<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<!DOCTYPE TEI.2 SYSTEM "http://bibliotecaitaliana.it/dtd/bibit.dtd">
<TEI.2>
	<teiHeader>
  <fileDesc>
    <titleStmt>
      <title>Il Crispo</title>
      <author>Annibale Marchese</author>
    </titleStmt>
    <extent>153 Kb in UTF-8</extent>
    <publicationStmt>
      <publisher>Biblioteca Italiana</publisher>
      <pubPlace>Roma</pubPlace>
      <date>2005</date>
      <idno>bibit001537</idno>
      <availability>
        <p>Questa risorsa digitale è liberamente accessibile per uso
              personale o scientifico. Ogni uso commerciale è vietato</p>
      </availability>
    </publicationStmt>
    <seriesStmt>
      <title>Collezione BibIt</title>
    </seriesStmt>
    <sourceDesc>
      <bibl>
        <title>Di Fedra il cieco furor : passione e potere nella tragedia del Settecento : il Crispo di Annibale Marchese</title>
        <author>Marchese, Annibale</author>
        <editor id="ed">Giulio, Rosa</editor>
        <publisher>Edisud</publisher>
        <pubPlace>Salerno</pubPlace>
        <date>2000</date>
      </bibl>
    </sourceDesc>
  </fileDesc>
  <encodingDesc>
                  <samplingDecl>
                    <p>Tutti i materiali paratestuali della fonte cartacea non riconducibili alla
                      responsabilità dell'autore dell'opera sono stati soppressi nella versione
                      digitale</p>
                  </samplingDecl>
                  <editorialDecl>
                    <correction method="silent" status="medium">
                      <p>Livello medio: controllo a video con collazione con edizione di
                      riferimento</p>
                    </correction>
                    <quotation form="data" marks="all">
                      <p>I simboli di citazione e di discorso diretto presenti sulla fonte cartacea
                        sono stati rappresentati sulla versione digitale</p>
                    </quotation>
                    <hyphenation eol="none">
                      <p>I trattini di sillabazione a fine riga sono stati soppressi e le parole
                        ricomposte</p>
                    </hyphenation>
                  </editorialDecl>
    <classDecl><taxonomy id="CGB"><bibl>Classificazione generi BibIt</bibl></taxonomy></classDecl></encodingDesc>
  <profileDesc>
    <creation>
      <date>700</date>
    </creation>
    <langUsage><language id="ita">italiano</language></langUsage>
    <textClass>
      <keywords scheme="CGB">
        <term>Letteratura teatrale</term>
      </keywords>
    </textClass>
  </profileDesc>
  <revisionDesc>
    <change>
      <date>Data sconosciuta anteriore al 2000</date>
      <respStmt>
        <name>CIBIT-Salerno</name>
      </respStmt>
      <item>Digitalizzazione</item>
    </change>
    <change>
      <date>Data sconosciuta anteriore al 2000</date>
      <respStmt>
        <name>CIBIT-Salerno</name>
      </respStmt>
      <item>Correzione linguistica</item>
    </change>
    <change>
      <date>2005-01-18T00:00:00.000+02:00</date>
      <respStmt>
        <name>Antonio Elefante</name>
        <name>BIBIT</name>
      </respStmt>
      <item>Codifica XML - Codifica manuale</item>
    </change>
    <change>
      <date>2005-01-18T00:00:00.000+02:00</date>
      <respStmt>
        <name>Carla Deiana</name>
        <name>BIBIT</name>
      </respStmt>
      <item>Validazione</item>
    </change>
  </revisionDesc>
</teiHeader>
<text>
<front>
<div1 n="Argomento">
<lg type="ottava">
	<lg>
<l>Arde Fausta di Crispo, e a lui si scopre;</l>
<l>Ma respinta s'adira, e al più che forte</l>
<l>Fero Licinio dassi, ond'e’ si adopre</l>
<l>Contra ‘l figliastro e in un contra ‘l consorte.</l>
<l>Chi la ria tela ordisce è preso, e d'opre</l>
<l>Tai Crispo incolpa, e ‘l padre il danna a morte.</l>
<l>Ma ‘l ver poi scorge e, allor che morto il crede,</l>
<l>Licinio ucciso e lui vivo al fin vede.</l>
		</lg></lg></div1>

<castList>
<head>Interlocutori</head>
<castItem>

	<role><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO <hi rend="sc">M</hi>AGNO</role>

	<roleDesc>
		<hi rend="Italic">Imperadore</hi>
	</roleDesc>
</castItem>
<castItem>
	<role><hi rend="sc">C</hi>RISPO</role>
	<roleDesc>

		<hi rend="Italic">suo figlio dichiarato Cesare</hi>
	</roleDesc>
</castItem>
<castItem>
	<role><hi rend="sc">F</hi>IRMIANO</role>
	<roleDesc>
		<hi rend="Italic">maestro di Crispo</hi>
	</roleDesc>
</castItem>
<castItem>
	<role><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</role>
	<roleDesc>
		<hi rend="Italic">moglie di Costantino</hi>
	</roleDesc>
</castItem>
<castItem>
	<role><hi rend="sc">F</hi>LAVIANA</role>
	<roleDesc>
		<hi rend="Italic">sua nutrice</hi>
	</roleDesc>
</castItem>
<castItem>
	<role><hi rend="sc">L</hi>ICINIO</role>
	<roleDesc>
		<hi rend="Italic">nipote di Costantino dal medesimo fatto Cesare</hi>
	</roleDesc>
</castItem>
<castItem>
	<role><hi rend="sc">F</hi>LAVIO</role>
	<roleDesc>
		<hi rend="Italic">figlio di Flaviana, capitan delle guardie di Crispo</hi>
	</roleDesc>
</castItem>
<castItem>
	<role><hi rend="sc">L</hi>ETO</role>
	<roleDesc>
		<hi rend="Italic">capitano delle guardie di Costantino</hi>
	</roleDesc>
</castItem>
</castList>
<set>
	<p><emph>La Scena è in Roma</emph></p>
		</set>
</front>
<body>
	<div1 type="atto">
	<head>ATTO PRIMO</head>
	<div2 type="scena">
	<head><hi rend="Italic">Scena prima</hi></head>
	<stage><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO, <hi rend="sc">C</hi>RISPO <hi rend="Italic">e</hi>
	<hi rend="sc">F</hi>IRMIANO</stage>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</speaker>
  	<l>Degno mio germe, per cui sol vedrassi</l>
  	<l>A l'orgoglioso persa, al fero scita</l>
  	<l>Al german ribellante, a la feconda</l>
  	<l>Scandia di gente a gran disagi avezza</l>
  	<l>Imporre il giusto freno, e al nostro impero</l>
  	<l>Fondar con alta gloria eterna pace,</l>
 	<l>Spero sia pago il giovanile ardente</l>
  	<l>Desio d'onor, che nel tuo petto ferve,</l>
  	<l>Or ch'a novelle imprese appresto e scelgo</l>
 	<l>La tua mente, il tuo braccio; ecco omai pronte</l>
 	<l>Le schiere, ch'a le antiche in Asia aggiunte,</l>
	<l>Scompiglieran sotto il tuo brando invitto</l>
	<l>De’ barbari incostanti i rei disegni.</l>
 	<l>Va’, vedi, pugna, se fia uopo, e vinci,</l>
 	<l>E trionfante al Campidoglio riedi, </l>

	<l>Per volger poi l'arme vittrici altrove.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>RISPO</speaker>
	<l>L'alto desio, padre e signor, che accende</l>
	<l>Mio cor, è sol d'essere ognor qual deggio</l>
	<l>Del grande Costantin figlio ben degno;</l>
	<l>Ma troppo al mio voler contrasta e opponsi</l>
	<l>La mia felicità, che a l'opre vostre</l>
	<l>Vieta le mie render simili in parte.</l>
	<l>Qual in voi splenda alto valor sovrano</l>
	<l>Si vide aperto all'or che, dal geloso</l>
	<l>De la vostra virtù <rs type="name">Galerio</rs> indutto,</l>
 	<l>A le sarmate schiere andaste incontro,</l>
	<l>Quasi a certo periglio, e del lor duce</l>
	<l>Fra lacci avvinto a lui feste il bel dono</l>
	<l>Per lo temuto donator non caro;</l>
	<l>E allorché vi scagliaste a la feroce </l>
 	<l>Belva per compiacergli, e ‘l teschio orrendo</l>
 	<l>Troncaste sì che ancor <rs type="luogo">Roma</rs> v'applaude,</l>
 	<l>E gli schermi leggiadri, onde i disegni</l>
 	<l>Al tiranno spezzaste, a <rs type="luogo">Roma</rs> e al mondo</l>
 	<l>Appien son conti; or se di virtù raggio</l>
 	<l>In me riluce, e da non miei splendori</l>
 	<l>Abbarbagliato e vinto io rea fortuna</l>
 	<l>Mai non sostenni, onde mostrar potessi</l>
	<l>Fortezza intera, ognor d'Augusto figlio</l>
	<l>E del più chiaro Augusto in ogni ‘mpresa,</l>
	<l>Non che compagna, ebbi la sorte ancella.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</speaker>
	<l>A l'umana virtù guerra più dura</l>
	<l>Fa la benigna che l'avversa sorte,</l>
 	<l>Tal che ne l'una ben chiaro dimostri</l>
 	<l>Qual ne l'altra saresti: è troppo noto</l>
	<l>L'alto valor, che per mia gloria adorna</l>
	<l>Tuo petto, e di tuo nome è pieno il mondo.</l>
	<l>Sallo ben l'Istro e ‘l Ren, che non più d'acque</l>
	<l>Che di sangue portaro al mar tributo</l>
 	<l>Per tua cagion, per te d'uomini estinti,</l>
	<l>Che seguir per Licinio il forte Amando,</l>
	<l>E di rostri, e d'antenne, e d'armi infrante</l>

	<l>A l'Ellesponto fur oppresse l'onde,</l>
	<l>E di nuovo per te l'Asia sue piagge</l>
	<l>Vedrà del sangue suo fatte vermiglie,</l>
	<l>Se non cangia pensiero. Al nuovo giorno</l>
 	<l>In tanto io vo’ che l'apprestate schiere</l>
	<l>Tu ‘ncominci a condur là dove imposi.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>RISPO</speaker>
	<l>Sovra ogn'altra virtude onoro e colo</l>
	<l>Quella, signor, che voi padre ed Augusto</l>
	<l>Ad ubbidir m'insegna, onde igualmente,</l>
 	<l>O se a le dubbie imprese io muovo i passi,</l>
 	<l>O se quivi ozioso e ‘nutil resto,</l>
 	<l>M'aggrada sol ch'io il voler vostro adempia.</l>
 	<l>Ciò natura e ragion m'impone, e forte</l>
 	<l>Ne la tenera mente ancor lo ‘mpresse</l>
 	<l>Questa, che desti a me, saggia e fidata</l>
 	<l>Scorta, ond'io possa ognor securo e lieto</l>
 	<l>Poggiar là dove il sommo bene ha il soglio.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</speaker>

	<l>O età felice in cui rifulge uom tale,</l>
	<l>Che co’ detti e con l'opre il ver sentiero</l>
	<l>Di virtù mostra. Firmian, ben degno</l>
	<l>Sei di mie laudi e de l'amor mio tutto,</l>
 	<l>Se a render sì perfetto il mio figliuolo</l>
 	<l>V'ebbe gran parte lo tuo studio e zelo.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>IRMIANO</speaker>
	<l>Suo generoso spirto e ‘l nobil vostro</l>
	<l>Sangue ch'è in lui, e ‘l sol porgli davanti</l>
	<l>La chiara storia di vostre opere eccelse</l>
	<l>Lo fer sì glorioso e giusto, o sire.</l>
 	<l>Ne gli altri figli di possenti Augusti</l>
	<l>Ebber difetti di maestri e norme</l>
	<l>A farsi ta’ quai poscia unqua non furo.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</speaker>
	<l>Ciò non renda minor tua gloria. Intanto</l>
	<l>Ir voglio, o Crispo, al campo, ed ivi in mostra</l>
	<l>Veder le schiere tutte, or, se t'aggrada</l>
	<l>Venir, mi segui e, se star vuoi, rimanti:</l>
 	<l>Ch'è nostra voglia sol ciò che a te piace.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>RISPO</speaker>
	<l>Vuol non lieve cagion, se mel consente</l>
	<l part="I">Vostra bontà, ch'io qui rimanga.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</speaker>
		<l part="F">Adunque</l>
	<l>Resta, che ‘l meglio ognor so che disponi.</l>
		</sp>
			</div2>

	<div2 type="scena">
	<head><hi rend="Italic">Scena seconda</hi></head>
	<stage><hi rend="sc">F</hi>IRMIANO <hi rend="Italic">e</hi> <hi rend="sc">C</hi>RISPO</stage>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>IRMIANO</speaker>
	<l>Deh perché, signor mio, d'Augusto i passi</l>
 	<l>Non seguitaste? e qual or qui richiede</l>
 	<l>Opra degna di voi vostra presenza?</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>RISPO</speaker>
 	<l>Sai, Firmian, che nostre schiere a prova</l>
 	<l>M'onoran tutte, e i più festanti e chiari</l>
 	<l>Gridi levano al ciel quando vi giungo,</l>
 	<l>Sì che temo io che più di Crispo il nome</l>
 	<l>Che quel di Costantin sonar s'udria,</l>
 	<l>S'io seco andassi, e ciò dritto non parmi.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>IRMIANO</speaker>
	<l>Degno è ‘l pensier d'uom giusto, accorto, e saggio,</l>
	<l>Più che di figlio, i cui be’ vanti al padre</l>
	<l>Apportan gloria sovra ogn'altra cara.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>RISPO</speaker>
	<l>Altro pensiero, o mio fedel, confonde</l>

 	<l>Mia dubbia mente, e tuo consiglio or cheggio:</l>
 	<l>Partir già debbo, e pria ragion richiede</l>
	<l>Ch'io men vada a ’nchinar Fausta; costei,</l>
	<l>Seguendo di madrigna il rio costume,</l>

	<l>Se a caso il guardo a me volge, s'attrista,</l>
	<l>E cangia più color che <rs type="name">Proteo</rs> aspetti,</l>
 	<l>Sì che il non gire a lei parmi villana</l>
	<l>Rozzezza e, se vi vo, noia le apporto,</l>
	<l>E l'uno e l'altro a me di pari incresce.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>IRMIANO</speaker>
	<l>Se ‘n lei nasce il dolor da suoi difetti,</l>
	<l>Il duol pena le sia de l'ira ingiusta;</l>
 	<l>Né difender da quel voi la dovete</l>
	<l part="I">Col proprio fallo.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>RISPO</speaker>
			<l part="F">Or dunque, se ‘l consigli,</l>
	<l>Pria si scosti più il sol dal mar profondo,</l>
	<l>Indi, l'invida mia noverca irata,</l>
	<l>Il nostro aspetto o voglia o no sostenga.</l>
		</sp>
			</div2>
	<div2 type="scena">
	<head><hi rend="Italic">Scena terza</hi></head>
	<stage><hi rend="sc">F</hi>AUSTA <hi rend="Italic">e poi</hi> <hi rend="sc">N</hi>UTRICE</stage>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
 	<l>Potesse il Reno, oimè, potesse il Gange,</l>
	<l>O pur l'onda del Nilo, ov'ha più mostri,</l>
	<l>O ‘l mar che agghiaccia, o quel che al sol più ferve</l>
	<l>Smorzar in me l'infame indegna fiamma,</l>
	<l>Ch'al tristo cor s'apprese, e ‘l preme, e l'ange.</l>

 	<l>Credea che chiusa in seno al fin dovesse</l>
	<l>Scacciarne l'alma disperata, e trarmi</l>
	<l>Di tanti affanni, ma lassa m'avveggio</l>

	<l>Che, circondata dal rio foco, anch'ella</l>
	<l>Uscir non può; talor penso e dispongo&gt;</l>
 	<l>D'aprirle in questo cor novella porta</l>
	<l>Col duro ferro, ma pensier m'affrena,</l>
	<l>E mi dice, deh vivi, e spera omai</l>
	<l>Ciò che morendo unqua sperar non lice.</l>
	<l>Ma che lice sperar s'io vivo? Ah ‘ndegno</l>
 	<l>Di madrigna e d'Augusta empio pensiero</l>
	<l>Cessa una volta d'impedir mia morte,</l>
	<l>O almen tu mi consiglia, or che non posso</l>
	<l>Tacer più il duolo, e disvelar nol deggio.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">N</hi>UTRICE</speaker>
	<l>Augusta, e sarà ver che prieghi e pianti</l>
 	<l>Io supplicante in van porga e diffonda,</l>

	<l>E a la mia fede, e al mio materno affetto</l>
	<l>Nieghisi ciò che per ben vostro io chiedo.</l>
	<l>Sospetta io vi sarò che a mille prove</l>
	<l>Qual mi sia ben sapete? ed al mio ‘ngegno</l>
 	<l>Confidate sì poco, onde si debba</l>
	<l>Tacer ciò che voi strugge e me consuma?</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
	<l>Cara nutrice, a’ tuoi pietosi pianti</l>
	<l>Indurai mio mal grado il tristo core,</l>
	<l>Credei che meglio era morir tacendo,</l>
 	<l>Che parlando svelar ciò che non lice.</l>
	<l>Or conosco io che le più volte morte</l>
	<l>Fugge crudel dal misero, se vede</l>
	<l>Che può giovarli, e ancor tacqui finora, </l>
	<l>Poich'esser mi credea mai sempre in tempo</l>
 	<l>A dir miei danni, or questa speme ancora</l>
	<l>Fia che declini col sol d'oggi, e questo</l>
	<l>Cresce al tristo pensier novelli affanni.</l>

		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">N</hi>UTRICE</speaker>
	<l>Or tutto intendo, è l'odiato Crispo</l>
	<l>Cagion del vostro duol, morto il bramate,</l>
 	<l>E, perché al nuovo sol partirsi deve,</l>
	<l>Temete, non in vano, allor ch'è lungi,</l>
	<l>Apriate a me ciò che ‘l cuor vostro brama.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
	<l>Non l'intendi che ‘n parte (a che più taccio,</l>
	<l>Che più resisto al fato?) è ver ch'è Crispo</l>
 	<l>De’ miei danni cagion, ma non de l'ira.</l>
	<l>Ah mia fedel, colui, che obbietto e segno</l>

	<l>Era de l'odio mio, sappi che tutta,</l>
	<l>Ahi vergogna, ahi dolor! l'alma mi scalda</l>
	<l>D'ira non già, ma del più ‘ntenso amore.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">N</hi>UTRICE</speaker>
 	<l>Ma come in voi cedeo tant'odio loco</l>
	<l>Ad un amor di lui più indegno e fero?</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
	<l>Quand'io di nuova maschia prole Augusto</l>
	<l>Fei lieto, al bel figliuol di <rs type="name">Minervina</rs></l>
	<l>Incominciai tentar ingiusta morte,</l>
 	<l>Ma ‘l bel garzon tal grazia e leggiadria</l>
	<l>Mostrava in volto che pietà mi vinse,</l>
	<l>E sparsi a terra il venenato nappo</l>
	<l>Che tu apprestasti; indi con gli anni e’ crebbe</l>
	<l>In beltade e ‘n valor, onde felice</l>
 	<l>In guerra e ‘n pace è sì pregiato e caro</l>
	<l>Al popolo, al senato ed a le schiere,</l>
	<l>Tal che quel che ‘n me prima era pietade,</l>
	<l>Poscia, né so dir come, amor divenne.</l>
	<l>Amor, che m'empie il cor, la mente, il petto, </l>
 	<l>L'ossa, le vene, e quanto è ‘n me di foco,</l>
	<l>Di desir, di sospetto, e di timore,</l>
	<l>D'orror, di dubbio, di vergogna, e d'ira.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">N</hi>UTRICE</speaker>
	<l>Lasciate al vulgo vil querele e pianti,</l>
	<l>Del gran <rs type="name">Massimian</rs> voi figlia altera,</l>
 	<l>Nulla sgomenti, e ne le avverse cose</l>
	<l>Al rimedio si pensi. Or che v'arresta</l>
	<l>A scoprir vostro amor? Forse vergogna,</l>
	<l>Passion degna sol d'alma plebea,</l>
	<l>O van timor che a lui sì bella sorte</l>
 	<l>Non sia gradita, o ch'altri mai ciò sappia,</l>
	<l>O ‘l Cielo, in cui d'amor fiamma sovente</l>
	<l>S'apprese: fallo di <rs type="name">Vulcan</rs> la moglie,</l>
	<l>Che tante volte or fu di <rs type="name">Marte</rs> in seno,</l>
	<l>Or del mortal <rs type="name">Adone</rs>, ora d'<rs type="name">Anchise</rs>,</l>
 	<l>Da cui deriva e scende il vostro sposo,</l>
	<l>E per lui Crispo: e ancor la Casta Dea</l>
	<l>De’ boschi in grembo a <rs type="name">Endimion</rs> si giacque.</l>
	<l>Che dirò d'altri? Il gran Tonante stesso,</l>
	<l>Che par che irato ognor fulmini avventi</l>
 	<l>Ver chi offende le leggi, egli arse ancora</l>
	<l>Per l'altrui mogli, per donzelle, e ninfe</l>
	<l>De l'adultera fiamma, e ‘n bianco toro,</l>
	<l>E ‘n avrea pioggia, e in altre stranie forme</l>
	<l>Cangiossi per gior di lor beltade:</l>
 	<l>Che se al Ciel non piaceva il vostro ardore,</l>
	<l>Difender vi dovea da chi l'accese,</l>
	<l>Ver cui forza mortal che può, che vale,</l>
	<l>Se la superna ancor vinta li cede?</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
	<l>Il tuo dolce parlar fa meno indegna</l>
 	<l>La mia fiamma al pensier, ma qual poss'io</l>
	<l>Sperar da Crispo mai grato conforto?</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">N</hi>UTRICE</speaker>
	<l>Quel ch'ebber già mille madrigne e mille</l>
	<l>Da’ freschi figli de’ lor vecchi sposi,</l>
	<l>E che vergogna iguale asconde e cela</l>
 	<l>Più che tutt'altri amor, di cui la donna</l>
	<l>Sola n'arrossa, e l'uom talor si vanta.</l>
	<l>E se più ‘n alto vostra speme il volo</l>
	<l>Erger vorrà, due volte al solio <rs type="luogo">Roma</rs></l>
	<l><rs type="name">Giulia</rs> adorò pria con <rs type="name">Severo</rs>, e poscia</l>
 	<l>Col di lui figlio <rs type="name">Caracalla</rs>, e al grembo</l>
	<l>Stesso l'accolse, in cui svenato in prima</l>
	<l>Le avea <rs type="name">Geta</rs> suo figlio e a lui germano.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
	<l>Tolga il destin che io mai brami la morte</l>
	<l>Al mio sposo innocente, e al Ciel piacesse</l>
 	<l>Che dal petto scacciar potessi il foco</l>
	<l>Senza macchiar suo letto, anzi me stessa.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">N</hi>UTRICE</speaker>
	<l>Dunque pensiam solo a’ furtivi amori,</l>
	<l>Agevoli nel vero: è Crispo molto</l>
	<l>Gentile e grato. E qual ferrigno petto</l>
 	<l>A’ dolci assalti di sì bel sembiante,</l>
	<l>A’ cari prieghi d'un'amante Augusta</l>

	<l>Non piegherebbe intenerito e molle.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
	<l>O dolce madre mia, fido sostegno</l>
	<l>D'ogni mia speme, or quali odo diversi</l>
 	<l>Dal tu’ antico parlar detti e consigli!</l>
	<l>O come per mio ben cangiasti a tempo</l>
	<l>D'onor, di fasto le sentenze gravi</l>
	<l>In queste sì pietose a’ miei martiri.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">N</hi>UTRICE</speaker>
	<l>Allor che il vostro genitore Augusto,</l>
 	<l>Per la più saggia me tra  mille scelse</l>
	<l>A la vostra custodia, e’ sì mi disse:</l>
	<l>“Questa mia figlia a te do ‘n guardia, in lei</l>
	<l>Di virtude e d'onor desta pensieri.</l>
	<l>Fin che non sieno a lei dannosi”. E’ tacque,</l>
 	<l>Scorgendo che i suoi sensi appien compresi.</l>
	<l>Ed egli ancor con tai saggie e prudenti </l>
	<l>Regole sì ben resse il vasto impero.</l>
	<l>Or che onore e virtù vi nuoce, ad altro</l>
	<l>Si badi che al dover. Crispo si tenti,</l>
 	<l>Che cadrà tosto. Or non più indugi, io vado.</l>
	<l part="I">Qui fra poco mi avrete.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
				<l part="F">Ah ferma, e lascia</l>
	<l part="I">Ch'io me vi pensi.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">N</hi>UTRICE</speaker>
        			<l part="F">Anco il pensier contrasta</l>
	<l>Al vostro ben, se poco tempo avanza.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
	<l>Vanne, fa ciò che vuoi, poiché non posso</l>
 	<l>Altro sperar. Chi mai su rotta nave</l>
	<l>Schivò ne l'Ocean profondo irato</l>
	<l>Per sua vita salvar barbara terra?</l>
		</sp>
			</div2>

	<div2 type="scena">
	<head><hi rend="Italic">Scena quarta</hi></head>
	<stage><hi rend="sc">L</hi>ICINIO <hi rend="Italic">solo</hi></stage>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">L</hi>ICINIO</speaker>
	<l>Già l'aquile superbe in mille insegne</l>
	<l>Spiegansi, e ‘l suon de le guerriere trombe</l>
 	<l>A l'armi invita. Ma di Crispo il nome</l>
	<l>Grida ogni schiera, e di Licinio tace.</l>
	<l>Io che del nome e del gran genio erede</l>
	<l>Son di chi a <rs type="luogo">Roma</rs> con lo ‘ngegno e l'armi</l>
	<l>Tanto giovò, che ‘l meritato impero</l>
 	<l>In premio n'ebbe, or suo non degno figlio</l>

	<l>Pigro qui resto ammiratore umile</l>
	<l>De le ‘mprese di Crispo, e de’ suoi vanti,</l>
	<l>Contento solo del cesareo nome,</l>

	<l>Che dopo aver la vita e ‘l regno tolto</l>
 	<l>Al mio gran padre, con finta pietade</l>
	<l>Lo scaltro Costantin mi diè per torlo</l>
	<l>Poscia a sua voglia. Ah non sia ver che tanta</l>
	<l>Viltade in me s'alletti, io vo’ ‘l paterno</l>
	<l>Impero, io vo’ la giusta, aspra vendetta</l>
 	<l>Contra chi ‘l tolse ed or a me ‘l contende,</l>
	<l>O punirò col ferro ognun che pensa</l>
	<l>Farmi contrasto, o lascerò ben tosto</l>
	<l>Questa vita, ch'a me senza il gran lavro</l>
	<l>Incresce sì che l'odio più che morte.</l>
 	<l>Ma Flavio a me ne viene, in lui gran parte</l>
	<l>De’ mie’ vasti disegni appoggio, a lui,</l>
	<l>Ch'è d'ingegno e di man sagace e pronto,</l>
	<l>Mi rendei caro, e m'affidai ben tutto.</l>
	<l>E’ che di Crispo a la custodia è duce,</l>
 	<l>Ed ha madre sì cara a Fausta, e’ puote</l>
	<l>Darmi a l'odio e a l'amor possente aita.</l>
		</sp>
			</div2>
	<div2 type="scena">
	<head><hi rend="Italic">Scena quinta</hi></head>
	<stage><hi rend="sc">F</hi>LAVIO <hi rend="Italic">e</hi> <hi rend="sc">L</hi>ICINIO</stage>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>LAVIO</speaker>
	<l>Signor, la vostra fiamma appieno esposi</l>
	<l>Di Fausta a la fedel cara nutrice,</l>
	<l>Cui dissi ancor la somma cortesia</l>
 	<l>Che a me suo figlio ognora usar v'aggrada,</l>
	<l>Tal ch'ella, che vi è ben grata, ed amica</l>
	<l>Quanto può ne promette, e forse vana</l>
	<l>La promessa non fia, fidate adunque</l>
	<l>Lieto ne l'opra sua, nel nostro affetto.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">L</hi>ICINIO</speaker>
 	<l>Ah quando fia il bel dì ch'io solo in trono</l>
	<l>Leggi al mondo darò per esser grato</l>
	<l>Con alti premi, o Flavio, al tuo gran merto?</l>
	<l>Dritto ben è ch'io teco sol comparta</l>
	<l>Grazie, piaceri, onor, tesori, impero,</l>
 	<l>S'avvien che per te solo io goda e regni.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>LAVIO</speaker>
	<l>Ampia mercè mi fia, signor, mirarvi</l>
	<l>Nel solio, e sposo de l'amabil Fausta,</l>
	<l>La cui beltade a gran ragion poteo,</l>
	<l>Fra l'alte cure di vendetta e ‘mpero,</l>
 	<l>Loco trovar nel vostro saldo petto.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">L</hi>ICINIO</speaker>
	<l>Desio di regno e di vendetta al core</l>
	<l>Impresser lei che di me tutto è donna.</l>
	<l>Ella, ch'è suora di <rs type="name">Massenzio</rs>, e figlia</l>
	<l>Del gran <rs type="name">Massimian</rs>, che cadder ambo</l>
 	<l>Per Costantino ancisi, ha in mano i cori</l>
	<l>Di que’ che al padre ed al german fur cari,</l>
	<l>Senza parte rimasi al nuovo impero.</l>
	<l>Stimando adunque lei mezzo ben destro</l>
	<l>Al gran disegno, a lei volsi i miei sguardi,</l>
 	<l>In cui tanta virtude, ardir, bellezza</l>
	<l>Veggio, o parmi veder, che più non l'amo</l>
	<l>Perché mi può giovar, ma perché piace</l>
	<l>Al cor che sì per lei arde e sfavilla,</l>
	<l>Che ‘n lui ferve ugualmente, anzi ha più loco</l>

 	<l>L'amoroso desio che quel d'impero.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>LAVIO</speaker>
	<l>Altra cagion più che l'amor sovente</l>
	<l>Sospigne alcuno a bramar donna, e poi</l>
	<l>Sì ne’ lacci d'amor si trova involto,</l>
	<l>Che pur cessando le cagion primiere</l>
 	<l>Non s'arresta d'amar; ma già ver noi</l>
	<l>Vien la mia genitrice, or da sua bocca</l>
	<l>Potrete udir le sue fide promesse.</l>
		</sp>
			</div2>
	<div2 type="scena">
	<head><hi rend="Italic">Scena sesta</hi></head>
	<stage><hi rend="sc">N</hi>UTRICE <hi rend="Italic">e</hi> <hi rend="sc">D</hi>ETTI</stage>

	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">N</hi>UTRICE</speaker>
	<l>Tutto, signor, mi è noto, ogni mia possa</l>
	<l>Userò per far voi contento appieno:</l>
 	<l>Che oprar non deggio per servir colui</l>
	<l>Che al mio Flavio largisce onor cotanti?</l>
	<l>Tolga il Ciel ch'io sia ingrata, e se ria sorte</l>
	<l>Farà che ‘n van per farvi pago adopri</l>
	<l>Quanto è di forza in me d'ingegno e d'arte,</l>
 	<l>Non ne incolpate le mie fide voglie.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">L</hi>ICINIO</speaker>
	<l>De le speranze mie sostegno e lume,</l>
	<l>Dimmi in qual guisa, e donde attender posso</l>
	<l>Pace e conforto a’ miei desiri ardenti.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">N</hi>UTRICE</speaker>
	<l>Gran tela ordisco, ma sì dubbio il fine</l>
 	<l>Per or ne veggio, ch'io spero e pavento.</l>
	<l>Alta e dura è l'impresa, e perciò degna</l>
	<l>Del vostro cuore. Al fin Fausta è consorte</l>
	<l>D'un ch'è donno del mondo, e che sì l'ama,</l>
	<l>Pur destin forse amico a’ pensier miei</l>
 	<l>Scopre via tal, che non v'incresca s'io</l>
	<l>Qual essa siasi a voi per or non svelo,</l>
	<l>Che pria che ‘l sole in mar si tuffi, io spero</l>
	<l>O far certe o troncar vostre speranze.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">L</hi>ICINIO</speaker>
	<l>Qual fia mia sorte dal tuo labbro aspetto</l>
 	<l>In questo dì, tu mi consiglia intanto</l>
	<l>Ciò che far debbo, e se de l'opra nostra</l>
	<l part="I">Hai pur bisogno.</l>
		</sp>

	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">N</hi>UTRICE</speaker>
			<l part="F">Quinci omai partite,</l>
	<l>Che se ‘l disegno richiedesse vostra</l>
	<l part="I">Mano, o presenzia, a voi fia noto.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">L</hi>ICINIO</speaker>
				<l part="F">Io parto,</l>
	<l>Da che ‘l consigli, ed or prometto e giuro</l>

	<l>Che, allorché ‘l mondo adorerà me solo,</l>
 	<l>Essempio non più usato in me vedrassi</l>
      <l>D'anima grata, e ‘n voi d'alte fortune.</l>
		</sp>
	</div2><div2 type="epilogo">

	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>ORO</speaker>
	<lg type="canzone">
		<lg>
	<l>O voi, che uscite dal tartareo fondo,</l>
	<l>Invidia e Ambizion furie superbe,</l>
	<l>Co’ neri vanni l'aer lieve e puro</l>

	<l>Grave rendete e oscuro,</l>
  	<l>Ed in colmar del venen vostro il mondo</l>
	<l>Spesso veder godete il suolo e l'erbe</l>
	<l>Fatte sanguigne da fraterna guerra,</l>
	<l>E a cui da l'empia terra,</l>
	<l>U’ <rs type="name">Pluto</rs> ha scettro, ognor sieguono l'orme</l>

 	<l>Sospetto, Ira, Menzogna e Tradimento,</l>
	<l>E cui ogni altro enorme</l>
	<l>Vizio a seguir non fu mai pigro e lento,</l>
	<l>Deh, non turbate il roman ciel sereno,</l>
	<l>Tengavi pur chi tutto regge in freno.</l>
		</lg>
	<lg>
 	<l>Sì che non strappi dal vipereo crine</l>
	<l>Vostr'empia man per avventarlo a i petti</l>
	<l>De’ nostri prenci alcun pestifer angue,</l>
	<l>Che di foco e di sangue</l>
	<l>Empiendo il patrio fiume e le latine</l>
 	<l>Magioni, <rs type="luogo">Roma</rs> non paventi, e aspetti</l>
	<l>L'ultime scosse dagl'ingiusti sdegni</l>
	<l>De’ suoi primi sostegni,</l>
	<l>Ed in mirar le nostre aquile altere</l>
	<l>Tra loro urtarsi il persian nemico</l>
 	<l>Non rida, e un dì non spere</l>
	<l>Alcun, cui pesa il nostro giogo antico,</l>
	<l>Che a le parti divise alfine il frutto</l>
	<l>De l'empia guerra sia struggere il tutto.</l>
		</lg>
	<lg>
	<l>Del nostro Crispo l'ammirande e degne</l>
 	<l>Opre, cui sempre alta virtude è guida,</l>
	<l>Ed è compagna ognor Sorte e Vittoria,</l>
	<l>Laude seguace e Gloria,</l>
	<l>Per voi non colmin d'empie voglie indegne</l>
	<l>Licinio, e di pensier d'anima infida</l>
	<l>Né spegna di cugin l'antico amore</l>
	<l>Nuovo ingiusto furore,</l>
	<l>Che al mal non mancherian pronti seguaci,</l>
	<l>Poich'a le inique imprese,</l>
 	<l>Più che a le giuste ognora, e ferri e faci</l>
	<l>Apprestan gli empi il vomere cangiando,</l>
	<l>E la vanga in usbergo, in lancia, in brando.</l>
		</lg>
	<lg>
	<l>Spento è l'antico de la patria amore,</l>
	<l>Anzi del vero onor la nobil voglia</l>
 	<l>Coi primi eroi, che stimar sepper morte</l>
	<l>Pel comun ben gran sorte,</l>
	<l>O pare almen che solo il nobil core</l>
	<l>Del buon Augusto e del gran figlio accoglia</l>
	<l>Sì magnanimi, giusti, alti pensieri,</l>
 	<l>Negli altri, o vili, o alteri,</l>
	<l>Mai sempre ingordi il proprio amor sol regna,</l>
	<l>E spesso l'uom la pubblica salute</l>
	<l>Per altrui senno sdegna,</l>
	<l>Né ‘nvidia in quello il pregio di virtute,</l>
 	<l>Ma ciò ch'ei sorte appella, e ognun non cura,</l>
	<l>S'egli n'è fuor, la pubblica sventura.</l>
		</lg>
	<lg>
	<l>Il vulgo vil, pur che il frumento abbonde</l>
	<l>Ne la cittade e pur che i dazi manchi,</l>
	<l>Chi suo amor prezza non s'affanna e duole,</l>
 	<l>Se dove sorge il sole,</l>
	<l>O dove cade, sian vinti da l'onde,</l>
	<l>O da nemici i romani legni, o stanchi</l>
	<l>Se di servir da già domata parte,</l>
	<l>Spinti dal fero <rs type="name">Marte</rs></l>
	<l>Muovan barbari guerra, e nostre schiere</l>
	<l>Pur ch'abbian ricchi doni, alti stipendi,</l>
	<l>E pur ch'avide e fere</l>
	<l>Salvino gemme ed or da ingiusti incendi,</l>
	<l>Curan poco che regni in <rs type="luogo">Roma</rs> Augusto,</l>
	<l>O pietoso, o crudele, o iniquo, o giusto.</l>
		</lg>
	<lg>
	<l>Il Ciel, Augusto, e ‘l figlio</l>
	<l>Se con paterno ciglio, ognor pietosi,</l>
	<l>Non avessero in guardia il ben di tutti,</l>
	<l>Per noi medesmi sariam noi distrutti.</l>
		</lg></lg>
			</sp>

						</div2>
								</div1>
	<div1 type="atto">
	<head>ATTO SECONDO</head>

	<div2 type="scena">
	<head><hi rend="Italic">Scena prima</hi></head>
	<stage><hi rend="sc">C</hi>RISPO <hi rend="Italic">solo</hi></stage>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>RISPO</speaker>
	<l>Fra le glorie e’ piacer, che amico fato</l>
	<l>Con larga mano al viver mio diffonde,</l>
	<l>Il solo assenzio, che temprava in parte</l>
	<l>Le mie dolcezze, era il mirar la moglie</l>
  	<l>Del mio gran padre ver me tanto irata;</l>
	<l>Ned'io godea di mie fortune appieno,</l>
	<l>Poiché scorgea che non ognun di quelle</l>
	<l>Sentia piacer, ma di tal pena sgombro</l>
	<l>Esser già spero, or che l'altera Augusta</l>
  	<l>(Favor inusitato) a sé mi chiama.</l>
	<l>Or s'io potessi lei, che solo al mondo</l>
	<l>Sembra che m'odi, a me render più grata</l>
	<l>Con l'umil servitù, chi più felice</l>

	<l>Di me saria? Ma già vien ella, e ‘n vista</l>
  	<l>Par che dubbio pensier l'affanni, e prema.</l>
		</sp>
			</div2>
	<div2 type="scena">
	<head><hi rend="Italic">Scena seconda</hi></head>
<stage><hi rend="sc">F</hi>AUSTA, <hi rend="sc">N</hi>UTRICE <hi rend="Italic">e</hi> <hi rend="sc">C</hi>RISPO</stage>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
	<l>Lassa, il mio sangue tutto al cor s'accoglie,</l>
	<l>Già tutta agghiaccio e mi vacilla il piede.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">N</hi>UTRICE</speaker>
	<l>Fa cuore, o figlia, or che da questo solo</l>
	<l>Vostra salute ed ogni ben dipende.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
  	<l>Dunque, signor, per cignere l'altera</l>
	<l>Fronte di nuovi allori, omai già presto</l>
	<l>Eravate al partir, né già di Fausta</l>
	<l>Onorate le soglie avreste, e a lei</l>
	<l>Chiesto per vostra bocca almen congedo,</l>
  	<l>S'io più taciuto avessi. Or quali offese,</l>
	<l>Qual grave danno, o qua’ disprezzi ed onte</l>
	<l>Da me soffriste, ond'io tant'odio merti?</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>RISPO</speaker>
	<l>Non odio, Augusta, ma rispetto e tema</l>
	<l>Di non recarvi noia mi ritenne,</l>
 	<l>Ed or perdon ven cheggio, a più d'un segno</l>
	<l>Del vostro volto io vi credei nel petto</l>
	<l>Ver me de l'odio di madrigna accesa.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
	<l>Mal conoscete chi mi pinga al volto</l>
	<l>Spesso i colori, e chi gli muova e cangi.</l>
  	<l>Egli è gran tempo, il natural desio</l>
	<l>Di madrigna, signor, vostra virtude,</l>
	<l>Gentilezza e beltà mi tolse, e ‘n vece</l>
	<l>Di lui destommi il suo contrario affetto.</l>
	<l>Piacesse al Ciel che qual e’ sia potessi</l>
  	<l>Mostrar con l'opre, e sotto il duro incarco</l>
	<l>De l'armi ognor con accorciata chioma</l>
	<l>Seguirvi fra le più nevose ed erte</l>
	<l>Rupi de l'Alpi, o fra l'aride ardenti</l>
	<l>Rene di Arabia, e farvi scudo in guerra</l>
 	<l>Col proprio petto a mille spade incontro.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>RISPO</speaker>
	<l>Tal nel campo troian <rs type="name">Pentesilea</rs>,</l>
	<l>E <rs type="name">Ippolita</rs>, e <rs type="name">Talestri</rs> abbiansi vanto,</l>
	<l>Che sperar gloria non potean altronde;</l>
	<l>Voi grande Augusta, la cui fama gira</l>
 	<l>Col sol nel mondo, e girerà fin tanto</l>
	<l>Che di lui non sia spento il lume eterno,</l>
	<l>Godete pur nel Campidoglio i frutti</l>
	<l>De’ sudor nostri, e vi fia gloria e vanto</l>
	<l>Quindi impor leggi a chi vince ed impera.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
 	<l>Impor leggi non dee chi d'un tiranno</l>
	<l>Voler è serva…  Ah, Flaviana amica,</l>
	<l>L'ardir mi manca, tutta triemo, e ‘l gielo</l>
	<l>Rattiene in mezzo de le fauci i detti.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">N</hi>UTRICE</speaker>
	<l>Suppliscan l'opre ove il parlar vi manca;</l>
 	<l>Meglio con queste l'amorose voglie</l>
	<l>Il cor disvela, e spesso ancor più impetra.</l>

	<l>Signor, il grave affar d'Augusta chiede</l>
	<l>Men frequentato loco, onde sian queste</l>
	<l>Rimote stanze più fedeli, ed atte</l>

 	<l>Il segreto a celar, qui entrar potrete.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
	<l>Saggiamente consiglia. A voi non gravi,</l>
	<l part="I">Prenze, seguirmi.</l>
		</sp>
	<sp>

	<speaker><hi rend="sc">C</hi>RISPO</speaker>
			<l part="F">Le vostre orme seguo.</l>
	<l>Che mai fie ciò? Si turba, impallidisce,</l>
	<l>Or tutta in volto avvampa, or si consiglia</l>
	<l>Con l'accorta nutrice, or par che cangi</l>
  	<l>Voglie e pensieri; io mi confondo, e temo</l>
	<l>Né so di che, pur di seguirla è d'uopo.</l>
		</sp>
			</div2>
	<div2 type="scena">
	<head><hi rend="Italic">Scena terza</hi></head>
	<stage><hi rend="sc">N</hi>UTRICE  <hi rend="Italic">sola</hi></stage>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">N</hi>UTRICE</speaker>
	<l>Ben farà il lungo favellare e ‘l loco,</l>

	<l>Che suo mal grado al fin apra l'interna</l>
 	<l>Vorace fiamma, e allor, se a lei consente</l>
  	<l>Crispo, sarò de’ lor voleri io donna.</l>
	<l>Gran ventura è a chi serve i falli occulti</l>
	<l>Saper del suo signor, onde suggetto</l>
	<l>Il tenga, sì che di niegarli tema</l>
 	<l>Cosa ch'ei chiede, o impor cosa che spiace.</l>
  	<l>Ma se al pregar di lei fia rozzo e duro</l>
	<l>Il garzon folle, io per Licinio allora</l>
	<l>Saprò tal erger su l'altrui ruine</l>
	<l>Eccelsa mole, ond'avrà <rs type="luogo">Roma</rs> e ‘l mondo</l>
 	<l>Dopo quel di Licinio il nome nostro,</l>
  	<l>E quel di Flavio a venerare umile.</l>
	<l>Ch'angue non mai quando e’ d'amor più ferve,</l>
	<l>Cangia sì l'amoroso foco in ira,</l>
	<l>Se fier nel piè, che ‘l preme, il dente immerge</l>
 	<l>Come superba donna, allor che vinta</l>
 	<l>Palesa d'un amor sì torto e reo,</l>
	<l>Che sen vergogni, l'impudica fiamma,</l>
	<l>Ed abbia al desir suo ripulsa e scorno.</l>
		</sp>
	<stage>
	<emph>(da dentro)</emph></stage>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>RISPO</speaker>
	<l>Rea femmina, ti scosta.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">N</hi>UTRICE</speaker>
 	<l>Odo già voci onde a Licinio sorge</l>
  	<l>Di goder, d'imperar alta speranza.</l>
		</sp>
			</div2>
	<div2 type="scena">
	<head><hi rend="Italic">Scena quarta</hi></head>
	<stage><hi rend="sc">C</hi>RISPO <hi rend="Italic">e</hi> <hi rend="sc">N</hi>UTRICE</stage>

	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>RISPO</speaker>
	<l>Che scelerati detti! oimè, che voglie</l>
	<l>Temerarie, impudiche, infami, indegne,</l>
	<l>A quali atti stupì mia mente, a quali</l>
	<l>Segni di nera incestuosa fiamma?</l>
	<l>Ah <rs type="luogo">Roma</rs> ancora ha la sua <rs type="name">Fedra</rs>, e questa</l>
	<l>È del mio genitor la rea consorte,</l>
	<l>L'alma innocente sbigottisce, e ‘l core</l>
	<l part="I">È pien d'orror.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">N</hi>UTRICE</speaker>
			<l part="F">Per Dio, signor, tacete,</l>
	<l>Pensate al fin che l'infelice Augusta</l>
 	<l>È scelerata e rea sol perché v'ama.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>RISPO</speaker>
	<l>Empia nutrice di malvagia figlia,</l>
	<l>Chiudi l'infame bocca, amor tu appelli</l>
	<l>Un furor cieco, un ardor empio insano,</l>
	<l>Forse da <rs type="name">Aletto</rs> col più oscuro ed atro</l>
 	<l>Foco di <rs type="name">Dite</rs> per suo danno acceso?</l>
	<l>M'ama ella dunque, or che desia ch'i'offenda</l>
	<l>E la mia gloria, e ‘l genitore, e ‘l Cielo?</l>
	<l>Va’, dille pur ch'ad odiar mi torni,</l>
	<l>Ch'io lei perdono, poiché l'odio solo</l>
 	<l>Torre al più mi poria vita ed impero,</l>
	<l>Ma non macchiar l'onor, la fede, e l'alma.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">N</hi>UTRICE</speaker>
	<l>Se <rs type="name">Aletto</rs> in lei destò la fatal fiamma,</l>
	<l>Che colpa ella al suo male? e se a pungenti</l>

	<l>Strali d'amor aprio per voi suo petto,</l>
 	<l>Odiar potrete chi per voi si espone</l>
	<l>A perigli, a ripulse, ad onte, a scorni.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>RISPO</speaker>
	<l part="I">Ed osi ancora …</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">N</hi>UTRICE</speaker>
			<l part="F">Io ciò, signor, non dico</l>
	<l>Già per piegar l'inessorabil core</l>
	<l>Al non onesto, ma sol perché d'ira</l>
	<l>Non frema, onde l'onor di lei sia offeso</l>
 	<l>Dal parlar vostro, che celata colpa,</l>
	<l>Quantunque indegna, onor non toglie, e molto</l>
	<l>Falsa accusa talor lo annebbia e strugge.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>RISPO</speaker>
	<l>Stolta, a chi dir mai ciò potrassi, e come?</l>
	<l>Forse al mondo svelar debbo i rei scorni</l>
	<l>Di mia madrigna, o al mio signore e padre</l>
	<l>Le proprie offese, ond'ei con la vendetta</l>
	<l>Le lavi sì, ma le divulghi ancora.</l>
 	<l>Ma tu vegliarda a lei corri; che oppressa</l>
	<l>Dagl'empi affetti svenne, e al suol sen giace.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">N</hi>UTRICE</speaker>
	<l>E sì l'abbandonaste, ah ingrato, ah crudo!</l>

		</sp>
			</div2>
	<div2 type="scena">
	<head><hi rend="Italic">Scena quinta</hi></head>
	<stage><hi rend="sc">C</hi>RISPO <hi rend="Italic">solo</hi></stage>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>RISPO</speaker>
	<l>E donde Fausta mai sperar poteo</l>
	<l>Ch'a l'ingiusto voler l'alma piegassi?</l>
 	<l>Qual segno in me scorse d'impuro, o come</l>
	<l>L'amoroso desio crebbe in lei tanto,</l>
	<l>Senza che speme vel nudrisse? io tutto</l>
	<l>Di maraviglia, di spavento e d'ira</l>
	<l>Ho colmo il petto, ella del foco indegno</l>
 	<l>Osò dir mia virtù cagione. Ah sola</l>
	<l>Meta de’ voler miei virtù perdona,</l>
	<l>S'esser tu dei cagion de l'altrui colpe,</l>
	<l>O meno in me ti stendi, o men ti mostra.</l>
	<l>Ma so ben io che da te nascer ponno</l>
	<l>Sol casti affetti, e non insane voglie.</l>
	<l>Se stessa, adunque, e non te l'empia incolpi,</l>
	<l>Ch'io lei fuggo, e a te sol tutto mi dono.</l>
		</sp>
			</div2>
	<div2 type="scena">
	<head><hi rend="Italic">Scena sesta</hi></head>
	<stage><hi rend="sc">F</hi>AUSTA <hi rend="Italic">e</hi> <hi rend="sc">N</hi>UTRICE</stage>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
	<l>Ma che disse l'ingrato allor che al suolo</l>
	<l>Stesa lasciommi quasi in grembo a morte?</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">N</hi>UTRICE</speaker>
 	<l>Non vidi mai su teatrale arena</l>
	<l>Leon ferito sì di rabbia e d'ira,</l>
	<l>Sbuffar com'egli feo, quando lasciovvi</l>

	<l>In quello stato, a ‘ntenerir bastante</l>
	<l>Un cuor di tigre, od orso, e non costui,</l>
 	<l>Che tigri ed orsi in feritade avanza,</l>
	<l>Poiché sì v'odia sol perché l'amate.</l>

		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
	<l>Lassa, che feci! or me ne avveggio, io dunque</l>
	<l>Sì vilmente prostarmi al piè superbo</l>
	<l>Potei? d'Augusto io sposa, e suora, e figlia</l>
 	<l>A tanta ‘ndegnitade il cor piegai?</l>
	<l part="I">Ma pur, che disse?</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">N</hi>UTRICE</speaker>
			<l part="F">Scelerata, infame,</l>
	<l>Fur le men aspre note ond'e’ vi offese.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
	<l>Ah malamente consigliasti: or io</l>
	<l>Sarò de’ suoi disprezzi il vile obbietto,</l>
	<l>E sarà ver ch'un uom vi sia che vanti</l>
	<l>Avermi vista supplice a’ suoi piedi,</l>
	<l>E che negletta e dispregiata m'abbia?</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">N</hi>UTRICE</speaker>
	<l>Mal consigliai, se da’ successi solo</l>
	<l>I mie’ consigli misurar volete,</l>
 	<l>Chi potea ferità creder cotanta</l>
	<l>In cuor uman ver un'amante Augusta?</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
	<l>Or come mai potrò l'odiato aspetto</l>
	<l>Di lui soffrire, o de’ suoi vanti il grido?</l>
	<l>O con qual pena gli occhi miei vedranno,</l>
 	<l>S'ei riede vincitor, i suoi trionfi?</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">N</hi>UTRICE</speaker>
	<l>Convien di finzion, di sofferenza</l>
	<l>Armar lo cor, se ‘n voi paura alberga,</l>
	<l>O d'orgoglio e furor se avete ardire.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
	<l part="I">Ei pronto è a la vendetta.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">N</hi>UTRICE</speaker>
			<l part="F">E Crispo ingrato</l>
	<l part="I">Cadrà.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc"/>AUSTA</speaker>
			<l part="M">Ma come?</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">N</hi>UTRICE</speaker>
						<l part="F">A voi sorte presenta</l>
	<l>Uom, onde vendicar voi stessa, e i vostri</l>
 	<l>E di più Augusti il sangue in un potrete.</l>
	<l>In Licinio ve l'offre, egli che tutto</l>
	<l>Per voi d'amor si strugge, e tutto è sdegno</l>
	<l part="I">Ver Costantino, e ‘n un ver Crispo.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
				<l part="F">Egli arde</l>
	<l part="I">Per me d'amore?</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">N</hi>UTRICE</speaker>
				<l part="F">Ei tutto avvampa,</l>
	<l>Ciò per or basti, a le vostre ire ardenti</l>
	<l>Or servan di Licinio ambi gli affetti,</l>
	<l>E per lui caggia Costantino e Crispo.</l>
		</sp>

	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
	<l>E ‘n che m'offese Costantin, che a torto</l>
	<l>Sì lo condanni? e’ sempre fido e amante</l>
	<l>I mie’ pensier non che’ mie’ detti adora.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">N</hi>UTRICE</speaker>
	<l>Né ‘n tanti anni d'impero anco apprendeste</l>
 	<l>Che se l'esser altrui grata o pietosa</l>
	<l>Nuocer vi puote, e se ‘l contrario giova,</l>
	<l>Il contrario è prudenza anco e virtute?</l>
	<l>Ciò de’ più giusti ancor la storia narra;</l>
	<l>Qual mal fece il buon <rs type="name">Tullio</rs> al primo Augusto,</l>
 	<l>Anzi qual ben non fece? e pur quel capo</l>
	<l>D'onor sì degno, per voler di lui,</l>
	<l>Che chiaman giusto, fu ceduto al fine</l>
	<l>Di <rs type="name">Fulvia</rs> irata al fero ago pungente.</l>
	<l>Taccio que’ che al germano, al padre, al figlio,</l>
 	<l>Per sue voglie appagar, dier cruda morte.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
	<l>Qual gran peccato mai d'essempi è privo?</l>
	<l>Ma troppo al core, ed al pensiero incresce</l>
	<l>Del mio consorte l'innocente sangue,</l>
	<l part="I">Ahi, ch'è troppa empietà.</l>
		</sp>
	<sp>

	<speaker><hi rend="sc">N</hi>UTRICE</speaker>
			<l part="F">Chi brama in parte</l>
	<l>Esser malvagio e ‘n parte pio, sovente</l>

	<l>Tronca suo bene, ogni ‘mportun pensiere,</l>
      <l>Se bramate vendetta, omai si scacci.</l>
	<l>Vuol per sostegno più delitti un fallo,</l>
	<l>E di Crispo la morte altre cadute</l>
	<l>Richiede, che se a voi forse innocente</l>
 	<l>Sembra il vostro consorte, eccolo reo,</l>
	<l>Per qual comando a voi fu il padre anciso?</l>
		</sp>

	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
	<l>Egli a lui morte avea tentato in prima.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">N</hi>UTRICE</speaker>
	<l>Tolse al vostro german vita ed impero.</l>

		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
	<l>Tolse a <rs type="luogo">Roma</rs> un tiranno, e fe’ più vasto</l>
	<l part="I">Il mio dominio.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">N</hi>UTRICE</speaker>
			<l part="F">È reo, se a vostri sguardi</l>
	<l part="I">Più non piace il suo aspetto.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
			<l part="F">E ‘n ciò che colpa?</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">N</hi>UTRICE</speaker>
 	<l>Al fin fia reo, se malagevol rende</l>
	<l part="I">La bramata vendetta.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
			<l part="F">Al fine è padre.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">N</hi>UTRICE</speaker>
	<l>Viva egli dunque, e seco viva e ‘mperi</l>
	<l>Lo ‘ngrato Crispo, e sua real presenza</l>
	<l>Sostenete nel trono, e a’ vostri figli</l>
	<l>Pur insegnate ribaciar quel piede,</l>

	<l>Che sì villan fuggir da voi poteo,</l>
	<l>Suggetti umili ad un superbo Augusto.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
	<l>Vivendo il lor gran genitore, avranno</l>
	<l>D'impero i figli miei non poca parte,</l>
	<l>Ma s'egli cade, e se Licinio regna,</l>
	<l part="I">Che lor resta a sperar?</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">N</hi>UTRICE</speaker>
			<l part="F"> Licinio forse</l>
 	<l>Ave altri figli? In lui v'addito, Augusta,</l>
	<l>Un novel vostro amante e sposo, e forse</l>
	<l>Più a’ vostri spirti ed all'età conforme;</l>
	<l>Nel solio ‘mperial con lui vedransi</l>
	<l>Questi, o que’ figli almen che seco avrete,</l>
      <l>E così ‘l mondo ognor vedrà la prole</l>

	<l>Regnar di Fausta, ma che parlo? in voi</l>
	<l>Scorgo da pensier vili il core oppresso.</l>
	<l>Tempo a’ dubbi non resta; al nuovo sole</l>
 	<l>Partir dee Crispo, se ‘l bramate estinto,</l>
	<l>Cader dovrà con Costantino, o seco</l>
	<l>Regnar per vostro eterno scorno ed onta.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
	<l>Né l'un cader poria senza che l'altro</l>
	<l part="I">Seco perisse?</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">N</hi>UTRICE</speaker>
			<l part="F">Allor Costantin fora</l>
	<l>Vendicator del figlio, ed ognun teme</l>
	<l>Rischio sì certo, ed opra tal s'arresta.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
	<l>Non più, già tutta al tuo voler mi rendo,</l>
	<l>Fa che vuoi, vo’ vendetta, e sia qual puossi,</l>
	<l>Purché lo ‘ngrato non si salvi, pera</l>
	<l>Costantin, <rs type="luogo">Roma</rs>, Italia, il mondo, io stessa.</l>
		</sp>
			</div2>
	<div2 type="scena">
	<head><hi rend="Italic">Scena settima</hi></head>
<stage><hi rend="sc">N</hi>UTRICE, <hi rend="Italic">e poi</hi> <hi rend="sc">L</hi>ICINIO <hi rend="Italic">e</hi> <hi rend="sc">F</hi>LAVIO</stage>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">N</hi>UTRICE</speaker>
 	<l>Giunse al segno lo stral, per opra nostra</l>
	<l>Già di Licinio fia Fausta e lo ‘mpero,</l>
	<l>E mia d'ogni suo ben la gloria tutta.</l>
	<l>Ma ecco or viene, ed il mio Flavio è seco,</l>
	<l>Signor giugneste a tempo, ecco v'accolgo</l>
 	<l>Con lietissima fronte, e umil m'inchino,</l>
	<l>E la prima esser voglio a dirvi Augusto.</l>
	<l>Già vostra è Fausta, e seco ancor fia vostro</l>
	<l>Lo ‘mpero tutto, or v'accignete a l'opra.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">L</hi>ICINIO</speaker>
	<l>Che far mai debbo? ognor pronto ed audace</l>
 	<l>Ne’ gran perigli scorgerai mio petto.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">N</hi>UTRICE</speaker>
	<l>Tutto fa, tutto tenta un ch'ama, ed uno</l>
	<l>Ch'ha di regnar desio; voi dunque, o forte,</l>
	<l>Pria che ‘l sol rieda, e che sen parta Crispo,</l>
	<l>Tentar dovete vostra sorte, e ‘nsieme</l>
	<l>Del padre e del german di chi sì amate,</l>

	<l>E di Licinio vendicar le care</l>
	<l>Ombre col sangue di chi ‘l ferro immerse</l>
	<l>In lor vene, di ciò vi priega e grava</l>
	<l>Fausta medesma, e tutto il suo soccorso</l>
	<l part="I">V'offre, e promette.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">L</hi>ICINIO</speaker>
			<l part="F">Or di’, consiglia, imponi,</l>
	<l>Pronte a le stragi ho già le voglie e l'alma.</l>
		</sp>
	<sp>

	<speaker><hi rend="sc">N</hi>UTRICE</speaker>
 	<l>Armate schiere ancor non miro in campo</l>
	<l>A’ vostri cenni, onde a sì ‘ncerta impresa</l>
	<l>È d'uopo audacia, e via più ‘ngegno ed arte.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>LAVIO</speaker>
	<l>Tentisi adunque de’ nemici alteri</l>
	<l>La furtiva caduta; io che di Crispo</l>
 	<l>A la custodia primo duce or sono,</l>
	<l>Potrò a mia voglia con aguto ferro</l>
	<l>Passargli il core, allor ch'e’ giacerassi</l>
	<l part="I">Dal sonno oppresso.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">N</hi>UTRICE</speaker>
			<l part="F">E a Costantin pur fia</l>
	<l>Agevole l'entrata aver con l'oro:</l>
	<l>Noti sian quelli a te cui tocca in sorte</l>
	<l>Di star ne le vicine ore notturne</l>
	<l>A la guardia di lui, de’ minor duci</l>
	<l>Scegli i più avari, e que’ che di lor grado</l>
	<l>Paghi non sono, e più que’ ch'altri in prima</l>
	<l>Seguiro in guerra, e poi le spade infide</l>
 	<l>Rivolser contra il lor signore antico;</l>
	<l>Questi, ma pur sien pochi, a te fa grati,</l>
	<l>Lor dona ed offri più, tutto prometti.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>LAVIO</speaker>
	<l>Ciò fia mia cura, e v'è tra lor chi prezza</l>
	<l>Nostra amistade, e più chi l'avrà ancora,</l>
      <l part="I">Ma che chieder lor debbo?</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">N</hi>UTRICE</speaker>
      		<l part="F">Che lor cura</l>
      <l>Sia d'introdur ne le guardate soglie,</l>
	<l>E ch'indi ancora uscir libero possa,</l>
	<l>Chi darà loro un destinato segno.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">L</hi>ICINIO</speaker>

	<l part="I">Questi io stesso esser voglio.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">N</hi>UTRICE</speaker>
      		<l part="F">Ed è ben dritto,</l>
	<l>Né un tanto colpo ad altra man si fidi,</l>
 	<l>E che il mio Flavio in ciò per voi s'adopri,</l>
	<l>Si sappia allor ch'a voi fia servo il mondo;</l>
	<l>Vostro nome a ciascun per or si taccia.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">L</hi>ICINIO</speaker>
	<l>Molto sai, saggia parli, ed altro pensi,</l>
	<l>E spero ancor che ‘l tuo senno, ed ingegno</l>
 	<l>Nel governo del mondo a me fia scorta.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">N</hi>UTRICE</speaker>
	<l>Sarò vostra fedel suggetta e serva.</l>
	<l>Ma vien Augusta, or voi maggior coraggio</l>
	<l>Dal maestoso suo parlar prendete.</l>
		</sp>
			</div2>
	<div2 type="scena">
	<head><hi rend="Italic">Scena ottava</hi></head>
<stage><hi rend="sc">F</hi>AUSTA <hi rend="Italic">e poi</hi> <hi rend="sc">D</hi>ETTI</stage>

	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">L</hi>ICINIO</speaker>
	<l>Augusta, e sarà ver che quella fiamma,</l>
	<l>Onde ‘l cor tutto mi si strugge e avvampa,</l>
	<l>Non che perdon, non che pietà, mercede</l>
 	<l>Sperar possa? e fia ver che vostra mano</l>
	<l>Io strigner debba, e con l?amabil nome</l>
	<l>Di consorte chiamarvi, e da vostr?occhi</l>
	<l>Aver guardi amorosi, e dolci detti</l>
	<l>Dal caro labbro? O me felice appieno</l>
	<l>S?a sì dolci diletti il cor non manca!</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
	<l>Licinio, or non convien di dolci amori</l>
	<l>Il parlar molle, a fornir sol si badi</l>
	<l>Contra il rio Costantin l?alta vendetta</l>
	<l>Del mio gran padre, e del fratello anciso.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">L</hi>ICINIO</speaker>
	<l>A la vendetta adunque, e un colpo solo</l>
	<l>Renda voi paga, e me contento appieno.</l>
	<l>Muoia ognun che a voi spiace, e solo imperi</l>
	<l>Chi a voi più aggrada, ch?io corona e manto</l>
	<l>A voi libero cedo, e sol fia vostro.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
 	<l>Servite, o prenze, a l?ira nostra, e serva</l>
	<l>Il mondo a voi signor di lui ben degno,</l>
	<l>E a chi meglio che a voi dar si poria</l>
	<l>Il serto imperial, ancor che tanto</l>
	<l>Per retaggio non fosse a voi dovuto?</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">L</hi>ICINIO</speaker>
 	<l>Per merto, per retaggio, e per la forza</l>
	<l>Ch?hanno sovra il mio core i vostri sguardi,</l>
	<l>Vostro è lo ‘mpero, né finor paura</l>
	<l>Mi raffrenò dal far le man vermiglie</l>
	<l>Nel sangue rio di Costantin, ma solo</l>
 	<l>Il dubbio dispiacervi; or che palese</l>
	<l>Mi è ‘l vostro generoso alto desire,</l>
	<l>Vedrete quanto fia per me ‘l periglio</l>
	<l part="I">Debil ritegno.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
      		<l part="F">Ah tolga il Ciel che ‘l forte</l>
	<l>Vendicator de le mie genti esponga</l>
	<l>A certo rischio sì pregevol vita.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">N</hi>UTRICE</speaker>
	<l>Tutto il periglio è del mio Flavio, a lui</l>
	<l>Del grande affar ben tutto attiensi il pondo,</l>
	<l>Né per or di Licinio il nome e’ sparge,</l>
	<l>Ma se fia d?uopo, e’ dirà Crispo, e prime</l>
	<l>Diran suo nome le guerriere trombe,</l>
 	<l>Allor che liete il grideranno Augusto.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
	<l>Flavio a me vegna adunque, ed oro e gemme</l>
	<l>Tolga a tal?opre necessarie, intanto</l>
	<l>Vo’ a que’ cui del mio padre e del germano,</l>
	<l>Per la memoria l?amor nostro è caro,</l>
 	<l>Che non sien pochi, impor ch?al voler vostro</l>
	<l>Servano pronti, e voi togliete questo</l>
	<l>Gemmato anello, che l?odiato sposo</l>
	<l>Pria d?ogn?altro a me diede, e a voi ministro</l>

	<l>De l?ira nostra, e non già come amante,</l>
	<l part="I">Ne fo degno presente.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">L</hi>ICINIO</speaker>
      		<l part="F"> Il dono accetto</l>
 	<l>Reverente, e da lui prendo gli auguri</l>
	<l part="I">Per me felici.</l>

		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">N</hi>UTRICE</speaker>
			<l part="F">In vani detti il tempo</l>
	<l part="I">Non si consumi.</l>

		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>LAVIO</speaker>
			<l part="F"> Io tutto ardor m?accingo</l>
	<l>A l?alta impresa, ed o Licinio Augusto</l>
	<l>Vedrassi in trono o le mie membra sparte.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
	<l>Molto, o Flavio, ti debbo, io vado, o prence,</l>
	<l>Ratta a compier ciò che promisi, e voi</l>
 	<l>Non esporrete a gran perigli il petto,</l>
	<l>S?è ver che Fausta in quello ha sì gran parte.</l>

		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">L</hi>ICINIO</speaker>
	<l>Or sì la vita, ch?io spregiai finora,</l>
	<l>Sol cara a me sarà perch?a voi piace.</l>
			</sp>
	</div2><div2 type="epilogo">
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>ORO</speaker>
	<lg type="canzone">
		<lg>
	<l>Non mai fe’ a <rs type="luogo">Roma</rs>, e a quanto abbraccia il mondo,</l>
	<l>Il gran Rettor del Ciel più ricco e degno</l>
	<l>Dono di questo, ond?ora</l>
	<l>Nostra patria ed etade adorna e onora;</l>
 	<l>Dico di Crispo, a nullo altro secondo</l>
	<l>L?alma dal di lui regno</l>
	<l>Discesa, e ben di tanta opra natura</l>
	<l>Al chiaro alto disegno</l>
	<l>Pose a ragion quanti ha suo sen fecondo</l>
 	<l>Doni più eletti, e sommo studio e cura,</l>
	<l>Per far di lei la destinata stanza</l>
	<l>Tal che tutt?altre in ogni pregio avanza.</l>
		</lg>
	<lg>
	<l>Se ‘l miri invitto sovran duce in guerra</l>
	<l>Contra i Barbari ognor primo si scaglia,</l>
 	<l>Ma pronto in suo soccorso</l>
	<l>Il vil non che il gagliardo affretta il corso,</l>
	<l>E sì addosso al nemico, ognun si serra,</l>

	<l>Che par che ad uom non caglia</l>
	<l>La vita, e che l?amor di sua salute</l>
	<l>Al proprio ancor prevaglia,</l>
	<l>Per lui ne’ nostri ogni timor s?atterra,</l>
	<l>Si raddoppia per lui forza e virtute,</l>
	<l>E la vittoria nel contrasto fiero</l>
	<l>Di là comincia ov?egli urtò primiero.</l>
		</lg>
	<lg>
 	<l>S?acquista ugual o vie più chiara laude,</l>
	<l>Quand?ei saggio signor governa in pace,</l>
	<l>Ed è ben degno frutto</l>

	<l>Di sua virtù, che come il mondo tutto</l>
	<l>Ad ogni alta opra sua parla ed applaude,</l>
	<l>Poi solo applaude e tace</l>
	<l>Al suo parlar, né più servil timore</l>
	<l>È quel che meno audace,</l>
	<l>O men pronto a l?offese e a l?empia fraude,</l>
	<l>Rende ciascun, ma sol ver lui l?amore,</l>
 	<l>Né giamai sì temeo la pena tanto,</l>
	<l>Quanto or si prezza di piacerli il vanto.</l>
		</lg>
	<lg>
	<l>De l?Universo Autor, Mente, Sostegno,</l>
	<l>Tu falli scudo in guerra, e tu lo togli</l>
	<l>Ognor da morte acerba,</l>
 	<l>Tu ne festi il bel dono, e tu cel serba,</l>
	<l>Sì che il suo lungo e fortunato regno</l>
	<l>D?ogni memoria spogli</l>
	<l>Quel di <rs type="name">Saturno</rs>, e quel d?Augusto, o dica</l>
	<l>Chi ne’ vetusti fogli</l>
 	<l>Non crede ciò, che di credenza è degno,</l>
	<l>Ma quante ha fole ancor l?etade antica,</l>
	<l>Ch?è a fronte a quest?onde avrem noi ristoro</l>
	<l>Di rozzo ferro ogni altro secol d?oro.</l>
		</lg>
	<lg>
	<l>Ben sai, Signor, ch?è troppo dura impresa</l>
	<l>A saggio imperador, che i giusti onora</l>
	<l>Il far paghi, e contenti</l>
	<l>Gli spirti ancor de le perverse genti,</l>
	<l>Quelle schiere, o gran Dio, sian sua difesa,</l>
	<l>Che in Ciel fur viste allora</l>
 	<l>Che l?Augusto regnante armato giunse</l>
	<l>Di fè, di speme ognora</l>
	<l>Più salda, e con l?invitta anima accesa</l>
	<l>Di giusto zelo, e di <rs type="name">Massenzio</rs> punse</l>
	<l>A le schiere seguaci e fronte e dorso,</l>
	<l>Cui mancò al rischio il core, e ‘l ponte al corso.</l>
		</lg>
	<lg>
	<l>Per angelica man l?invidia doma</l>
	<l>Resti, e ovunque di <rs type="luogo">Roma</rs> il vasto impero</l>
	<l>Si spande, o per suo scettro, o per sua spada</l>
	<l>Ogni empio core o cangi voglia o cada.</l>
		</lg></lg>
			</sp>

						</div2>
								</div1>

	<div1 type="atto">
	<head>ATTO TERZO</head>
	<div2 type="scena">

	<head><hi rend="Italic">Scena prima</hi></head>
	<stage><hi rend="sc">F</hi>LAVIO <hi rend="Italic">solo</hi></stage>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>LAVIO</speaker>
	<l>Cortese il fato a’ miei disegni arride:</l>
	<l>Tra destinati a la notturna guardia</l>
	<l>Trovasi gente a me ben nota, e ‘n quella</l>
	<l>D?avidi, d?incostanti e non contenti,</l>
 	<l>V?è non picciol drappello; or io tra questi</l>
	<l>Ho già scelti i più accorti, e quella parte</l>
	<l>Del gran segreto in loro fidai, che d?uopo</l>
	<l>Era loro scovrir, e ‘l resto tacqui.</l>
	<l>Doni e onori ho promessi immensi, e grandi</l>
	<l>Più da bramar che da sperare, adempia</l>
	<l>Poi Licinio, se vuol, l?alte promesse.</l>
	<l>Daran costoro a chi di Flavio il nome</l>
	<l>In bocca avrà ne le regali soglie</l>
	<l>Libera entrata, ed a Licinio il tutto</l>
 	<l>Già dissi, or voglio a la mia saggia madre</l>
	<l>Narrarlo ancor, ond?ella veggia e dica</l>
	<l>S?altro per ora a la grand?opra manca.</l>
		</sp>
			</div2>
	<div2 type="scena">
	<head><hi rend="Italic">Scena ottava</hi></head>
	<stage><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO <hi rend="Italic">e poi</hi> <hi rend="sc">C</hi>RISPO</stage>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</speaker>
	<l>Di sì presto ritorno, e per sì ascoso</l>
	<l>Sentier la meraviglia a te sia tolta</l>

 	<l>Per un?altra maggior, sappi che ‘n questa</l>
	<l>Reggia annida un fellon ch?osa e congiura</l>
	<l>Contra il mio capo, ond?io ne la vicina</l>
	<l>Notte sarei di ribellanti spade</l>
	<l>Vittima inerme. Or mentre il campo tutto</l>
 	<l>A schiera a schiera mi si mostra innanti,</l>
	<l>Un uom mi porge chiuso foglio, e dice:</l>
	<l>Leggi, signor, che di tua vita ei parla.</l>
	<l>Io l?apro, e quinci scorgo esser già molte</l>
	<l>De le persone a la mia guardia elette</l>
	<l>Da ricchi doni, e da maggior promesse</l>
	<l>Corrotte, e ‘ntese a non vietar l?entrata</l>
	<l>Ne le mie stanze ad uomo armato, ed indi</l>
	<l>Libera uscita ancor poscia ch?egli abbia</l>
	<l>Ferro crudel ne le mie vene immerso.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>RISPO</speaker>
 	<l>Che ascolto, oimè? qual più inumano petto</l>
	<l>Può mai nudrir voglie sì ‘ndegne, ed onde</l>
	<l>Nascer poteo sì perfido consiglio?</l>
	<l>Ma qual finora al grave mal tentaste</l>
	<l part="I">Opportuno compenso?</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</speaker>
			<l part="F">A Leto imposi</l>
	<l>Che a me il guerrier, che ‘l fido foglio scrisse,</l>
 	<l>Conduca, ond?egli il traditor discopra,</l>
	<l>Ma pria proccuri che nessuno ponga</l>
	<l part="I">Il piede fuor de l?ampia corte.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>RISPO</speaker>
			<l part="F">Intanto,</l>
	<l>Cangiar io voglio la sospetta gente</l>
	<l>Di vostra guardia, e a’ miei più fidi e cari</l>
	<l>Commetter la regal vita. Io medesmo,</l>
 	<l>Perché il riposo a voi cura o sospetto</l>
	<l>Non turbi, guarderò l?ultime soglie.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</speaker>
	<l>Or vanne, o caro, valoroso e saggio</l>
	<l>Mio figlio, e pon ciò che pensasti in opra.</l>
	<l>Che, quando è meco il tuo consiglio e braccio,</l>
	<l>Qual mai nuocer potrammi inganno o forza?</l>
	<l>Che io qui d?intorno il fido Leto aspetto.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>RISPO</speaker>
	<l>Quai di sdegno e d?amor inique fiamme</l>
	<l>Ardon di Costantin ne l?alta reggia,</l>
	<l>E qual cagione accender puote un core</l>
 	<l>Contra un Augusto, cui sol piace e alletta</l>
	<l>L?onesto e ‘l dritto? ma l?infame Augusta</l>
	<l>Con la peggior di lei nutrice or viene,</l>
	<l>Partasi ratto, che l?odioso aspetto</l>
	<l>Sostener senza orror gli occhi non ponno.</l>
		</sp>
			</div2>
	<div2 type="scena">
	<head><hi rend="Italic">Scena terza</hi></head>
	<stage><hi rend="sc">F</hi>AUSTA <hi rend="Italic">e poi</hi> <hi rend="sc">N</hi>UTRICE</stage>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
 	<l>Par che la sorte con turbato ciglio</l>
	<l>Già l?ultime ruine a noi minacci,</l>
	<l>Ma pur vo’ contrastar, finch?io non resti</l>
	<l>Oppressa di sua forza al grave pondo.</l>
	<l>Ahi, che mentre sì parlo, orrendo suono</l>
	<l>Altamente nel cor rimbomba, e dice:</l>
	<l>Che fai, che pensi forsennata contra</l>
	<l>L?alto voler del sempre giusto fato,</l>
 	<l>Che’ rei punisce, e agl?innocenti ognora</l>
	<l>La vita con l?onor salva e difende?</l>

		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">N</hi>UTRICE</speaker>
	<l>Se non chiudete a’ vili sensi il petto,</l>
	<l>Fia più che disperato il nostro scampo</l>
	<l>E la vostra vendetta. Il fato porge</l>
 	<l>A chi meglio s?aiuta il suo soccorso,</l>
	<l>Né così angusto spazio è ‘l Cielo a’ numi,</l>
	<l>Ch? ognor chinare a nostre cose il guardo</l>
	<l>Debbano, e ‘n un per noi romper la loro</l>
	<l>Alta, divina, imperturbabil pace;</l>
	<l>Che se di noi prendesser cura, quale</l>
	<l>Innocente cadria sotto alcun ferro?</l>
	<l>E pur di questi assai più che de’ rei</l>

	<l>Spenti la prisca età vide la nostra.</l>
	<l>Fabbri siam solo noi di nostra sorte.</l>
 	<l>Se ardita e presta, i miei consigli in opra</l>
	<l>Porrete, forse far saprem bugiardo</l>
	<l>Lo cor che tanto ‘n voi grida e minaccia.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
	<l>Non basta, oimè, con sì protervi modi</l>
	<l>L?aver aperta la mia fiamma, e a Crispo,</l>
	<l>E al mio consorte con infami patti</l>
	<l>Congiurata la morte, e aggiugner brami</l>
	<l>A ta’ misfatti la calunnia? è troppo.</l>

		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">N</hi>UTRICE</speaker>
	<l>Ciò basti adunque e, poi ch?altro v?incresce,</l>
	<l>Moriamo, e caggia il nostro onore, e’ nostri</l>
 	<l>Più cari, e viva Costantino, e Crispo.</l>
	<l>Moriamo, poiché sol per lieve colpa,</l>
	<l>Da cui v?arresta vil timor, vi piace</l>
	<l>Perder de l?altre il necessario frutto.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
	<l>Sol questo a farmi scelerata appieno</l>

	<l>Mancava, or ciò pur la ria salma aggravi,</l>
	<l part="I">Dunque…</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">N</hi>UTRICE</speaker>
			<l part="F">Direte che ‘l paterno letto</l>
	<l>Crispo acceso per voi d?impuro foco</l>
	<l>Bruttar tentò d?incestuosa macchia.</l>
	<l>Ripugnanzia e rossor fignete a tempo</l>
	<l>Nel dir. Ma che ricordo a saggia donna</l>
 	<l>Ciò che far sanno le milense ancora?</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
	<l part="I">Che mai da ciò si spera?</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">N</hi>UTRICE</speaker>
			<l part="F">I vostri detti</l>
	<l>A quel ch?altri dirà, tanta credenza</l>
	<l>Accresceranno, che di Crispo il piede</l>
	<l>Sarà tra’ lacci, ed in tanto uopo Augusto</l>
	<l>Forse a Licinio fiderà se stesso,</l>
	<l>Che a la crinita occasione a tempo</l>

	<l part="I">Saprà stender la man.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
			<l part="F">Ma se creduto</l>
	<l part="I">Crispo fia più di me?</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">N</hi>UTRICE</speaker>
			<l part="F">Ciò non tem?io,</l>
	<l>Poiché un marito amante assai più crede</l>
	<l>I falsi detti de la scaltra moglie,</l>
	<l>Che ‘l ver, ch?ei quasi co’ propri occhi veggia.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
	<l part="I">Qui viene Augusto.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">N</hi>UTRICE</speaker>
			<l part="F">Io vado. Ardire, o figlia,</l>
	<l>Dal vostro labbro il bene, e ‘l mal dipende.</l>
		</sp>
			</div2>
	<div2 type="scena">
	<head><hi rend="Italic">Scena quarta</hi></head>
	<stage><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO <hi rend="Italic">e</hi> <hi rend="sc">F</hi>AUSTA</stage>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</speaker>
 	<l>Udiste, o mia consorte, i rei disegni</l>
	<l>D?alma ribelle, al nuovo sol voi forse</l>
	<l>Avreste pianto in sanguinoso letto</l>
	<l>Lo sposo estinto, se tolta del pianto</l>
	<l>Non vi avesse l?amara libertate</l>
 	<l>Colui che torre a me volea la vita.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
	<l>L?udii, signor, e ne le vene il sangue</l>
	<l>Tutto gelommi, ed obbliò suo corso,</l>
	<l>Tal che mi svenni a mie donzelle in braccia.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</speaker>
	<l>Or si conforti il vostro cor, che sgombra</l>
	<l>L?alta cura di Leto, e del mio Crispo</l>
	<l part="I">Ogni periglio.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
			<l part="M">Che? di Crispo?</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</speaker>
							<l part="F">Ei cangia</l>
	<l>I sospetti custodi, e tra più fidi</l>
	<l>Per nostra guardia sceglierà i migliori.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
	<l>Per Dio, Signor, né a lui, né a sue genti</l>
	<l>Più fidate voi stesso; in me si avanza,</l>
 	<l>Non si scema il timor pe’ vostri detti.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</speaker>
	<l>E donde in voi sì rio sospetto ha loco?</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
	<l>Guardatevi da lui, sposo, e ciò basti.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</speaker>
	<l>Ognor fido il conobbi, e giusto, e saggio.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
	<l part="I">Tal io non già.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</speaker>
			<l part="F">Che d?invida noverca</l>
	<l>Forse il mirate con torti occhi e biechi.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
 	<l>E pur me da madrigna egli non guarda.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</speaker>
	<l>Qual madre ognor egli v?onora e cole.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
	<l part="I">Troppo innocente il riputate.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</speaker>
				<l part="F">E voi</l>
 	<l>Mel fingete pur troppo empio ed infido.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
	<l part="I">Ah fosse pur quale il credete.</l>

		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</speaker>
				<l part="F">In core</l>
	<l>Di madrigna tal voglia unqua non nacque.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
	<l>Tacerei, se minor fusse il periglio.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</speaker>
	<l>Creder non debbo a chi ‘l buon Crispo accusa.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
	<l>Per vostro ben pur non creduta, io voglio</l>
	<l part="I">Dir ciò che deggio.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</speaker>
			<l part="F">A non mentir badate.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>

	<l>So ben che saggia donna a sposo altero</l>
	<l>Mai non discopre chi l?onor le ‘nsidia,</l>
	<l>Ma da se stessa, se ha vigor, proccura</l>
	<l>Far la vendetta del tentato scorno,</l>
 	<l>E se non può, si guarda, e soffre, e tace.</l>
	<l>Io benché Augusta, e di voi moglie, l?onte,</l>
	<l>E vostre, e mie soffrendo sol dovea</l>

	<l>Tacer, infin che rio delitto ancora</l>
	<l>Il mio tacer non fosse, e parlo stretta</l>
 	<l>Da l?alto rischio de la vostra vita.</l>
	<l>E Crispo, Crispo a ciò mi strigne. Or voi</l>
	<l>Se m?intendete ben, fate ch?io taccia.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</speaker>
	<l>Più v?intendo che credo, in lui non trova</l>
	<l>Ciò che virtù non è breve ricetto,</l>
	<l>Or come entrare in cor sì puro e schivo,</l>
	<l>Poteo desir sì scelerato ed empio?</l>
	<l>Sospetto è ‘l labbro che l?accusa, e chiara</l>
 	<l>È troppo agli occhi miei quella innocenza.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
	<l>Io son dunque la rea, dunque io bugiarda</l>
	<l>D?infame colpa un innocente accuso?</l>
	<l>Ah che per voi salvar vorrei ch?e’ fosse</l>
	<l>Mio figliuol, che così forse creduta</l>
	<l>Sarei come già fui, quando mio padre</l>
	<l>Reo vi scoversi, e vi scampai da morte.</l>
	<l>Ma di ridirlo, e di gridar non cesso,</l>
	<l>Veggendo ben che chi al paterno letto</l>
	<l>Volge il desire, anco la vita e al regno</l>
	<l part="I">Tender può insidie.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</speaker>
			<l part="F">E quando, e dove, e come?</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
	<l>Questo dì stesso, a le mie stanze. In pria</l>
	<l>Con dolci detti, e poi con amorosi</l>
	<l>Tentò mio cor, ma perché indarno a l?opre</l>
	<l>Già disponeasi, e l?impudiche mani</l>
	<l>Su la ragion paterna e’ stese avea,</l>
 	<l>E nulla al molto contrastar mie braccia</l>
	<l>Avrian potuto, se al rumor degli urti,</l>
	<l>Ed a’ miei detti ingiuriosi accorsa</l>
	<l>La mia nutrice là non fosse, ond?egli</l>

	<l>Restossi alquanto, qual vorace lupo,</l>
 	<l>Che con furtivo piede in gregge imbelle</l>
	<l>A ‘nsanguinar viene le labbra, s?ode</l>
	<l>Latrare i can, la ‘ncominciata ‘mpresa</l>
	<l>Sospende, allor dagli occhi suoi mi tolsi,</l>
	<l>Ed e’ partissi minacciante, irato.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</speaker>
 	<l>Già mia mente vacilla, oimè, già dubbio</l>
	<l>Son di sua lealtade, egli non volle</l>
	<l>Seguirmi al campo, e con turbato ciglio</l>
	<l>M?accolse nel ritorno. Ecco or sen viene.</l>
		</sp>
			</div2>
	<div2 type="scena">
	<head><hi rend="Italic">Scena quinta</hi></head>
	<stage><hi rend="sc">C</hi>RISPO <hi rend="Italic">e</hi> <hi rend="sc">D</hi>ETTI</stage>
	<sp>

	<speaker><hi rend="sc">C</hi>RISPO</speaker>
	<l>Signor, dal campo nuova gente aspetto</l>
 	<l>Per vostra guardia, e fra l?armate schiere</l>
	<l>Sceglierà Flavio i più fedeli, e forti:</l>
	<l part="I">Ciò a lui commisi.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</speaker>
			<l part="F">Or non ravvisi, o Crispo,</l>
	<l>Qui del tuo genitor l?Augusta moglie?</l>
	<l>Non corri ad inchinarla? a che ti turbi?</l>
	<l>Ti arretri, impallidisci? oimè, son questi</l>

 	<l>Segni ben chiari di colpevol alma.</l>
	<l>Perfido, e sostener la rea tua fronte</l>
	<l>Può de l?offeso genitor l?aspetto?</l>

	<l>E sarà vero che di là dov?altri</l>
	<l>Toccò d?indegnità l?ultimo segno</l>
	<l>Ad esser empio tu ‘ncominci? Or quali</l>
	<l>A questi seguiran più rei misfatti!</l>
 	<l>E qual furor fin nel paterno letto</l>
	<l>A tentar di macchiarti onore ed alma</l>
	<l>Ti spinse, ingrato? oimè, qual diedi a <rs type="luogo">Roma</rs></l>
	<l>Per mio scorno in mio figlio empio tiranno?</l>
	<l>A fronte a cui <rs type="name">Caligola</rs>, <rs type="name">Nerone</rs>,</l>
	<l><rs type="name">Commodo</rs>, <rs type="name">Massimin</rs>, <rs type="name">Massenzio</rs> pii</l>
	<l>Parrian: ma forse io la torrò di questo</l>
 	<l>Periglio; or parti, scelerato, e togli</l>
	<l>Dagli occhi miei così spiacente obbietto.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>RISPO</speaker>
	<l>E Fausta accusar me d?impuro foco</l>
	<l>Ardisce? Padre mio resto di sasso,</l>
	<l>E lo stupore immenso al labbro toglie</l>
	<l part="I">Ogni difesa.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
			<l part="F">Io sofferir non posso</l>
 	<l>Sì oltraggioso parlar, signor, men vado,</l>
	<l>E tu, prenze tiranno, impara meglio</l>
	<l>Temer la maestà paterna, e mia.</l>
		</sp>
			</div2>
	<div2 type="scena">
	<head><hi rend="Italic">Scena sesta</hi></head>
	<stage><hi rend="sc">C</hi>RISPO <hi rend="Italic">e</hi> <hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</stage>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>RISPO</speaker>
	<l part="I">Signor sì ree calunni…</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</speaker>
			<l part="F">Ah non sol Fausta</l>
	<l>Scopre tua colpa, ma pur l?opre e ‘l volto;</l>
	<l>Né già per sua vendetta ella ciò disse,</l>
	<l>Ma sol per mia salute; e ‘nver chi appare</l>
	<l>In uno disleal, ben è sospetto</l>
	<l>D?ogn?altro fallo, ed esser dee temuto.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>RISPO</speaker>
	<l>Io giustamente da sì rea menzogna</l>
 	<l>Provocato poria di vie più grave</l>
	<l>Misfatto, e d?altro autore aprirvi il vero,</l>
	<l>Ma taccio, se ‘l parlar vi fora offesa.</l>
	<l>Qual mia vita die’ mai segno, o sospetto</l>
	<l>Che ‘n me pensier sì rio possa aver loco?</l>

	<l>Da inonesti piacer quanto lontano</l>
	<l>Crispo visse mai sempre, e a <rs type="luogo">Roma</rs>, e al mondo,</l>
	<l>È conto appieno, a <rs type="luogo">Roma</rs>, ove mio petto</l>
	<l>Fu alpino sasso a femminili vezzi,</l>
 	<l>Al mondo, che di più cittadi e schiere</l>
	<l>Espugnator, e vincitor sovente</l>
	<l>Mirommi, e sempre de le donne ancelle</l>
	<l>Schivo, né meno lor volger lo sguardo,</l>
	<l>Da Firmian le caste norme e sante</l>
	<l>Avido appresi, ed e’ medesmo dica</l>
	<l>Con quanto ardor per lo più eccelso ed erto</l>
	<l>Sentiero di virtù drizzai miei passi.</l>
	<l>Non merta fede no, signor, chiunque</l>
	<l>Me di lascivia, e così enorme, accusa.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</speaker>
 	<l>Questo sfrenato orgoglio, onde superbo</l>
	<l>Oltra l?usato di te parli, mostra</l>
	<l>Vera la colpa, poiché è chiaro segno</l>
	<l>Che cangiato abbia ancor voglie e costumi,</l>
	<l>Chi tutt?altro è ‘n parlar da quel ch?egli era.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>RISPO</speaker>
 	<l>Non di superbia, ma di zelo è figlio</l>
	<l>Il mio parlar, se troppo il cor mi pugne</l>
	<l>Sì scelerata accusa, ed ira e sdegno,</l>
	<l>Qui difetto non è, ma onore e fede,</l>
	<l>Ch?arma e riscalda lo ‘nnocente petto.</l>
 	<l>Fausta a me ben de l?empio cor nel fondo</l>
	<l>Più giustizia farà, che non voi, cui</l>
	<l>Sì grave inganno or gli occhi appanna e fascia.</l>

		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</speaker>
	<l>Ed osi ancor di Fausta il nome augusto</l>
	<l>Aver nel labbro? Ah non più doglia e stizza</l>
 	<l>Suscitar nel mio cor. Perfido, vanne.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>RISPO</speaker>
	<l>Padre, e signor l?ubbidir voi m?è caro</l>
	<l>Sovra ogni cosa, io partirò, ma piagno</l>
	<l>Che da voi lunge l?innocente Crispo,</l>
	<l>S?a caso il pensier vostro a lui si volga,</l>
 	<l>Oimè non dolce paternale affetto,</l>
	<l>Ma nel cor desteravvi odio e furore,</l>
	<l>Ed a ragion, se del peggior eccesso</l>
	<l>Reo mi credete, ahi sol questo pensiero</l>
	<l>M?ange, e tormenta più ch?esiglio e morte.</l>
 	<l>Ditemi pur ov?io gir debba, e quando.</l>
	<l>Sia ne l?ultima Tile, e fra più feri</l>
	<l>Mostri d?Ircania, e se vedermi estinto</l>
	<l>Evvi a grado, ecco il petto, ecco che pronto</l>
	<l>Quel sangue, che da voi trassi, vi rendo.</l>
 	<l>Ma ben io spero, che dal gran rimorso</l>
	<l>De l?empia accusa al fin Fausta costretta,</l>
	<l>Scoprirà il vero, e voi pentito allora,</l>
	<l>Direte vinto da tarda pietade,</l>
	<l>E forse lagrimando, e con sospiri:</l>
	<l>Ah mio figlio innocente, oh fossi vivo!</l>
	<l>Né questa speme, lasso, mi conforta,</l>
	<l>Ma più m?addoglia, s?innocente o reo,</l>
	<l>Esser deggio di voi pena e tormento.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</speaker>
	<l>Non son sì molle, onde a’ mendaci detti</l>
 	<l>D?un disleal intenerir mi deggia.</l>
	<l>Or parti, e taci, indi saprai tua sorte.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>RISPO</speaker>
	<l>Padre, per ubbidirvi, io taccio e parto.</l>
		</sp>

			</div2>
	<div2 type="scena">
	<head><hi rend="Italic">Scena settima</hi></head>
	<stage><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO <hi rend="Italic">solo</hi></stage>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</speaker>
	<l>Quai voci oimè, quai sensi, e da chi usciro?</l>
	<l>Sensi e voci da far tenere ancora</l>
	<l>Le dure felci in alpi, e in mar gli scogli,</l>
	<l>E uscir da un figlio se innocente o reo,</l>
	<l>È ‘n dubbio ancora l?agitata mente.</l>
	<l>Che se ripenso a sua virtude antica,</l>
 	<l>Qual creder posso in lui novella colpa?</l>
	<l>Ma se di Fausta a’ franchi detti, e a’ chiari</l>
	<l>Segni mi volgo, che l?accusan, come</l>
	<l>Dir lo posso innocente? oimè, che troppo</l>
	<l>Combattuto, confuso, afflitto, e lasso</l>
	<l>È ‘l mio pensier, che in tanto dubbio ancora </l>
	<l>Vede certo il suo danno; o reo di morte,</l>
	<l>Ho un figlio, o la consorte empia e bugiarda.</l>
		</sp>
			</div2>
	<div2 type="scena">
	<head><hi rend="Italic">Scena ottava</hi></head>
	<stage><hi rend="sc">L</hi>ETO <hi rend="Italic">e ‘l</hi>
	<hi rend="sc">D</hi>ETTO </stage>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">L</hi>ETO</speaker>
	<l>Signor, in ceppi è già colui che duce</l>
	<l part="I">Era de l?empia e ria congiura.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</speaker>
			<l part="F">Narra</l>
	<l>Chi fu lo ‘ndegno, e qual furor lo spinse</l>
 	<l>A tanto eccesso, e come in tua man venne.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">L</hi>ETO</speaker>
	<l>È Flavio il reo, che de le scelte genti,</l>
	<l>Che ‘n guardia son di Crispo, è il primo duce,</l>

	<l>Mel fe’ palese quel guerrier, che a voi</l>
	<l>Scrisse il fidato foglio, e perché in pria</l>
 	<l>A’ custodi guerrier de l?alte soglie</l>
	<l>Imposto io avea che ne l?uscire il varco</l>
	<l>Vietassero a ciascun, seppi che al solo</l>
	<l>Flavio l?avean per voler di Crispo</l>
	<l>Concesso, e ch?ei per lui ne giva al campo,</l>
 	<l>Io scelto allor veloce stuol d?eletti</l>
	<l>Cavalier, il perseguo, e ‘l giungo, ond?egli</l>
	<l>Gridò tai sensi disperato: ah Crispo,</l>
	<l>Ah mio signor, nostra speranza è morta</l>
	<l>E trasse un ferro per passarsi il petto,</l>
	<l>Quando pur giunse nostra gente, e ‘l tenne,</l>
	<l>Ed or vivo in prigion morde suoi lacci.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</speaker>
	<l>Lasso, qual?altri ancor non dubbi segni</l>
	<l>Per far Crispo più reo, me più ‘nfelice</l>
	<l>Attender debbo? a te, Leto, commetto</l>
 	<l>Opra sì grave, or vanne, e con minacce,</l>
	<l>E co’ più feri e barbari tormenti,</l>
	<l>Che mai seppe inventar la crudeltade,</l>
	<l>Il ver discopri, e del tentato eccesso</l>
	<l>L?autor, gli aiuti, la cagione, e quanto</l>
	<l>L?empia congiura di segreto asconde.</l>
	<l>Ma pria con fide genti addoppia, e cangia</l>
	<l>Le nostre guardie, e sopra tutto i passi</l>
	<l>Vi sie chi osservi del sospetto Crispo,</l>
	<l>Indi a me riedi, poiché mal sì grave</l>
 	<l>Ben fia lieve a curar, quando è scoperto.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">L</hi>ETO</speaker>
	<l>Signor, con quanto è in me d?ingegno, e forza,</l>
	<l>Veloce adempierò vostri comandi.</l>
		</sp>
	</div2><div2 type="epilogo">
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>ORO</speaker>
	<lg type="canzone">
		<lg>
 	<l>Come a ragion se ‘l mar fia cheto e piano</l>
	<l>Saggio nocchier non mai di dubbio è fuore,</l>

	<l>Che cangiato in poch?ore,</l>
	<l>Erger non possa al ciel l?onde spumanti,</l>
 	<l>E poco incontro a lui valendo umano</l>
	<l>Riparo, i naviganti,</l>
	<l>E’ navili ingoiar nel suo profondo,</l>
	<l>Così quanto più in calma appare il mondo,</l>
	<l>Paventin le cittadi anco tempeste,</l>
 	<l>E come suol da stelle</l>
	<l>Buon piloto di quelle</l>
	<l>Prender presagi, pur da lungi queste</l>
	<l>Mira uom saggio venir, ch?anco i lor segni</l>
	<l>Dan le tempeste de’ superbi regni.</l>
		</lg>
	<lg>
 	<l>Gli astri a’ romani allor lieti e ridenti</l>
	<l>Promiser calma, che la nobil guerra</l>

	<l>Su la nemica terra</l>
	<l>Fer di palme bramosi, e non già d?oro</l>
	<l>De l?onorata fronda appien contenti,</l>
 	<l>E che la gloria solo era il tesoro,</l>
	<l>Onde adornavan lor magione onesta,</l>

	<l>E ‘l dolce frutto di lor chiare gesta,</l>
	<l>Render compagni, e non suggetti i vinti.</l>
	<l>Ed a’ nemici oppressi</l>
 	<l>Lasciar ciò che agli stessi</l>
	<l>Amici a toglier poi fur sempre accinti;</l>
	<l>Tal che cangiati i be’ costumi, al fine</l>
	<l>Giunser l?irreparabili ruine.</l>
		</lg>
	<lg>
	<l>V?entrò d?oro la sete allor che piacque</l>
	<l>Il fallace fulgor d?altere pompe,</l>
	<l>E quella, che corrompe</l>
	<l>Più ch?altro vizio le virtù ne l?alma,</l>
	<l>Folle superbia, e cominciar su l?acque</l>
	<l>A ‘mporre immensa salma</l>
 	<l>D?alti edifici, ed a spianare i monti,</l>
	<l>Che a’ lor palazzi incontro ergean la fronte</l>
	<l>E cupidi a cercar pel mondo, quanto</l>
	<l>L?aer, la terra, e ‘l mare</l>
	<l>Ha in sen, che grato appare</l>

 	<l>Al senso, e a’ cibi dar favore il vanto</l>
	<l>D?esser più rari, o ch?ei dal mar sien presi</l>
	<l>Quando più freme, o da lontan paesi.</l>
		</lg>
	<lg>
	<l>E presagi, e cagion furon possenti</l>
	<l>Da prischi i nuovi sì cangiati, e guasti</l>

 	<l>De’ feri aspri contrasti,</l>
	<l>Onde fer correr le romane spade</l>
	<l>Per valle il cittadin sangue a torrenti,</l>
	<l>Poiché la gran cittade</l>
	<l>Tanti re avea, che lor sembrava angusto</l>
	<l>Il mondo, e troppo di lor peso onusto;</l>
	<l>Tal che sperando per l?altrui ruina</l>
	<l>Gradi chi diessi al fero</l>
	<l><rs type="name">Silla</rs>, chi al forte, altero</l>
	<l><rs type="name">Mario</rs>, i più rei seguir poi <rs type="name">Catilina</rs>;</l>

 	<l>Poi <rs type="name">Cesare</rs>, e <rs type="name">Pompeo</rs>, poi d?altra sorte</l>
	<l><rs type="name">Bruto</rs> più degno, e <rs type="name">Ottavio</rs>, e <rs type="name">Antonio</rs> il forte.</l>
		</lg>
	<lg>
	<l>Sì de l?orride stragi il mesto pianto</l>
	<l>Lunga stagion la bella <rs type="luogo">Roma</rs> oppresse,</l>
	<l>Che quelle genti stesse,</l>
 	<l>Che sempre odiar de’ re l?alta potenza,</l>
	<l>Servir lieti ad un solo, ed in lor tanto</l>
	<l>Di <rs type="name">Cesar</rs> la clemenza,</l>
	<l>E i finti modi del primiero Augusto</l>
	<l>Spenser di libertà l?amor vetusto,</l>
 	<l>Che la Donna del mondo a’ rei tiranni</l>
	<l>Ubbidì cieca, e l?arte</l>
	<l>Del fier sanguigno <rs type="name">Marte</rs></l>
	<l>Or sì avvezza è ad usare a’ propri danni,</l>
	<l>Ed al solio innalzar Cesari indegni,</l>
 	<l>Che del giusto, e del pio par che si sdegni.</l>
		</lg>
	<lg>
	<l>Già contra Costantin v?è chi congiura,</l>
	<l>Perch?egli de l?antico</l>
	<l>Rio costume nemico</l>
	<l>Agli empi incresce. Ahi nostra alta sventura!</l>
 	<l>Fecondo è ‘l suol roman di rei malvagi,</l>
	<l>Del nostro mal cagion sola, e presagi.</l>
		</lg></lg>

			</sp>

						</div2>
								</div1>
	<div1 type="atto">
	<head>ATTO QUARTO</head>
	<div2 type="scena">
	<head><hi rend="Italic">Scena prima</hi></head>
	<stage><hi rend="sc">C</hi>RISPO <hi rend="Italic">e</hi>  <hi rend="sc">F</hi>IRMIANO</stage>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>RISPO</speaker>
	<l>Se lo ‘mpero e la vita or sol tentasse</l>
	<l>Tormi fortuna, io con sicura fronte</l>
	<l>Saprei star contro a gli urti suoi più crudi;</l>
	<l>Ma a’ feri colpi, ond?or la rea mi preme,</l>
 	<l>Cede la mia costanza, ed io mi perdo</l>
	<l>Dal duolo oppresso, e qual più grave danno,</l>
	<l>Che morendo lasciar non vera fama</l>
	<l>D?ambizioso, di lascivo, e d?empio?</l>
	<l>Trovasti, o fato, al fin l?armi possenti</l>
 	<l>A vincer del mio cor l?antico ardire.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>IRMIANO</speaker>
	<l>Lasciam, signore, i favolosi e vani</l>
	<l>Nomi di sorte, di fortuna e fato.</l>
	<l>Fronda in arbor non ha, né stilla in mare,</l>
	<l>Che senza il motor primo abbia il suo moto;</l>
 	<l>E se l?uom, cui voler libero e’ diede,</l>
	<l>Talor per cieca voglia un giusto opprima,</l>
	<l>E questi il soffra, e a lui volga sua speme,</l>
	<l>O la somma giustizia al fin permette</l>
	<l>Strane vicende, o ‘n Ciel premio gli serba.</l>
 	<l>Stolto è colui che penetrar s?attenti</l>
	<l>Col fioco lume del mortale ingegno</l>
	<l>Negli alti abissi de l?eterna mente,</l>
	<l>La qual se mai sa ch?uom pravo gioisca,</l>
	<l>‘l buon sostenga affanno, a dritto fine</l>
 	<l>Tutto dispone con bontade immensa.</l>
	<l>È pero ver che Dio pur vuol che ‘l giusto</l>
	<l>Con ogni studio l?onor suo difenda,</l>
	<l>Incontro a’ gli empi accusator bugiardi,</l>
	<l>Ed e’, che sa lo ‘nterno, il resto curi.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>RISPO</speaker>
	<l>Oimè, troppo a’ miei danni armata pugna</l>
	<l>Infame schiera di menzogne rie,</l>
	<l>Incontro a cui oppressa veritade</l>
	<l>Per la tua lingua s?udirà, ma invano,</l>
	<l>Ed io ben sosterrei tra fiamme ardenti</l>
 	<l>Scagliarmi, o in mar gelato espormi ignudo,</l>
	<l>O muggir di <rs type="name">Perillo</rs> entro del tauro,</l>
	<l>Sol che mia fama non patisse oltraggio.</l>
	<l>Per questa a spade e ad aste offersi in guerra</l>
	<l>Mio petto, e questo guiderdon sol era</l>
 	<l>Di tante ch?io sostenni alte fatiche</l>
	<l>Nel cammin di virtude alpestre e duro.</l>
		</sp>
	<sp>

	<speaker><hi rend="sc">F</hi>IRMIANO</speaker>
	<l>Di se stessa è virtù frutto e mercede,</l>
	<l>Né vero onor va mai da lei disgiunto,</l>
	<l>Ciò non si tema, che l?antica etade</l>
 	<l>E la nostra talor atroce scempio</l>
	<l>De lo ‘nnocente far vide, ma spenta</l>
	<l>La sua fama non mai, poiché al fin giugne</l>
	<l>Veloce o lento il vero, e l?armi adopra</l>
	<l>In sua difesa, e le menzogne atterra.</l>
		</sp>
			</div2>
	<div2 type="scena">
	<head><hi rend="Italic">Scena seconda</hi></head>
	<stage><hi rend="sc">L</hi>ETO <hi rend="Italic">e i</hi>  <hi rend="sc">D</hi>ETTI</stage>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">L</hi>ETO</speaker>
	<l>Signor, m?è grave che de vostri lacci</l>
	<l>Io sia messo e ministro. Augusto il vuole,</l>
	<l>E’ mi comanda che ‘l temuto ferro</l>
	<l>A me cediate, ed in prigion vi meni.</l>
	<l>Il Ciel ben sallo se mi pesa e duole.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>RISPO</speaker>
 	<l>Il brando, o Leto, che mi cinse al fianco</l>
	<l>Il signor nostro, a lui tu rendi, e dilli</l>
	<l>Che non lo sdegni, ancor ch?io fossi reo,</l>
	<l>Poiché qual ora io lo rotai fra mille</l>
	<l>Schiere, altro sangue mai sparger non seppe</l>
 	<l>Se non quel de’ più feri, e de’ più forti</l>

	<l>De lo ‘mpero e di lui nemici, io pronto</l>
	<l>Sue brame adempio, e perché vien da lui,</l>
	<l>Sia giusto o no, qualunque duol m?è caro.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>IRMIANO</speaker>
	<l>Misero prence! e da qual?occhi un fiume</l>
 	<l>D?amaro pianto non trarria pietade,</l>
	<l>D?un uom, ch?è reo, perché la colpa abborre.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">L</hi>ETO</speaker>
	<l>Signor, il vostro generoso petto</l>
	<l>Ira non prenda, se l?uficio rio</l>
	<l>Adempio sol per ubbidire Augusto.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>RISPO</speaker>
 	<l>Anzi io voglio così, vo’ che fedele</l>

	<l>Servi ad Augusto, e grazie ancor ten rendo.</l>
	<l>Ecco togli il mio brando, e reo m?accuso,</l>
	<l>Sol perché tale il genitor mi crede,</l>
	<l>Son prigioniero, andiam dov?egli impose.</l>
		</sp>

	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">L</hi>ETO</speaker>
 	<l>Sieguo vostr?orme addolorato e mesto.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>IRMIANO</speaker>
	<l>Io deggio ben, infin che posso, e lice</l>

	<l>Seguirlo, indi tornare al grande Augusto,</l>
	<l>E a lui con quanto è ‘n me d?ingegno e d?arte</l>
	<l>Far chiaro il ver de l?innocenza oppressa.</l>
		</sp>
			</div2>
	<div2 type="scena">
	<head><hi rend="Italic">Scena terza</hi></head>
<stage><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO <hi rend="Italic">e</hi>  <hi rend="sc">F</hi>AUSTA</stage>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</speaker>

 	<l>E al fin già chiaro il tradimento enorme,</l>
	<l>E ‘l traditore, oimè, scorgo in un figlio.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
	<l>E figlio è ancor chi al letto, al regno, al sangue</l>
	<l>Del proprio genitor l?empio desire</l>
	<l>Volger ardio? Ma come a voi palese</l>
 	<l>L?autore e ‘l modo è de la ria congiura?</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</speaker>
	<l>Flavio, cui sol palese era l?arcano</l>
	<l>Del crudel tradimento, al solo aspetto</l>
	<l>De’ tormenti disposti a trargli a forza</l>
	<l>Dal profondo del cor l?empio segreto</l>
	<l>Impaurì vile, e palesò cagione</l>
	<l>De le sue colpe il già sospetto Crispo,</l>
	<l>Che morte al padre ed a Licinio ordiva,</l>
	<l>Per esser solo ad impor leggi al mondo.</l>
	<l>Pensa, o consorte, qual m?accora ed ange</l>
 	<l>Duolo, e qual dubbio il mio pensier confonde,</l>
	<l>Poiché nel traditore o perdo un figlio,</l>
	<l>O nel mio figlio un traditor conservo</l>
	<l part="I">A la mia morte.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
			<l part="F">Eh, caro sposo, è forza</l>
	<l>Talor aprir le proprie vene, ed indi</l>
	<l>Trarre il sangue nocivo, e quello stesso</l>
 	<l>Che un dì giovonne; or qual viltade opprime</l>
	<l>Sì vostro cuor, che omai sparger temete</l>
	<l>Sangue da voi pur da gran tempo uscito,</l>
	<l>Ed or sì guasto, ch?è a voi rischio e danno?</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</speaker>
	<l>Ah, Fausta, è figlio. Ogni tesoro e regno</l>
	<l>Cederei pronto, e morrei lieto ancora,</l>
	<l>Pur ch?e’ fosse innocente, altri mendace.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
	<l>E’ nondimeno è reo. Ma che? temete</l>
	<l>Con lui perder ancor di padre il nome?</l>
 	<l>Forse io non ho di numerosa prole</l>
	<l>Fatta vostra real progenie adorna?</l>
	<l>Che se fra quella alcun sarà che tenti</l>
	<l>Vostra ruina, io del mio proprio figlio</l>
	<l>Quella stragge farò che del mio padre</l>
 	<l>Seppi soffrir da l?ira vostra ultrice.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</speaker>
	<l>Saggia parlate, e consigliate il dritto;</l>
	<l>Ma non so che fareste al duro caso</l>
	<l>D?un vostro figlio a crudel morte esposto.</l>
	<l>Or lasciate che i miei contrari affetti,</l>
 	<l>E di padre, e d?offeso, e di regnante</l>
	<l>Pugnin fra loro, e ciascun mostri quanto</l>
	<l>Debbo a natura, a la giustizia, a <rs type="luogo">Roma</rs>.</l>
	<l part="I">Disporrò poi ciò che fia meglio.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
			<l part="F">Ancora</l>
	<l>Di vostra sicurtà paga non sono,</l>
	<l>E caro avrei scoprir s?altro segreto</l>
 	<l>Ed altri rei la gran congiura asconde,</l>
	<l>E far degli empi a mio piacer vendetta.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</speaker>
	<l>A me riserbo il giudicar di Crispo:</l>
	<l>Di tutti gli altri, o libertade o morte</l>
	<l>Da voi dipenda, poiché sì v?aggrada,</l>
	<l>Questo a’ fidi ministri or voglio imporre.</l>
		</sp>
			</div2>
	<div2 type="scena">
	<head><hi rend="Italic">Scena quarta</hi></head>
<stage><hi rend="sc">F</hi>AUSTA <hi rend="Italic">e poi</hi>  <hi rend="sc">N</hi>UTRICE</stage>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
	<l>Omai già stanco è di mentire il labbro,</l>
	<l>Quante calunnie, e quanti rei consigli,</l>
	<l>Dove son giunta, oimè, di fallo in fallo!</l>
	<l>E come oppressa d?empietà cotante,</l>
 	<l>Qualor a desir miei v?è chi s?oppone,</l>
	<l>L?ira nel cor tutti i miei spirti accoglie,</l>
	<l>Ed al mal sì mi rende ardita e presta,</l>

	<l>Ma qualor sola stommi, ahi lassa, in quali</l>
	<l>Spaventevoli aspetti a me davanti</l>
 	<l>Appaion tutti i miei misfatti, e come</l>
	<l>Orribilmente al cor freme, e rimbomba</l>
	<l>La ria memoria di cotante colpe!</l>
	<l>Come, ahi misera me, potei piegarmi</l>
	<l>A quel ch?anco vil serva abborre e sdegna,</l>
 	<l>A disonesti prieghi, a tradimenti,</l>
	<l>A scelerate accuse, a rei consigli,</l>
	<l>A fingere di amar chi bramo estinto,</l>
	<l>A tentar morte a chi m?ama, e s?affida</l>
	<l>A me cotanto, a profferir me stessa</l>
	<l>Del tradimento rio prezzo, e mercede!</l>
	<l>Ah Flaviana, gli empi, e scelerati</l>
	<l>Tuoi detti, quanto son per me funesti.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">N</hi>UTRICE</speaker>
	<l>E sempre, o Augusta, con turbato ciglio,</l>
	<l>Sempre in affanni, e non volgete un guardo</l>
	<l>A quella sorte, che con lieto volto</l>
	<l>Ogni vostro desio siegue, e v?applaude,</l>
 	<l>Che mai v?accora? a nostri alti disegni</l>
	<l>Ogni cosa vien destra, è Crispo in lacci,</l>
	<l>Flavio ritrova fede, opra sicuro</l>
	<l>Licinio, or qual cagion resta di duolo?</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>

	<l>Quella che ‘n tristo cor non mai scompagna</l>
 	<l>La colpa ancor ne’ più lieti successi.</l>
	<l>Quell?amaro, che sempre attosca il dolce,</l>
	<l>Di quanto l?uom con vizio e ‘nganno ottiene.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">N</hi>UTRICE</speaker>
	<l>Effetti son di non avvezzo core</l>
	<l>A l?opre accorte, ma ‘l successo, e l?uso</l>
 	<l>Al rimorso importuno al fin lo ‘ndura.</l>
	<l>Come se vento in mar non dritto spira,</l>
	<l>Qual fora d?uopo, e ‘l buon nocchier le vele</l>
	<l>Acconcia, sì ch?a suo favor lo prende,</l>
	<l>E perché allora del navilio s?erge</l>
	<l>L?un lato, e l?altro in mar par che trabocchi,</l>
	<l>Uom si spaventa, ma ‘n mirar che ‘n questi</l>

	<l>Torti modi e’ pur giugne ove desia,</l>
	<l>Del suo vano timor si ride, e pente.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
	<l>Chi puote induri a tante colpe il core,</l>
	<l>Ch?io già diffido, e quando altri felice</l>
	<l>Mi terria, crederei vedermi avanti</l>
 	<l>L?ombra di Crispo, e del tradito sposo,</l>

	<l>Orridi in vista, e di furore accesi,</l>
	<l>Minaccianti sgridarmi a tutte l?ore,</l>
	<l>O vada, o seggia, o parli, o vegghi, o dorma.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">N</hi>UTRICE</speaker>
	<l>Suol chi ‘n vedovo letto afflitta giace</l>
 	<l>Mirar tai larve, ma d?amante sposo</l>
	<l>Vago e gentil la compagnia novella</l>
	<l>Fugherà le fantasme, e voi da quelle</l>
	<l>Tra sue braccia sarete ognor secura.</l>
	<l>Voi sospirate, ed io tra’ lacci avvolto</l>
	<l>Miro intrepida un figlio, e nulla temo,</l>
	<l>Poiché sa porre i miei consigli in opra.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
	<l>È in mio poter sua libertade, Augusto</l>
	<l>Diemmi, ch?ogni prigion si stringa, e sferri</l>
	<l>Al cenno mio, sol Crispo a sé riserba.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">N</hi>UTRICE</speaker>
 	<l>Tolsevi il meglio, ma vo’ Flavio in ceppi,</l>
	<l>Fin che Crispo vivrà, fin che non fia</l>
	<l>Sol nel trono Licinio: or voi di questa</l>
	<l>Balia si accortamente usar devete,</l>
	<l>Ch?unqua non torni a chi la die’ sospetta.</l>
 	<l>Ma con Augusto è Firmiano: al certo</l>
	<l>Si ragiona di Crispo, or qui celata</l>
	<l>Tutto ascoltate, ch?egli è oprar da saggio,</l>
	<l>Aver in dubbie imprese ognora intento</l>
	<l>L?udito e ‘l guardo a quel che giova e nuoce.</l>
		</sp>

	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
 	<l>E in questo il tuo consiglio anco si adempia.</l>
		</sp>
			</div2>
	<div2 type="scena">
	<head><hi rend="Italic">Scena quinta</hi></head>
<stage><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO <hi rend="Italic">e</hi>  <hi rend="sc">F</hi>IRMIANO</stage>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</speaker>
	<l>Che dir potrai mio Firmiano, e quali</l>
	<l>Argomenti addur puoi che me ‘nnocente</l>
	<l>Dimostrin Crispo? Ah ch?io vorrei ch?e’ fosse</l>
	<l>Qual tu cerchi mostrarlo, e impero, e vita</l>
	<l>Volentier cederei per tal desio.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>IRMIANO</speaker>
	<l>Signor, dirò con fido cor nel labbro,</l>
	<l>Che da somma innocenzia a somma empiezza</l>

	<l>Non si varca in un passo; in cor lascivo</l>
	<l>Entrar sol può l'incestuosa fiamma,</l>
 	<l>E ne l?ambizioso il rio pensiero</l>

	<l>Di torre al genitor corona e vita,</l>
	<l>Ma in petto in cui sol castitade alberga,</l>
	<l>E modestia, e valor sommo, e sovrano,</l>
	<l>Com?entrar ponno sì contrari effetti</l>
 	<l>In un momento? È ver ch?uomo talora</l>
	<l>Da bontà grande a somma pravitate</l>
	<l>Passa, ma per suoi gradi a quella e’ giugne.</l>
	<l>Or ne l?alte virtù, di cui sì amante</l>
	<l>Crispo fu sempre, qual a noi die’ segno</l>
 	<l>D?intiepidir giamai l?ardente voglia</l>
	<l>Nel ben oprar, da cui sol gloria attese?</l>
	<l>Vide alcun mai ch?a vago volto un guardo</l>
	<l>Lascivo egli volgesse, o che dal vostro</l>
	<l>Voler un punto sol si dipartisse?</l>
	<l>Qual mente adunque, non di senno priva,</l>
	<l>Creder potrà che ‘n tanti empi misfatti</l>
	<l>E’ traboccato in un sol punto sia?</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</speaker>
	<l>Potrei per tue ragion a quel ch?io veggio</l>
	<l>Non dar credenza, ma qual argomento</l>
 	<l>S?oppon d?Augusta a le veraci accuse,</l>
	<l>Perché arrossò, perché turbossi in viso</l>
	<l>Nel cospetto di lei, pria ch?altro udisse?</l>
	<l>E Flavio sol, che di sua guardia è duce,</l>
	<l>Se fu l?autor de la congiura, e poi</l>
 	<l>Contra ‘l nostro voler fuor de la reggia</l>
	<l>Sol per opra di lui messo avea il piede,</l>
	<l>Poscia in mirarsi tra mie genti cerca</l>
	<l>Disperato ferirsi, e chiama Crispo,</l>
	<l>Ed a la vista sol de’ gran tormenti</l>
	<l>Svela Crispo cagion de l'empio eccesso,</l>
	<l>Che adunque mai potrò creder di lui,</l>
	<l>Se non lascivia, ambizione, orgoglio?</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>IRMIANO</speaker>
	<l>Credasi in altri ogni menzogna, e quanto</l>
	<l>Può lo ‘nganno trovar frodi più ascose,</l>
	<l>Pria che ‘n Crispo pensar colpa ancor lieve.</l>
	<l>E se l?accusan reo mille stranezze,</l>
	<l>Onde disciorre il nodo è forte impresa,</l>
	<l>Lo scuopron senza colpa i detti e l'opre,</l>
	<l>Che di sua bocca e di sua mano usciro.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</speaker>
 	<l>Come porian, se qual tu dici e’ fosse,</l>
	<l>Tanti segni mostrarlo iniquo e reo?</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>IRMIANO</speaker>
	<l part="I">Se ‘l volete, il dirò.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</speaker>
			<l part="F">Libero parla.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>IRMIANO</speaker>
	<l part="I">Può Fausta anco mentir.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</speaker>
			<l part="F">E que’ pallori?</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>IRMIANO</speaker>
	<l>Per l?altrui colpe uom giusto ancora imbianca.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</speaker>
	<l part="I">Flavio è suo duce.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>IRMIANO</speaker>
			<l part="F">Ma non caro a lui.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</speaker>
	<l part="I">Perché il soffriva?</l>
		</sp>
	<sp>

	<speaker><hi rend="sc">F</hi>IRMIANO</speaker>
			<l part="F">Voi gliel deste in prima.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</speaker>
	<l>Egli per lui fuor de la reggia uscio.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>IRMIANO</speaker>
	<l>Per chiamar nuova gente in vostra aita.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</speaker>
	<l>Sol tentar può chi vuol regnar mia morte.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>IRMIANO</speaker>
	<l>Né il solo Crispo al sommo impero aspira.</l>

		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</speaker>
	<l>Ma chi può ciò saper sol Crispo accusa.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>IRMIANO</speaker>
	<l>Di qual credenza un reo fellone è degno?</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</speaker>
	<l>A chi creder degg?io, s?altri ciò ignora?</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>IRMIANO</speaker>
	<l part="I">A l'antiche opre sue.</l>
		</sp>
	<sp>

	<speaker><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</speaker>
			<l part="F">Ciò mi si toglie.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>IRMIANO</speaker>
	<l part="I">Da chi?</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</speaker>
			<l part="F">Da nuovi e sì contrari segni.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>IRMIANO</speaker>
	<l part="I">Credesi adunque a un reo?</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</speaker>
			<l part="F">Ragion mi sforza.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>IRMIANO</speaker>
	<l>Dunque un fellon potrà timor fingendo</l>
 	<l>Accusar lo ‘nnocente, e acquistar fede,</l>
	<l>Qualor altri non v?ha, che scopra il vero?</l>
	<l>D?un vostro figlio adunque avrà la vita,</l>
	<l>A pender d?un fellon dal labbro indegno?</l>
	<l>Di quel gran figlio, cui senno e valore</l>
	<l>Dier tante palme, cui l?amor di tutto</l>
	<l>Il vostro impero applaude, in cui si spera</l>
 	<l>Di sì gran padre successor ben degno:</l>
	<l>Figlio, che a’ vostri alteri vanti accresce</l>
	<l>Quel d?esser anco genitor felice,</l>
	<l>Sorte che non ottenne il primo Augusto,</l>
	<l>E <rs type="name">Tiberio</rs>, e <rs type="name">Severo</rs>, e <rs type="name">Aurelio</rs>, ed altri,</l>
 	<l>Cui figli non largio natura, o tolse</l>
	<l>Morte anzi tempo, o fur aspri tiranni.</l>

	<l>E chi può dir che de la gran congiura</l>
	<l>Flavio a troncar non davvi un finto capo,</l>
	<l>Per salvare col vero anco se stesso?</l>
	<l>E quel togliendo a voi, toglier del fianco</l>
	<l>Nel rio periglio la maggior difesa?</l>
	<l>Padre d?un tanto eroe, d?un sì gran duce,</l>
	<l>Signor, deh aprite gli occhi, onde fu sempre</l>

	<l>Chiaro veduto l?altrui bene, e ‘l giusto,</l>
 	<l>Ch?oggi per mal comun mi sembran chiusi.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</speaker>
	<l>Con tuoi detti a bramarlo induci il core,</l>
	<l>Ma non la mente a crederlo non reo,</l>
	<l>Poiché troppo a suo danno, e Flavio, e Augusta,</l>
	<l>Ed ei medesmo n?accertò mia mente,</l>
	<l>Ma tu, che sì ragioni, or che faresti,</l>
	<l>Se t?ingombrasser tanti miei sospetti?</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>IRMIANO</speaker>
	<l>Io che so qual sia Crispo, unqua fra’ lacci</l>
	<l>Non l?avrei stretto, ma le ‘ngiuste accuse</l>
 	<l>Punite avrei con memorabil pena,</l>
	<l>Tal che nissun mai non ardisse altrui</l>
	<l>Accusar falsamente. Or ciò non dico,</l>
	<l>Ma è sol mi’ avviso, che ‘n atroci e feri</l>
	<l>Martiri Flavio a palesar si forzi</l>
	<l>Il ver, che asconde, poiché non la vista</l>
	<l>De’ tormenti, ma il duolo, insegna il vero</l>
	<l>Dire a color ch?han di mentire usanza.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</speaker>
	<l>Ciò è lieve cosa, e se non giova, almeno</l>
	<l>Nuocer non può. Vedrem Flavio in tormenti,</l>
 	<l>Che narrerà, ma certo in van si tenta.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>IRMIANO</speaker>
	<l>Spero in colui che muove e frena il tutto,</l>
	<l>Che pel sincero mio consiglio sia</l>
	<l>Squarciato il velo agli occhi vostro avvolto.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</speaker>
	<l>Egli il comun desio nostro secondi.</l>
      </sp>
			</div2>
	<div2 type="scena">
	<head><hi rend="Italic">Scena sesta</hi></head>
	<stage><hi rend="sc">F</hi>AUSTA <hi rend="Italic">sola</hi></stage>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
	<l>Intesi a tempo: e troverassi ancora</l>
 	<l>Scudo novello che difenda e copra</l>
	<l>Nostri disegni dal tuo ‘ngegno, o troppo</l>
	<l>A mie’ gran danni Firmian sagace?</l>
	<l>Poriano ancor que’ feri aspri martiri,</l>
	<l>Ch?a’ tormentati a lor danno sovente</l>
 	<l>Fan dir menzogne, ed incontrar la morte,</l>
	<l>Da Flavio trarre a viva forza il vero,</l>
	<l>Ed io delusa in un momento solo</l>
	<l>Di vendetta, e d?onor priva già fora,</l>
	<l>E d?impero, e di sposo, e ancor di vita?</l>
	<l>Ma così tosto a rapido torrente,</l>
	<l>Qual forte argine mai potrassi opporre?</l>
	<l>Flavio da la prigion s?involi, e ‘n questo</l>
	<l>Vaglia l'alto poder che diemmi Augusto:</l>
	<l>Misera me, che contra lui rivolgo</l>
 	<l>L?armi, che ‘n mano egli mi pose amante.</l>

	<l>Ma vien Licinio; ei mi consigli ancora,</l>
	<l>Come avvenir sì necessaria fuga</l>
	<l>Debba, senza ch?alcun di me sospetti.</l>

		</sp>
			</div2>
	<div2 type="scena">
	<head><hi rend="Italic">Scena settima</hi></head>
	<stage><hi rend="sc">L</hi>ICINIO <hi rend="Italic">e</hi> <hi rend="sc">F</hi>AUSTA</stage>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">L</hi>ICINIO</speaker>
	<l>Benché a’ nostri desir la sorte arrida,</l>
 	<l>Fin ch?io non colga il desiato frutto</l>
	<l>De l?opre mie, de’ mie’ perigli, Augusta,</l>
	<l>Pendo inquieto ognor fra dubbio e speme,</l>
	<l>Né ‘l frutto è già di <rs type="luogo">Roma</rs> il vasto impero,</l>
	<l>Ma sol vostra beltade obbietto e segno</l>
 	<l>De’ miei desiri, e cederei per questa</l>
	<l>La vita ancor, col regal manto, e ‘l trono,</l>
	<l>Quai sol per esser di voi degno or bramo.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
	<l>A miglior tempo, o mio Licinio, il vostro</l>
	<l>Labbro parli d?amor. Si badi ad altro,</l>
	<l>Poiché rischio non lieve a noi sovrasta.</l>

	<l>Firmian con ragione ha indotto Augusto</l>
	<l>Porre Flavio a crudel martoro. Io temo</l>
	<l>Che questi vinto al fin da l?aspro duolo,</l>
	<l>Seco noi tragga a inevitabil morte.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">L</hi>ICINIO</speaker>
 	<l>Giusto è ‘l timor; per fermo a lui daransi</l>
	<l>Tormenti eguali al grande alto segreto,</l>
	<l>Pronto rimedio un tanto mal prevegna.</l>
		</sp>
	<sp>

	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
	<l>Sua libertade è già ‘n mia possa, or questa</l>
	<l>E lui difenda, e noi dal gran periglio.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">L</hi>ICINIO</speaker>
 	<l>Debil difesa, poiché troppo lunge</l>
	<l>Stendesi il braccio di sdegnato Augusto,</l>
	<l>E chiaro indizio ancor daria tal fuga,</l>
	<l part="I">Del favor nostro a pro di Flavio.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
			<l part="F">Or quale</l>
	<l part="I">A noi rimane altro riparo?</l>

		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">L</hi>ICINIO</speaker>
			<l part="F">Un solo,</l>
	<l part="I">E questo è la sua morte.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
			<l part="F">Ah non sia vero</l>
	<l>Ch?opra sì ‘ngrata unqua di me si narri.</l>
	<l>Egli per noi sta ‘n ceppi, e a mortal rischio</l>
	<l>Soggiace, sol per far noi più felici:</l>
	<l>E figlio è al fin di donna a me sì cara,</l>
	<l>Che l?ampia strada al solio v?apre, e tanto</l>
	<l part="I">Ad amar voi mi scalda.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">L</hi>ICINIO</speaker>
			<l part="F"> O come lunge</l>
	<l>Dal vero il pensier vostro in ciò travia.</l>
	<l>Quanto mai per ben nostro e l?uno e l?altra</l>
	<l>Opra, egli è sol d'ambizion effetto,</l>
 	<l>Non già d?amor; e chi non sa che questi,</l>
	<l>Che innalzan me con ingannare altrui,</l>
	<l>Noi tradiriano ancor da nuova ed alta</l>
	<l>Speme allettati, che se amore o grata</l>
	<l>Voglia costor movesse, chi da Crispo</l>
 	<l>L?avrebbe svolto mai, che a l?alto grado</l>

	<l>Di primo duce di sua guardia il pose?</l>
	<l>Di così fatti, ond?è la fede ognora</l>
	<l>Sospetta, usar dobbiam sol quanto giova</l>
	<l>A l?util nostro, né dovrà frenarci</l>
 	<l>Gratitudine a far morto un uom reo,</l>
	<l>Non per ben nostro, ma per suo vantaggio,</l>
	<l>Or che necessità sì ria ne preme.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
	<l>Da che vi piace, a la salvezza nostra</l>
	<l>Ceda al fin vinto il natural desio</l>
	<l>D?esser grata e benigna a chi ne giova.</l>
	<l>Ma Flaviana in rimirar estinto</l>
	<l>Il figlio, accesa di furore e sdegno,</l>
	<l>Quello diria, che per celare oprato</l>
	<l>Avremmo ciò che tanto l?alma abborre.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">L</hi>ICINIO</speaker>
	<l part="I">Col figlio cada anco la madre.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>

			<l part="F">Or questa</l>
 	<l>D?ogn?altra immanità fora maggiore.</l>
	<l>Si muoia, o prence, o un?altra via si tenti.</l>

		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">L</hi>ICINIO</speaker>
	<l>Altra via non veggio, e sol da questa pende</l>
	<l>L?onor, lo ‘mpero, e vostra vita, e mia,</l>
	<l>Che importin assai più, credo, che quella</l>
	<l>D?una femmina rea, d?un uom perverso.</l>
	<l>E come ‘ncominciar meglio si puote</l>
	<l>Il nostro regno, che con tor del mondo</l>
	<l>Duo traditor? prendete adunque Augusta</l>
 	<l>O disonor e morte, o ‘l sangue loro.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
	<l>Che far mai debbo? Ah Flaviana, ah quanto</l>
	<l>Ti pugnan contro contro i tuo’ propri consigli,</l>
	<l>Dici ch?esser convien malvagio appieno,</l>
	<l>Per goder de la colpa il frutto intero,</l>
	<l>E che prudenza è ancor l?esser ingrata,</l>
	<l>Ti sarò mio malgrado ingrata ed empia,</l>

	<l>E se cara mi sei, pur molto è caro</l>
	<l>Al navigante il suo ricco tesoro,</l>
	<l>E talor con sua man lo getta e perde,</l>
 	<l>Per iscampar se stesso, in mar cruccioso.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">L</hi>ICINIO</speaker>
	<l>Nuocer può la tardanza, or voi lor morte</l>
	<l>Ite ad imporre, indi trovar fia lieve</l>
	<l>Cagion, per cui ciò prenda in grado Augusto,</l>
	<l>Ch?io vo dove mi chiama il gran disegno.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
 	<l>Oh com in un sol giorno in tanti eccessi</l>
	<l>Involger mi potei: qual folta schiera</l>
	<l>Di falli appare al mio pensiero, e dice:</l>
	<l>Siam noi tuoi figli, o come orribilmente</l>
	<l>L?un per l?altro coprir surge, e s?avvanza</l>
 	<l>Più fier d?ogn?altro, che ‘l precede. Ah bella</l>
	<l>Santa innocenzia, quanto più pregiata</l>
	<l>Esser dovresti a l?uom, or ti ravviso,</l>
	<l>Or conosco io quanto infelice e gramo</l>
	<l>È chi ti perde, alte ricchezze e regni</l>
	<l>Far lieto unqua non ponno un empio core,</l>
	<l>Né sventura far può misero appieno</l>
	<l>Un che ‘n mezzo agli affanni ha per conforto</l>
	<l>Poter libero dir: sono innocente.</l>
		</sp>
	</div2><div2 type="epilogo">
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>ORO</speaker>
	<lg type="canzone">

		<lg>
	<l>Coverto il ciel di nera atra gramaglia,</l>
	<l>Par che irato il gran <rs type="name">Giove</rs> a <rs type="luogo">Roma</rs> in grembo</l>
	<l>Sia per versar noioso orrido nembo</l>
	<l>Di mali, e di que’ fulmini che scaglia</l>
 	<l>Qualor par che li caglia</l>
	<l>Di superba città l?alta ruina:</l>
	<l>Qual nuovo aspro cordoglio</l>
	<l>Cruccioso a noi destina?</l>
	<l>Ahi, ch?a ragion dal soglio</l>
 	<l>Veggiam con nostro più crudele affanno</l>

	<l>Cadere il pio, che sorgervi il tiranno.</l>
		</lg>
	<lg>
	<l>Par che in prigion con Crispo anco si chiuda</l>
	<l>L?alta speme di <rs type="luogo">Roma</rs>, e ‘l gaudio, e ‘l riso;</l>
	<l>Già l?amara tristezza in ogni viso</l>
 	<l>Spiega su’ insegne, che se priva e ignuda</l>
	<l>(Ahi timor d?aspra, e cruda</l>
	<l>Pena cagion) fia del suo prenze amato,</l>
	<l>E tronche fian di morte</l>
	<l>Da un sol colpo spietato</l>
 	<l>Sua vita e nostra sorte</l>
	<l>Ogni ben fuggirà dal roman suolo</l>
	<l>Di quell?alma gentil seguendo il volo.</l>
		</lg>
	<lg>
	<l>Deh qual mai face da’ nostr?occhi intorno</l>
	<l>Sarà che tolga l?alta nebbia oscura,</l>
 	<l>O chi fia ch?innocenza intatta e pura</l>
	<l>Tragga ardito da l?ombre, e spieghi al giorno?</l>
	<l>Chi de la froda a scorno</l>
	<l>Fia che disgombri il genitor dolente</l>
	<l>De lo ‘nganno, in cui spinta</l>
	<l>Fu l?agitata mente,</l>

	<l>Ed ogni tema estinta,</l>
	<l>Nel trono ‘mperial più lieto ei splenda,</l>
	<l>E ‘l vinto rischio a noi più caro il renda.</l>
		</lg>
	<lg>
	<l>Qual selva è ‘l mondo solitaria, oscura,</l>
 	<l>E di ladri, e di fere orrida stanza,</l>
	<l>In cui quanto più l?uom entro si avanza</l>
	<l>Lungi da l?altra gente, è in men secura</l>
	<l>Parte, e par chiara ch?aspra e dura</l>
	<l>Sorte minaccin que’ silenzi, or tale</l>

 	<l>E quei che per gran pregi</l>
	<l>Di gloria alta, immortale,</l>

	<l>Di più famosi regi,</l>
	<l>Non che dal vulgo è lunge, onde il gran petto,</l>
	<l>E ‘l tergo a l?alte insidie ha più suggetto.</l>
		</lg>
	<lg>
 	<l>Celeste man lui tolga</l>
	<l>Dal grave rischio, or che nol puote il chiaro</l>
	<l>Padre, che a lui sol va d?onor a paro.</l>
	</lg></lg>
		</sp>

					</div2>
							</div1>
	<div1 type="atto">
	<head>ATTO QUINTO</head>
	<div2 type="scena">
	<head><hi rend="Italic">Scena prima</hi></head>
	<stage><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO <hi rend="Italic">solo</hi></stage>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</speaker>

	<l>Speranza è troppo debile e fallace</l>
	<l>Quella di Firmian. Chiare ben veggio</l>
	<l>L?alte colpe di Crispo, e ‘l mio gran danno.</l>
	<l>Vuole il pubblico ben, ragion mi sgrida</l>
 	<l>A fulminar l?ultima pena a un figlio,</l>
	<l>A un figlio! A questo sol tenero nome,</l>
	<l>Che’ più barbari fa pietosi e molli,</l>
	<l>Svenir dovrei. Pur non tal nome, ahi lasso,</l>
	<l>Dal profondo del cor mi tragge il pianto.</l>
 	<l>Piagno mille sue rare alte virtudi,</l>
	<l>Quel senno, quel valor, quel pronto e cieco</l>
	<l>Oprar ciò ch?io volea, que’ dolci modi,</l>
	<l>Che uniti al vago e signoril sembiante,</l>
	<l>Rapiano i cori a più selvaggi e rozzi,</l>
 	<l>Que’ pensier giusti in ben oprar sì ardenti,</l>
	<l>Ma come, oimè, cangiarsi in un sol punto,</l>
	<l>In lascive, in ribelli, in empie voglie?</l>
	<l>Misero padre! io troppo altero e lieto,</l>
	<l>Men gia di dare a <rs type="luogo">Roma</rs> un sì gran figlio,</l>
 	<l>Or con la speme cadde ogni mia gioia.</l>
	<l>Ah se morte con man pietosa avesse</l>
	<l>Tronco a tempo il mio stame, il più felice</l>
	<l>Mortal per lui lasciato avrei la vita,</l>
	<l>Com?or per lui vivrolla il più dolente.</l>
		</sp>
			</div2>
	<div2 type="scena">
	<head><hi rend="Italic">Scena seconda</hi></head>
	<stage><hi rend="sc">L</hi>ETO <hi rend="Italic">e</hi> <hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</stage>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">L</hi>ETO</speaker>
 	<l>Signor, le schiere tutte armate a guerra</l>
	<l>Chieggion libero Crispo, e minaccianti</l>
	<l>Si mostran pronte a ‘nsanguinar le spade,</l>
	<l>Per sua salute ne’ romani petti, </l>
	<l>E versar tutto di lor vene il sangue,</l>
	<l>In pro del caro duce, e s?alcun parla</l>
	<l>A favor vostro, più lo sdegno, e l?ira</l>
	<l>In lor si desta, come fiamma in esca</l>
	<l>Via più si spande per soffiar di vento,</l>
	<l>E gridan tutti: o libertade a Crispo,</l>
 	<l>O chi la vieta, crudel guerra e morte.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</speaker>

	<l>Or che dispongo in sì dubbio periglio?</l>
	<l>Se la sua libertà, che mai da quella</l>
	<l>Altro aspettar poss?io, che morte e scorno?</l>
	<l>Quegli, ch?osò tentar mio scempio, allora</l>
 	<l>Che mi scorgea ver lui sì pien d?affetto,</l>
	<l>Or che faria da mia giustizia offeso?</l>
	<l>Ah, se ‘l rischio mortal sol fosse mio,</l>
	<l>Cederei volentier vita ed impero.</l>
	<l>Ma di te, <rs type="luogo">Roma</rs>, io temo, e ‘n lui pavento</l>

 	<l>Del fier <rs type="name">Nerone</rs> un più crudel tiranno.</l>
	<l>Tal lo mi addita la congiura enorme,</l>
	<l>Tal lo ‘mproviso cambiamento e strano,</l>
	<l>Leto, col tuo consiglio omai soccorri</l>
	<l>Nel grave dubbio a la confusa mente.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">L</hi>ETO</speaker>
	<l>Sol dir poss?io che ‘l gran periglio attende</l>
	<l>Presto riparo, o libertade o morte,</l>
	<l>Ma qual convegna io pur dubbio mi taccio,</l>
	<l>Poiché ne l?una il vostro duol s?incontra,</l>
	<l>Ne l?altra la comun certa ruina.</l>
		</sp>
			</div2>
	<div2 type="scena">
	<head><hi rend="Italic">Scena terza</hi></head>
	<stage><hi rend="sc">L</hi>ICINIO <hi rend="Italic">e</hi> <hi rend="sc">D</hi>ETTI</stage>
	<sp>

	<speaker><hi rend="sc">L</hi>ICINIO</speaker>
 	<l>Augusto e zio, chi de la gran congiura</l>
	<l>Inteso fu, già tra le schiere spande</l>
	<l>Di Crispo il nome, e a ribellante impresa</l>
	<l>Gli animi accende, ed a guerrier promette</l>
	<l>Larghe mercedi, or io quanto conviensi</l>
	<l>Al dover mio quanto ho di forza al braccio </l>
	<l>Quant?ho d?affetti al cor, di senno a l?alma,</l>
	<l>E quanto sangue ho ne le vene, tutto</l>
	<l>In sì grand?uopo a voi consagro ed offro;</l>
	<l>Sol m?imponete ov?io sparger lo deggio,</l>
 	<l>Che gioioso andrò ‘ncontro a quella morte,</l>
	<l>Che a me fia nobil gloria, e a voi salute.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</speaker>
	<l>Chiaro nipote, da te <rs type="luogo">Roma</rs> aspetta</l>
	<l>Ampio ristoro a questi suoi gran danni,</l>

	<l>Or nel sen mi ti stringo, e tu mi fia</l>
 	<l>Figlio e sostegno, in vece di colui</l>
	<l>Che fier nemico, e traditor divenne.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">L</hi>ICINIO</speaker>
	<l>Per me pregiato è di fedel suggetto</l>
	<l>Il solo vanto, ma per or si badi</l>
	<l>A la comun salute, io già raccolti</l>
 	<l>Ho sol per vostra guardia i mie’ più cari,</l>
	<l>Ma fia debil difesa a tanta forza;</l>
	<l>Già qui affrettan venir le felle genti,</l>
	<l>Ad inondar le ‘mperiali soglie</l>
	<l>Con sangue e con incendi, e <rs type="luogo">Roma</rs> tutta</l>
 	<l>Empier di scempi, di rapine, e morti,</l>
	<l>E col protesto reo di salvar Crispo,</l>
	<l>Ognun disfogherà l?empie sue voglie.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</speaker>
	<l>Che più penso? or che a <rs type="luogo">Roma</rs> il gran periglio</l>
	<l>Sovrasta di servir sì rio tiranno:</l>
 	<l>Ceda a l?amor de la mia patria, ceda</l>
	<l>L?amor di un figlio, isvenerei me stesso,</l>
	<l>Se nuocesse a’ roman mia vita ancora.</l>
	<l>Poiché giustizia il vuol, Crispo s?uccida,</l>
	<l>E la morte d?un solo a mille, e a mille</l>
	<l>Scampi la vita, in questo punto, o Leto.</l>
	<l>Ah Crispo, ahi figlio, ahi duolo, ahi pena, o morte,</l>
	<l>Deh tu vienne a troncar ne le mie fauci</l>
	<l>Quel che a ragion tiranna a dir mi sforza,</l>
	<l>Va’, Leto, e fa ch?or or l?infida testa</l>
 	<l>Veggan recisa le commosse schiere,</l>
	<l>Sì che resti smagato ognun che il braccio</l>
	<l>Armar voleva in sua difesa, o l?armi</l>

	<l>Contra me, che sol bramo uscir di vita.</l>
	<l>Leto, va’ tosto, pria che pentimento</l>
 	<l>L?opra distolga intrepida e diritta.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">L</hi>ETO</speaker>
	<l>Dolente vado ad ubbidirvi, o sire,</l>
	<l>Ah miser Crispo, ah più ‘nfelice padre!</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</speaker>
	<l>E tu non indugiar, Licinio; vanne,</l>

	<l>E a le schiere prometti ampio perdono,</l>
 	<l>De le milizie tu duce sovrano</l>
	<l>Di Crispo in vece le raffrena, e cheta</l>
	<l>Con lusinghe e minacce, e fa ch?io veggia</l>
	<l>Per tua virtute a tanto mal riparo.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">L</hi>ICINIO</speaker>
	<l>Vado, signore, a palesar con l?opre</l>
 	<l>Quanta ho ver voi ne l?alma e fede e zelo.</l>
		</sp>
			</div2>
	<div2 type="scena">
	<head><hi rend="Italic">Scena quarta</hi></head>
<stage><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO <hi rend="Italic">e poi</hi> <hi rend="sc">F</hi>AUSTA</stage>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</speaker>
	<l>Abbia chi vuole, e scettro, e manto, e alloro,</l>
	<l>Che troppo in questi a me fa l?empia sorte</l>
	<l>Contrario peso; ahi, che dal più profondo</l>
	<l>Del petto voce languida e dolente</l>
 	<l>Par che mi dica: padre mio, pietate,</l>
	<l>E al pensier m?offre il mio misero figlio,</l>
	<l>Che porgendo al rio taglio il nobil capo,</l>
	<l>Il capo, in cui mio giovenil sembiante</l>
	<l>Chiaro si scorge, sì favelli: ah caro</l>
 	<l>Mio genitor, tu mi condanni a morte?</l>
	<l>Indi pentito, par che piagna e gride:</l>
	<l>Padre, perdona, e perché in van ciò chiede,</l>
	<l>L?orribil colpo scende, ed e’ mi dice</l>
	<l>Misto a’ pianti ed omei l?ultimo addio.</l>
 	<l>Quel sangue, oimè, che dal reciso capo</l>

	<l>Versa, è mio sangue, e quel gelido ‘mbusto</l>
	<l>È d?un mio figlio a me sì caro, e un tempo</l>
	<l>Fido sostegno de lo ‘mpero, e mio.</l>
	<l>Ahi tormento, ahi dolor! deh fuggi, e lascia</l>
	<l>O miser?alma l?affannate membra,</l>
	<l>Ma dove andrai? forse là dove l?ombra</l>
	<l>Del figliuol troverai, che ‘n fero aspetto</l>
	<l>Ti dirà: crudel alma, io qui son giunto</l>
	<l>Anzi tempo per te. Qual altra adunque</l>
 	<l>Via ne rimane a fuggir tanti affanni,</l>
	<l>Se nulla valmi, e a ciò morte non basta?</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
	<l>Col sangue, o sposo, di duo fier nemici</l>
	<l>Un incendio smorzai, ch?a nostro danno</l>
	<l>Era a surger già presso alto e vorace.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</speaker>
 	<l>Nulla più temo, or che ‘l più grave danno,</l>
	<l>Che affligger mi poteva, è certo: cade</l>
	<l>Già Crispo, Augusta omai gioisci e godi,</l>
	<l part="I">Già morte opprime il tuo nemico.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
			<l part="F">Io solo</l>
	<l>Per nemico il conobbi allor che volle</l>
	<l>Con l?onor involarvi impero e vita,</l>
 	<l>E perch?io v?amo, quanto amar può un cuore,</l>
	<l>Abborro ognun ch?offender voi s?attenti,</l>
	<l>Or Flaviana un tempo a me sì fida</l>
	<l>Cara nutrice a morte ho spinta, e seco</l>
	<l>Flavio suo figlio, né l?antico amore</l>
	<l>In me punto frenò l?ira novella,</l>
	<l>Infiammata dal vostro alto periglio.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</speaker>
	<l>E Flavian ancor? narra, che mai</l>
	<l>Quest?empia contra me tentar poteo?</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
	<l>Per liberar de la prigione il figlio,</l>

	<l>Raccolta avea torma d?infide genti,</l>
	<l>Che rotto avesser le ferrate porte,</l>
	<l>Onde, lui salvo, sprigionasser Crispo,</l>
	<l>Che traendo dal campo armate schiere,</l>
	<l>Sarian venuti a vendicar lor onte</l>
	<l>Col vostro sangue, e ‘l perfido trattato</l>
	<l>A me scoverto, il soprastante rischio</l>
	<l>Spensi con dar lor morte, a l?una il laccio</l>
	<l>L?indegna vita ha tolto, il ferro a l?altro</l>
 	<l>Ha il capo… Ma che veggio, oimè tradita!</l>
		</sp>
			</div2>
	<div2 type="scena">
	<head><hi rend="Italic">Scena quinta</hi></head>
<stage><hi rend="sc">F</hi>LAVIO <hi rend="Italic">e</hi> <hi rend="sc">D</hi>ETTI</stage>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>LAVIO</speaker>
	<l>Qualor l?uomo, signor, che per natura</l>
	<l>Al giusto inchina, a l?ingiustizia è volto,</l>

	<l>O sdegno, o ambizione, o amore, o tema</l>
	<l>Il torce, io d?ira mai contra il buon Crispo</l>
	<l>Cagion non ebbi, ambizione, e amore</l>
	<l>L?una già cadde con la speme, e l?altro</l>
	<l>Già con la sua cagion rimane estinto,</l>
	<l>Né chi tutto perdeo più tema ingombra,</l>
	<l>Tal che ritorno ad esser giusto, e dico:</l>
 	<l>Crispo è innocente, e fur Licinio e Fausta</l>
	<l>D?ogni empia accusa e d?ogni tradimento</l>
	<l>I primi autori, e quest?offrio se ‘n prezzo</l>
	<l>De la vita di Crispo, e de la vostra</l>
	<l>A l?amato Licinio, ed io per loro</l>
 	<l>Il tutto oprai da Flaviana indutto,</l>
	<l>Mia madre, e rea cagion d?ogni mio danno.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</speaker>
	<l>Che ascolto? olà, chi ha più veloce il piede</l>

	<l>A la prigione or corra, e a Leto imponga</l>
	<l>Ch?adempier cessi il mio decreto, e meni</l>
 	<l part="I">Qui Crispo, e tu, malvagia…</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
			<l part="F">Eh, tanta fede</l>
	<l>Trova il parlar d?un traditor mendace,</l>
	<l>Che fa rei gl?innocenti e assolve i rei?</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>LAVIO</speaker>
	<l>Così feci finor, ma cangio stile,</l>
	<l>Poiché ingrata mi foste, e con la morte</l>
	<l>Pagar mia servitù cercaste, or s?io</l>
	<l>Mentisco, o sire, quel gemmato cerchio,</l>
	<l>Che primo a lei donaste, ella vi renda,</l>
	<l>Che ‘n pegno di su’ amor donollo al drudo.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</speaker>
	<l>Non più, già scorgo il tradimento indegno,</l>
 	<l>Ah dolce speme mia, figlio innocente,</l>
	<l>Chi sa se di tua vita a tempo giugne</l>
	<l>L?avviso a Leto, ma che tardo? or voglio</l>
	<l>Gir io se posso a sciorgli i duri lacci;</l>
	<l>Indi attendano i rei supplicio e morte.</l>
		</sp>
			</div2>
	<div2 type="scena">
	<head><hi rend="Italic">Scena sesta</hi></head>
<stage><hi rend="sc">F</hi>LAVIO <hi rend="Italic">e</hi> <hi rend="sc">F</hi>AUSTA</stage>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>LAVIO</speaker>
 	<l>Nulla più teme chi salvar non spera</l>
	<l>Più la vita e l?onore, e questa morte,</l>
	<l>Onde l?offeso Augusto ambi minaccia,</l>
	<l>Data già me l?avea Fausta, cui tanto</l>
	<l>Servii fedel, morrò, ma de’ miei danni</l>
 	<l>Non rideran gl?ingrati, e se morendo</l>
	<l>Avrò degno gastigo al mio gran fallo,</l>
	<l>In un tempo avrò ancor giusta vendetta.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
	<l>Tua morte, o vile, a gran ragion tentai,</l>
	<l>Che ben degg?io d?un traditor temere,</l>
	<l>Anco allor ch?a mio pro s?adopra, ah troppo</l>
	<l>Costui m?insulta. Olà, menate altrove</l>
	<l>Quest?empio, sì che l?odiato aspetto</l>
	<l part="I">Più non turbi mia vista.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>LAVIO</speaker>
			<l part="F">Or l?ubbidite</l>
	<l>Ma il vero è già, vogliate o no, palese.</l>
		</sp>
			</div2>
	<div2 type="scena">
	<head><hi rend="Italic">Scena settima</hi></head>
	<stage><hi rend="sc">F</hi>AUSTA <hi rend="Italic">sola</hi></stage>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
 	<l>Fausta, che più si spera? e che più resta</l>
	<l>A far d?inganni enormi e d?opre inique?</l>
	<l>Già de la ria semenza il degno frutto</l>
	<l>Al fin raccogli. Or sì misera appieno</l>
	<l>M?hai renduta, fortuna, or che di tutte</l>
 	<l>Le colpe rea mi festi, al fin rivolgi</l>
	<l>Ogni mio fallo in mia vergogna e danno.</l>
	<l>Oimè, se a Crispo io volgo il pensier tristo</l>
	<l>Le mie lascivie e l?empie accuse scorgo,</l>
	<l>Se a Costantino, i tradimenti orrendi,</l>
 	<l>Quinci di Flaviana il freddo corpo</l>
	<l>Mi chiama ingrata, e mi spaventa, e quindi</l>
	<l>Flavio m?accusa, mi rinfaccia e pugne.</l>
	<l>Lassa, favola vil del basso vulgo</l>
	<l>Sarò fra poco, ognun empia, impudica,</l>
	<l>Traditrice, ribella, ingrata, ingiusta</l>
	<l>Dirammi, e d?odio, aborrimento, e sdegno</l>
	<l>I cuor, che ‘n prima reverenti, e umili</l>
	<l>Mi rendevan omaggio, il mio sembiante,</l>
	<l>Empierà tutti, fin che il duro acciaio</l>
 	<l>Per vil man non m?uccida, ah si prevenga</l>
	<l>Il certo colpo, almen gli aspri e noiosi</l>
	<l>Rimproveri così fuggansi, e l?onte.</l>
	<l>Corrasi a morte, che riceve gli empi</l>
	<l>Ugualmente che i buoni, ed è sicuro</l>
 	<l>Porto de le miserie e fin del pianto.</l>
	<l>Ammendi questa man tant?opre ingiuste,</l>
	<l>Col giusto ferro. Ah mio consorte offeso,</l>
	<l>Perdona, se ti tolgo una vendetta,</l>
	<l>Ch?esser tua dovea tutta, e questa colpa</l>
 	<l>È sol di perdon degna. Ah cari figli,</l>
	<l>Mi duole esservi madre, or che nel mondo</l>
	<l>Fia del mio nome la memoria infame.</l>
	<l>Vorrei pria di morir gli ultimi sguardi</l>
	<l>Darvi, e gli ultimi baci; oimè, pur temo</l>
	<l>Che schiverebber gl?innocenti volti</l>
	<l>Di una madre sì rea le labbra immonde.</l>
	<l>Ma che più indugio? or tu quest?alma accogli</l>
	<l>Là dove sta chi tradimenti ordìo,</l>
	<l>Mio genitor; che più ‘nfelice albergo</l>
 	<l>Aver non puote nel più basso inferno</l>
	<l>Di quel che or prova nel mio tristo petto.</l>
	<l>Tronchisi il laccio odioso, onde si sciolga</l>
	<l>Lo spirto reo da l?empio corpo, e accresca</l>
	<l>Furia peggior forse d?ogni altra in Dite.</l>
 	<l>Muovasi pur, né più si tardi, mori,</l>
	<l part="I">Fausta infelice, oimè.</l>
		</sp>
			</div2>
	<div2 type="scena">
	<head><hi rend="Italic">Scena ottava</hi></head>
<stage><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO <hi rend="Italic">e</hi> <hi rend="sc">F</hi>AUSTA ferita sopra una sedia</stage>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</speaker>
			<l part="F">Dove avrai scampo</l>
	<l>Vedovo padre e dispregiato Augusto,</l>
	<l>Se ‘l tardo pentimento ognor fia teco?</l>
	<l>Già de la reggia la gran corte inonda</l>
	<l>Gente ribella, a cui, se le nascenti</l>
 	<l>Ombre notturne non m?ingannan, capo</l>
	<l>È il traditor Licinio, e debil troppo</l>
	<l>Difesa a tanti in su le scale è opposta.</l>
	<l>Ah non è questo il mal, l?ingiusta morte</l>
	<l>Del mio innocente mi tormenta ed ange;</l>
	<l>Ed or, ch?egli è già spento, immergan pure</l>
	<l>Nel mio sen quante spade hanno i ribelli,</l>
	<l>Che sol può morte… Ma qual altro orrendo</l>
	<l>Spettacolo qui miro! uccisa giace</l>
 	<l part="I">Fausta! …</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">F</hi>AUSTA</speaker>
			<l part="F">Deh Costantin, gli ultimi accenti</l>
	<l>D?un cor pentito, benché in vano, ascolta.</l>
	<l>Crispo è innocente, e contra l?impudiche</l>
	<l>Mie voglie armò di sdegno il casto petto,</l>

	<l>Già Flavio il resto disse, io sol ti priego,</l>
 	<l>Se quest?ultimo pianto al sangue misto</l>
	<l>Può nulla in te, che de le colpe mie</l>
	<l>L?odio non passi ne’ miei figli, e in quelli</l>
	<l part="I">Innocenti ri…</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</speaker>
			<l part="F">Ah misera reina,</l>
	<l>Ecco dove la colpa al fin t?ha scorta,</l>
 	<l>E pur tua morte a lagrimar m?invita!</l>
	<l>Ma che spargo io qui pianti, or ch ‘l pudico,</l>
	<l>Il magnanimo, il fido, il forte, il caro</l>
	<l>Figlio, e sostegno mio di vita ho privo?</l>
	<l>Oh di madrigna rio furore! oh folle</l>
	<l>Precipitosa mia credenza, o colpa</l>
	<l>Empia, inaudita! oh giusto, immenso duolo!</l>
	<l>Fuggasi omai sì amara vita. Or voglio</l>
	<l>Prevenir de’ ribelli il duro incontro,</l>
	<l>E a mille spade il tristo petto offrendo,</l>
 	<l>Se moro almen tra quanti furo Augusti</l>
	<l>Il più ‘nfelice, non morrò il men forte,</l>
	<l>Che del lor sangue non cadrà digiuna</l>
	<l>La nostra spada, e punirassi in parte</l>
	<l>Lo ‘ndegno ardir; chi sa, chi sa, se incontro</l>
	<l>Avrò Licinio, e in un morte e vendetta?</l>
	<l>Sol pria vorrei su quell?amato imbusto</l>
	<l>Le macchie, ond?è del suo bel sangue tinto,</l>
	<l>Lavar col rio del mio angoscioso pianto:</l>
 	<l>Ma oimè non posso, e sol di fera morte</l>
	<l>La brama in questo disperato punto</l>
	<l part="I">Appagar lece, a morte adunque…</l>
		</sp>
			</div2>
	<div2 type="scena">
	<head><hi rend="Italic">Scena nona</hi></head>
<stage><p><hi rend="sc">L</hi>ETO<hi rend="Italic">co’ soldati</hi> (un de’ quali porterà un bacino coperto)
 <hi rend="Italic">e</hi> <hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO </p></stage>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">L</hi>ETO</speaker>
			<l part="F">Augusto,</l>
	<l>Ecco il teschio superbo a voi presento</l>
	<l>D?un tiranno crudel, con cui reciso</l>
	<l>Il vostro cadde, ed il comun periglio.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</speaker>
	<l>Leto, deh togli sì spiacente vista,</l>
	<l>Non avanzar mio duolo, or che mi mena</l>
	<l>A far di me il più crudo ultimo scempio,</l>
	<l>Ah come fosti ad ubbidir sì ratto</l>
	<l>Per mia sventura, s?or che nulla giova</l>
 	<l>Conosco il fallo di sua morte ingiusta.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">L</hi>ETO</speaker>
	<l>Ingiusta! ah ben v?intendo, invitto sire.</l>
	<l>Rallegratevi omai, che il teschio è questo</l>

	<l>Del traditor Licinio, e non del prode</l>
	<l>Crispo innocente, e di voi degno figlio.</l>
 	<l>Tolgasi il velo; or qui volgete un guardo.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</speaker>

	<l>E ‘l mio figlio diletto? or s?egli è vivo,</l>
	<l>Deh perché tarda a consolar suo padre,</l>
	<l>Col suo sì caro e desiato aspetto?</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">L</hi>ETO</speaker>
	<l>Egli è rimaso ad acchetar le turbe,</l>
 	<l>Che per lui solo armato avean il braccio,</l>
	<l part="I">E a voi verrà tra poco.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</speaker>
			<l part="F">Or narra intanto</l>
	<l>Del gran successo gli accidenti strani,</l>
	<l>E come in un sol punto il fero aspetto</l>
	<l part="I">Cangiò fortuna in sì giulivo.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">L</hi>ETO</speaker>
			<l part="F">Il vostro</l>
	<l>Decreto ad esseguir men gia dolente</l>
	<l>Ver la prigion, che il buon Crispo chiudea;</l>
	<l>Quand?ecco m?arrestò voce con pianto</l>
	<l>Formata, che dicea: mi conducete,</l>
	<l>Anzi ch?io muoia, a Costantin, che a lui</l>
 	<l>Svelar debbo gran cose; allor miei passi</l>
	<l>Drizzai ver donde uscì quel suono, e vidi</l>
	<l>Flavio tra pochi armati, e n?era il duce</l>
	<l><rs type="name">Creso</rs> Liberto a Fausta fido, e ‘l ferro</l>
	<l>Era già presso al tristo capo; allora</l>
 	<l>Che con mie genti io giunsi, e quei respinsi,</l>
	<l>In vedermi ei gridò: Leto, non bramo</l>
	<l>Viever io già, vo sol che m?oda Augusto,</l>
	<l>Perché Crispo è innocente, e son i rei</l>
	<l>Licinio e Fausta; per tai detti a voi</l>
 	<l>Giusto mi parve d?inviarlo, e intanto</l>
	<l>A la prigion del vostro figlio io stesso</l>
	<l>Pensai con miei guerrieri in guardia pormi.</l>
	<l>Ma giunto appena, a me venne chi espose</l>
	<l>Che ribellanti schiere eran vicine</l>
	<l>A la gran reggia, e che di lor duce era</l>
	<l>Il rio Licinio, ognor gridando: muoia</l>
	<l>L?empio tiranno; a tal notizia corsi</l>
	<l>Per le secrete vie su l?alte scale,</l>
	<l>E a tempo giunsi, onde animando i miei</l>
 	<l>Fidi seguaci, al gran furor m?opposi,</l>
	<l>Ma in van ciò fatto avrei, se Crispo al fine</l>
	<l>Da la prigion non fosse uscito in nostra</l>
	<l>Difesa anch?egli, a la cui vista quasi</l>
	<l>Tutti immoti restar. Licinio solo</l>
	<l>Con suoi pochi seguaci insano siegue</l>
	<l>L?ingiusta pugna, e contra lui si scaglia,</l>
	<l>Cui non copriva né cimier, né usbergo,</l>
	<l>Sol d?estinto guerrier lo scudo, e ‘l brando</l>
	<l>Aver poteo, ma l?un sì a tempo oppose</l>
 	<l>Del fier nemico al primo orribil colpo,</l>
	<l>E sì di punta in quel medesmo istante</l>
	<l>L?altro vibrò sotto il nemico braccio,</l>
	<l>Che quando alzato ei per ferir l?avea</l>
	<l>Di sangue ingordo, aprio ben destro varco</l>
 	<l>Al pro campion, il qual tutto l?immerse</l>
	<l>Ne l?empio petto, e sì Licinio cadde.</l>
	<l>Al suo cadere alzossi a l?aere un grido</l>
	<l>Di plauso a Crispo, e ognuno al fier drappello,</l>
	<l>Che al prenze incontro osò pugnar, l?acciaio,</l>
 	<l>Irato volse, e lacerati in mille</l>
	<l>Pezzi furo in un punto i rei compagni.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</speaker>
	<l>Ma come de le irate e ribellanti</l>
	<l>Schiere Licinio si fe’ scorta e duce?</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">L</hi>ETO</speaker>
	<l>Narra costui, che lo seguì dal campo,</l>

 	<l>E l?armi poscia a pro di Crispo volse,</l>
	<l>Ch?egli da folta compagnia seguito</l>
	<l>Di gente un tempo cara agli altri Augusti,</l>
	<l>Che restò poscia a Fausta amica e a lui,</l>
	<l>E di voi non contenta al campo giunse,</l>
 	<l>E gridò forte: “O miei romani invitti,</l>
	<l>Già Crispo, oimè, cadde svenato, il vostro</l>
	<l>Duce, padre e compagno, e voi badate</l>
	<l>Qui neghittosi? ah no, giusta vendetta</l>
	<l>Facciam d?un empio, che di lui geloso,</l>
	<l>Perché voi l?amavate, a morte il trasse,</l>

	<l>Seguami ognun, che ha roman core in petto”.</l>
	<l>Suoi falsi detti, come fiamma in erba</l>
	<l>Da sol riarsa subito s?apprende,</l>
	<l>Acceser sì que’ cor disposti a l?onte,</l>
 	<l>Che gridar, muoia il fier tiranno, e solo</l>
	<l>Viva il vendicator de’ nostri danni,</l>
	<l>E seguir ebbri di furor suoi passi.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</speaker>
	<l>Il traditor credea Crispo già spento,</l>
	<l>Poiché udio ciò che imposi, e se pietoso</l>
	<l>Il Cielo udir non ti facea le voci</l>
	<l>Di Flavio; già ‘l sarebbe; e già di sangue</l>
	<l>Piene le sale, e’ fier tiranno al soglio</l>
	<l>Ma troppo tarda il caro figlio, ed io</l>
	<l part="I">Più resister non posso, andiam.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">L</hi>ETO</speaker>
			<l part="F">Già viene.</l>
	</sp>
			</div2>

	<div2 type="scena">
	<head><hi rend="Italic">Scena ultima</hi></head>
<stage><hi rend="sc">C</hi>RISPO <hi rend="Italic">e</hi> <hi rend="sc">D</hi>ETTI </stage>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>RISPO</speaker>
 	<l>Eccovi, Augusto, il vostro figlio, e reo</l>
	<l>Benché non sia se lo bramate estinto,</l>
	<l>Pronto è a sparger per voi tutto il suo sangue,</l>
	<l>Ch?egli è pur vostro, e sol m?era noioso</l>
	<l>Versarlo per vil man, con l?empia nota</l>

	<l>Di traditore, e di ribello; or lieto</l>
	<l>Tutto diffonderollo incontro a i feri</l>
	<l>Vostri nemici, e del romano Impero.</l>
	<l>E se in altro mostrar debbo che poco</l>
	<l>Prezzo per ubbidirvi è scettro, e vita,</l>
 	<l>Imponete; che al tutto io son già pronto.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</speaker>
	<l>Sorgi, o saggio, o magnanimo, o cortese,</l>
	<l>O generoso mio figlio, e conforto,</l>
	<l>E ti raccogli a le paterne braccia</l>
	<l>Dopo il vinto periglio; in questo giorno</l>
 	<l>Per me rinasci, e con maggior mia gioia,</l>
	<l>Che allor sol ebbi un figlio, ed or racquisto</l>
	<l>In un figlio un eroe; nel sen ti stringo.</l>
		</sp>
	<sp>

	<speaker><hi rend="sc">C</hi>RISPO</speaker>
	<l>S?oggi rinasco, il viver mio cominci</l>
	<l>Nobil principio, a’ vostri piè ritorno,</l>
 	<l>E per la mia chiara innocenzia io priego</l>
	<l>Che nel comun gioir non sia chi piagna,</l>
	<l>Deh perdonate a’ rei: questo bel frutto</l>
	<l>Tragger vogl?io dal gran passato rischio,</l>
	<l>A chi m?offese l?ottener mercede.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</speaker>
	<l>Caddero in parte, a Flaviana un laccio</l>
	<l>Tolse l?indegna vita, a Fausta un ferro,</l>

	<l>La tua mano a Licinio; or Flavio vivo</l>
	<l>Rimagna, ma lontan dal nostro aspetto,</l>
	<l>Gli altri, che men colparo, abbian lo ‘ntero</l>
 	<l>Perdono, e godan l?alta tua clemenza.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>RISPO</speaker>
	<l>Vostri decreti adoro, e quinci apprendo</l>
	<l>Del perdonare e del punir le norme.</l>

		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</speaker>
	<l>Ancor si premi chi fedel mostrossi,</l>
	<l>E più d?ogni altro Firmiano e Leto.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">L</hi>ETO</speaker>
 	<l>Alta mercede a me la nobil vita</l>
	<l>Sia di prenze sì degno, e ‘l gaudio vostro.</l>
		</sp>
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>OSTANTINO</speaker>
	<l>Pria che tu vada a la prescritta impresa,</l>
	<l>Io vo’ che <rs type="luogo">Roma</rs> in tua presenzia applauda</l>
	<l>Con nuovi giochi e con superba pompa</l>
 	<l>A la sua gran fortuna, or che non teme</l>
	<l>Più d?un tiranno il giogo, e salvo mira</l>
	<l>In te lo ‘nvitto suo futuro Augusto.</l>
	<l>Andiam noi tutti al sacro tempio intanto,</l>
	<l>E al sovrano Rettor del Ciel, del mondo</l>
	<l>Offriam incensi, ed immortali grazie</l>
	<l>Rendiam divoti, e pien di gioia i petti,</l>
	<l>Poiché già, sua mercè, santa innocenzia</l>
	<l>Fiaccò l?orgoglio a l?empietà proterva,</l>
	<l>Ch?ogni ben da lui scende; abbian vil rogo,</l>
 	<l>E tomba umil de la superba Fausta</l>
	<l>Le fredde membra, e sia seco sotterra</l>
	<l>Anco de l?opre la memoria infame.</l>
		</sp>
	</div2><div2 type="epilogo">
	<sp>
	<speaker><hi rend="sc">C</hi>ORO</speaker>
	<lg type="canzone">
		<lg>
	<l>O Providenzia, o de l?eterna Mente</l>
	<l>Figlia, o difesa e speme</l>
	<l>Non mai fallace a oppressa alma innocente,</l>
	<l>Cui quando assale e preme</l>
 	<l>Turbo di mali sì che par che scampo</l>
	<l>Aver non possa, allor non visto inciampo</l>
	<l>Al rapido lor corso,</l>
	<l>Opponi, e fai che ‘l danno</l>
	<l>Caggia di chi ‘l tentò su l?empio dorso,</l>
 	<l>Quai cieche menti più negar potranno</l>
	<l>Tuo lume, ond?or si scorge</l>
	<l>Il falso a terra vinto, e ‘l ver che sorge?</l>
	</lg>
		<lg>
	<l>Flavio è tradito, e la ria madre è ancisa,</l>
	<l>Da chi larga mercede</l>
 	<l>Speraro a i falli, e al fin Fausta è derisa</l>
	<l>Da l?arti, ond?empia crede</l>
	<l>Spegner con l?altrui sangue il suo periglio.</l>
	<l>E di <rs type="name">Costanza</rs> il figlio</l>
	<l>Di <rs type="luogo">Roma</rs> il solio or premeria tiranno,</l>
 	<l>Se ‘l suo crudel consiglio,</l>
	<l>Onde sperò lo ‘nganno</l>
	<l>Celar, non distruggea tutti gl?indegni</l>
	<l>Suoi barbari disegni.</l>
	<l>Or quinci uom vegga al fin che nulla vale</l>
 	<l>Incontro al Ciel forza o saver mortale.</l>
	</lg></lg>
		</sp>

					</div2>
							</div1>
									</body>
											</text>
													</TEI.2>
