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      <title>Argomenti di Idilli</title>
      <author>Giacomo Leopardi</author>
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    <extent>4 Kb in UTF-8</extent>
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      <publisher>Biblioteca Italiana</publisher>
      <pubPlace>Roma</pubPlace>
      <date>2004</date>
      <idno>bibit001635</idno>
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        <p>Questa risorsa digitale è liberamente accessibile per uso
              personale o scientifico. Ogni uso commerciale è vietato</p>
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      <title>Collezione BibIt</title>
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      <bibl>
        <title>Tutte le opere</title>
        <author>Leopardi, Giacomo</author>
        <editor id="ed">Felici, Lucio</editor>
        <publisher>Lexis Progetti Editoriali</publisher>
        <pubPlace>Roma</pubPlace>
        <date>1998</date>
        <note>L'edizione elettronica fa riferimento al testo Giacomo Leopardi, Tutte le opere, a cura di W. Binni-E. Ghidetti, I, Firenze, Sansoni 1989.</note>
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                    <p>Tutti i materiali paratestuali della fonte cartacea non riconducibili alla
                      responsabilità dell'autore dell'opera sono stati soppressi nella versione
                      digitale</p>
                  </samplingDecl>
                  <editorialDecl>
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                      <p>Livello medio: controllo a video con collazione con edizione di
                      riferimento</p>
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                      <p>I simboli di citazione e di discorso diretto presenti sulla fonte cartacea
                        sono stati rappresentati sulla versione digitale</p>
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                      <p>I trattini di sillabazione a fine riga sono stati soppressi e le parole
                        ricomposte</p>
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    <classDecl><taxonomy id="CDD"><bibl>Classificazione Decimale Dewey</bibl></taxonomy><taxonomy id="CGB"><bibl>Classificazione generi BibIt</bibl></taxonomy></classDecl></encodingDesc>
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      <date>800</date>
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    <langUsage><language id="ita">Italiano</language></langUsage>
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        <term>858.7 - MISCELLANEA ITALIANA. 1814-1859</term>
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        <term>Poesia</term>
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        <name>Marina Larena</name>
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      <item>Validazione</item>
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<div1>
<head>1</head>
<p>Ombra delle tettoie. Pioggia mattutina del disegno di mio padre. Iride alla levata del sole. Luna caduta secondo il mio sogno. Luna che secondo i villani fa nere le carni, onde io sentii una donna che consigliava per riso alla compagna sedente alla luna di porsi le braccia sotto il zendale. Bachi da seta de' quali due donne discorrevano fra loro e l'una diceva, chi sa quanto ti frutteranno, e l'altra, in tuono flebiliss. oh taci che ci ho speso tanto, e Dio voglia ec.</p></div1>

<div1>
<head>2</head>
<p>Galline che tornano spontaneamente la sera alla loro stanza al coperto. Passero solitario. Campagna in gran declivio veduta alquanti passi in lontano, e villani che scendendo per essa si perdono tosto di vista, altra immagine dell'infinito.</p></div1>

<div1>
<head>3</head>
<div2>
<head>LE FANCIULLE NELLA TEMPESTA</head>
<lg><l>Donzellette sen gian per la campagna</l><l>
Correndo e saltellando, cogliendo fiori, giocando ec. </l><l>
Nè s'avvedean che sopra agli Appennini</l><l>
Da lungi s'accoglieva un tempo nero</l><l>
E brontolava lungamente il tuono. </l><l>
Ma quelle nol badar però che 'l sole</l><l>
Rideva ancor sulla fiorita piaggia. </l></lg>

	<p>Levossi un vento all'improvviso ec. e chiuse tutto il cielo. Fuggirono. Quella diceva. Oh Dio che il vento m'affoga io non ho più lena, conviene che mi volti indietro. Quell'altra, Queste piante vedete come le curva ec. Un'altra. Oh Dio che lampo: m'accieca ec.</p>

	<lg><l>Ecco una grandine ec. </l><l>
E moribondi a terra ivan gli augelli</l><l>
Con l'ali mezzo chiuse, e palpitando</l><l>
Si dibattean fra l'erba e fra la polve</l></lg>
	<lg><l>(E rotto il volo ec. e moribondi ec. e sulle vie) </l><l>
	Ahi! povere fanciulle, in un momento (Ahi triste</l><l>
donzellette) </l></lg>

	<p>Perdero il fior de gli anni. Giacciono sul campo ec. E poi di loro Con gran doglia i parenti ivan cercando. Qui non si trova capanna o tetto. Che faremo?</p>
	<p>Le vacche spaventate fuggivano per li prati dalla grandine, ec. E givano a gran corsa Anelanti le vacche per li campi Fuggendo (ed a gran corsa Anelanti le vacche ivan fuggendo Pei campi). Ma nè tetto nè capanna Era da presso.</p>
	<p>Mi par d'udire le campane (torri) della città dare il segno della tempesta.</p>
	<p>Allora le donzelle si dicevano l'una all'altra. Fanciulla. Altra. ec.</p></div2>

<div2>
<head>SUPPLEMENTO AGL'IDILLI</head>

	<p>Scrivi: che da tanta parte <emph>De l'ultimo</emph> orizzonte. Scrivi: Ancor che triste. Galline che tornano spontaneamente la sera alla loro stanza al coperto. Passero solitario. Campagna in gran declivio veduta alquanti passi in lontano, e villani che scendono per essa si perdono tosto di vista, altra immagine dell'infinito.</p></div2>

<div2>
<head>SUPPLEMENTO ALLE CANZONI STAMPATE</head>

	<p>Si scriva <emph>Beato te</emph> CHE 'L <emph>fato</emph> ec. e PERCHÈ 'L <emph>nascer ne desti</emph> ec. Si dovrà far man bassa sopra i punti ammirativi, uso inutile e moderno. Si scriva: Voi <emph>che 'l</emph> nostro mal ec. e Qui sì <emph>che 'l</emph> pianto ec. </p></div2>
</div1>
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</text>
</TEI.2>
