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      <title>Le lagrime della beata Vergine</title>
      <author>Torquato Tasso</author>
    </titleStmt>
    <extent>12 Kb in UTF-8</extent>
    <publicationStmt>
      <publisher>Biblioteca Italiana</publisher>
      <pubPlace>Roma</pubPlace>
      <date>2003</date>
      <idno>bibit001522</idno>
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        <p>Questa risorsa digitale è liberamente accessibile per uso
              personale o scientifico. Ogni uso commerciale è vietato</p>
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      <title>Collezione BibIt</title>
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      <bibl>
        <title>Opere</title>
        <title type="part">Il mondo creato ; Il rogo amoroso ; Genealogia della Serenissima casa Gonzaga ; Le lagrime della Beata Vergine ; Le lagrime di Cristo ; Dialoghi</title>
        <author>Tasso, Torquato</author>
        <editor id="ed">Maier, Bruno</editor>
        <publisher>Rizzoli</publisher>
        <pubPlace>Milano</pubPlace>
        <date>1963-1965</date>
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                    <p>Tutti i materiali paratestuali della fonte cartacea non riconducibili alla
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                  </samplingDecl>
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                      <p>Livello medio: controllo a video con collazione con edizione di
                      riferimento</p>
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                      <p>I simboli di citazione e di discorso diretto presenti sulla fonte cartacea
                        sono stati rappresentati sulla versione digitale</p>
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                      <p>I trattini di sillabazione a fine riga sono stati soppressi e le parole
                        ricomposte</p>
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      <date>500</date>
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        <term>Poesia</term>
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    <div1 n="Le lagrime della beata Vergine">
<lg type="ottava"><head>I</head>
<l>Piangete di Maria l' amaro pianto</l>
<l>che distillò da gli occhi alto dolore,</l>
<l>alme vestite ancor di fragil manto,</l>
<l>in lagrime lavando il vostro errore;</l>
<l>piangete meco in lacrimoso canto</l>
<l>l' aspro martir che le trafisse il core</l>
<l>tre volte e quattro; e ciò ch' alor sofferse</l>
<l>sentite or voi, de la sua grazia asperse.</l></lg>
<lg type="ottava"><head>II</head>
<l>Chiaro sol, che rotando esci del Gange,</l>
<l>d' alta corona di bei raggi adorno,</l>
<l>piangi dolente or con Maria che piange</l>
<l>e piovoso ne porta e oscuro il giorno.</l>
<l>Tu piangi il duol che la scolora ed ange,</l>
<l>o luna, cinta di procelle intorno;</l>
<l>e voi spargete ancor di pianto un nembo,</l>
<l>pallide stelle, a l' ampia terra in grembo.</l></lg>
<lg type="ottava"><head>III</head>
<l>Con la madre di Dio tu piangi, o madre</l>
<l>de' miseri mortali, egra natura;</l>
<l>e l' opre tuep iù belle e più leggiadre</l>
<l>piangan teco, gemendo in vista oscura;</l>
<l>piangan le notti tenebrose ed adre</l>
<l>oltre l' usato; e quei ch' il sasso indura</l>
<l>e 'l vento e 'l gelo inaspra, orridi monti,</l>
<l>spargano i lagrimosi e larghi fonti.</l></lg>
<lg type="ottava"><head>IV</head>
<l>E corra al mesto suon de' nostri carmi</l>
<l>lagrime il mar da l' una a l' altra sponda;</l>
<l>e, perch' io possa a pieno al ciel lagnarmi,</l>
<l>sia lutto e duol quanto la terra inonda.</l>
<l>Piangan con le pitture a prova i marmi,</l>
<l>del cor men duri, ove 'l peccato abonda;</l>
<l>e l' opre d' arte muta, alte colonne,</l>
<l>sembrin le statue lagrimose donne.</l></lg>
<lg type="ottava"><head>V</head>
<l>Tu, Regina del ciel, ch' a noi ti mostri</l>
<l>umida i lumi e l' una e l' altra gota,</l>
<l>fa di lagrime dono a gli occhi nostri,</l>
<l>ed ambe l' urne in lor trasfondi e vota,</l>
<l>perché, piangendo, a gli stellanti chiostri</l>
<l>teco inalzi il pensier l' alma devota;</l>
<l>parte del Tebro in su la verde riva</l>
<l>il tuo santo dolor formi e descriva.</l></lg>
<lg type="ottava"><head>VI</head>
<l>Già 'l suo Figlio immortale avea riprese</l>
<l>le membra, che sentir di morte il gelo,</l>
<l>co' segni ancor de le mortali offese;</l>
<l>ma più del sol lucente in bianco velo,</l>
<l>e come vincitor d' eccelse imprese,</l>
<l>era tornato fiammeggiando al cielo,</l>
<l>ancisa morte e vinto il cieco inferno,</l>
<l>e l' alme pie rendute al regno eterno.</l></lg>
<lg type="ottava"><head>VII</head>
<l>Ella medesma, che 'l crudele assalto</l>
<l>dar vide al dolce Figlio e 'n mente il serba,</l>
<l>e vide tinta di sanguigno smalto</l>
<l>la lancia onde sentì la doglia acerba,</l>
<l>lucido il mirò poi levarsi in alto</l>
<l>e trionfar di morte empia e superba,</l>
<l>sovra le nubi ergendo e sovra i venti</l>
<l>il suo trofeo fra mille schiere ardenti.</l></lg>
<lg type="ottava"><head>VIII</head>
<l>Or tutta in sé raccolta, al fin rimembra</l>
<l>quanti per lui sofferse aspri martiri</l>
<l>dal dì ch' egli vestì l' umane membra,</l>
<l>e quante sparse lagrime e sospiri,</l>
<l>e 'n questo suo pensiero altrui rassembra</l>
<l>freddo smalto ch' umor distilli e spiri:</l>
<l>ben mostra a noi quel che contempli e pensi</l>
<l>chi la dipinse e colorilla a' sensi.</l></lg>
<lg type="ottava"><head>IX</head>
<l>E prima le sovvien ch' il nobil pondo</l>
<l>senza fatiche espose e senza duolo</l>
<l>nel fosco de la notte orror profondo</l>
<l>fra duo pigri animali, in umil suolo,</l>
<l>quando il suo Re produsse al cieco mondo;</l>
<l>e vide ignota stella il nostro polo</l>
<l>a' peregrini regi in Oriente</l>
<l>segnar co' vaghi rai la via lucente.</l></lg>
<lg type="ottava"><head>X</head>
<l>Rimembra l' umil cuna e i rozzi panni</l>
<l>e 'l dolce lamentar del picciol Figlio</l>
<l>e 'l suo pargoleggiar ne' teneri anni,</l>
<l>quando angelo era pur d' alto consiglio;</l>
<l>e 'l sospetto d' Erode e i primi affanni</l>
<l>de la sua fuga e del suo gran periglio;</l>
<l>e per notturne vie l' alte tenebre</l>
<l>d' Egitto, ove trovò fide latebre.</l></lg>
<lg type="ottava"><head>XI</head>
<l>Poscia il perduto suo Figliuol le riede</l>
<l>a mente, e quel dolor ch' alora aprilla;</l>
<l>e ne' begli occhi la pietà si vede</l>
<l>che dolorose lagrime distilla:</l>
<l>duolo a duol, lutto a lutto a lei succede,</l>
<l>ferro e face è il martir ch' arde e sfavilla;</l>
<l>e mostra ben ne' lagrimosi sguardi</l>
<l>quante ella abbia nel core e fiamme e dardi.</l></lg>
<lg type="ottava"><head>XII</head>
<l>A la colonna il pensa, e stille a prova</l>
<l>ella versa di pianto, egli di sangue;</l>
<l>e imaginando il suo martir rinova</l>
<l>martir de l' alma che s' afflige e langue.</l>
<l>Pensa poi come in croce estinto ei giova,</l>
<l>anzi vita ne dà: mirabil angue,</l>
<l>ch' unge del nostro error l' antica piaga;</l>
<l>così pensando, in lagrimar s' appaga.</l></lg>
<lg type="ottava"><head>XIII</head>
<l>E fra sé di suo cambio ancor s' attrista,</l>
<l>donna chiamata; e si lamenta e duole</l>
<l>che perde un Dio figliuolo, un uomo acquista;</l>
<l>e ripensando a l' oscurato sole,</l>
<l>al ciel ch' apparve tenebroso in vista,</l>
<l>al vacillar de la terrena mole,</l>
<l>piange co 'l mondo il suo Fattore insieme,</l>
<l>che disse in croce le parole estreme.</l></lg>
<lg type="ottava"><head>XIV</head>
<l>Par nel volto del sol minore eclissi</l>
<l>ch' in quel de la sua Madre afflitta ed egra;</l>
<l>o in quel del Figlio, in cui 'l divino unissi</l>
<l>co 'l mortal, che si parte e no 'l rintegra.</l>
<l>Ma sua divinitate alor coprissi</l>
<l>con la nube di morte orrida e negra;</l>
<l>e ricoperta la divina luce</l>
<l>a lagrimar le donne e 'l cielo induce.</l></lg>
<lg type="ottava"><head>XV</head>
<l>Sembra poi ch' il pensiero al dì rivolga</l>
<l>che l' ebbe essangue, anzi sanguigno in seno</l>
<l>con mille piaghe; e 'n ricordar si dolga,</l>
<l>impallidito il bel volto sereno;</l>
<l>e 'n duo fiumi i begli occhi alor disciolga,</l>
<l>a le querele sue lentando il freno;</l>
<l>e i piè membrando, e questa mano e quella,</l>
<l>che fece il sole ed ogni ardente stella.</l></lg>
<lg type="ottava"><head>XVI</head>
<l>Sparso nel dolce seno, ond' egli nacque,</l>
<l>di lagrime e d' odori e 'n lino avolto,</l>
<l>Maria poscia il contempla, e come ei giacque</l>
<l>nel grembo de la terra al fin sepolto.</l>
<l>Questo pensier d' amare e tepide acque</l>
<l>a la Vergine inonda i lumi e 'l volto:</l>
<l>però questa del cielo alta Reina</l>
<l>gli occhi nel suo dolore a terra inchina.</l></lg>
<lg type="ottava"><head>XVII</head>
<l>Là dove in tanto le tartaree porte</l>
<l>rompe il Re vincitore e doma e spoglia</l>
<l>i ciechi regni de l' oscura Morte,</l>
<l>pria che gli antichi spirti il cielo accoglia;</l>
<l>come apparisse il glorioso e forte</l>
<l>con lucente, immortale e lieve spoglia,</l>
<l>né stil, né penna mai, né lingua esprime,</l>
<l>né l' intende pensier santo e sublime.</l></lg>
<lg type="ottava"><head>XVIII</head>
<l>Qual interno pittor giamai dipinse</l>
<l>nel cor, che di suo spirto è vivo tempio,</l>
<l>la sua vittoria onde la Morte estinse,</l>
<l>non pur le pene e 'l sanginoso scempio?</l>
<l>E chi di lei che nel Signor s' incinse</l>
<l>poté ritrar, quasi da vero essempio,</l>
<l>le lagrime, i pensieri, i santi affetti?</l>
<l>e com' esser traslata al cielo aspetti?</l></lg>
<lg type="ottava"><head>XIX</head>
<l>Alziamo or con Maria, d' amore acceso,</l>
<l>il pensier nostro, come fiamma o strale;</l>
<l>seguendo alto Signor ch' in cielo asceso</l>
<l>siede a destra co 'l Padre, al Padre eguale;</l>
<l>né di terreno affetto il grave peso</l>
<l>tardi la mente, che s' inalza e sale.</l>
<l>Alziamo il pianto, e sovra 'l cielo ascenda</l>
<l>sol per sua grazia, ed ella in grado il prenda.</l></lg>
<lg type="ottava"><head>XX</head>
<l>Ed in santa dolcezza amor converta</l>
<l>quel che d' amaro il nostro fallo asperge.</l>
<l>Piangea la Madre alor, quasi in deserta</l>
<l>valle di pianto, ove 'l dolor sommerge.</l>
<l>Piangea per gran desio, secura e certa</l>
<l>già de la gloria, ov' ei ne chiama ed erge,</l>
<l>ove di stelle alta corona e veste</l>
<l>avrà di sole, in maestà celeste.</l></lg>
<lg type="ottava"><head>XXI</head>
<l>E piangea stanca pur nel corso umano</l>
<l>e co 'l peso mortal, ch' è grave salma,</l>
<l>mesta e solinga; e già nel ciel sovrano</l>
<l>bramosa di salir la nobil alma.</l>
<l>Ancisi intanto da furore insano,</l>
<l>aveano i fidi suoi corona e palma.</l>
<l>Piangea gli altrui martìri e 'l proprio scampo</l>
<l>ne la vita, ch' a morte è duro campo.</l></lg>
<lg type="ottava"><head>XXII</head>
<l>E piangendo diceva: “Oh com' è lunga</l>
<l>la mia dimora, anzi l' essiglio in terra!</l>
<l>Deh sarà mai ch' a te ritorni e giunga</l>
<l>pur come da tempesta o d' aspra guerra?</l>
<l>Bramo esser teco, o Figlio: a te mi giunga</l>
<l>quella santa pietà ch' il ciel disserra.</l>
<l>Se non son de la Madre i preghi indegni,</l>
<l>chiamami pur dove trionfi e regni.</l></lg>
<lg type="ottava"><head>XXIII</head>
<l>Deh non soffrir che si consumi ed arda</l>
<l>tra speranze e desiri il cor penoso.</l>
<l>Odi la Madre che si lagna e tarda,</l>
<l>odi la Madre pia, Figlio pietoso;</l>
<l>e se già lieta io fui dove si guarda,</l>
<l>quasi per ombra, il tuo divino ascoso,</l>
<l>quante avrò gioie in ciel, s' io ti riveggio</l>
<l>coronato di gloria in alto seggio?</l></lg>
<lg type="ottava"><head>XXIV</head>
<l>Mòstrati, o Re di gloria, o Figlio, omai,</l>
<l>tu che servo apparisti in tomba e 'n cuna;</l>
<l>e fa contenta a' chiari e dolci rai</l>
<l>la vista mia ch' amaro duolo imbruna.</l>
<l>Tra gli occhi cari e i miei, c' han pianto assai,</l>
<l>non s' interponga o sole o stella o luna.</l>
<l>Cedete al mio desir, pianeti e cieli,</l>
<l>perch' a la Madre il Figlio al fin si sveli”.</l></lg>
<lg type="ottava"><head>XXV</head>
<l>Così dicea nel lutto. E voi portaste,</l>
<l>angeli, al Figlio il suon devoto e sacro,</l>
<l>e le lagrime sue pietose e caste,</l>
<l>bench' uopo a voi non sia pianto o lavacro.</l>
<l>Or, se mai d' altrui duol pietà mostraste,</l>
<l>portate queste mie ch' a lei consacro;</l>
<l>e 'l lagrimoso dono, o spirti amici,</l>
    <l>offrite, o sempre lieti e 'n ciel felici.</l></lg></div1>
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</text>
</TEI.2>
