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Alla vita solitaria

O tre volte beato
Chi t'abbraccia col cor, rustica vita;
Tu con soave stato
Mantieni l'uomo in libertà gradita,
E nemica di guerra,
Compagna sei de l'innocenza in terra.
Tu qual cielo terreno
Per angeli hai nel grembo alati augelli,
Che nel tempo sereno
Tesson groppi d'amor canori e belli,
E con alterni cori
Carolando tra fior sembrano amori.
Per te fra questi colli,
Scompagnato da' fasti, io vivo in festa;
E su l'erbette molli
Ogni cura bandisco al cor molesta,
E sotto ombroso alloro
Godo lunge da l'or l'età de l'oro.
Qui turbator di pace,
Strepito popolar non odo o sento,
Ma, limpida e fugace,
Tra sassi mormorar l'onda d'argento,
Che la lucida lingua
Par che figlia del sonno apra e distingua.
Abiti la cittate
Ambizioso cor d'ombra d'onore,
Ch'io ne la povertate
Ricco trovo il desio, satollo il core,
E sotto il rezzo estivo
M'è cibo il latte, e m'è bevanda il rivo.
Là teme il re potente
Bever nel vaso d'or l'onda di Lete.
Qui presso il rio corrente
Sicuro ammorza ogni pastor la sete;
A l'ombra posa, e l'ombra
Di soave piacer l'alma gl'ingombra.
Qui la froda e l'inganno
È di semplice man scherzo gradito;
Qui l'insidie si fanno
Di torti nodi in laberinto ordito,
Per inescar tra vepri
Paurose damme e timidette lepri.
Qui la bellica tromba
Non viene arguta a spaventar le menti,
Che dal letto a la tomba,
Risvegliando l'ardir, porta le genti.
Ma, sgombrando ogni noia,
Spira musico legno aura di gioia.
Qui superbo non spira
Mai di tumido fasto Euro vagante,
Ma vezzosetto gira
Su le penne de' fior Zefiro amante
Tra mille piante e mille
Ombre fresche, antri foschi, onde tranquille.
Qui lusinghiera lode
Non empie altrui di vanità l'orecchio;
E senz'occulta frode
Qui la fronte è del cor limpido specchio;
E quel che chiude il core,
Semplicetta la bocca esprime fore.
Qui nel silenzio impara
Devoto spirto a ragionar col Cielo;
E fra l'ombre rischiara
Dei ciechi affetti il nubiloso velo;
E da cupo recesso,
Perch'in Dio s'avvicini, erge se stesso.
Qui rota allegro il giorno,
Né di nembo o d'orror giamai s'appanna;
Qui suda l'aria intorno
Prezioso licor di dolce manna,
Che la bocca gioconda
Apre ai teneri fior chiave feconda.
Solitudine amata,
Le bell'ombre ch'hai tu, son puri lumi,
Che ne l'età dorata
Fosti stanza et albergo ai sommi numi,
Onde chi vive in selve,
S'assomiglia agli dei, non a le belve.

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