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      <title>Il Diluvio Universale</title>
      <author>Giacomo Leopardi</author>
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    <extent>9 Kb in UTF-8</extent>
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      <publisher>Biblioteca Italiana</publisher>
      <pubPlace>Roma</pubPlace>
      <date>2004</date>
      <idno>bibit001440</idno>
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        <p>Questa risorsa digitale è liberamente accessibile per uso
              personale o scientifico. Ogni uso commerciale è vietato</p>
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      <title>Collezione BibIt</title>
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        <title>Tutte le opere</title>
        <author>Leopardi, Giacomo</author>
        <editor id="ed">Felici, Lucio</editor>
        <publisher>Lexis Progetti Editoriali</publisher>
        <pubPlace>Roma</pubPlace>
        <date>1998</date>
        <note>L'edizione elettronica fa riferimento al testo Entro dipinta gabbia. Tutti gli scritti inediti, rari e editi 1809-1810 di Giacomo Leopardi, a cura di M. Corti, Milano, Bompiani 1972.</note>
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                    <p>Tutti i materiali paratestuali della fonte cartacea non riconducibili alla
                      responsabilità dell'autore dell'opera sono stati soppressi nella versione
                      digitale</p>
                  </samplingDecl>
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                      <p>Livello medio: controllo a video con collazione con edizione di
                      riferimento</p>
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                      <p>I simboli di citazione e di discorso diretto presenti sulla fonte cartacea
                        sono stati rappresentati sulla versione digitale</p>
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                      <p>I trattini di sillabazione a fine riga sono stati soppressi e le parole
                        ricomposte</p>
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<text>
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<div1><head>Diluvio universale</head>

<argument><p><hi rend="italic">Sciolti</hi></p></argument>

<lg>
<l>Dal sommo Olimpo minacciosa, e fiera</l>
<l>Lo sguardo volse a la terrestre mole</l>
<l>La Giustizia del ciel; su d'alto trono</l>
<l>Regnar mirò con orgoglioso aspetto</l>
<l>L'iniqua colpa, al suo voler le genti</l>
<l>Umili, e pronte calpestar superbe</l>
<l>Vide ogni dritto, e qual destrier, che sciolto</l>
<l>Il duro fren cieco infuriando corre</l>
<l>Pei vasti campi, e sul feroce collo</l>
<l>Scuote le chiome, e ovunque volge il passo</l>
<l>Urta, rompe, sbaraglia, e rami, e siepi:</l>
<l>Così rotta ogni legge il mondo insano</l>
<l>L'orme seguir mirò de l'empia colpa,</l>
<l>Sol pago del piacer, ch'ardito il rende.</l>
<l>Il ciglio infosca, col possente braccio</l>
<l>Tende l'arco di foco, e balenando</l>
<l>Tutte del suo furor l'ardenti freccie</l>
<l>Orribilmente scuote; alto dolore</l>
<l>Il cuor gli preme, e l'uomo iniquo, e stolto</l>
<l>Quasi gli spiace aver tratto dal nulla.</l>
<l>Il decreto è già fatto, il rio peccato</l>
<l>Inulto non sarà, l'empie sue macchie</l>
<l>L'immense laveranno acque stagnanti</l>
<l>D'universal Diluvio; ai venti, al mare,</l>
<l>Ai fiumi, a le tempeste il cenno diede</l>
<l>L'onnipossente braccio, e ad eseguirlo</l>
<l>Son pronti, e uniti gli elementi tutti.</l>
<l>Già la fatal procella irta le chiome</l>
<l>Da l'Affrico veloce, e dal suonante</l>
<l>Tempestoso Aquilon da l'Euro, e Noto</l>
<l>Cinta d'intorno al ciel l'ali dispiega;</l>
<l>Seguela il turbo in vorticosi, giri</l>
<l>L'aria fendendo, ed il flagello scuote</l>
<l>La grandin fiera, ed a l'immenso olimpo</l>
<l>Stridendo volge le fischianti penne.</l>
<l>Stende frattanto il nuvoloso velo</l>
<l>Intempestiva notte, e il sol ricopre</l>
<l>Di tenebroso, ferrugineo manto;</l>
<l>Densa caligin folta il giorno invola</l>
<l>A l'occhio de' mortali; il nero cielo</l>
<l>Illumina talor pallida striscia,</l>
<l>Che tra l'opaco orror tosto s'estingue;</l>
<l>E in mezzo al romorìo sonoro, e cupo</l>
<l>De la nembosa grandine scrosciante</l>
<l>Mugghiar s'ascolta spaventoso il tuono,</l>
<l>E s'ode rimbombar la valle, e il monte</l>
<l>A l'orrido fragor: gli austri veloci</l>
<l>Urtansi in fiera lotta, e l'onde immense</l>
<l>Del torbido Oceano ergono a gara</l>
<l>Come acquose montagne; i flutti orrendi</l>
<l>Sorgono alteri, di spumose goccie</l>
<l>L'aria spruzzando, e la sconvolta arena</l>
<l>Alzan frementi in vorticosi giri.</l>
<l>Muggir s'ascolta la ramosa selva,</l>
<l>E gli alti faggi, e le robuste quercie,</l>
<l>E i cerri antichi, ed i fronzuti pini</l>
<l>Svelti dal suol rotansi in aria, e sassi</l>
<l>Traggon da l'ima terra, e polve, e sterpi,</l>
<l>Che come oscura nube alzano al cielo</l>
<l>Gli austri fischianti. Il fragoroso tuono,</l>
<l>La grandine funesta, il rugghio orrendo</l>
<l>De l'atterrite belve, e dei torrenti</l>
<l>Il terrifico mugghio, il fremer cupo</l>
<l>De lo sconvolto mar, de' venti l'urlo,</l>
<l>Il rumorìo de' fracassati tronchi,</l>
<l>I gemiti, le strida, il mesto pianto</l>
<l>Formano orribil suon ch'insiem confuso</l>
<l>Fere l'orecchio, e spaventoso orrore</l>
<l>Al misero mortal funesto inspira.</l>
<l>Così talor de' folgori di guerra,</l>
<l>Che in ferrei globi il cavo bronzo scaglia</l>
<l>Il misto s'ode rimbombar suonante,</l>
<l>Ch'orribilmente sovra il cor piombando</l>
<l>La pavid'alma di terror percuote.</l></lg>
	<lg><l>Scroscia frattanto impetuosa, e folta</l>
<l>La pioggia, e scorre torbida, e spumosa</l>
<l>Giù per le roccie de' sassosi monti,</l>
<l>E rotolando insiem cappanne, e greggi</l>
<l>Empie le valli, ed ogni pian ricopre.</l>
<l>Mugge sconvolto il mar da l'imo fondo,</l>
<l>E gonfio incalza l'un co l'altro i flutti,</l>
<l>Che da le sponde usciti ai fiumi incontro</l>
<l>Si lanciano spumosi, e insiem ritornano</l>
<l>La piena ad ingrandir, che già scorrevole</l>
<l>Sui vasti campi rigonfiante domina.</l>
<l>Tremante il Pastorel destasi, e fuori</l>
<l>Esce de la cappanna, e vede intorno</l>
<l>L'acqua ondeggiar fra gli olmi, e fra le quercie</l>
<l>Che l'alte cime han sormontate, e vinte.</l>
<l>Desta la moglie in fretta, e i figli ignudi</l>
<l>Toglie dal sonno, e su per l'erta rupe</l>
<l>Con essi in braccio ansante il piè rivolge.</l>
<l>Striscia più volte, e cade, e sorto appena</l>
<l>Torna di nuovo a rotolar nel fango,</l>
<l>Di cui le mani ha lorde, e il volto tutto.</l>
<l>Terge le luci, e indietro volto il guardo</l>
<l>Vede la greggia galleggiar su l'onde,</l>
<l>Ch'han già coperto il povero tugurio.</l>
<l>Su l'erta cima de l'eccelso colle</l>
<l>Carpon carpone, e mani, e piedi usando</l>
<l>Tenta arramparsi; gli è di sprone al fianco</l>
<l>Lo spavento, il terrore, il pianto, il duolo.</l>
<l>Altri già vede per diverse parti</l>
<l>Per simile cagion mescendo a l'acque</l>
<l>Lacrime a rivi verso l'alte vette</l>
<l>Indirizzarsi scarmigliati, e mesti.</l>
<l>Il tuon frattanto si raddoppia, e siegue</l>
<l>Più folta sempre a roversciar la pioggia,</l>
<l>E già de' monti le più alte cime</l>
<l>Son minacciate da l'ondoso piano.</l>
<l>Gli alteri faggi, ed i robusti cerri</l>
<l>Piegan d'umane genti al grave pondo,</l>
<l>Che s'arrampar su gli ondeggianti rami</l>
<l>Per iscansar di morte il crudo artiglio.</l>
<l>Ma de la piena l'orgogliosa possa</l>
<l>Quì pur gli ha giunti, e capovolti a basso</l>
<l>Seco gli tragge, e de le quercie altere</l>
<l>Su le frondose cima i muti pesci</l>
<l>Posan tremanti: e colli, e gioghi alpestri,</l>
<l>Regni, e cittadi dispariro, e tutta</l>
<l>Restò l'iniqua terra a l'onde in preda.</l>
<l>"Riversi, semivivi, boccheggianti"</l>
<l>Popoli, e Regi, e imbelli, e forti, e vili,</l>
<l>Possenti, e ricchi a le ruine immense</l>
<l>Misti del mondo intero infra i spumosi,</l>
<l>Torbidi flutti aggiransi ondeggiando.</l>
<l>Scorre frattanto minaccioso, e truce</l>
<l>Il celeste furor, la mano impugna</l>
<l>Ignita spada, ed il severo ciglio</l>
<l>Terrore inspira; con il piè calpesta</l>
<l>Le sventurate genti, e dentro al cupo</l>
<l>Spaventoso de l'acque orrido seno</l>
<l>Spinge le fredde salme, e a vol trapassa.</l>
<l>Misero mondo! annubilata, e mesta</l>
<l>Siede natura, l'universo intero</l>
<l>Innabissato giace, e sul funesto</l>
<l>Tremendo scempio grandeggiar si vede</l>
<l>La Giustizia del ciel; da l'alto trono</l>
<l>Con minaccioso, fulminante aspetto</l>
<l>Del possente suo sdegno ella rimira</l>
<l>I spaventosi effetti; accanto ad essa</l>
<l>Di mille vite, e mille ancor fumante</l>
<l>Scuote l'acciar l'inevitabil morte,</l>
<l>E a' piedi suoi da ferrei lacci stretta</l>
<l>Giace l'iniqua colpa alto-fremente,</l>
<l>E d'ogni parte il suo funesto regno</l>
<l>Vede atterrato da la spada ultrice</l>
<l>Del Divino furor: geme la terra,</l>
<l>Innorridisce il ciel, freme Natura,</l>
<l>La semispenta umanitade afflitta</l>
<l>in alto orrore immersa, e il mondo intero</l>
<l>Del delitto compiange i tristi effetti.</l></lg></div1></body></text></TEI.2>
