosto le cadenti</l>
<l>Pelose orecchie scuote, ognun si arresta,</l>
<l>E ad osservar tutti già sono intenti;</l>
<l>L'asino alfin gli parla, e sì gli dice:</l>
<l>T'adiri invan, più oltre andar non lice.</l></lg>
<lg><l>Dipoi sen tacque, ma il Profeta ardito</l>
<l>Non si rattien da l'impeto sdegnoso,</l>
<l>E più che mai vedendosi schernito</l>
<l>Con rabbia scuote il manto polveroso,</l>
<l>E intanto il furibondo alto-fischiante</l>
<l>Legno volteggia tra il fragor rombante.</l></lg>
<lg><l>Come se a fiamma ognor focosa, e ardente</l>
<l>Esca si aggiunga, l'ampia, ignita luce</l>
<l>Più viva spande; tal bieco, e furente</l>
<l>Balam d'aspetto spaventoso, e truce</l>
<l>Del giumento al parlar vieppiù feroce</l>
<l>Di colpi grandinava un nembo atroce</l></lg>
<lg><l>Quando improviso il nuvoloso velo,</l>
<l>Che a gli occhi l'ascondea del Mago insano</l>
<l>Squarcia lo Spirto del stellato cielo,</l>
<l>La spada fiammeggiante avendo in mano,</l>
<l>E a lui la volge, che vieppiù infierisce,</l>
<l>E il lampo gli occhi, e il cuor pronto ferisce</l></lg>
<lg><l>Al colpo inaspettato egli atterrito</l>
<l>Resta, e coperto di pallor le gote,</l>
<l>Si confonde, si arresta, e sbigottito</l>
<l>Esprimer s'ode fra il timor tai note:</l>
<l>Signor che vuoi?... il tuo voler mi spiega</l>
<l>E palpitante al suolo umil si piega.</l></lg>
<lg><l>L'Angelo allora in tuon severo, e grave</l>
<l>Vanne, gli dice, ma il Divin comando</l>
<l>Pronto eseguisci, e guai per chi non pave</l>
<l>Questo del cielo onnipossente brando;</l>
<l>Fra l'orror proverà d'avversa sorte</l>
<l>Lo strazio orrendo d'esecrata morte.</l></lg>
<lg><l>Vana speranza, lusinghevol cura</l>
<l>Delusa fosti. Pallido, e tremante</l>
<l>Balam ritorna a le assediate mura:</l>
<l>Balac esulta, e il ferro alto-fischiante</l>
<l>Del ciel non ode, che al cadente impero</l>
<l>La ruina minaccia, e al regno intero.</l></lg></div1>

<div1><head>Canto 3</head>

<lg><l>Moabbo, invan di trionfanti allori</l>
<l>Cingi la fronte a gl'impotenti Numi,</l>
<l>Vedrai ben tosto tra i funesti orrori</l>
<l>Tinti del sangue tuo scorrere i fiumi,</l>
<l>E su gli estinti corpi, e sul tuo regno</l>
<l>Vincitor mirerai del ciel lo sdegno.</l></lg>
<lg><l>Squallido Balaam già la cittade</l>
<l>Mira vicina, e tosto alto spavento,</l>
<l>E gioia insiem d'ognun l'animo invade,</l>
<l>Ora il terror succede, ora il contento;</l>
<l>Incerto fra il timor v'è là chi pende,</l>
<l>E v'è chi lieto al ciel le mani stende.</l></lg>
<lg><l>Già da l'alta città Balam altero</l>
<l>Lieto sen esce di veder pensando</l>
<l>Vinto omai d'Israello il popol fiero,</l>
<l>Esce ubbidiente ancora al suo comando</l>
<l>La numerosa turma incerta, e ansante,</l>
<l>Il campo ingombra il cavaliere, e il fante.</l></lg>
<lg><l>Giunge Balam alfine: i lieti evviva</l>
<l>S'alzano tosto al cielo, echeggia intorno</l>
<l>La valle, e il monte, e del Giordan la riva.</l>
<l>Giungesti alfine, o sospirato giorno;</l>
<l>Balac esclama; in cui mi sia concesso</l>
<l>Il nemico veder vinto, ed oppresso!</l></lg>
<lg><l>Son pronto, o Rege, il cenno tuo sovrano</l>
<l>Ad eseguire; il Regnator del cielo</l>
<l>Scagliar dovrà con la possente mano</l>
<l>Di sua vendetta il sanguinoso telo</l>
<l>Contro il popol crudel, che lutto, e morte</l>
<l>A te minaccia, e spaventosa sorte.</l></lg>
<lg><l>Sì dice Balaamo il popol tutto</l>
<l>Applaude lieto, e dal suo cuore ansioso</l>
<l>Il duolo scaccia, lo spavento, e il lutto;</l>
<l>Gioisce ognun non più mesto, e dubbioso,</l>
<l>E il primiero obbliando, inquieto affanno</l>
<l>Balac il Rege a seguitar si danno.</l></lg>
<lg><l>Al cielo ergea le rilevate spalle</l>
<l>Erta montagna, e da la cima alpestre</l>
<l>Scorgeasi intorno ne la bassa valle</l>
<l>E le nemiche turme, e il campo equestre</l>
<l>Ingombrar la pianura, e ferrea messe</l>
<l>Scuopriasi d'armi ammonticchiate, e spesse.</l></lg>
<lg><l>Quivi Balac ascende; ha seco a lato</l>
<l>L'empio Profeta maestà spirando,</l>
<l>S'ergon l'are del Mago desiato</l>
<l>A l'imperioso cenno, al rio comando,</l>
<l>Le vittime son pronte; il regno intero</l>
<l>Pende dal labbro del Profeta altero.</l></lg>
<lg><l>L'olocausto sostien, Balac; ei dice;</l>
<l>Finchè mi porga il ciel saggio consiglio,</l>
<l>Onde dal popol tuo mesto, e infelice</l>
<l>L'imminente scacciare, aspro periglio.</l>
<l>Sì dice, e parte: ansioso ognuno aspetta</l>
<l>Contro il fiero Israel cruda vendetta.</l></lg>
<lg><l>Ed ecco tosto rabbuffato, e ardente</l>
<l>Sen torna Balaam, da le pupille,</l>
<l>E da l'incantator volto, furente</l>
<l>Escon di vivo fuoco acre scintille,</l>
<l>Ognun si arresta, ed a gli orecchi attenti</l>
<l>Corre l'alma ad udir gli ansiosi accenti.</l></lg>
<lg><l>Popolo di Moabbo il Dio Celeste</l>
<l>Benedisse Israello, egli mi vieta</l>
<l>Le turme di scacciar cotanto infeste</l>
<l>A la vostra regione or non più lieta,</l>
<l>Ceder essa dovrà del popol fiero</l>
<l>A l'impeto possente, al ferro altero.</l></lg>
<lg><l>Come lion, che da l'opaco bosco</l>
<l>Esce furente ad atterrar le belve,</l>
<l>O come serpe col mortal, rio tosco</l>
<l>Le fiere uccide ne le ombrose selve;</l>
<l>Tale Israello il Moabita impero</l>
<l>Abbatterà furioso, e il regno intero.</l></lg>
<lg><l>Qual cacciator, che ne la valle oscura</l>
<l>Mentre si vede d'ogn'intorno cinto</l>
<l>L'unico scampo, e insiem la via sicura</l>
<l>Mira rinchiusa, di pallor dipinto,</l>
<l>Da cruda belva, che l'unghiuta zampa</l>
<l>Erge, e di sdegno, e di furore avvampa:</l></lg>
<lg><l>Non altrimenti di terror, di lutto</l>
<l>Chiusa ogni via di libertà mirando</l>
<l>Intorno si riempie il popol tutto,</l>
<l>Che mesto geme al ciel = pietà = gridando,</l>
<l>E fra le vampe di furioso sdegno</l>
<l>Freme il Rege in veder perduto il regno.</l></lg>
<lg><l>S'ergon di nuovo invan gli amici altari,</l>
<l>Fermo, ed immoto Balaam sen resta;</l>
<l>Solcan d'ognun le gote i pianti amari,</l>
<l>Fra il lutto, e la tristezza orrida, e mesta,</l>
<l>Rammentan tutti e la magione, e i figli</l>
<l>Esposti al duol funesto, ed ai perigli.</l></lg>
<lg><l>Balam allora; udite, esclama, udite;</l>
<l>Impieghin col nemico e vezzi, e amori</l>
<l>Lo sdegno ad ammollir le Madianite,</l>
<l>E adorne vadan di olezzanti fiori</l>
<l>Finchè indotti da lor non sian con arte</l>
<l>Ad adorare i vostri Numi: e parte.</l></lg>
<lg><l>Come nocchier, che mentre erra, e si aggira</l>
<l>Per il vasto Ocean, mesto, ed ansante;</l>
<l>Inaspettato alfine il porto mira,</l>
<l>Infra il furor de l'Austro sibilante:</l>
<l>Così tai detti udendo amica calma</l>
<l>Torna a Moabbo, e batte palma a palma.</l></lg>
<lg><l>Si eseguisce il consiglio; al dolce aspetto,</l>
<l>Ai lusinghieri volti, oimè, già vinto</l>
<l>Cade il nemico, e dal guerriero petto</l>
<l>Il valoroso scaccia, antico istinto,</l>
<l>Ai feminili vezzi al sesso imbelle</l>
<l>Non resiste il temuto, aspro Israelle.</l></lg>
<lg><l>Moabbo, esulti invano, invan d'argento,</l>
<l>O Rege, carchi il Mago incantatore,</l>
<l>Invan scacci da te l'alto spavento,</l>
<l>Ed il guerriero, bellicoso orrore,</l>
<l>Invan feroce miri il campo aprico</l>
<l>Ove le tende alzò fiero il nemico.</l></lg>
<lg><l>L'Erebo ignito, ed il fumante averno</l>
<l>Giacerà vinto, e insiem l'altero orgoglio</l>
<l>Cadrà al voler del sommo Nume Eterno,</l>
<l>Che saggio regna in sul celeste soglio</l>
<l>Cadrà, e cadendo al Moabita altero</l>
<l>Del Nume mostrerà l'eccelso impero.</l></lg></div1></body></text></TEI.2>
